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appunti
del dott. Claudio Italiano
oppure cfr oppure cfr
Quale
che sia la localizzazione della malattia, l'elemento caratteristico sul
piano dell'anatomia patologica macroscopica
è rappresentato dalla formazione di pseudomembrane
grigiastre le quali aderiscono strettamente alla sottomucosa,
specie là dove l'epitelio è pluristratificato, e non si lasciano
staccare se non a costo di sanguinamento delle zone d'impianto,
pseudomembrane che costituiscono il risultato della necrosi superficiale
della mucosa associata alla essudazione fibrinosa. Le sedi
preferenziali di localizzazione sono la mucosa
tonsille-faringea, la laringea, la mucosa nasale e quella
tracheobronchiale. Sedi extra respiratorie sono il funicolo ombelicale,
gli organi genitali, la congiuntiva. Un tempo, quando le forme gravi
erano abbastanza frequenti e la mortalità non trascurabile, lesioni
tossiche (degenerazione torbida, degenerazione grassa, infiltrazioni
emorragiche) si lasciavano osservare anche a distanza, a livello del
miocardio, del rene, del sistema nervoso centrale e periferico. Clinica. Il
quadro clinico varia ovviamente a seconda della sede delle lesioni. La
gravita maggiore spetta alla difterite
laringea, che può
iniziare come localizzazione primitiva della malattia o come
diffusione di un'angina difterica, e nella quale le pseudomembrane
comportano gravi disturbi della respirazione per compressione e stenosi
del lume con afonia, stridore, tirage, cornage,
crisi asfittiche (crup difterico). Ancora più drammatica diventa la situazione
quando
le pseudomembrane si estendono alla mucosa della trachea e dei grossi
bronchi, mentre una posizione intermedia occupa la difterite faringea
(angina difterica) che si accompagna a tumefazione delle lin-foghiandole
satelliti ed in cui la pseudomembrana non rimane circoscritta alla
superficie tonsillare, ma si estende al velopendulo, ai pilastri e
talora anche alla parete posteriore del faringe. La forma più lieve,
tanto lieve da poter sinanco passare inosservata, è la localizzazione
alla mucosa nasale (difterite nasale) che si
manifesta con le apparenze di una banale rinite fibrinosa. Neppure nei
casi più gravi si notano rialzi termici di notevole entità (la
temperatura raramente supera i 38, 5°). È questa una caratteristica
che permette di differenziare la difterite da altre affezioni morbose
che si accompagnano alla formazione di pseudomembrane tonsillari
(angina di Plaut-Vincent, leucemie acute, mononucleosi infettiva, in cui
la temperatura raggiunge livelli talora particolarmente elevati).
Sintomi di ordine generale sono la cefalea,
la sensazione di prostrazione,
la diminuzione della pressione arteriosa. Oltre
che sulle caratteristiche del quadro anatomo-clinico e sull'eventuale
criterio epidemiologico, la diagnosi si basa sulla dimostrazione diretta
del Corynebacterium diftheriae
su uno striscio di tampone faringeo o di altre localizzazioni della
malattia opportunamente colorato o sull'esame colturale su terreno di Lòffler.
In assenza del reperto batteriologico difficoltà potrebbero
incontrarsi nella discriminazione della pseudomembrana tonsillare difterica
da quella della mononucleosi infettiva: a parte il reperto ematologico
che nella mononucleosi si lascia caratterizzare per la prevalenza
delle forme linfomonocitarie con presenza di linfociti attivati, è da
tener presente, fra l'altro, che nella mononucleosi le pseudomembrane si
lasciano facilmente asportare, mentre nell'angina difterica sono più
tenacemente aderenti e la loro asportazione provoca sanguinamento
della parte. Prognosi La
prognosi dipendeva un tempo — ed ancor oggi dipende — dalla precocità
della diagnosi e dalla tempestività dell'inizio del trattamento
specifico. Quanto alle complicazioni le più importanti riguardano il
miocardio ed il sistema nervoso. La miocardiopatia difterica di
origine squisitamente tossica può manifestarsi in una fase precoce o
tardiva della malattia ed è corredata dall'intero corteo di sintomi
e segni propri delle gravi compromissioni del miocardio (sfiancamento
cardiaco per cedimento delle pareti, tachicardia, extrasistolia,
fibrillazione atriale, blocchi atrioventricolari, caduta della pressione
arteriosa, toni cardiaci deboli, lontani, ovattati, alterazioni del
tracciato elettrocardiografico proporzionali alla gravita ed estensione
del danno anatomico, ecc.). Le
complicazioni neurologiche sono rappresentate dalla paralisi
del nervo glossa-faringeo (riflusso di liquidi attraverso le cavità
nasali durante la deglutizione, voce nasalizzata), da quella degli
oculomotori (difetto dell'accomodazione, strabismo, diplopia,
ptosi palpebrale) e meno frequentemente da quella del facciale e dei
nervi spinali ecc., mentre fra gli altri organi che possono essere
cointeressati vanno ricordati il rene, il fegato, i polmoni, ecc.
oppure cfr oppure cfr |
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