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I
dolori ai muscoli non sono sempre espressione di patologia. Le malattie
delle articolazioni e delle ossa portano spesso il paziente a lamentare
un dolore muscolare e possono ulteriormente confondere la diagnosi di
localizzazione anatomica dei sintomi, in quanto comportano anche
atrofia da disuso e una certa debolezza muscolare. Allo stesso modo, un
dolore generato da malattie dei tessuti sottocutanei o della fascia o
dei tendini può essere erroneamente attribuito ai muscoli. Per di più,
alcune malattie dei nervi periferici più lunghi o dei piccoli rami
intramuscolari possono produrre dolore e debolezza muscolare. Il
dolore muscolare può essere il sintomo più importante nelle miopatie
infiammatorie, metaboliche, endocrine e tossiche. |
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Cause
di deficit di forza intermittente
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1.
Disturbi elettrolitici a
Ipokaliemia:
iperaldosteronismo primitivo (sindrome di Conn); intossicazioni da
bario; acidosi tubulorenale; iperplasia dell'apparato iuxtaglomerulare
(sindrome di Bartter); adenoma villoso del colon; alcolismo; diuretici;
liquirizia; acido para-aminosalicilico; glucocorticoidi b.
Iperkaliemia:
malattia di Addison; insufficienza renale cronica; ipoaldosteronismo
iporeninemico e.
Ipercalcemia d.
Tetania ipocalcemica e.
Iponatriemia f.
Ipofosfatemia g.
Ipermagnesiemia 2.
Affezioni della placca neuromuscolare b.
Sindrome di Lambert-Eaton 3.
Affezioni muscolari a.
Alterazioni dei canali del sodio e
del cloro: paralisi periodiche e miotonie b.
Deficit metabolici muscolari (alterata utilizzazione di
carboidrati o acidi grassi) 4.
Cause centrali a.
Cataplessia e "paralisi nel sonno" associata a
narcolessia b.
Sclerosi multipla e.
Attacchi ischemici transitori 5.
Affezioni con soli deficit di forza soggettivi: iperventilazione,
ipoglicemia
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Trauma
muscolare
Una
vigorosa attività muscolare, persino in atleti allenati, può
associarsi a lacerazione dei muscoli e dei tendini, alla quale consegue
un temporaneo dolore muscolare acuto con gonfiore e dolorabilità. La
rottura dei tendini muscolari, per esempio di quelli del bicipite o
del gastrocnemio, può produrre un visibile accorciamento muscolare.
Molte rotture di questo genere si risolvono senza necessità di un
intervento chirurgico, ma residua un ventre muscolare con aspetto
anormale.
Mialgie
diffuse.
Dolori
muscolari in assenza di deficit di forza possono verificarsi nelle
infezioni acute causate da virus
influenzali o coxsackievirus. I
termini fibrositi, fibromialgie e fibromiositi sono sinonimi e indicano
disturbi associati a dolore e dolenzia del muscolo e dei tessuti
connettivi adiacenti. Si possono individuare "punti di
innesco" focali di dolorabilità muscolare e inoltre saranno
frequentemente presenti sintomi sistemici come fatica, insonnia e
depressione. Sebbene i pazienti localizzino spesso dei punti di
gonfiore doloroso, la valutazione istologica non rivela anormalità
del muscolo o dei tessuti connettivi. Tali sintomi possono rispondere
parzialmente al trattamento con amitriptilina o farmaci
antinfiammatori non steroidei, ma il disturbo tende a cronicizzarsi e a
diventare resistente alla terapia. È talora utile un trattamento
integrativo
di ricondizionamento fisico. I pazienti nei quali i sintomi persistono
per mesi o anni spesso vengono considerati affetti da depressione; se
la depressione sia la causa o la conseguenza dei sintomi non è
chiaro.
Algoritmo
diagnostico
Dolore
muscolare e affaticamento sono i sintomi più frequentemente riferiti
dai pazienti. Le decisioni relative all'iter diagnostico possono
essere prese solitamente sulla base dell'anamnesi, dell'esame
obiettivo e degli accertamenti ematochimici.
Visita
del paziente con mialgia.
Anamnesi
ed esame obiettivo:
E’
presente un deficit di forza oggettivo?
Se
si, è possibile procedere con elettromiografia.
Se
no, si deve procedere richiedendo indagini di laboratorio, es. VES,
indici di flogosi, elettroliti, creatinina chinasi, T4, TSH.
Se
le indagini di laboratorio sono negative, si può prendere in
considerazione la polimialgia reumatica ed è utile richiedere
autoanticorpi.
La
debolezza, sia quella oggettiva sia quella percepita solo dal soggetto,
può essere la conseguenza di un'affezione del sistema nervoso centrale
o periferico. Il deficit di forza dovuto a un'affezione nervosa
centrale, come un'ischemia
cerebrale transitoria, si associa di solito a una modificazione
del livello di coscienza o disturbo
cognitivo, con aumento sia del tono muscolare sia dei riflessi da
stiramento e, spesso, con alterazioni della sensibilità. Molte cause
neuromuscolari di deficit intermittente di forza si associano a una
normale funzione mentale, con deficit del tono muscolare e dei riflessi
da stiramento. Le principali cause di deficit di forza intermittente
sono elencate nella tabella 22.1. Le cause centrali sono dovute in
genere a vasculopatia cerebrale.
I
pazienti che riferiscono un "deficit di forza" intermittente,
ma che in effetti sono soggetti ad affaticamento,
soffrono di astenia che può essere distinta dalla vera perdita di
forza muscolare sulla base del fatto che i
pazienti non perdono la capacità di eseguire un compito, ma
piuttosto la capacità di eseguirlo ripetutamente. L'astenia è un
problema importante in molti pazienti con malattie renali, epatiche,
cardiache o polmonari. L'esame di questi pazienti evidenzia la loro
capacità di eseguire, almeno una volta, singole attività motorie quali
rialzarsi da una posizione genuflessa, salire i gradini o alzarsi da
una sedia. La fatica è pure caratteristica di un danno relativamente
selettivo delle vie motorie discendenti del sistema nervoso centrale per
il quale i segni di anormalità neurologica possono essere minimi. Un
affaticamento accentuato dall'attività fisica è caratteristico della sindrome da affaticamento. Un deficit di forza intermittente dovuto
a una malattia neuromuscolare periferica può derivare da bruschi
cambiamenti della funzione nervosa periferica, da una disfunzione
intrinseca del muscolo, da alterazioni delle proprietà
elettrofisiologiche del muscolo derivanti da anormalità degli
elettroliti ematici o da una mancanza intermittente di trasmissione
neuromuscolare.
Deficit
della conduzione nervosa periferica
Alcune
neuropatie rare sono associate a deficit di forza ricorrente. La predisposizione ereditaria alla paralisi da compressione, spesso
denominata neuropatia "a salsiccia", in quanto alla biopsia
del nervo la mielina presenta una conformazione che somiglia a una
salsiccia, è caratterizzata da paralisi improvvisa successiva a
compressione di un nervo periferico. Il disturbo è trasmesso con
modalità autosomica dominante e si verifica in numerose famiglie in
seguito a un'anomalia della proteina mielinica periferica (PMP-22).
Alterazione
della trasmissione a livello della placca neuromuscolare.
La
Miastenia
gravis,
particolarmente
nelle sue manifestazioni iniziali, è caratterizzata da un deficit di
forza transitorio. Di solito sono dapprima interessati i muscoli
cranici, verificandosi di conseguenza diplopia, ptosi, disfagia
e disartria. Talora il deficit di forza agli arti può essere il sintomo
d'esordio della miastenia gravis e in assenza di disfunzioni ai muscoli
cranici la diagnosi può essere ritardata di mesi. Tipica di questa
malattia è la variazione diurna della forza, con una debolezza che
peggiora col passare dei giorni. Anche altre malattie della giunzione
neuromuscolare meno comuni della miastenia gravis, quali la sindrome
di Lambert-Eaton, possono manifestarsi con debolezza intermittente.
Alterazioni
intermittenti degli elettroliti
Modificazioni
transitorie della potassiemia sono associate a profonde modificazioni
della forza muscolare. Sebbene le paralisi periodiche primitive
(paralisi periodiche ipo- e iperkaliemiche) vengano subito alla mente
come ipotesi diagnostica nella valutazione di un paziente con deficit di
forza associato ad alterazione del potassio sierico, una debolezza
episodica è invece più frequentemente provocata da altre cause di
alterazione della potassiemia. Le paralisi periodiche familiari si
presentano solo raramente dopo i 30 anni; altre cause sono normalmente
presenti in pazienti più anziani. La paralisi periodica ipokaliemica
può verificarsi in pazienti con ipertiroidismo. Deficit di forza
episodici,
conseguenti a un'ipokaliemia, possono verificarsi in seguito a perdita
di potassio per via renale o gastrointestinale.
La
debolezza muscolare iperkaliemica si
verifica di solito nell'ambito di patologie croniche a carico dei reni o
dei surre-ni. Altre alterazioni degli elettroliti possono causare
ipostenia ad andamento intermittente come manifestazione cllnica
iniziale di una grave anomalia metabolica. La correzione dell'anomalia
metabolica migliora la debolezza.
Malattie
metaboliche del muscolo
Un
certo numero di affezioni caratterizzate da difetti nell'utilizzazione
metabolica del glicogeno e dei lipidi è associato a un'alterata
produzione energetica nel muscolo, che può causare un deficit di forza
intermittente normalmente accompagnato da dolore e segni di lesione
muscolare. Una di tali condizioni è rappresentata dal deficit di
carnitina palmitoil transferasi. Malattie mitocondriali, come il
deficit di citocromo ossidasi, possono causare una grave intolleranza
all'esercizio fisico con affaticamento e ipostenia muscolare associati
ad acidosi lattica; di rado si manifestano dolori e distruzione del
tessuto muscolare.
Altri
disturbi Attacchi
ricorrenti di sensazione di "debolezza" si verificano spesso
nei pazienti con sindrome da
iperventilazione',
tali pazienti, tuttavia, presentano una forza normale quando
sottoposti a test adeguati. Allo stesso modo, episodi
ipoglicemici ricorrenti sono associati a deficit di forza
soggettivo, sebbene l'ipoglicemia non sia comune come causa di questo
sintomo. Affezioni del sistema nervoso centrale possono causare
debolezza generalizzata senza una contemporanea alterazione dello stato
di coscienza. Gli attacchi con caduta (drop attacks), che derivano da una riduzione
dell'apporto ematico alle vie motorie del tronco encefalico, provocano
un'improvvisa paraparesi o tetraparesi, normalmente della durata di
pochi secondi. Pazienti con narcolessia possono presentare una perdita
improvvisa del tono e della forza muscolare durante episodi di cataplessia.
Un disturbo del sistema di attivazione reticolare del tronco
encefalico è responsabile di tali episodi, così come della paralisi nel sonno che si verifica quando i pazienti narcolettici
si stanno addormentando o risvegliando.
cfr anche
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