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appunti del
dott.
Claudio Italiano
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II cytomegalovirus (CMV) è un virus a DNA che appartiene al gruppo degli herpesvirus e, in quanto tale, sospettato di essere oncogeno. Dopo l'infezione primaria il citomegalovirus (CMV o HHV-5) entra in alcuni tipi di cellule del nostro organismo dentro le quali si replica in modo parassitario e le porta alla morte. Sono sede di infezione primaria multipla le cellule epiteliali, le mucose, i linfonodi (cfr linfoadenopatie). Permane in forma latente per tutta la vita nel sangue periferico, nell'epitelio dei tubuli renali e nell'epitelio delle ghiandole salivari. Pertanto persiste in forma latente nell'organismo e può riattivarsi quando i sistemi di difesa si indeboliscono. Appartiene alla stessa famiglia alla quale appartiene il virus dell'herpes labiale e genitale, della varicella, della mononucleosi infettiva (virus di Epstein-Barr).
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Epidemiologia
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In caso di infezione post-natale, la malattia si manifesta prevalentemente nelle seguenti situazioni a rischio: riduzione delle difese legata ad affezioni maligne (ad es. leucemie, malattia di Hodgkin, linfomi non-Hodgkin), immunodeficienze acquisite (AIDS congenite (ad es. SCID), immunosoppressione in caso di trapianto d'organo. Ai fini dell'incidenza e della gravità della malattia è rilevante il quadro anticorpale specifico anti-CMV nel donatore e nel ricevente del trapianto: un ricevente sieronegativo da donatore sieropositivo presenta il rischio più elevato di decorso grave della malattia. Trasmissione Transplacentare nelle forme connatali. Tramite goccioline di Flugge e secreti organici nelle forme post-natali; anche mediami trasfusioni di sangue, trapianto d'organo e contagio sessuale. Incubazione Non è nota con certezza (3-6 settimane?). Anatomia patologica Infiammazione linfo-plasmacellulare interstiziale con presenza di cellule giganti e corpi inclusi virali intranucleari (cellule a «occhio di civetta»). Clinica La malattia può coinvolgere vari organi: • nel neonato (infezione connatale): nascita prematura, epatite con ittero protratto, epatomegalia e splenomegalia, anemia emolitica, porpora piastrinopenica, ipoacusia, corioretinne ritardo dell'accrescimento, ritardo mentale, ecc. • nell'adulto (infezione post-natale):
a) nel paziente immunocompetente l'infezione decorre in oltre il 90% dei casi ir modo asintomatico, evtl. può comparire un quadro clinico simil-mononucleosi.. con linfoadenopatia o epatite lieve; evtl. astenia per alcune settimane/mesi b) nel paziente immunodepresso la malattia decorre in modo più grave:
— febbre, quadro clinico simil-mononucleosico — mialgie, artralgie — leucopenia, piastrinopenia — retinite (è la manifestazione da CMV più frequente in corso di AIDS): essudato a fiocchi di cotone ed emorragie — encefalite — polmonite interstiziale con elevata mortalità, intorno al 50% dei casi (è seconda per frequenza in corso di AIDS, ed è la causa principale di polmonite dopo trapianto di midollo osseo allogenico) — esofagite, gastrite — colite con ulcerazioni (frequente in corso di AIDS) — epatite — ripresa tardiva dell'ematopoiesi (con pancitopenia) dopo trapianto di midollo osseo allogenico. Laboratorio Spesso leucopenia con linfocitosi relativa e linfociti atipici; evtl. piastrinopenia. Diagnosi differenziale Epatite e polmonite da altra causa, infezione da HIV. Diagnosi 1. clinica, valutazione oculistica (esame del fundus) 2. diagnostica prenatale dell'interessamento fetale in caso di infezione durante la gravidanza: — ecografia fetale — evtl. valutazione del liquido amniotico e del sangue del cordone ombelicale per la ricerca di anticorpi IgM e del DNA virale 3. diagnostica neonatale: dimostrazione degli anticorpi IgM e del virus nelle urine e nel secreto faringeo 4. diagnostica dell'infezione post-natale: — dimostrazione del virus, dell'antigene pp65 e del DNA virale in urine, sangue, liquido di lavaggio broncoalveolare, materiale bioptico: dimostrazione dell'infezione attiva da CMV nel paziente immunodepresso — dimostrazione degli anticorpi specifici:
• infezione primaria: sieroconversione (comparsa di anticorpi IgG anti-CMV) e dimostrazione di anticorpi IgM anti-CMV • infezione persistente: gli anticorpi IgG anti-CMV sono i marcatori della diffusione dell'infezione nella popolazione • riattivazione: nei soggetti immunocompetenti si osserva spesso un aumento del titolo degli anticorpi IgG ed evtl. la ricomparsa di anticorpi IgM; in caso di immunodepressione conclamata l'incremento degli anticorpi può mancare, e pertanto la diagnosi non può essere posta mediante tecniche sierologiche. Istologia Su materiale bioptico: inclusioni virali nelle cellule giganti infettate. Terapia • nei pazienti immunocompetenti, anche se sintomatici, non è abitualmente necessario alcun trattamento • nelle donne gravide sieronegative somministrazione post-esposizione di immunoglo-buline anti-CMV • nei pazienti immunodepressi con malattia: ganciclovir (mielotossico) e immunoglobu-line anti-CMV. Nei pazienti con AIDS è indicato anche il foscarnet, per il suo effetto antiretrovirale; farmaco di seconda scelta: cidofovir (nefrotossico). Nei pazienti con AIDS, profilassi delle recidive con ganciclovir. |
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