--> Chi possiamo definire diabetico?

 

Il dott. Claudio Italiano riceve a Milazzo cell. 338 327 52 51Chi possiamo definire diabetico?

 E diabetico di che tipo?

appunti del dott. Claudio Italiano, diabetologo

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Il diabetico è colui il quale ha i seguenti valori di glicemia:

Valori a digiuno

Dopo due ore dal carico orale di glucosio (vedi sotto)

 

>  126 mg/dl

>  200 mg/dl

   In sostanza: “dimmi di che diabete soffri e ti dirò chi sei!”

Se hai sete, se urini spesso, se stai dimagrendo, potresti essere diabetico; lo stesso dicasi se hai una glicosuria massiva, cioè se nelle tue urine compare il glucosio, cosa che normalmente non può essere e se c’è chetonuria o se hai una glicemia random maggiore o uguale a 200 mg/dl.  

Sembrerebbe un controsenso, ma non tutti i soggetti affetti da diabete soffrono dello stesso tipo di malattia. 

Che significa?

Significa che già nel 1979 c’era confusione circa i criteri diagnostici adottati per la classificazione dei diabetici, cosicchè il “National Institutes of Helath Diabetes Data Group” o NDDG negli USA propose i criteri diagnostici che furono allora fondati su studi epidemiologici che stabilivano una correlazione tra valori della glicemia ed insorgenza delle complicanze microvascolari (retinopatia, nefropatia. Queste complicanze furono associate a valori delle glicemie a digiuno e dopo curva da carico orale con glucosio e la classificazione ottenuta accettata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Secondo questi criteri la diagnosi di diabete era certa se, anche senza segni clinici, i valori di glicemia a digiuno su plasma venoso, riscontrati in più di un’occasione fossero eguali o superiori a 140 mg/dL.  

Però era possibile che un individuo avesse una glicemia a digiuno inferiore a 140 mg/dl ma superiore a 110 mg/dl. Sarebbe stato un diabetico? In questo caso diventava indicata la “prova da carico orale” di glucosio o test OGTT , cioè “ Oral Glucose Tolerance test”.

 

In sintesi si definiva diabetico colui il quale presentava:

  • due valori di glicemia a digiuno maggiori o uguali a 140 mg/dl e maggiori o uguali a 200 mg/dl a due ore dopo il test da carico.

  • Se, invece, i valori della glicemia a digiuno erano fra 110 e 139 mg/dl e i valori dopo il carico  compresi tra 140 e 199, allora avremmo avuto un soggetto con una “Intolleranza al glucosio” o IGT (Impaired Glucose Tolerance).

 

E fin qua tutto chiaro se non fosse che l’ADA, cioè  la “ American Diabetes Association”  ha proposto nel 1997  un’ulteriore revisione dei criteri diagnostici, affinchè fossero contemplati fra i diabetici più soggetti, evidentemente abbassando la soglia per definire un individuo diabetico dal fatidico 140 del digiuno a 126 mg/dl. Il razionale di questa modifica consiste nei risultati di uno studio di popolazione che ha dimostrato come l’incidenza di retinopatia aumenti in modo significativo già a valori di glicemia di poco superiori a 120 mg/dl e lo stesso dicasi per patologie macrovascolari (coronaropatie e periferiche).

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Il valore prescelto di 126 mg/dl ha inoltre, secondo gli stessi studi, il medesimo significato del valore di 200 mg/dl a 2 ore dopo il carico di glucosio, già ritenuto diagnostico di diabete secondo i criteri OMS/NDDG del 1985, come si è detto poco sopra. Però i soggetti che a digiuno avevano una glicemia maggiore di 140 mg/dl hanno una glicemia a due ore da carico sicuramente maggiore di 200 mg/dl, ma non tutti quelli  che hanno 200 mg/dl dopo carico a 2 ore, avranno a digiuno valori  maggiori o uguali a 140 mg/dl, solo ¼ di essi!  Per cui l’ADA con l’abbassamento della soglia della glicemia a digiuno ha consentito di reclutare un numero maggiore di soggetti diabetici da trattare e quindi ha assunto quasi un ruolo preventivo per l'insorgenza del diabete conclamato, quello con lo scompenso glicometabolico ed i danni d'organo (cfr :

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L’individuazione di una nuova soglia diagnostica della glicemia a digiuno ha portato anche alla definizione da parte di un Comitato di esperti dell’ADA ad una nuova categoria corrispondente, cioè ha permesso di reclutare i soggetti con

  • IFG o Impaired Fasting glucose, cioè Alterata Glicemia a Digiuno, cioè coloro che hanno glicemie comprese tra 110 e 125 mg/dl

La prova da carico o OGTT.

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Si esegue a digiuno di mattino, dopo circa 12 ore di digiuno e tre giorni di dieta contenenete un minimo di 150 g di carboidrati e di  normale attività fisica, quindi in condizioni tali da stressare il pancreas. Il test consiste nel far bere 75 g di glucosio anidro disciolti in 250 ml di acqua in 5 minuti. Nei bambini il calcolo è di 1,75 g di glucosio per kg di peso. Per le diabetiche gravide se ne parla altrove.  Il sangue viene raccolto dopo due ore dal carico. Il rationale per prolungare i prelievi dopo le due ore, a 180 minuti risiede nel fatto che alcuni individui possono avere delle crisi ipoglicemiche.  Talora il test da carico è associato alla curva insulinemica per dimostrare che l’insulinemia basale è elevata e così anche la risposta insulinemica, nelle forme di diabete con resistenza insulinica.

 In sintesi, dopo il test da Carico possiamo definire le seguenti categorie di soggetti:

 

SOGGETTI NORMALI

Valori a digiuno

Dopo due ore dal carico

 glicemie

<110 mg/dl

< 140 mg/dl

IFG

Valori a digiuno

 

110-125

IGT

Valori a digiuno

Dopo due ore

 

< 140

< 200

Nuovi criteri per la diagnosi di diabete mellito proposti dal Comitato di esperti dell'ADA (1997)

Diabete mellito

Valori a digiuno

Dopo due ore

 

>  126 mg/dl

>  200 mg/dl

 Lo studio europeo DECODE (" Diabetes Epidemiology Collaborative Analysis of Diagnostic Criteria in Europe") attraverso un'ampia analisi di una casistica di 180.000 di soggetti diabetici europei, ha stabilito che la glicemia di 200 mg/dl dopo due ore dal carico è più pericolosa di quella a digiuno per il rischio di insorgenza di patologie cardiovascolari (cfr rischio cardiovascolare la pericolosa glicemia post-prandiale). Infatti il rischio di morte cardiovascolare cresce in maniera più significativa con l'aumento della glicemia due ore dopo il pasto, anche se il 31% di questi soggetti screenati per diabete con la prova da carico, in effetti, hanno glicemie di 110 mg/dl a digiuno! Da qui lo studio decode sottolinea l'importanza anche oggi di impiegare la prova OGTT per ridurre il rischio di insorgenza di complicanze cardiovascolari e trattare subito questa ulteriore fetta di individui diabetici misconosciuti.  In realtà i due approcci diagnostici coincidono con due diversi fenotipi di diabetici. Infatti l'iperglicemia isolata a digiuno è propria dei soggetti più giovani ed obesi, mentre la iperglicemia post-prandiale isolata è più frequente nei soggetti anziani e magri a testimoniare in qesti individui la prevalenza del deficit da risposta insulinica rispetto ai fattori di resistenza insulinica. Vedi appresso le classificazioni del diabete mellito:segui la freccia direzionale!

classificazione del diabete mellito: i tipi di diabete

 

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