Diabete
ed epatopatie: fegato grasso e steatoepatite
Per approfondire il tema del diabete ed
epatopatie:
Il diabete
è responsabile di un danno epatico che si può estrinsecare come:
•
danno epatico che consegue a insulino-resistenza;
•
danno epatico che causa nel tempo insulino-resistenza
e
l'insorgenza di diabete.
Malattie
epatiche da insulinoresistenza.
Epatopatia
steatosica non alcolica (NAFLD)
La
NAFLD,
dall'acronimo inglese di Non
Alcoholic Fatty Liver Disease, è una condizione clinica
caratterizzata da accumulo di grasso negli epatociti, steatosi
riscontrata all'ecografia e alterazione delle transaminasi (AST/ALT)
e/o della gammaglutamil-transpeptidasi GGT), in assenza di noxa virale o
alcolica o farmacologica. Da un punto di vista nosografico, la NAFLD
che consegue a sindrome metabolica rappresenta la cosiddetta forma
primaria che va distinta dalle numerose condizioni che configurano la
NAFLD secondaria, in particolare quelle farmacologiche e nutrizionali.
Lo spettro clinico della NAFLD varia dalla semplice steatosi,
all'associazione di quest'ultima con infiammazione e o fibrosi,
condizione denominata Non
Alcoholic Steato Hepatitis o NASH. La NASH può complicarsi con
cirrosi ed epatocarcinoma.
La NAFLD sia
di gran lunga la più comune tra le malattie epatiche. L'ipertransaminasemia
non spiegata è stata riscontrata nel 7% dei soggetti con sindrome
metabolica e nel 3,5% dei soggetti senza sindrome metabolica.
Questo dato è ulteriormente rafforzato dal fatto
che non tutti i soggetti con NAFLD presentano ipertransaminasemia. Oggi
si ritiene che la NAFLD colpisca il 20-30% della popolazione generale,
rappresentando di gran lunga l'epatopatia più frequente nel mondo
occidentale. In pazienti diabetici di tipo 2 la prevalenza della NAFLD
è stimata intorno al 70%, anche se la coesistenza di obesità
rappresenta un fattore confondente.
La NAFLD è
anche una patologia potenzialmente progressiva, tanto che la morte per
causa epatica risulta essere la seconda più frequente causa di morte,
insieme alla morte per cause cardiovascolari e dopo la morte per cancro.
Andando però a valutare la morte per causa epatica in relazione allo
stadio della NAFLD, si evince come nei primi stadi (sola steatosi), essa
sia sostanzialmente assente, mentre impatti significativamente sul
destino del paziente nello stadio di steatoepatite (NASH). La possibilità
di progressione del danno dipende dall'innesco di meccanismi
patogenetici che conducono dalla steatosi al successivo stadio di
steatoepatite, secondo il two-hit model. Secondo questo modello patogenetico, l'insulino-resistenza
favorisce lo sviluppo di steatosi (first hit) e lo stress ossidativo innesca la cascata di eventi
proinfiammatori e profibrogenetici.
Il risultato è la progressione della steatosi a steatoepatite
(NASH) e la produzione di matrice fibrillare con vario grado di fibrosi
sino alla cirrosi.
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