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Staging •
Stadio 1 : fibrosi perisinusoidale/pericellulare focale o estesa
nella zona 3 •
Stadio 2: fibrosi perisinusoidale/pericellulare nella zona 3 con
fibrosi periportale, focale o estesa •
Stadio 3: fibrosi perisinusoidale/pericellulare e fibrosi portale
della zona 3 con fibrosi a ponte, focale o estesa •
Stadio 4: cirrosi Quadri istologici La steatosi
semplice è il risultato dell'accumulo di grasso nell'epatocita,
sotto forma principalmente di trigliceridi, in una percentuale superiore
al 5% del peso del fegato e rappresenta la parte nettamente prevalente
nel contesto della popolazione dei pazienti con NAFLD. In uno studio cross-sectional italiano, lo studio Dyonisos, la prevalenza di
steatosi ecografica nel gruppo dei non consumatori di alcol è risultata
del 25% in soggetti con sospetta malattia epatica (alterazioni di ALT
e/o GGT) e del 20% in soggetti senza alcun segno biochimico di malattia
epatica. La steatosi non è una condizione ad andamento evolutivo. In
diverse serie di soggetti seguiti per anni con biopsie ripetute,
almeno la metà dei pazienti non mostrava alcuna progressione, mentre l'evolutività
nel restante 50% era appannaggio di soggetti con NASH ab
initio. La steatosi semplice è sostanzialmente asintomatica. È
frequente la presenza di epatomegalia. Dal punto di vista
laboratoristico lo spettro è vario; spesso non vi è alterazione degli
enzimi epatici e, quando presente, non vi è in genere inversione del
rapporto AST/ALT. Spesso la sola alterazione biochimica è rappresentata
dall'incremento isolato della GGT. Rispetto ai pazienti con NASH vi è
minor severità delle anomalie metaboliche e una minor prevalenza dei
criteri per la sindrome metabolica. Può anche non esservi alcuna
anomalia metabolica ma è noto che, in presenza di ipertransaminasemia,
vi è aumentato rischio di sviluppare diabete, ipertensione e
dislipidemia alcuni anni dopo la diagnosi di steatosi. La steatoepatite
(NASH) ha una prevalenza nella popolazione generale stimata attorno
al 2-3%. La presenza di ipertransaminasemia, talora con inversione del
rapporto AST/ ALT, è frequente, ma non costantemente presente. In uno
studio recente su 458 pazienti con NAFLD studiati biopticamente, la
presenza di NASH è stata riscontrata nel 59% dei pazienti con ALT
normali e nel 74% dei pazienti con ALT alterate. I pazienti con NASH e
transaminasi normali sono più anziani, hanno un minor Body
Mass Index e livelli più bassi di trigliceridi e di
insulino-resistenza, (HOMA/IR). ALT e diabete sono predittori
indipendenti di NASH, mentre ALT, diabete e ferritinemia sono predittori
indipendenti di fibrosi severa. L'evolutività della NASH (fibrosi e
cirrosi) è dimostrata da numerosi studi ed è condizionata dal grado
iniziale di fibrosi. Nei pazienti con progressione istologica, l'unico
fattore indipendente associato alla progressione di malattia era il
grado di fibrosi nella biopsia iniziale. Ciò suggerisce da una parte
l'importanza della stadiazione istologica e dall'altra la necessità di
un danno fibrotico iniziale, proprio della NASH, come prerequisito di
ulteriore progressione. La
cirrosi criptogenetica (CC), o NASH-cirrosi, è stata riportata nel 3-31% dei
pazienti con cirrosi epatica avanzata e rappresenta il 10-15% delle
cirrosi che oggi vanno al trapianto. Considerando che il 25% circa
dell'intera popolazione occidentale ha caratteristiche compatibili con
la sindrome metabolica e che il 20% della popolazione generale dei non
bevitori ha steatosi, ne consegue che la proporzione di cirrosi
sull'intera popolazione a rischio di NAFLD è molto bassa. Ciò è stato
confermato da studi osservazionali. Si stima che dal 30 al 70% delle
cirrosi rappresentino l'evoluzione di una pre-esistente NASH e che dal
10 al 20% delle NASH evolvano in cirrosi. |