|
|
La
cura dell’insonnia.
Related links: insonnia New!
i rischi dell'alcool quando si guida. L'
anziano fragile Novità:
l'ansia come combatterla. La
demenza senile nell'anziano La
malattia di Alzheimer Il
tossicodipendente L'eroina,
gli oppiacei I
cannabinoidi I
cannabinoidi: danno la schizofrenia?
Ecstasy
La
cocaina LSD
L'alcool,
l'alcolista I
problemi dell'alcolismo I
questionari da somministrare al paziente alcolista
Le
radici dello stress NEW!
Come combattere lo stress NEW!
Stress ed infarto NEW!
Come combattere la fobia sociale: la paura di uscire in pubblico
Il
paziente ossessionato da idee fisse e compulsioni varie
Il
sesso sfrenato, la cleptomania, il gioco d'azzardo: ICD
La
depressione e l'umore Speciale
su depressione e sua cura La
depressione e le evidenze cliniche
La
pazzia, lo schizofrenico! La
pazzia, lo schizofrenico e la cura possibile!
Le
diete spinte: l'anoressia mentale!
Il
disturbo alimentare nel giovane:anoressia, bulimia, DCA
NEW
!! L'anoressia: quale cura è possibile?
N.B. LE NOTIZIE CONTENUTE
IN QUESTA PAGINA NON VI AUTORIZZANO AD AUTOMEDICARVI DA SOLI PER
L'INSONNIA. E' SEMPRE IL VOSTRO MEDICO RESPONSABILE DELLE CURE CHE
ATTUATE. .
|
Perché curare l’insonnia?
Perché quello che semplicisticamente può sembrare un sintomo, è in
realtà espressione di una sofferenza cronica del paziente e di
patologie spesso misconosciute. La valutazione clinica dell'insonnia, la
cui gravità può essere stabilita solo in rapporto alla sua influenza
sulle funzioni diurne, deve mirare prioritariamente a definire con
precisione le modalità di presentazione di questo disturbo dei sonno,
la sua durata, la stabilità nel tempo ed il contesto in cui esso si
manifesta. Per ottimizzare i risultati dei trattamenti è importante
capire se le patologie che sottendono l’insonnia
costituiscano o meno le effettive cause dell'insonnia
stessa o semplicemente coesistono con essa. Se, viceversa, non è
possibile diagnosticare alcuna condizione medica o psichiatrica,
l'insonnia rappresenta di per sé una malattia ed è definita primaria
(cfr disturbi del sonno).
A tale riguardo, alcuni studi di neuroimaging funzionale (condotti in
particolare con l'uso della PET e della SPET) hanno evidenziato che nei
pazienti affetti da insonnia primaria si verifica un aumento
dei metabolismo e dell'attività neuronale, con una maggiore attività
dei "brain arousal
systems". In altri casi, la presenza di una o più
"evidenti" malattie in comorbidità induce ad identificare
l'insonnia come un sintomo associato ad una serie di condizioni
patologiche e non come un disturbo dei sonno primario.
|
.
|
|
Formulata la diagnosi iniziale, l'efficacia delle diverse
possibilità di trattamento farmacologico dipenderà in larga misura
dalla relazione tra l'insonnia e le concomitanti patologie. Di
frequente, l'insonnia risulta parzialmente indipendente dalla malattia
in comorbidità e può non rispondere al
trattamento della patologia primaria, con il risultato che a volte il
disturbo dei sonno si aggrava. Gli obiettivi principali della terapia
dell'insonnia consistono nell'aumento della qualità e/o della durata
del sonno e-nell'attenuazione dei suoi effetti negativi sulle funzioni
diurne attraverso il miglioramento dell'energia, dell'attenzione, della
memoria, delle disfunzioni cognitive, dell'astenia e dei sintomi
somatici; ulteriori obiettivi includono la riduzione della frequenza dei
risvegli o di altri disturbi dei
sonno e la formazione di una positiva e stretta associazione tra il
coricarsi ed il dormire. |
.
|
|
Le possibilità di intervento si basano sulle terapie
cognitivo-comportamentali per l'insonnia cronica e sul trattamento
farmacologico. Tra le prime rientrano il controllo dello stimolo, le
tecniche di rilassamento, il biofeedback e l'igiene dei sonno (da
utilizzare insieme con le tecniche di rilassamento, la restrizione dei
sonno o la terapia cognitiva), sollècitando il paziente ad adottare
alcuni comportamenti che favoriscono e migliorano il sonno. Per quanto riguarda il trattamento farmacologico, la scelta degli
agenti da utilizzare deve tenere conto di una serie di fattori
importanti tra cui si annoverano il pattern dei sintomi, la risposta a
precedenti terapie, la preferenza dei paziente, la disponibilità di
altri trattamenti, le comorbidità, le controindicazioni, gli effetti
collaterali, le interazioni con le terapie concomitanti ed i costi.
Un agente ipnotico con profilo di sicurezza ideale deve essere
privo di effetti residui al mattino,
non deve influire sull'apprendi mento e sulla memoria, non deve
indurre ricomparsa dei sintomi in seguito alla sospensione dei trattamento, non deve associarsi
ad abitudine-dipendenza dopo uso protratto e deve risultare sicuro sia
nei soggetti giovani che in quelli anziani. Il trattamento farmacologico
dell’insonnia è a gradini dell'insonnia, e si nota come le
benzodiazepine a breve emivita rappresentino l'opzione terapeutica di
prima scelta.
|
.
|
I diversi step dei
trattamento farmacologico dell'insonnia .
La
scelta dell'ipnotico deve considerare la farmacocinetica della molecola
in relazione al tipo di insonnia, alla eventuale somministrazione
concomitante di altri farmaci ed all'età dei paziente. A tale riguardo,
il dosaggio deve essere adeguato alla minima dose efficace, che negli
anziani è minore di quella necessaria nel giovane. Infine, la
disponibilità di alcune benzodiazepine (ad esempio, triazolam) nella
formulazione in gocce si traduce in una migliore maneggevolezza dei
farmaco e permette una maggiore flessibilità nell'individuazione dei
dosaggio minimo efficace, che può risultare significativamente
inferiore (fino al 20%) rispetto a quello ottenibile con la formulazione
in compresse.
Step dei trattamento farmacologico dell'insonnia
Benzodiazepine a breve
ed intermedia emivita (triazolam, temazepam, zatepton, zolpidem, eszopicIone).
Approccio terapeutico di prima scelta
Benzodiazepine alternative: se il paziente non fornisce una buona
risposta al trattamento iniziate, è appropriato utilizzare una
differente molecola della stessa classe.
Antidepressivi sedativi
a basse dosi: in caso di fallimento terapeutico o in comorbidità alla
depressione possono essere utili antidepressivi sedativi a basse dosi
(ad es., mirtazapina,
trazodone). Combinazioni di benzodiazepine ed
antidepressivi. Altri farmaci, prescrizione droghe - non
raccomandate (ad es., i
barbiturici)
Obiettivi della cura
Gli obiettivi principali
della gestione terapeutica dell'insonnia consistono nell'aumentare la
qualità e la quantità dei sonno, nel ridurne il tempo di latenza e nel
migliorare le funzioni diurne.Per quanto riguarda il trattamento
farmacologico dell'insonnia, la strategia di intervento "a
gradini" prevede come approccio terapeutico di prima scelta
l'impiego delle benzodìazepine ad emivita breve – breve/intermedia.
La disponibilità di alcune benzodiazepine (come ad esempio triazolam)
nella formulazione in gocce sì associa ad una migliore maneggevolezza
dei farmaco e permette una maggiore flessibilità nell'individuazione
dei dosaggio minimo efficace rispetto alla formulazione in compresse.
Perchè
é meglio
usare
le benzodiazepine e non gli antistaminici?
In linea teorica, le
opzioni farmacologiche per l'insonnia includono gli antistaminici, gli
antidepressivi, le benzodiazepine, gli ipnotici non benzodiazepinici, la
melatonina ed i fitoterapici. Per ciascuna di queste classi
farmacologiche sono disponibili studi clinici che ne hanno valutato
l'impiego nel trattamento dell'insonnia. In particolare, per gli
antistaminici di prima generazione esistono degli studi controllati
versus placebo, per la verità scarsi e piuttosto datati. Sono invece
presenti diversi trial controllati, randomizzati, relativi agli
antidepressivi (amitriptilina, mirtazapina,
trazodone), alle benzodiazepine a breve emivita (estazolam, triazolam, temazepam),
agli ipnotici non benzodiazepinici (zolpidem, zoplicone, zaleplon) ed alla melatonina; infine, per
quanto riguarda i fitoterapici sono disponibili studi clinici
controllati e randomizzati, peraltro di scarsa qualità metodologica,
soltanto per la valeriana. Analizzando i risultati di questi trial
clinici inerenti al profilo di sicurezza dei farmaci studiati si osserva come l'impiego degli antistaminici si associ a vertigini,
che negli anziani comporta il rischio di cadute, affaticamento e secchezza delle fauci, dovuta
agli effetti atropinici di questa classe di farmaci. In effetti, il ricorso agli antistaminici per
il trattamento dell'insonnia è da sconsigliare, in quanto questi
farmaci, oltre ad associarsi ai già citati problemi di safety, si
dimostrano scarsamente efficaci nell'induzione dei sonno, di cui possono
addirittura ridurre la qualità, e
causano sonnolenza residua. Per quanto riguarda gli antidepressivi
amitriptilina e trazodone tra i possibili eventi avversi vanno
annoverati la sedazione mattutina, la sonnolenza diurna, la potenziale
tossicità cardiaca, la disfunzione sessuale e le interazioni con i
farmaci metabolizzati dal isoenzima CYP2D6 dei citocromo P450; l'impiego
della mirtazapina nella pratica clinica, oltre che a sedazione mattutina
e sonnolenza diurna, è risultato associato alla possibile insorgenza di
edema, dispnea, ipo- e ipercinesia, iperfagia, allucinazioni, delirio,
convulsioni, dolore addominale e dorsale, ed agranulocitosi.
Le
benzodiazepine comportano soprattutto potenziali problemi di tolleranza
e dipendenza; in realtà, la possibilità che si instauri tolleranza è
strettamente legata alla modalità di impiego di questa classe di
farmaci ed in particolare alla frequenza di somministrazione. Pertanto,
la strategia più opportuna è quella di utilizzare il farmaco alla
minima dose efficace e per il più breve tempo possibile. Riguardo alla
sicurezza d'impiego degli ipnotici non benzocliazepinici, i trial
clinici controllati e randomizzati avevano evidenziato la loro minore capacità di
indurre sedazione diurna rispetto alle benzodiazepine, il che aveva
suscitato inizialmente un notevole interesse della classe medica nei
confronti di questi ipnoinducenti. Nella fase post-marketing, invece,
gli ipnotici non benzodiazepinici (in particolare lo zolpidem) sono
risultati responsabili di gravi eventi avversi, quali allucinazioni
visive, amnesia e comportamenti inconsci inappropriati o strani (ad
esempio, alcuni pazienti mangiavano ed altri guidavano durante il
sonno). Problemi
di safety sono stati riscontrati anche in seguito all'impiego di alcuni
fitoterapici, considerati comunemente rimedi naturali per l'insonnia
sostanzialmente privi di rischi, come ad esempio la valeriana cui sono
stati associati casi di disturbi psichiatrici ed allucinazioni.
Analogamente, l'uso della Kava
Kava, una pianta dotata di azione calmante, miorilassante ed
ipnoinduttrice, ha comportato gravi problemi di sicurezza legati alla
severa tossicità epatica indotta da questo prodotto fitoterapico; pertanto, nel 2002 il Ministero
della Salute ha decretato la sospensione cautelativa dei prodotti
parafarmaceutici contenenti Kava Kava. Infine, la
melatonina, peraltro
dotata di una scarsa efficacia ipnoinducente e per la quale l'EMEA ha
espresso parere o sfavorevole
all'autorizzazione in commercio, è risultata carcinogena negli animali
ed il suo impiego si è associato a sonnolenza diurna, rischio di
depressione, affaticamento ed iperprolattinemia.
In sintesi.
In definitiva, da
quanto precedentemnte esposto risulta che i trial clinici controllati e
randomizzati, ancorché siano ampiamente accettati come gli studi
metodolog ica mente più corretti per la valutazione dell'efficacia di
nuovi interventi terapeutici, non garantiscono che il farmaco, una volta
introdotto in commercio, produca benefici superiori ai potenziali
rischi. Pertanto, la verifica definitiva della sicurezza d'impiego di un
"nuovo" farmaco" può venire solo da un attento programma
di sorveglianza post-marketing. Per diverse classi di farmaci, quali benzodiazepine, antidepressivii, ipnotici non
benzodiazepinici, antistaminici, fitoterapici e melatonina, esistono tríal
clinici controllati randomizzati (RCT) che ne hanno valutato l'efficacia
e la sicurezza nel trattamento dell'insonnia. Ad eccezione delle
benzodiazepine, considerate un'opzione terapeutica di prima scelta,
l'impiego nella pratica clinica la maggior parte degli altri farmaci si
è associato a gravi problemi di safety. Per definire compiutamente la
sicurezza d'impiego di un "nuovo" farmaco" non sono
sufficienti i risultati dei trial clinici randomizzati, ma è necessario
un attento programma di sorveglianza postmarketing.
indice
di psichiatria
index
|
|