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Ecografia

appunti del dott. Claudio Italiano              oppure cfr gastroenterologia

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L'ecografia o ecotomografia è un sistema di indagine diagnostica medica che non utilizza radiazioni ionizzanti, ma ultrasuoni e si basa sul principio dell'emissione di eco e della trasmissione delle onde ultrasonore. Gli ultrasuoni utilizzati sono compresi tra 2 e 20 MHz. La frequenza è scelta tenendo in considerazione che frequenze maggiori hanno maggiore potere risolutivo dell'immagine, creano, cioè, immagini più nitide e precise, ma penetrano meno in profondità nel soggetto. Questa tecnica è utilizzata routinariamente in ambito internistico, chirurgico e radiologico. E’considerata come esame di primo livello, a cui seguono altre indagini strumentali più complesse, ove risultasse necessario un approfondimento (per es. la TAC, imaging a risonanza magnetica, angiografia ecc). Quando un'onda è riflessa su un oggetto in movimento, la parte riflessa cambia la propria frequenza in funzione della velocità dell'oggetto (effetto Doppler). 

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eco epatica con studio del flusso delle vene sovrapaticheL'ammontare del cambiamento della frequenza dipende dalla velocità del bersaglio. Nella modalità Doppler, il sistema fornisce normalmente anche un segnale udibile che simula il flusso del sangue; si tratta comunque di un segnale virtuale che non esiste e l’apparecchio fornisce dei colori sul monitor, a seconda del flusso se si avvicina o si allontana e la sua intensità. Questo principio è utile, per esempio, nelle indagini sui vasi sopraortici, per studiare stenosi e placche carotidee.

 Applicazioni ecografiche.

Le applicazioni degli ultrasuoni alla diagnostica delle struuture addominali ed al fegato sono notevoli. Le raccolte liquide della parete addominale, come ema­tomi, ascessi, ecc. possono essere identificate con gli ultra­suoni nella loro estensione, ma non nel loro contenuto; lo stesso dicasi per le raccolte localizzate nello spazio retroperitoneale. Per quanto riguarda i versamenti peritoneali, gli ultrasuoni forniscono un reperto diverso nel caso di raccolta libera (gli echi intestinali fluttuano liberamente nel liquido ascitico) e di raccolta saccata. L'ultrasuonografia è un im­portante strumento per l'esame dei vasi intraaddominali, sia venosi che arteriosi ed in particolare per l'aorta addominale; si possono facilmente misurare le dimensioni di un aneuri­sma aortico e si possono anche avere notizie sulla struttura interna della sacca. La vena cava inferiore normale mostra dei profondi cambiamenti in rapporto al ciclo respiratorio; nella insuffi­cienza cardiaca essa è immobile, turgescente e senza alcun collasso espiratorio (segno della cava).

I margini di un fegato normale ecograficamente sono regolari e lisci. Il dia­metro del fegato misurato lungo la linea anteroposteriore, tangente al lato sinistro delle vertebre, è non più grosso di 4 cm. Nel fegato, in linea di massima, sono facilmente visualizzati i noduli patologici di 1 cm. In caso di metastasi multiple del fegato si hanno modificazioni del bordo (sotto forma di gibbosità) e modificazioni degli echi tissutali: aree transonografiche (immagini a colabrodo) se le metastasi hanno un’impedenza acustica inferiore a quella del parenchima epatico ed iperriflessive se l’hanno maggiore; possono aversi entrambe le aree (aspetto marez­zato). Il quadro ultrasonografico in corso di cirrosi epatica consta di alcune alterazioni ecostrutturali e di rilievi accessori. Le alterazioni ecostrutturali sono:

  aumento degli echi parenchimali;

  disomogeneità diffusa;

  attenuation sign (attenuazione del fascio ultraso­noro che impedisce di evidenziare gli strati profondi del fe­gato).

I rilievi accessori sono costituiti da:

  splenomegalia;

  dilatazione del tronco portale;

  ascite.

cisti idatideaLa vena splenica nell'ipertensione portale diventa in­grandita e sinuosa. Quando il diametro della vena splenica ha superato i due centimetri la presenza dell'ipertensione portale è abbastanza certa.

Una cisti idatidea appare come una raccolta liquida ben delimitata di vario volume. Nelle cisti contenenti cisti figlie si evidenziano degli echi all'interno della cisti. Cisti con pareti estesamente calcifiche danno un aspetto ecografico solido.

La colecisti può essere studiata in modo soddisfacente.

Vantaggi rispetto all'indagine radiologica sono i seguen­ti:

  il paziente non è esposto al rischio di reazione aller­gica al mezzo di contrasto;

  l'esame ultrasonico della colecisti può essere ese­guito in pazienti itterici.

Oltre l'ittero, altre indicazioni all'esame ultrasonico del­la colecisti sono: la presenza di dolore o di masse al qua­drante superiore destro; la scarsa o mancata visualizzazione della colecisti con l'indagine radiologica; l'ostruzione delle vie biliari; i tumori della colecisti. Il coledoco può essere dimostrato solo quando è dilatato ed il suo calibro supera le dimensioni di un centimetro. La sua patologia, prevalentemente litiasica, può essere messa in evidenza soltanto in alcune particolari situazioni, quando cioè i calcoli sono numerosi o di dimensioni tali da generare una forte riflessione dell'ultrasuono; la diagnosi di calcolosi coledocica risulta, pertanto, molto difficile.

Trattando dell'ecotomografia degli organi addominali diciamo che la valutazione ultrasonica del surrene normale nell'adulto non è eseguibile a causa della piccolezza dell'or­gano; qualche risultato si ottiene, invece, nei bambini a cau­sa del volume relativamente più grande della ghiandola.

Per quanto riguarda il pancreas, le cisti pancreatiche che hanno un diametro superiore ad 1,5-2 cm possono essere diagnosticate nel 98% dei pazienti esaminati, ultrasonograficamente si possono avere:

  formazioni transoniche con contorni netti e regola­ri e rinforzo della parete posteriore;

  talora contorni irregolari;

  a volte echi interni, spesso ammassati, dovuti a re­sidui necrotici.

Nelle pancreatiti acute e croniche l'indice di successo oscillerebbe tra il 75% e il 90%, dipendendo dal tipo di alte­razione tissutale presente. Nella pancreatite cronica i rilievi ecotomografici di più frequente riscontro sono:                                                             

  aumento di volume in toto o segmentano del pan­creas;

  contorni spesso mal definibili;

  struttura disomogenea;

  blocchi di echi ad alto livello eventualmente con "cono d'ombra" in caso di una forma calcifica.

Il carcinoma pancreatico può essere diagnosticato con l'ecotomografia in assai alta percentuale di casi (80-90%) ed i rilievi ultrasonografici più frequenti sono:

  aumento di volume segmentano del pancreas;  

  contorni irregolari (raramente una massa tondeggiante);

  struttura povera di echi;

  attenuazione del fascio ultrasonico;

  compressione dei vasi prevertebrali.

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