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•Questi
pazienti possono richiedere il ricovero in unità di terapia intensiva. •
Data la gravita della condizione clinica non attendere i risultati della
funzione tiroidea per iniziare la terapia specifica. •
Nei casi di alterazione dello stato di coscienza inserire immediatamente
un sondino naso-gastrico per la somministrazione dei tannaci. PROVVEDIMENTI
DI CARATTERE GENERALE
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b-bloccanti.
Competono con i recettori b-adrenergici
e sono i fermaci di scelta per antagonizzare l'iperattività del
simpatico 2 livello del cuore e di altri organi. Il rischio di
mascherare i sintomi adrenergici di possibili crisi ipoglicemiche nei
diabetici è di secondaria importanza in corso di crisi tireotossica.
In presenza di broncospasmo scegliere farmaci selettivi per i recettori b-1
cardiaci. L'insufficienza cardiaca che si può osservare
nell'ipertiroidismo, essendo secondaria alla tachiaritmia, non
costituisce una controindicazione per l'uso dei b-bloccanti.
Essi comprendono: propanololo, atenololo, ecc.
Calcio-antagonisti.
L'impiego di questa classe di farmaci non è stato sufficientemente
testato nella crisi tireotossica, ma può essere utile in alternativa ai
b-bloccanti
in caso di asma bronchiale e angina.
Potrebbe
essere richiesto un dosaggio più elevato di digitale pk
un'aumentata clearance del farmaco.
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Farmaco |
Attività
di blocco recettoriale |
Preparazione
farmaceutica |
Dosaggio |
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Propranololo* |
b1b2 |
cp
40 e 80 mg |
20-40
mg ogni 6 ore |
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Atenololo" |
b-1 |
cp
1 00 mg |
50-1
00 mg ogni 12 ore |
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Verapamil
(cp
40 e 80 mg) alla dose di 80 mg ogni 6-8 ore. L'emivita è di circa 4-12
ore e l'azione è massima dopo 1-2 ore. E’ possibile anche la
somministrazione iv (f 5 mg) attraverso un bolo di 5-10 mg in circa 3
minuti, da ripetere eventualmente dopo circa 30 minuti. L'azione in
questo caso inizia in un paio di minuti con un effetto massimo entro
circa 15 minuti. Successivamente si può passare alla somministrazione
orale. Gli effetti collaterali principali sono blocco A-V e ipotensione
per somministrazione iv.
Digitale-diuretici.
In presenza di scompenso cardiaco va associata la digitalizzazione
specie nel paziente fibrillante (digossina 0.125-0.5 mg ogni 6 ore, per os o iv) ed eventualmente la
terapia diuretica (furosemide)
Iperpiressia
Poiché
l'abbassamento della temperatura contribuisce alla riduzione
dell'elevata attività metabolica, vanno prese immediate misure di
raffreddamento utilizzando spugnature di alcool sul torace e ghiaccio
sintetico sul capo e sui vasi femorali
a livello inguinale.
Come
antipiretico usare il paracetamolo
(cp 500 mg e supp. 500 mg) alla dose di 0.5-1.0 gr 3-4 volte nelle
24 ore. Non superare 4 gr/die. Va
evitata invece l'aspirina poiché inibisce il legame della T4
alle proteine leganti con aumento della quota libera, anche se ciò
avviene a dosi superiori a 2 gr, e fa aumentare il rischio di emorragia
in caso di associazione con
clorpromazina
(f
2 mi 50 mg) alla dose di 12.5 mg i.m.
ha anche un effetto ipotermizzante a livello centrale. In caso di
persistenza dei sintomi la dose si può ripetere dopo circa 1 ora.
stato
di idratazione e nutrizionale.
Per
compensare le perdite idriche avvenute attraverso il sudozione
l’iperpiressia e la diarrea, vanno infusi da 3 a 5 litri di
liquidi ogni 24 ore per le prime 48 ore e va incoraggiato l'introito di
acqua. Date le condizioni cardiocircolatorie spesso compromesse la
pressione venosa centrale andrebbe monitorata costantemente. Si
impiegano Soluzioni di NaCl 0.9%
glucosate integrate di potassio secondo necessità, per agevolare il
recupero delle riserve epatiche di glicogeno. In presenza di diabete,
che si
eoo
anche svelare a causa della terapia cortisonica, aggiungendo
insulina analogo (circa 0.33 U/gr di glucosio, ma potrebbero
essere necessarie dosi maggiori). In condizioni di importante
contrazione del volume plasmatico, dopo le prime ore si può passare
alla somministrazione di soluzioni ipotoniche .
Preparati
multivitaminìci e di sali minerali e soluzioni nutritive ad elevato
contenuto calorico possono essere di utilità per lo stato catabolico
dei pazienti. Usare le posologie standard consigliate per i vari
preparati.
corticosteroidi.
Le
indicazioni per l'uso dei corticosteroidi sono l'aumentato turnover del
cortisolo in corso di ipertiroidismo, l'effetto sulla conversione
periferica della T4 in T3 e l'effetto
antipiretico.
Viene
utilizzato l'idrocortisone (f
100 mg) alla dose di 100 mg i.v. ogni 8 ore. Nei casi con eccessiva
contrazione del volume plasmatico si può usare in alternativa desametasone (f 4 mg) alla dose di 2 mg i.v. ogni 6 ore, per il
minore effetto mineralattivo.
diarrea.
Loperamide
(cp
2 mg) aDa dose di 4-8 mg/die in dosi refratte, con progressiva riduzione
sulla base della risposta clinica. Va usata con prudenza negli anziani
per il rischio di atonia intestuiale. Gli effetti collaterali sono
modesti a parte un effetto sedativo che può essere di una qualche
utilità nel paziente in crisi tireotossica.
prevenzione
tromboembolie.
A
causa dell'aumentata incidenza di embolizzazione per le aritmie
cardiache e per la disidratazione, specie in pazienti con storia di
immobilizzazione prolungata o di età avanzata o con precedente anamnesi
positiva per trombosi venosa, è indicata una terapia profilattica con
eparine a basso peso molecolare, ad es. enoxaparina
(f 2000 e 4000 UI aXa), 2000 UI (0.2 ml)/die s.c., per almeno 1
settimana. Non è necessario controllare i parametri coagulativi.
Controindicazioni.
Le principali sono trombocitopenia ed emorragie cerebrali e
gastrointestinali. A causa dell'aumento del rischio emorragico,
particolari precauzioni vanno usate nell'associazione con i
corticosteroidi.
infezioni.
Le
infezioni sono il principale fattore scatenante della crisi
tireotossica. Pertanto, va iniziata immediatamente una terapia con
antibiotici ad ampio spettro, dopo avere raccolto campioni per una
diagnosi più mirata. Nel paziente in coma prendere in considerazione la
puntura lombare.
SEDATIVI.
Benzodiazepine
secondo necessità. Quando lo stato di coscienza è compromesso vanno
usati con moderazione per non mascherare eventuali segni di ripresa.
TERAPIA
PATOGENETICA
inibizione
sintesi degli ormoni tiroidei (tionamidi). I
farmaci antitiroidei, appartengono alla classe delle tionamidi (METIMAZOLO)
e agiscono bloccando la sintesi degli ormoni tiroidei attraverso
l'inibizione dell'enzima perossidasi e la reazione di accoppiamento.
L'azione inizia rapidamente ma è massima dopo alcuni giorni. Sono in
genere molto ben tollerati; l'effetto collaterale più temibile è
l'agranulocitosi.
oppure
cfr
indice
di endocrinologia