CLAMIDIE

appunti del dott. Claudio Italiano

Di forma grossolanamente tondeggiante, immobili, devono necessariamente vivere all’interno di cellule eucariote, in quanto privi degli enzimi necessari al metabolismo ossidativo. Sono pertanto dei parassiti obbligati. Potrebbero sembrare, dunque, dei virus, per via della loro moltiplicazione all'interno del citoplasma delle cellule ospiti, ma è più logico assimilarli ai batteri, poiché contengono materiale genetico sia DNA che RNA, e possiedono una parete cellulare chimicamente simile a quella dei batteri gram negativi, possiedono ribosomi e crescono bene nei sacchi vitellini delle uova embrionate. Ancora, a differenza dei batteri, non sono dotati di parete cellulare vera e propria, formata da peptidoglicano, ma l'involucro esterno è costituito da una membrana interna, da una parete con proteine ricche in cisteina e una membrana esterna. Presentano una scarsa o nulla sensibilità agli antibiotici β-lattamici.

 

Questa particolare struttura impedisce la fusione del lisosoma con il fagosoma in cui la clamidia è inglobata. Si dividono per scissione binaria (invece di moltiplicarsi per assemblaggio dei diversi componenti), possono sintetizzare proteine e contengono ribosomi, ma non sono capaci di pro­durre ATP, per cui per sopravvivere dipendono dall'energia prodotta dalla cellula ospite. Le tre specie di clamidie re­sponsabili di malattie nell'uomo sono Chlamydia trachomatis, Chlamydia pneumoniae e Chlamydia psittaci. C. trachomatis provoca il tracoma, una malattia oculare che rappresenta la maggiore causa di cecità nel terzo mondo, oltre a una serie di disturbi genitourinari trasmessi per via sessuale, qua­li uretriti, salpingiti e linfogranuloma venereo. C. pneumoniae può determinare quadri di polmonite atipica, bronchite e sinusite. C. psittaci, di norma responsabile di infezioni ne­gli uccelli, nell'uomo può provocare gravi malattie sistemiche, con manifestazioni prevalentemente polmonari. La clamidia ha un ciclo vitale dimorfico: corpo elementare (CE) e corpo reticolare (CR). Il primo è piccolo (200-300 nm), rotondo, con citoplasma denso e compatto e rappresenta la forma infettante. Il corpo reticolare è più grande (600-1000 nm), il citosol meno denso, è metabolicamente attivo, si moltiplica per scissione binaria e rappresenta la forma non infettante. Benché non sia presente la parete cellulare, il corpo elementare riesce a sopravvivere nell'ambiente grazie alla presenza di molteplici legami disolfuro tra le proteine della membrana. Le cla­midie sono sensibili ai macrolidi e alle tetracicline.

In particolare.
Nel genere Chlamydia, vengono identificate tre specie: C. psittaci che provoca la psittacosi; C. pneumoniae, che causa la polmonite da clamidie e C. trachomatis, che comprende 15 sierotipi e causa molte condizioni patologiche; i sierotipi A, B, Ba e C causano il tracoma e le congiuntiviti da inclusione; quelli da D a K causano malattie trasmesse sessualmente. L1 e L2 causano  il linfogranuloma venereo e la L3 causa polmoniti nel topo. La C. trachomatis negli USA è la più comune causa di malattie trasmesse per via sessuale, comprese l'uretrite non gonococcica e l'epididimite negli uomini; la cervicite, l'uretrite e la malattia infiammatoria pelvica nelle donne; Fattori che si ritiene agiscano da concausa nella diffusione delle clamidie e dei gonococchi dall'endocervice all'endometrio e all'endosalpinge includono la presenza di muco cervicale (fluido) indotto da attività estrogenica, l'adesività allo sperma che migra in senso ascendente nelle tube, l'uso di dispositivi intrauterini anticoncezionali, le irrigazioni vaginali e le mestruazioni.

Seguono la sindrome di Reiter; la congiuntivite neonatale e la polmonite acquisite per trasmissione materna. In alcune casistiche la C. trachomatis è stata ritenuta responsabile del 20% delle faringiti dell'adulto. Anche C. trachomatis infetta le cellule colonnari delle tube di Falloppio, ma non determina che un minimo danno nelle colture di tessuto tubarico, forse perché la risposta dell'ospite è più importante degli effetti tossici diretti dei prodotti batterici nella patogenesi della salpingite da C. trachomatis. Nella cervicite mucopurulenta da clamidia le biopsie cervicali evidenziano: inclusioni contenenti clamidie all'interno delle cellule colonnari; infiltrazione dell'epitelio colonnare di parte di neutrofili e della sottomucosa e dello stroma da parte di plasmacellule, linfociti, istiociti e neutrofili; aggregati linfoidi contenenti linfociti trasformati. clamidiaLa C. pneumoniae può causare polmonite, specialmente nei bambini e nei giovani. La percentuale di polmoniti di comunità dovute a C. pneumoniae varia dal 6 al 19% in diversi studi. Essa può essere clinicamente indistinguibile da una polmonite causata da Mycoplasma pneumoniae. Sebbene secondo alcuni studi la polmonite da clamidia tra i bambini < 5 anni sia rara, essa arriva a rappresentare il 6-9% dei casi di polmonite in altri. Non sono state osservate variazioni stagionali nella frequenza. Il microrganismo è stato trovato nelle lesioni ateromatose e l'infezione è associata a un aumentato rischio di malattia coronarica. La causalità non è stata stabilita e sono in corso studi clinici controllati sulla terapia.  La C. psittaci infetta numerosi animali, ma l'infezione umana è strettamente correlata al contatto con uccelli.
La terapia è rappresentata da tetracicline, macrolidi e alcuni fluorochinolonici. La terapia, proseguita per 2 sett., può ridurre le recrudescenze.

oppure cfr  indice di infettivologia