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appunti personali del dott. Claudio Italiano, diabetologo ed internista
Il dolore neuropatico del diabetico è stato descritto dalla associazione per lo Studio del Dolore come un dolore che dipende da una lesione primaria o disfunzione del sistema nervoso ed insorge con svariati meccanismi. La neuropatia diabetica è una delle molte complicanze del diabete mellito. Poiché almeno il 50% dei soggetti con diabete sviluppa la neuropatia è la causa più comune di neuropatia nel mondo occidentale. Si pensa che il 10% dei pazienti con neuropatia diabetica abbiano dolore neuropatico persistente e si stima che nel 2030 almeno 48 milioni di persone avranno di queste problematiche. Purtroppo il meccanismo con cui si manifesta il dolore è alquanto sconosciuto e perciò nella pratica clinica si impiegano non farmaci specifici per la cura ma farmaci antidolorifici, oppiodi deboli (per esempio il tramadolo e la codeina e farmaci antiinfiammatori non steroidei associati ad antidepressivi triciclici, gabapentin, carbamazepina o lamotrigina in monoterapia o in associazione con analgesici oppiacei. . Ad ogni modo la monoterapia è spesso inefficcace ed occorre l’associazione con più farmaci. A tale scopo è stato impiegato in uno studio a doppio cieco, ossicodone e gabentin, comparandone gli effetti terapeutici con pazienti che ricevevano solamente gabapentin alla dose massima possibile tollerata. In conclusione si è visto che l’associazione di ossicodone a rilascio controllato e di gabapentin ha un effetto notevole nella cura dei soggetti con neuropatia diabetica. Inoltre dallo studio è emerso che l’intensità del dolore dal baseline al termine dello studio è stato del 33%, che il trattamento con ossicodone è superiore alla terapia con il semplice gabapentin e che si riduce addirittura la necessità di aumentare il dosaggio del farmaco e così pure il paziente ha beneficio ed ha sonni più prolungati.
La
cura del dolore in generale. Quali cure attuare per il dolore? · Per primi i FANS · quindi gli oppioidi minori · infine gli oppioidi maggiori. Occorre iniziare cioè con i fans, che non vuol dire gli affezionati spettatori dei vip(!), ma i farmaci antinfiammatori non steroidei, per poi aggiungere altri farmaci adiuvanti (per es.antidepressivi come amitriptilina, sedativi benzodiazepinici, es. il vecchio valium o diazepam, il lexotan ecc,) poi gli oppiodi minori e quindi i maggiori. Sempre preferibile è la via per os oppure quella trasndermica a cerotti e deve essere rispettata la dose e l’orario, specie per gli oppioidi. Per esempio alcuni cerotti che dispensano oppioidi vanno applicati ogni 2-3 giorni. In genere il medico che si occupa di queste cure per il dolore è l'anestesista, cioè esistono degli ambulatori in ospedale che si occupano della terapia del dolore. Chiedi, perciò, alla tua azienda sanitaria dove è il Centro più vicino a te. . FANS I Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei (F.A.N.S.) rappresentano una serie eterogenea di composti. Erano classificati tradizionalmente con dizioni del tipo: antireumatici, antidolorifici-antifebbrili, antinevralgici. Sono a torto denominati anche analgesici 'deboli o leggeri'. Infatti alcuni di essi, ad esempio il ketorolac, hanno un effetto analgesico che si avvicina o è equivalente agli oppiacei minori. Il loro meccanismo d'azione è comune e l'origine dell'analgesia sarebbe dovuta a:
Oppioidi e loro dosaggio terapeutico
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