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appunti personali a cura del dott. Claudio Italiano, diabetologo "Dimmi chi che tipo di diabete sei, e ti dirò come curarti!"
. La clasificazione proposta dal NDDG ed accettata nel 1980 dall'OMS, anche se con alcune modifiche, prevedeva la suddivisione in 5 classi e si distinguevano, sostanzialmente due tipi di diabete, l'insulino-dipendente o IDDM o tipo 1, detto prima anche diabete infanto-giovanile ed il diabete non insulino dipendente o tipo 2 dell'età adulta. Ovviamente questa classificazione non soddisfaceva a molti requisiti; per esempio esistevano soggetti affetti da diabete tipo 2 che facevano insulina o che avevano delle caratteristiche per cui il diabete somigliava molto a quello di tipo 1 dell'infanzia (vedi LADA) o, viceversa, soggetti giovani che presentavano un diabete che simulava le caratteristiche del tipo 2, pur essendo di tipo 1, cioè giovanile! Insomma era una materia difficile da eviscerare! Se poi si parlava di diabete da malnutrizione, specie nei paesi tropicali e di diabete da fibrocalcolosi la faccenda era ancora più complessa ed intrigata: occorreva fare chiarezza. La nuova classificazione del diabete mellito. Negli ultimi anni, così, il progresso compiuto nella comprensione delle cause dei vari tipi di diabete ha indotto lo stesso comitato di esperti dell'ADA ad elebaorare nuovi criteri e proporre una nuova clasificazione fondata su criteri eziopatogenetici, piuttosto che sul tipo di trattamento terapeutico. Intanto una prima classificzione che è poi quella più pratica, consente di definire i due tipi di diabete:
Il diabete di tipo 1 è rappresentato dalle forme di origine immunomediata, significa che per un movimento di anticorpi contro le strutture proprie dell'organismo si determina un danno e, dunque, in ultima analisi il diabete. Gli anticorpi sono rivolti contro le isole del Langherans e si chiamano "Islet cell autoantibodies" o ICA, ed latri sono gli anti-GAD o anti- acido glutammico decarbossilasi, anti-tirosina fosfatasi (anti-IA2 e anti-insulina IAA). Esiste, ancora una forma idiopatica, della quale, cioè, non è possibile conoscere la causa. Il diabete tipo 2, non si definisce più non-insulino-dipendente o NIDDM, perchè non avrebbe senso questa denominazione, in quanto non si parte subito con la terapia insulinica nel trattare questo tipo di diabete che poi, da solo rapprensenta almeno l'85-90% dei casi di diabete. Infatti esso dipende dal deficit della secrezione della beta-cellula che, nel momento della diagnosi, è del 50%, ma poi, se non si intraprende una giusta cura, può necessitare veramente del trattamento insulinico intensivo, con schemi basal-bolus (cfr
. Per quanto concerne il diabete da malnutrizione, questo si riscontra nei paesi in via di sviluppo e non è più riportato nelle classificazioni come forme autonoma, ma anzi pare proprio che sia la carenza della nutrizione proteica alla base dell'insufficiente secrezione insulinica. Gli altri tipi di diabete comprendono le forme che sono la conseguenza di malattie del pancreas (pancreatite cronica, cancro del pancreas, pancreatopatia fibrocalcolosa, emocromatosi). Ancora le affezioni endocrine come la sindrome di Cushing, acromegalia, feocromocitoma, ipertiroidismo, glucagonoma, somatostatinoma, aldosteroma ecc. posono dare diabete secondario. Così pure dei farmaci possono determinare diabete, per esempio i glucocorticoidi, diazossido, ormoni tiroidei, interferone, vacor, pentamidina, agonisti beta-adrenergici. Altre forme sono quelle dovute a virus come quello della rosolia, ciomegalovirus. Esistono forme rare da anticorpi contro il recettore insulinico, la sindrome di Stiffman, o forme di diabete nel corso di patologie come la sindrome di Down, la sindrome di Klinefelter, di Turner, atassia di Friedreich, sindrome di Laurence-Moon-Biedl, distrofia miotonica, sindrome di Prader-Willi. Corea di Huntington. Un cenno particolare merita il MODY, o "Maturity onset diabetes of the young". Di queste forme la più comune è la mutazione del cromosoma 12, di un fattore nucleare epatocitario di trascrizione o HNF. Una seconda forma è legata alla mutazione sul cromosoma 7 alfa della glucochinasi nella cellula beta, che trasforma il glucosio nel glucosio-6-fosfato e la glucochinasi è, in sostanza, come il sensore del glucosio.
Anche mutazioni puntiformi del DNA mitocondriale possono determinare la comparsa del diabete. Una quota di pazienti con diabete della maturità, il 5-15%, in genere soggetti magri presenta delle caratteristiche del diabete di tipo 1, cioè caratteristiche autoimmuni, cioè i soggetti affetti da LADA, o "Latent autoimmune diabetes of the adult" , una forma particolare di diabete che si caratterizza per una insulite. La sua evoluzione avviene con lentezza, tanto da non richiedere la terapia insulinica per molto tempo ed è una forma di tipo autoimmune, per cui non può essere etichettata nelle forme classiche di diabete di tipo2. confronta anche sul sito gastroepato
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