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INFEZIONE DA CYTOMEGALOVIRUS (CMV)

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Inclusioni cellulari ad "occhiali" in corso di infezione da CMVAgente eziologico

II cytomegalovirus (CMV) è un virus a DNA che appartiene al gruppo degli herpesvirus e, in quanto tale, sospettato di essere oncogeno. Dopo l'infezione primaria il citomegalovirus (CMV o HHV-5) entra in alcuni tipi di cellule del nostro organismo dentro le quali si replica in modo parassitario e le porta alla morte. Sono sede di infezione primaria multipla le cellule epiteliali, le mucose, i linfonodi (cfr linfoadenopatie). Permane in forma latente per tutta la vita nel sangue periferico, nell'epitelio dei tubuli renali e nell'epitelio delle ghiandole salivari.

Pertanto persiste in forma latente nell'organismo e può riattivarsi quando i sistemi di difesa si indeboli­scono. Appartiene alla stessa famiglia alla quale appartiene il virus dell'herpes labiale e genitale, della varicella, della mononucleosi infettiva (virus di Epstein-Barr).

 

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Epidemiologia

Nei paesi in via di sviluppo è infetto più del 90% della popolazione, in Europa circa il 50%. Nei gruppi a rischio (AIDS, prostitute, omosessuali), il 90% dei soggetti risulta positivo per la presenza di anticorpi specifici. L'infezione da CMV connatale è l'infezione virale congenita più diffusa. Il fattore di ri­schio principale è rappresentato dall'infezione primaria in gravidanza (che compare circa nel 3% delle donne sieronegative): in questo caso viene infettato 1/3 dei feti, nel 10% circa dei quali si manifesta poi la malattia connatale da CMV. Nel 10% circa delle donne sieropositive si verifica una riattivazione dell'infezione da CMV durante la gravidanza: in questo caso il feto viene infettato più raramente (< 10%) e i neonati so­no generalmente asintomatici (danni a distanza possono però comparire nel 10% dei casi circa).

 

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In caso di infezione post-natale, la malattia si manifesta prevalentemente nelle seguen­ti situazioni a rischio: riduzione delle difese legata ad affezioni maligne (ad es. leucemie, malattia di Hodgkin, linfomi non-Hodgkin), immunodeficienze acquisite (AIDS congenite (ad es. SCID), immunosoppressione in caso di trapianto d'organo. Ai fini dell'incidenza e della gravità della malattia è rilevante il quadro anticorpale specifico anti-CMV nel donatore e nel ricevente del trapianto: un ricevente sieronegativo da donatore sieropositivo presenta il rischio più elevato di decorso grave della malattia.

Trasmissione

Transplacentare nelle forme connatali.

Tramite goccioline di Flugge e secreti organici nelle forme post-natali; anche mediami trasfusioni di sangue, trapianto d'organo e contagio sessuale.

Incubazione

Non è nota con certezza (3-6 settimane?).

Anatomia patologica

Infiammazione linfo-plasmacellulare interstiziale con presenza di cellule giganti e corpi inclusi virali intranucleari (cellule a «occhio di civetta»).

Clinica

La malattia può coinvolgere vari organi:

    nel neonato (infezione connatale): nascita prematura, epatite con ittero protratto, epatomegalia e splenomegalia, anemia emolitica, porpora piastrinopenica, ipoacusia, corioretinne ritardo dell'accrescimento, ritardo mentale, ecc.

    nell'adulto (infezione post-natale):

 

a)     nel paziente immunocompetente l'infezione decorre in oltre il 90% dei casi ir modo asintomatico, evtl. può comparire un quadro clinico simil-mononucleosi.. con linfoadenopatia o epatite lieve; evtl. astenia per alcune settimane/mesi

b)     nel paziente immunodepresso la malattia decorre in modo più grave:

 

    febbre, quadro clinico simil-mononucleosico

    mialgie, artralgie

    leucopenia, piastrinopenia

    retinite (è la manifestazione da CMV più frequente in corso di AIDS): essu­dato a fiocchi di cotone ed emorragie

    encefalite

    polmonite interstiziale con elevata mortalità, intorno al 50% dei casi (è se­conda per frequenza in corso di AIDS, ed è la causa principale di polmonite dopo trapianto di midollo osseo allogenico)

    esofagite, gastrite

    colite con ulcerazioni (frequente in corso di AIDS)

    epatite

    ripresa tardiva dell'ematopoiesi (con pancitopenia) dopo trapianto di midollo osseo allogenico.

Laboratorio

Spesso leucopenia con linfocitosi relativa e linfociti atipici; evtl. piastrinopenia.

Diagnosi differenziale

Epatite e polmonite da altra causa, infezione da HIV.

Diagnosi

1.     clinica, valutazione oculistica (esame del fundus)

2.     diagnostica prenatale dell'interessamento fetale in caso di infezione durante la gra­vidanza:

     ecografia fetale

    evtl. valutazione del liquido amniotico e del sangue del cordone ombelicale per la ricerca di anticorpi IgM e del DNA virale

3.     diagnostica neonatale: dimostrazione degli anticorpi IgM e del virus nelle urine e nel secreto faringeo

4.     diagnostica dell'infezione post-natale:

    dimostrazione del virus, dell'antigene pp65 e del DNA virale in urine, sangue, liquido di lavaggio broncoalveolare, materiale bioptico: dimostrazione dell'infe­zione attiva da CMV nel paziente immunodepresso

    dimostrazione degli anticorpi specifici:

 

    infezione primaria: sieroconversione (comparsa di anticorpi IgG anti-CMV) e dimostrazione di anticorpi IgM anti-CMV

    infezione persistente: gli anticorpi IgG anti-CMV sono i marcatori della diffu­sione dell'infezione nella popolazione

    riattivazione: nei soggetti immunocompetenti si osserva spesso un aumento del titolo degli anticorpi IgG ed evtl. la ricomparsa di anticorpi IgM; in caso di immunodepressione conclamata l'incremento degli anticorpi può mancare, e pertanto la diagnosi non può essere posta mediante tecniche sierologiche.

Istologia

Su materiale bioptico: inclusioni virali nelle cellule giganti infettate.

Terapia

    nei pazienti immunocompetenti, anche se sintomatici, non è abitualmente necessario alcun trattamento

    nelle donne gravide sieronegative somministrazione post-esposizione di immunoglo-buline anti-CMV

    nei pazienti immunodepressi con malattia: ganciclovir (mielotossico) e immunoglobu-line anti-CMV. Nei pazienti con AIDS è indicato anche il foscarnet, per il suo effet­to antiretrovirale; farmaco di seconda scelta: cidofovir (nefrotossico). Nei pazienti con AIDS, profilassi delle recidive con ganciclovir.

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