Gli
alimenti_funzionali
.
Numerosi studi
e metanalisi si sono susseguiti negli ultimi decenni con lo scopo di
confermare o
smentire le prime osservazioni riguardanti la dieta mediterranea. Il
Lyon Diet Hearth Study
ha verificato l'effetto positivo della
dieta mediterranea sull'insieme dei segni di recidiva infartuale in
pazienti con un pregresso
infarto, tanto da essere interrotto dopo un anno a causa degli
importanti benefici, in termine di riduzione del rischio (cfr fattori
di
rischio cardiovascolare) di recidiva, riscontrati nel gruppo di
intervento, che seguiva un'alimentazione in linea con
i criteri della dieta
mediterranea, rispetto al gruppo di controllo. Lo studio EPIC
(European
Prospective Investigation into
Cáncer) -elderly,
pubblicato nel
2005 da Trichopoulou e coli., autorevole per l'ampio numero di persone
sane studiate (circa 500.000), per l'accuratezza e la durata (oltre 10
anni), ha evidenziato una diretta proporzionalità tra aderenza alla
dieta mediterranea e sopravvivenza con riduzione del rischio di morte
precoce per qualsiasi causa
vs
aumento del
rischio di
cancro dello stomaco e dell'intestino
per alti consumi di carne rossa e carne lavorata, e aumentato rischio
di morte per cancro in donne con dieta ricca di grassi). In generale
alcuni tipi di tumore (ad esempio il
cancro del colon) sembrano avere un rischio inversamente correlato
al consumo di frutta e verdura e da anni gli studiosi indagano la
significatività e le ragioni di tale inversa correlazione, anche nel
tentativo di stabilire misure preventive per la patologia neoplastica,
ma va specificato che
i dati emersi dai numerosissimi
studi in merito non sono completamente univoci. Lo studio NIH-AARP del
2007 ha fornito forti prove sull'effetto benefico della dieta
mediterranea sul rischio di morte per qualsiasi causa, incluse le
malattie cardiovascolari e il cancro. Nel 2009, indagini svolte nell'ambito
dell'NHS
(Nurse Health Study)
su 74.886
donne, hanno confermato una riduzione significativa della mortalità
per malattie cardiovascolari con l'aderenza alla dieta mediterranea. Una recente metanalisi di 12 studi ha
confermato che una stretta aderenza alle abitudini insite nella dieta
mediterranea si associa significativamente allo stato di salute,
essendo inversamente correlata con la mortalità generale, per cause
cardiovascolari e cancro; esisterebbe inoltre una relazione inversa con
la
malattia di Parkinson e di
Alzheimer.
Una dieta mediterranea modificata con un
ridotto apporto glicemico e arricchita con specifiche sostanze
vegetali (proteine della soia, fitosteroli, isoalfa-acidi e pro-antocianidine) può avere effetti positivi sulla risposta insulinica
e infiammatoria. Uno studio recente di Yamamoto e coli, ha dimostrato
come la dieta mediterranea sia adatta nei pazienti con
Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI) per favorire il
mantenimento della remissione nelle fasi di quiescenza; l'aggiunta di
olio di pesce (omega-3) ha dimostrato di ridurre l'infiammazione e
permettere un minore dosaggio di agenti anti-infiammatori, nonché di
migliorare la malnutrizione nei pazienti con
Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali .
.
I
maggiori componenti della dieta mediterranea
Cereali
integrali, legumi, semi e fibra
Diverse ricerche hanno evidenziato il
rapporto tra un alto consumo di
cereali integrali e il ridotto rischio di sviluppare
diabete di tipo 2. Altri studi hanno provato l'effetto benefico dei
cereali integrali sul
rischio cardiovascolare, tanto che l’American
Heart Association
ne raccomanda 3 o più porzioni/die. Tra i
componenti responsabili di tale effetto vi sarebbero le fibre, gli
amidi e gli oligosaccaridi resistenti alla digestione, tracce di
magnesio, composti fenolici e fitoestrogeni, folati, vitamina B6,
vitamina E.
La
dieta e fibre
La
fibra solubile è data da:
.
· inulina (frutta, patate, aglio,
verdura),
· pectina (frutta, patate,
carote, dolci e fagioli)
· galattomannani (legumi)
· gomme (avena, fagioli, legumi)
· mucillaginie alghe
La fibra insolubile è data da:
· cellulosa (crusca, legumi,
frutta, cereali integrali),
· emicellulosa (crusca, legumi,
frutta e vedura, cereali integrali)
· lignina (frumento, verdura,
pere, fragole, prugne e pesche)
Il β-glucano ad esempio, fibra solubile
dell'avena, modificando la viscosità intestinale, influenza
negativamente l'assorbimento del
colesterolo, contribuendo ad abbassarne i livelli sierici e,
modulando l'assorbimento intestinale degli zuccheri e l'indice
glicemico degli stessi, influisce sulla glico-regolazione insulinica e
sulla sintesi del colesterolo epatico. Lo psyllio presenta un analogo
effetto circa l'assorbimento intestinale dei grassi e diversi studiosi
ne sostengono gli effetti anticancerogeni. Sono di facile digeribilità
ed il loro surplus si trasforma in grasso sottocutaneo di riserva.
Alimenti particolarmente rappresentativi della dieta mediterranea sono
quelli ricchi di glicidi come il pane, la pasta alimentare, il riso, i
legumi, il mais, le patate, lo zucchero, il miele.
Un aspetto che molti ritengono
strettamente legato alla dieta mediterranea è un elevato
indice glicemico (misura della velocità con la quale un alimento
provoca l'aumento della glicemia, quindi l'entità della risposta
insulinica).
Frutta e verdura
L'analisi dei dati del NHS e dell'
Health
Professionals' Follow-up Study
(42.148 uomini seguiti per otto anni in
quest'ultimo studio) ha mostrato una riduzione del 4% del rischio di
malattia cardiovascolare in seguito all'aumento di una porzione di
frutta e verdura al giorno. Una marcata riduzione della
pressione arteriosa è stata ottenuta in persone che consumavano una
dieta ricca in potassio, magnesio, calcio provenienti da frutta e
vegetali e prodotti lattieri a basso contenuto di grasso. I componenti
potenzialmente benefici presenti nella frutta e nei vegetali sono le
vitamine (in particolare folati, vitamine C, E, K), i minerali
(magnesio, potassio, selenio) e fitochimici (carotenoidi, clorofilla,
fibre, flavonoidi, isotiocianati, lignani e fitosteroli). In
particolare i flavonoidi,
una larga famiglia di composti sintetizzati dalle piante aventi in
comune la stessa struttura chimica, hanno destato l'interesse degli
scienziati per spiegare l'effetto positivo di frutta e verdura:
possiedono un'azione antiossidante, sono in grado di legare gli ioni
metallo inibendo la formazione di radicali liberi, regolare le vie
intercellulari di comunicazione, preservare il normale ciclo cellulare,
stimolare la fase II della detossificazione, inibire l'invasione e
l'angiogenesi tumorali, ridurre l'infiammazione e l'aggregazione
piastrinica. I flavonoidi sono divisi in classi:
antocianine
(presenti in frutti di bosco, uve rosse);
flavanoli
(tè, cacao, uve, frutti di bosco, mele);
flavanoni
(agrumi);
flavonoli
(ampiamente
distribuiti fra i vegetali);
flavoni
(prezzemolo, timo, sedano, peperoni);
isoflavoni
(semi di soia). Bacche, legumi, cacao e
bevande come vino, birra, tè rappresentano inoltre la maggiore fonte di
tannini:
sono considerati agenti protettivi della
mucosa intestinale per la loro azione antiossidante locale. I
glucosinati,
presenti nelle crucifere (cavolo, ecc.),
sono riconosciuti come fattori protettivi nei confronti del
cancro del
colon e del retto.
Grassi
I grassi sono
la principale forma di riserva energetica dell'organismo, i fosfolipidi
e gli steroli costituiscono i principali elementi strutturali delle
membrane biologiche, altri lipidi svolgono funzioni importanti come
co-fattori, trasportatori di elettroni, pigmenti, emulsionanti, ormoni,
messaggeri e regolatori intracellulari (ad esempio, gli eicosanoidi); i
lipidi della dieta sono inoltre fonte di acidi grassi polinsaturi che
il nostro organismo non può sintetizzare (omega 3-6) che rivestono
funzioni essenziali tra cui mantenimento dell'integrità della membrana
cellulare, dell'eccitabilità neuronale e della funzione sinaptica.
Nell’ambito della dieta mediterranea abbiamo un maggior consumo di
grassi polinsaturi, che come è noto a tutti contribuiscono a ridurre la
quota di quelli saturi (contenuti in carne, formaggi, burro, lardo,
dolciumi, olio di palma e di cocco. Gli acidi grassi essenziali sono
contenuti in gran copia nel pesce, la frutta secca ed i semi, l'olio di
girasole, di colza e di oliva. L'importanza dei risultati ha indotto l'American Heart Association
a raccomandare il consumo di due pasti
di pesce alla settimana.
Steroli e stanoli
plasmatici
I fitosteroli
derivati dalle piante (tra i quali il più conosciuto è il
β-sitoterolo)
assomigliano dal punto di vista chimico-molecolare al colesterolo, con
il quale competono per l'assorbimento intestinale. Numerosi studi hanno
dimostrato che 2-3 g/die di stanoli e steroli derivati dalle piante
riducono i livelli di colesterolo LDL del 6-15% senza modificare il
colesterolo HDL e i trigliceridi.
cfr anche
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