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appunti
del dott. Claudio Italiano
oppure cfr
Le
applicazioni degli
ultrasuoni alla diagnostica delle struuture
addominali ed al fegato sono notevoli. Le
raccolte liquide della parete addominale, come ematomi, ascessi, ecc.
possono essere identificate con gli ultrasuoni nella loro estensione,
ma non nel loro contenuto; lo
stesso dicasi per le raccolte localizzate nello spazio retroperitoneale.
Per quanto riguarda i versamenti peritoneali, gli ultrasuoni forniscono
un reperto diverso nel caso di raccolta libera (gli echi intestinali
fluttuano liberamente nel liquido ascitico)
e di raccolta saccata. L'ultrasuonografia è un importante strumento
per l'esame dei vasi intraaddominali, sia venosi che arteriosi ed in
particolare per l'aorta addominale; si possono facilmente misurare le
dimensioni di un aneurisma aortico e si possono anche avere notizie
sulla struttura interna della sacca. La vena
cava inferiore normale mostra dei profondi cambiamenti in rapporto
al ciclo respiratorio; nella insufficienza cardiaca essa è immobile,
turgescente e senza alcun collasso espiratorio (segno
della cava). I
margini di un fegato normale ecograficamente
sono regolari e lisci. Il diametro del fegato misurato lungo la linea
anteroposteriore, tangente al lato sinistro delle vertebre, è non più
grosso di 4 cm. Nel fegato, in linea di massima, sono facilmente
visualizzati i noduli patologici di 1 cm. In caso di metastasi
multiple del fegato si hanno modificazioni del bordo (sotto forma di
gibbosità) e modificazioni degli echi tissutali: aree transonografiche
(immagini a colabrodo) se le metastasi hanno un’impedenza acustica
inferiore a quella del parenchima epatico ed iperriflessive se l’hanno
maggiore; possono aversi entrambe le aree (aspetto marezzato). Il
quadro ultrasonografico in corso di cirrosi
epatica consta di alcune alterazioni ecostrutturali e di rilievi
accessori. Le alterazioni ecostrutturali sono: —
aumento degli echi parenchimali; —
disomogeneità diffusa; —
attenuation sign (attenuazione del fascio ultrasonoro che
impedisce di evidenziare gli strati profondi del fegato). I
rilievi accessori sono costituiti da: —
dilatazione
del tronco portale; —
ascite.
Una
cisti
idatidea appare come una raccolta liquida ben delimitata di
vario volume. Nelle cisti contenenti cisti figlie si evidenziano degli
echi all'interno della cisti. Cisti con pareti estesamente calcifiche
danno un aspetto ecografico solido. La
colecisti può essere studiata
in modo soddisfacente. Vantaggi
rispetto all'indagine radiologica sono i seguenti: —
il paziente non è esposto al rischio di reazione allergica al
mezzo di contrasto; —
l'esame ultrasonico della colecisti può essere eseguito in
pazienti itterici. Oltre
l'ittero,
altre indicazioni all'esame ultrasonico della colecisti sono: la
presenza di dolore o di masse al quadrante superiore destro; la scarsa
o mancata visualizzazione della colecisti con l'indagine radiologica;
l'ostruzione delle vie biliari; i tumori della colecisti. Il coledoco
può essere dimostrato solo quando è dilatato ed il suo calibro
supera le dimensioni di un centimetro. La sua patologia, prevalentemente
litiasica,
può essere messa in evidenza soltanto in alcune particolari situazioni,
quando cioè i calcoli sono numerosi o di dimensioni tali da generare
una forte riflessione dell'ultrasuono; la diagnosi di calcolosi
coledocica risulta, pertanto, molto difficile. Trattando
dell'ecotomografia degli organi addominali diciamo che la valutazione
ultrasonica del surrene normale
nell'adulto non è eseguibile a causa della piccolezza dell'organo;
qualche risultato si ottiene, invece, nei bambini a causa del volume
relativamente più grande della ghiandola. Per
quanto riguarda il pancreas, le cisti
pancreatiche che hanno un diametro superiore ad 1,5-2 cm possono
essere diagnosticate nel 98% dei pazienti esaminati,
ultrasonograficamente si possono avere: —
formazioni transoniche con contorni netti e regolari e rinforzo
della parete posteriore; —
talora contorni irregolari; —
a volte echi interni, spesso ammassati, dovuti a residui
necrotici. Nelle
pancreatiti acute e croniche l'indice di successo oscillerebbe tra il
75% e il 90%, dipendendo dal tipo di alterazione tissutale presente.
Nella pancreatite cronica i rilievi ecotomografici di più frequente
riscontro sono:
—
aumento di volume in toto o segmentano del pancreas; —
contorni spesso mal definibili; —
struttura disomogenea; —
blocchi di echi ad alto livello eventualmente con "cono
d'ombra" in caso di una forma calcifica. Il
carcinoma
pancreatico può essere diagnosticato con l'ecotomografia in
assai alta percentuale di casi (80-90%) ed i rilievi ultrasonografici più
frequenti sono: —
aumento di volume segmentano del pancreas;
—
contorni irregolari (raramente una massa tondeggiante); —
struttura povera di echi; —
attenuazione del fascio ultrasonico; —
compressione dei vasi prevertebrali. oppure cfr |
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