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LINEE GUIDA PER LA GESTIONE DEL DIABETE IN GRAVIDANZA appunti del dott.
Claudio Italiano
oppure cfr
II diabete mellito gestazionale (GDM) è caratterizzato appunto da una intolleranza al glucosio di entità variabile, che inizia o viene diagnosticata per la prima volta in gravidanza e, nella maggior parte dei casi, si risolve non molto tempo dopo il parto. È necessario documentare la risoluzione della condizione dopo la nascita, poiché vengono erroneamente diagnosticate come affette da GDM numerose donne in gravidanza con diabete di tipo 2 non diagnosticato in precedenza. Screening e diagnosi di GDM costituiscono un argomento storicamente controverso. Revisioni sistematiche, linee guida e rapporti di technology assessment concludono che non vi sono prove che dimostrino l'efficacia nella pratica di uno screening universale di GDM. Di questi documenti, alcuni non hanno potuto includere nella valutazione delle prove i risultati di studi divenuti disponibili solo successivamente alla loro pubblicazione: uno studio clinico controllato randomizzato (RCT) sull'efficacia del trattamento di mild GDM e lo studio osservazionale HAPO. Diversamente, linee guida nordamericane raccomandano lo screening universale. Anche i criteri diagnostici per GDM fin qui utilizzati differiscono, in termini di glucosio utilizzato (75 g o 100 g) durante il test da carico orale, valori soglia e numero di valori superiori alla soglia necessari a porre diagnosi; queste discrepanze sono la conseguenza dell'incertezza sugli effetti dei livelli di glicemia materna nei confronti di esiti rilevanti di salute per il feto e il neonato. La contemporanea presenza di documenti di riferimento non concordanti ha generato in Italia comportamenti difformi in diverse regioni e fra i diversi professionisti coinvolti nell'assistenza in gravidanza. Per affrontare e risolvere questa disomogeneità assistenziale, l'Istituto superiore di sanità (ISS) ha convocato un gruppo di lavoro - costituito da rappresentanti delle società scientifiche coinvolte nel management del diabete gestazionale (Associazione medici dia betologi, AMD; Società italiana di diabetologia, SID), da componenti del panel della linea guida Gravidanza fisiologica e da membri dell'ISS, con il supporto metodologico e organizzativo del Centro perla valutazione dell'efficacia dell'assistenza sanitaria, CeVEAS - cui è stato affidato il mandato di raggiungere una posizione condivisa sulla base delle prove di efficacia disponibili e alla luce delle pratiche cliniche in uso in Italia. II gruppo di lavoro ha considerato ed esaminato le prove disponibili, le posizioni di istituzioni e di gruppi di ricerca, le linee guida, i consensus statement nazionali e internazionali e i documenti di riferimento utilizzati dai medici italiani per la diagnosi del diabete gestazionale. La descrizione e l'interpretazione delle prove saranno disponibili in una prossima versione di questa linea guida. II gruppo di lavoro ha prodotto un aggiornamento delle raccomandazioni su screening e diagnosi del diabete gestazionale, che è stato successivamente approvato dal panel della linea guida Gravidanza fisiologica, da AMD e da SID. LINEE GUIDA PER LA GESTIONE DEL DIABETE IN GRAVIDANZA Al primo appuntamento in gravidanza, a tutte le donne che non riportano determinazioni precedenti, va offerta la determinazione della glicemia plasmatica per identificare le donne con diabete preesistente alla gravidanza. Sono definite affette da diabete preesistente alla gravidanza le donne con valori di glicemia plasmatica a digiuno >126 mg/dl (7,0 mmol/1), di glicemia plasmatica random >200 mg/dl (11,1 mmol/1), di HbAlc (standardizzata ed eseguita entro le 12 settimane) >6,5%. Indipendentemente dalla modalità utilizzata, è necessario che risultati superiori alla norma siano confermati in un secondo prelievo. Nelle donne con gravidanza fisiologica è raccomandato lo screening per il diabete gestazionale, eseguito utilizzando fattori di rischio definiti.A 16-18 settimane di età gestazionale, alle donne con almeno una delle seguenti condizioni: • diabete gestazionale in una gravidanza precedente • indice di massa corporea (IMC) pregravidico >30 • riscontro, precedentemente o all'inizio della gravidanza, di valori dì glicemia plasmatica compresi fra 100 e 125 mg/dl (5,6-6,9 mmol/1) deve essere offerta una curva da carico con 75 g di glucosio (OGTT 75 g) e un ulteriore OGTT 75 g a 28 settimane di età gestazionale, se la prima determinazione è risultata normale. Sono definite affette da diabete gestazionale le donne con uno o più valori di glicemia plasmatica superiori alle soglie riportate nella tabella. A 24-28 settimane di età gestazionale, alle donne con almeno una delle seguenti condizioni: • età >35 anni • indice di massa corporea (IMC) pregravidico >25 kg/m2 • macrosomia fetale in una gravidanza precedente (>4,5 kg) • diabete gestazionale in una gravidanza precedente (anche se con determinazione normale a 16-18 settimane) • anamnesi familiare di diabete (parente di primo grado con diabete tipo 2) • famiglia originaria di aree ad alta prevalenza di diabete: Asia meridionale, (in particolare India, Pakistan, Bangladesh), Caraibi (per la popolazione di origine africana), Medio Oriente (in particolare Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iraq, Giordania, Siria, Oman, Qatar, Kuwait, Libano, Egitto)
I professionisti devono informare le donne in gravidanza che: • nella maggioranza delle donne il diabete gestazionale viene controllato da modifiche della dieta e dall'attività fisica • se dieta e attività fisica non sono sufficienti per controllare il diabete gestazionale, è necessario assumere insulina; questa condizione si verifica in una percentuale compresa fra il 10% e il 20% delle donne • se il diabete gestazionale non viene controllato, c'è il rischio di un'aumentata frequenza di complicazioni della gravidanza e del parto, come pre-eclampsia e distocia di spalla • la diagnosi di diabete gestazionale è associata a un potenziale incremento negli interventi di monitoraggio e assistenziali in gravidanza e durante il parto • le donne con diabete gestazionale hanno un rischio aumentato, difficile da quantificare, di sviluppare un diabete tipo 2, in particolare nei primi 5 anni dopo il parto. Alle donne cui è stato diagnosticato un diabete gestazionale deve essere offerto un OGTT 75 g non prima che siano trascorse 6 settimane dal parto. Criteri per la diagnosi di GDM con OGTT 75 g
Raccomandazione per la ricerca Si devono condurre studi clinici controllati randomizzati multicentrici per confrontare efficacia e costo-efficacia delle diverse modalità di screening del diabete oppure cfr
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