--> Chi possiamo definire diabetico?

Il dott. Claudio Italiano riceve a Milazzo cell. 338 327 52 51Chi possiamo definire diabetico?  E diabetico di che tipo?

appunti del dott. Claudio Italiano

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  • La diagnosi 2013 di Diabete

     

    Il diabetico è colui il quale ha i seguenti valori di glicemia:

    Valori a digiuno

    Dopo due ore dal carico orale di glucosio (vedi sotto)

    HbA1c

     

    >  126 mg/dl in due occasioni

    >  200

    > 6.5 %

       In sostanza: “dimmi di che diabete soffri e ti dirò chi sei!”

    Se hai sete (polidipsia), se urini spesso (poliuria), se stai dimagrendo, potresti essere diabetico; lo stesso dicasi se hai una glicosuria massiva, cioè se nelle tue urine compare il glucosio, cosa che normalmente non può essere e se c’è chetonuria o se hai una glicemia random maggiore o uguale a 200 mg/dl.  

    Sembrerebbe un controsenso, ma non tutti i soggetti affetti da diabete soffrono dello stesso tipo di malattia. 

  • La diagnosi 2013 di Diabete

 

Che significa?

Significa che già nel 1979 c’era confusione circa i criteri diagnostici adottati per la classificazione dei diabetici, cosicchè il “National Institutes of Helath Diabetes Data Group” o NDDG negli USA propose i criteri diagnostici che furono allora fondati su studi epidemiologici che stabilivano una correlazione tra valori della glicemia ed insorgenza delle complicanze microvascolari (retinopatia, nefropatia. Queste complicanze furono associate a valori delle glicemie a digiuno e dopo curva da carico orale con glucosio e la classificazione ottenuta accettata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Secondo questi criteri la diagnosi di diabete era certa se, anche senza segni clinici, i valori di glicemia a digiuno su plasma venoso, riscontrati in più di un’occasione fossero eguali o superiori a 140 mg/dL.  

Però era possibile che un individuo avesse una glicemia a digiuno inferiore a 140 mg/dl ma superiore a 110 mg/dl. Sarebbe stato un diabetico? In questo caso diventava indicata la “prova da carico orale” di glucosio o test OGTT , cioè “ Oral Glucose Tolerance test”.  

 .
 

In sintesi si definiva diabetico colui il quale presentava:

  • due valori di glicemia a digiuno maggiori o uguali a 140 mg/dl e maggiori o uguali a 200 mg/dl a due ore dopo il test da carico.

  • Se, invece, i valori della glicemia a digiuno erano fra 110 e 139 mg/dl e i valori dopo il carico  compresi tra 140 e 199, allora avremmo avuto un soggetto con una “Intolleranza al glucosio” o IGT (Impaired Glucose Tolerance).

  E fin qua tutto chiaro se non fosse che l’ADA, cioè  la “ American Diabetes Association”  ha proposto nel 1997  un’ulteriore revisione dei criteri diagnostici, affinchè fossero contemplati fra i diabetici più soggetti, evidentemente abbassando la soglia per definire un individuo diabetico dal fatidico 140 del digiuno a 126 mg/dl. Il razionale di questa modifica consiste nei risultati di uno studio di popolazione che ha dimostrato come l’incidenza di retinopatia aumenti in modo significativo già a valori di glicemia di poco superiori a 120 mg/dl e lo stesso dicasi per patologie macrovascolari (coronaropatie e periferiche).

Il valore prescelto di 126 mg/dl ha inoltre, secondo gli stessi studi, il medesimo significato del valore di 200 mg/dl a 2 ore dopo il carico di glucosio, già ritenuto diagnostico di diabete secondo i criteri OMS/NDDG del 1985, come si è detto poco sopra. Però i soggetti che a digiuno avevano una glicemia maggiore di 140 mg/dl hanno una glicemia a due ore da carico sicuramente maggiore di 200 mg/dl, ma non tutti quelli  che hanno 200 mg/dl dopo carico a 2 ore, avranno a digiuno valori  maggiori o uguali a 140 mg/dl, solo ¼ di essi!  Per cui l’ADA con l’abbassamento della soglia della glicemia a digiuno ha consentito di reclutare un numero maggiore di soggetti diabetici da trattare e quindi ha assunto quasi un ruolo preventivo per l'insorgenza del diabete conclamato, quello con lo scompenso glicometabolico ed i danni d'organo  :

L’individuazione di una nuova soglia diagnostica della glicemia a digiuno ha portato anche alla definizione da parte di un Comitato di esperti dell’ADA ad una nuova categoria corrispondente, cioè ha permesso di reclutare i soggetti con

  • IFG o Impaired Fasting glucose, cioè Alterata Glicemia a Digiuno, cioè coloro che hanno glicemie comprese tra 110 e 125 mg/dl

La prova da carico o OGTT.

Si esegue a digiuno di mattino, dopo circa 12 ore di digiuno e tre giorni di dieta contenenete un minimo di 150 g di carboidrati e di  normale attività fisica, quindi in condizioni tali da stressare il pancreas. Il test consiste nel far bere 75 g di glucosio anidro disciolti in 250 ml di acqua in 5 minuti. Nei bambini il calcolo è di 1,75 g di glucosio per kg di peso. Per le diabetiche gravide se ne parla altrove.  Il sangue viene raccolto dopo due ore dal carico. Il rationale per prolungare i prelievi dopo le due ore, a 180 minuti risiede nel fatto che alcuni individui possono avere delle crisi ipoglicemiche.  Talora il test da carico è associato alla curva insulinemica per dimostrare che l’insulinemia basale è elevata e così anche la risposta insulinemica, nelle forme di diabete con resistenza insulinica.

 In sintesi, dopo il test da Carico possiamo definire le seguenti categorie di soggetti:

 

SOGGETTI NORMALI

Valori a digiuno

Dopo due ore dal carico

 glicemie

<110 mg/dl

< 140 mg/dl

IFG

Valori a digiuno

 

110-125

IGT

Valori a digiuno

Dopo due ore

 

< 140

< 200

Diabete mellito

Valori a digiuno

Dopo due ore

 

>  126

>  200

 

classificazione del diabete mellito: i tipi di diabete

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