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appunti
del dott. Claudio Italiano
cfr anche
In sostanza una DIC o CID si attua se si verificano queste condizioni: a) Immissione in circolo di attivatori della protrombina: -embolia di liquido amniotico aspirato dopo il parto, distacco precoce di placenta, atonia con emorragia post-partuum, aborto settico, ritenzione di feto morto, aborto da cloruro di sodio; -interventi su organi ricchi di trombochinasi, per es. sul polmone, pancreas, prostata, placenta (le 4 P!); -emolisi grave, per es. per incompatibilità in errori trasfusionali; -veleno di serpente; -stati neoplastici terminali con liberazione in circolo di sostanze tromboplastinosimili, - nelle leucemie.
b) Attivazione della coagulazione tramite mediatori: - endotossine di batteri gram-negativi in gravide; - sindrome di Waterhouse-Friderichsen=coagulopatia da consumo con emorragia cutanea, shock, rigidità nucale ed emorragie cutanee e surrenali nella sepsi da meningococco dove la terapia con penicillina è urgente; - Coagulopatia da consumo nella setticemia (cioè quando i batteri sono nel sangue) da batteri gram negativi; - Porpora fulminante: affezione acuta, con microtrombi vasale post-infettiva con emorragie cutanee estese e simmetriche della cute e necrosi centrale e DIC.
Decorso. Nella Coagulopatia Intravasale Disseminata o CID o DIC avremo 3 fasi:
Clinica. Il malato presenta shock, con polso piccolo e frequente, agitazione, pallore, sudorazione fredda e labbra cianotiche; possibilmente ha delle petecchie e/o porpora emorragica, cioè delle macchie che sembrano “piccoli nevi puntiformi” diffusi in tutto il corpo, mentre si manifestano emorragie (per es. in un caso clinico una paziente aveva avuto una “ripresa del ciclo”, secondo quanto appreso all’anamnesi, emissione di sangue nelle urine, lacrime miste a sangue, insufficienza cardio-respiratoria acuta, fino al coma irreversibile ed all’exitus, con consumo delle piastrine, aumento dei PDF e del D-dimero (vedi avanti).
Diagnosi. E’ la fase più delicata della CID e presuppone che un medico abbia il sospetto clinico di ciò che cerca , che presuppone l’attenta ed umile valutazione del malato.
LABORATORIO:
Diagnosi differenziale
TERAPIA E’ una terapia spesso e volentieri drammatica, da attuaris preferibilmente in rianimazione; il trattamento della malattia scatenante è imperativo, per es. occorre trattare l’infezione che la sottende, operare sulla ritenzione di placenta, rimuovere il tessuto neoplastico, aspirare le raccolte di sangue dopo gli interventi chirurgici, impiegare le eparine dove è necessario e quelle adeguate, senza farsi prendere la mano dalle mode. Spesso una buona e vecchia eparina sodica è quello che ci vuole! La cura è sempre affidata a mani esperte ed al rianimatore, trattandosi di patologia da trattare in maniera intensiva. Nella fase del pre-DIC, cioè come profilassi si impiegano eparina a 500 UI/ ora in pompa infusionale, riducendo se necessario, monitorizzando la coagulazione;
Durante la DIC o CID: - si possono impiegare prodotti concentrati a base di ANTI TROMBINA III, circa 3000-5000 UI di ATIII; - plasma fresco per integrare il fibrinogeno ridotto, se il tempo di quick è ridotto e se il PTT sale, almeno 500 ml nelle prime 2 ore;qui non si impiega eparina!
Post-DIC - eparina per ridurre l’ipercoagulabilità, con PTT che deve salire X 1,5 -2 volte la norma - ANTITROMBINA III – se la sua attività scende al di sotto dell’80%.
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