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Elettroencefalografia
appunti
del
dott. Claudio Italiano
oppure vedi la pagina
indice di neurologia
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I neuroni
cerebrali pulsano con un ritmo costante, che è dell'ordine di 10
oscillazioni (cicli) al secondo. L'ECG studia la registrazione dei
potenziali elettrici corticali.
I potenziali
elettrici sono derivati dalla superficie esterna del cranio a mezzo di
elettrodi ed opportunamente amplificati. Con le derivazioni bipolari si
capta e si registra la differenza di potenziale tra due punti cerebrali
simmetrici; detti potenziali presentano caratteri diversi a seconda
delle varie aree corticali.
In quasi tutte le
affezioni encefaliche si possono riscontrare alterazioni EEG. L'EEG
acquista un grandissimo valore semeiologico e diagnostico se correlato
con i dati clinici e gli altri esami collaterali. In genere il tracciato
eegrafico completa l'esame neurologico del paziente e consente di
orientare la diagnosi verso l'epilessia.
I principali elementi semeiologici che
compongono il tracciato sono:
Al
fine di valutare questa differenza di potenziale, le onde
generate vengono valutate per la loro differenza in ampiezza o
tensione (ed espresse in microVolt) ed in frequenza (ovvero in
cicli per secondo (c/s) o Hz).
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Ritmo alfa.
È il
principale componente del tracciato del soggetto normale adulto in
riposo sensoriale (prima dei 12 anni non appare bene costituito). Risulta da
oscillazioni di frequenza comprese tra 8 e 12 cicli per secondo, con
voltaggio di circa 50 microvolts e di aspetto sinusoidale, per lo più
radunati in fusi. Prevale sulle aree occipitali e parietali e diminuisce
di ampiezza e di quantità man mano che ci si avvicina alle aree
anteriori. Il
ritmo alfa scompare per effetto di stimoli
sensoriali o di attività intellettiva
(reazione di
arresto),
per ricomparire con il ritorno al riposo
psico-sensoriale. Il ritmo di base è il ritmo alfa ("ritmo di Berger"),
distinto in alfa lento (8-9 Hz), alfa intermedio (9-11.5 Hz)
ed alfa rapido (11.5-13 Hz), ed ha un'ampiezza media di 30
microVolt (15-45 microVolt), che viene registrato ad occhi
chiusi in un soggetto sveglio, soprattutto tra gli elettrodi
occipitali e quelli parietali, rispetto ai centrali e
temporali posteriori (EEG sincronizzato). Se si invita il
soggetto ad aprire gli occhi, l'attività alfa scompare ed è
sostituita da un'attività di basso voltaggio (inferiore o
uguale a 30 microVolt) più rapida di tipo beta (desincronizzazione).
Ritmi rapidi.
Hanno frequenza superiore ai 14 cicli per secondo, hanno un voltaggio
più basso ed hanno sede preferenziale nelle regioni rolandiche e
prerolandiche. Il più regolare dei ritmi rapidi è il
ritmo beta.
Le onde alfa (8-13 c/s) sono
caratteristiche in condizioni di veglia e di riposo mentale, ma
non nel sonno, dove sono assenti (fatta eccezione per lo stadio
R.E.M.). Quando un soggetto è sottoposto ad un'attività
cerebrale maggiore, si registra la presenza del ritmo beta.
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Ritmo beta è distinto
in beta lento (13.5-18 c/s) e beta rapido (18.5-30 c/s), e
presenta un voltaggio medio di 19 microVolt (8-30 microVolt).
Le onde beta sono dominanti in un soggetto ad occhi aperti,
ma anche in stati di allerta e nel sonno R.E.M.
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Ritmi lenti.
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Onde theta:
hanno una
frequenza tra 4 e 7 cicli per secondo e possono avere voltaggio vario,
in genere inferiore all'alfa. La localizzazione preferenziale è
temporo-parietale. Nell'adulto hanno quasi sempre carattere patologico.
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Onde delta:
hanno una
frequenza tra 0 e 3 cicli al secondo; il voltaggio è variabile e può
raggiungere e superare i 200 microvolts. Le onde delta sono
caratteristiche del sonno non R.E.M. (sonno ad onde lente). Nei
diversi stadi di sonno sono presenti principalmente onde theta e
onde delta (caratteristiche del sonno ad onde lente), a cui si
aggiungono squarci di attività alfa e, raramente, di attività beta.
Possono avere
forma varia, presentandosi a volte sinusoidali, a volte di forma
irregolare. Nell'uomo adulto in fase di veglia hanno sempre significato
patologico. Nell'infanzia e
nell'adolescenza il ritmo di base è ricco di onde theta e delta (che
quindi sono fisiologici per quell'epoca della vita) e nel giovane fino
ai 20 anni l'iperventilazione forzata (metodo di attivazione comunemente
utilizzato e che determina alcalosi), suscita la comparsa di grandi
ipersincronismi lenti bilaterali e simmetrici, che non rivestono
significato patologico. Il ritmo theta è dominante nel neonato e può
rappresentare tensioni emotive, e si distingue in theta lento (4-6 c/s)
e theta rapido (6-7.5 c/s), ed ha un voltaggio medio di 100 microVolt.
Infine, le onde delta presentano una frequenza compresa tra 0.5 e 4 c/s
ed un voltaggio medio di circa 150 microVolt.
Non sono presenti in condizioni fisiologiche nello stato di veglia
nell'età adulta, sebbene siano predominanti nell'infanzia e inoltre
compaiano nell'anestesia generale ed in alcune malattie cerebrali,
oppure in malattie dismetaboliche generali, come l'iperazotemia.
Figure parossistiche
Nel tracciato
possono comparire delle figure parossistiche:
a)
la punta,
costituita da
brusche variazioni di potenziale, sotto forma di una figura a cuspide:
voltaggio superiore all'attività di base e durata molto inferiore
(20-70 millisecondi);
b)
figure di punta-onda:
risultano
dall'unione di una figura di punta con un'onda lenta; possono
presentarsi isolate, ma spesso in sequenza;
c)
onde puntute:
sono figure
appuntite, risultanti da brusche variazioni di potenziale che si
allungano poi in un'onda lenta.
Le figure parossistiche nell'adulto a riposo
ed in stato di veglia hanno sempre significato patologico.
Un tracciato può
essere normale anche se piatto, cioè .privo di ritmo visibile: ciò
accade nei neonati e negli adulti ansiosi.
Nell'adulto la
presenza di un ritmo theta o di un ritmo delta localizzato in una
determinata area del cervello ha per lo più un significato di lesione
cerebrale a focolaio (ad esempio, tumori o lesione vascolare).
Si tenga presente che il tumore di per sé è
elettricamente inattivo ed è la sofferenza dei tessuti circostanti
responsabile di ritmi lenti.
Quando
l'elettroencefalogramma registrato in condizioni di riposo non risulta
significativo si può ricorrere a tecniche
di attivazione: l'iperpnea (di cui si è già parlato), la stimolazione
luminosa intermittente, l'attivazione farmacologica (con l'impiego di
sostanze convulsivanti per esplorare la soglia del soggetto o,
viceversa, di sostanze anticonvulsivanti) .
In condizioni morbose
che interessano direttamente od indirettamente la corteccia cerebrale,
l'EEG può presentare silenzio elettrico (per distruzione di corteccia
cerebrale); comparsa di onde patologiche come punte, tipiche
dell'epilessia tipo grande male, di complessi punta-onde
(nell'epilessia piccolo male), di onde delta e theta (nei tumori, nelle
encefaliti, nelle vasculopatie cerebrali ecc.). Queste anormalità
possono essere localizzate (e in questo caso le alterazioni eegrafiche
corrispondono usualmente alla sede della lesione) o diffuse (per
alterazione dei centri sottocorticali che influenzano l'elettrogenesi
corticale).
Benché il valore
diagnostico dell'EEG circa la natura delle lesioni sia assai limitato,
esso tuttavia fornisce precisazioni circa la sede delle lesioni. Mentre
può riuscire negativo nelle lesioni vascolari assai circoscritte o in
sede emisferica profonda, di solito è alterato sia nelle emorragie che
nei rammollimenti sopratentoriali; è normale o soltanto minimamente
alterato in 2/3 delle lesioni vascolari vertebro-basilari.
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