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-->
|
|
|
Hachinski 1975 |
Rosen 1980 |
Loeb 1983 |
Kawas 1986 |
Fischer 1989 |
|
1 Abrupt onset |
2 |
2 |
2 |
2 |
2 |
|
2 Stepwise
deterioration |
1 |
2 |
|
1 |
1 |
|
3 Fluctuating
course |
2 |
|
|
|
2 |
|
4 Nocturnal
confusion |
1 |
|
|
|
1 |
|
5 Preserved
personality |
1 |
|
|
|
1 |
|
6 Depression |
1 |
|
|
|
1 |
|
7 Somatic
complaints |
1 |
1 |
|
|
1 |
|
8 Emotional
incontinence |
1 |
1 |
|
|
1 |
|
9 Hypertension |
1 |
|
|
|
1 |
|
10 History:
strokes |
2 |
2 |
1 |
2 |
2 |
|
11 Assoc
atherosclerosis |
1 |
0 |
|
|
1 |
|
12 Focal neurol
symptoms |
2 |
2 |
2 |
2 |
2 |
|
13 Focal neurol
signs |
2 |
2 |
2 |
2 |
2 |
|
One low density
area on CCT |
|
|
2 |
|
|
|
Multiple foci on
CCT |
|
|
3 |
|
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Definite infarct
on CCT |
|
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|
2 |
2 |
|
White matter
change on CCT |
|
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|
1 |
|
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Maximum |
18 |
12 |
12 |
12 |
18 |
Secondo Radueecoll. (180), solo il 38% dei pazienti, nei quali era stata diagnosticata una demenza multinfartuale in base al punteggio IS (> 6), presentava alla TC reperti tipici di tale patologia (aree focali di bassa attenuazione, slargamenti ventricolari distrettuali ed asimmetrici e asimmetria delle scissure silviane). Al contrario, nei pazienti con MID diagnosticata in base ai criteri TC, c'era un 90% di probabilità che fossero confermati anche i criteri diagnostici basati sul punteggio IS. Loeb e Gandolfo hanno classificato, in base al punteggio IS, 94 soggetti affetti da demenza. Su un totale di 28 individui, riconosciuti affetti da MID a causa di un punteggio IS > 7, solo 17 (61%) mostravano alla TC reperti tipici di tale patologia (aree multiple di ridotta densità attribuibili a lesioni ischemiche); viceversa, nel 95% dei soggetti che mostravano alla TC gli elementi patognomonici della MID, erano confermati anche i criteri diagnostici basati sul punteggio IS. Pertanto, mentre il punteggio IS non permette di anticipare le alterazioni presenti alla TC, con quest'ultima è invece possibile prevedere la classificazione del paziente in base al punteggio IS. Erkinjuntti e coll. hanno diagnosticato in 22 pazienti la AD e in 29 la MID esclusivamente in base ai criteri clinici (senza considerare le valutazioni TC). Differenziando alla TC gli infarti corticali da quelli della sostanza bianca, essi hanno notato che gli infarti localizzati al di fuori della sostanza bianca erano presenti in 18 (62%) pazienti con MID mentre non se ne osservavano nei soggetti con AD. Gli infarti cistici e le aree di bassa attenuazione nella sostanza bianca erano presenti in 26 (90%) individui affetti da MID e in 1 (5 %) con AD. Pertanto, in accordo con le rispettive manifestazioni cliniche e sulla base della presenza di lesioni della sostanza bianca associate ad infarti corticali, potrebbero essere correttamente classificati ben il 97% delle MID ed il 95% delle AD. Inoltre, la rispondenza fra reperti clinici e TC nella MID risulta ragionevolmente valida quando vengono impiegati rigorosi criteri clinici. Uno studio recente suggerisce, tuttavia, che le alterazioni della sostanza bianca nei pazienti affetti da demenza non sono molto specifiche. Aharon-Peretz e coll. hanno osservato, analizzando le scansioni TC, la presenza di alterazioni della sostanza bianca negli emisferi cerebrali rispettivamente nel 56% e nel 97% dei pazienti con AD e MID clinicamente diagnosticate. La dilatazione dei ventricoli (probabile indice della gravità del danno nella sostanza bianca) era correlata alle condizioni cognitive nei pazienti con demenza multinfartuale ma non in quelli con malattia di Alzheimer. In base agli studi citati, si può concludere che i criteri clinici, incluse le valutazioni TC, potrebbe¬ro non consentire una valida distinzione fra la MID e la demenza mista documentate in base a reperti anatomo-patologici (209), mentre sono molto efficaci nel differenziare queste ultime dalla malattia di Alzheimer.
vedi anche
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di neurologia