Effetti collaterali della radioterapia

 

appunti del dott. Claudio Italiano

Quasi i 2/3 dei pazienti con carcinomi vengono sottoposti, nell'ambito del trattamento della neoplasia, ad una radioterapia. L'aumentato ricorso alla radioterapia, associata all'aumento del numero di pazienti che sopravvivono ad un carcinoma, fanno sì che il medico di base abbia sempre più frequentemente a che fare con pazienti che presentano effetti collaterali di una radioterapia. Tra questi effetti collaterali, i sintomi depressivi possono essere significativamente alleviati con l'assunzione di farmaci inibitori selettivi della ricaptazione della

serotonina; questi farmaci presentano invece una scarsa efficacia nei confronti della facile affaticabilità associata alle neoplasie maligne. La dermatite da radiazioni può essere trattata con corticosteroidi topici e creme emollienti; questi pazienti devono lavarsi utilizzando saponi delicati e neutri. Le malattie cardiovascolari rappresentano un ben noto effetto collaterale della radioterapia; non esiste peraltro un consenso sugli esami di screening per le patologie cardiovascolari da eseguire in questi pazienti. La polmonite da radiazioni può essere trattata con prednisone per via orale e pentossifillina. L'esofagite da radiazioni viene trattata intervenendo sulla dieta, con la somministrazione di farmaci inibitori della pompa protonica, farmaci che favoriscono la motilità esofagea, lidocaina viscosa. L'emesi da radiazioni può essere alleviata con la somministrazione di 5-idrossitriptamina, an­tagonisti dei recettori e sferoidi. Il trattamento sintomatico della cistite cronica da radiazioni prevede la somministrazione di farmaci anticolinergici e di fenazopiridina.

 
Le disfunzioni sessuali da radioterapia comprendono la disfunzione erettile e la stenosi vaginale, che sono trattabili, rispettivamente, con inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5 e con dilatatori vaginali. Nel 2009 negli Stati Uniti sono stati diagnosticati all'incirca 1.480.000 nuovi casi di carcinomi (escludendo i carcinomi cu­tanei a cellule basali o a cellule squamose, ed i carcinomi della vescica urinaria). Circa i 2/3 di tali pazienti vengono sottoposti a programmi terapeutici che comprendono una radioterapia.  Quest'ultima può essere impiegata con scopi cura­tivi, palliativi, profilattici; in base al tipo di carcinoma ed al programma terapeutico la radiotera­pia può essere somministrata mediante fasci esterni, mediante l'introduzione di sostanze radioattive all'interno del corpo (brachiterapia), oppure per via sistemica. La radioterapia agisce danneggiando il DNA delle cellule, ed inibendo in tal modo la loro capacità di riprodursi. Dopo la radioterapia le cellule sane e non-cancerose solitamente vanno incontro a un recupero, mentre le cellule cancerose non sono in genere in grado di riparare il danno indotto dalle radiazioni. Per ridurre al minimo l'esposizione alle radiazioni delle cellule non-cancerose, e di conseguenza per ridurre al minimo gli effetti collaterali, possono es­sere messi in atto interventi specifici, come l'utilizzazione di radio-sensibilizzanti o di procedure di radioprotezione.

Per la maggior parte dei carcinomi, in almeno il 75% dei pazienti la radioterapia viene intrapresa con intento curativo. In conseguenza dell'aumento del numero di pazienti che sopravvivono ad un carcinoma, e della relativa carenza di medici specialisti, il medico di base deve rivestire un ruolo sempre più importante nell'assistenza di follow-up dei pazienti con carcinomi. Mentre gli effetti precoci della tossicità da radiazioni vengono in genere trattati a livello specialistico, l'assistenza ai pazienti con effetti tar­divi viene spesso condotta dal medico di base. Gli effetti collaterali della radioterapia vengono in genere suddivisi in precoci e tardivi. Gli effetti precoci si manifestano durante il trattamento o subito dopo il suo termine, ed in genere si risolvono nell'arco di 4-6 settimane. Gli effetti tardivi si manifestano invece mesi od anni dopo il termine del trattamento, e sono spesso permanenti. Le neoplasie maligne secondarie ad una radioterapia si manifestano in genere 10-15 anni dopo il termine del trattamento, e la loro incidenza è direttamente proporzionale alla dose di radiazioni somministrate ed inversamente proporzionale all'età del paziente al momento della radioterapia.
Linfoma cutaneo a cellule T trattato con radioterapia: immagine di lesione della cute scapolare sinistra dopo applicazione di radioterapia

Dorso di paziente dopo applicazione, sulla spalla di sinistra, di radioterapia per micosi fungoide: notare la dermatite attinica a forma rettangolare, sull'area dove è stata applicata l'energia radiante

Effetti collaterali da radiazioni

- Di tipo psicologico: depressione; tipo di carcinoma: Mammella, polmone, pancreas, orofaringe, cervello; fattori di rischio per lo sviluppo di depressione se c'è storia personale di s. depressiva e storia familiare di depressione. Trattamento: Gli inibitoti selettivi della ricaptazione della serotonina sono efficaci per la depressione ma non per la facile affaticabilità.

Astenia con facile affaticabilità: tipo di carcinoma: Cervello, capo e collo, mammella, polmone, scavo pelvico, sistema linfatico; fattori di rischio se c'è basso punteggio alla scala di valutazione di Karnofsky, sesso femminile, carcinoma attivo. Trattamento: esercizio fisico; igiene del sonno, riduzione dello stress, terapie cognitive e di rilassamento

- Di tipo cutaneo come dermatite attinica: tipo di carcinoma: capo e collo, mammella, prostata, perineo "Richiamo" da radiazioni. Fattori di rischio sono l'obesità; chemioterapia associata"; elevato indice di massa corporea. Trattamento con steroidi topici; cura routinaria della pelle con saponi delicati e neutri"

- Di tipo cardiovascolare e polmonare: Linfoma di vascolari Hodgkin, mammella, polmone. Fattori di rischio: giovane età, follow-up più lungo, dosaggio elevato di radiazioni. Trattamento : Adeguata informazione del paziente, linee guida per lo screening cardiovascolare (anche se ancora non definitive).

- Polmonite. Tipo di carcinoma: Mammella, polmone, mediastino. Fattori di rischio:dosaggio elevato di radiazioni, volume di polmone irradiato, chemioterapia associata; patologie polmonari associate, risultati scarsi ai test di valutazione polmonare prima del trattamento, basso punteggio alla scala di valutazione di Karnofsky effetto del fumo non è chiaro. Trattamento: corticosteroidi pentossifillina
-Di tipo gastrointestinale. Tipo di carcinoma del capo e collo. Fattori di rischio stimolanti e sostituti della saliva. Trattamento: pilocarpina; amifostina per la prevenzione ed il trattamento
-Mucosite ed esofagite. Tipo di carcinoma: Capo e collo e torace. Fattori di rischio: dosaggio elevato di radiazioni, chemioterapia associati. Trattamento: lidocaina viscosa, inibitori della pompa pro­tonica, farmaci stimolanti la motilità; dieta leggera; astensione da alcool, caffè e cibi acidi.

- Enterite. Tipo di carcinomi addominali e  pelvici: Fattori di rischio: dosaggio elevato di radiazioni, ipertensione, diabete mellito, precedenti interventi chirurgici addominali, precedente malattia infiammatoria pelvica. Trattamento: dieta con basso contenuto di fibre, emollienti fecali, loperamide; piccoli quantitativi di latticini
- Proctite. Tipo di carcinomi: anali, rettali, cervicali, utero, prostata, vescica, testicoli. Fattori di rischio: dosaggio elevato di radiazioni, chemioterapia asso­ciata, malattia infiammatoria del colon. Trattamento: sulfasalazina per via orale a scopo preven­tivo; clismi di sucralfato per la proctite; ossigeno iperbarico.

- Emesi. Tipo di carcinoma; quadranti addominali superiori, cranici e spinali, scavo pelvico. Fattori di rischio: precedente chemioterapia, campi di irradiazione superiori a 400 cm2, irradiazione dei quadranti superiori dell'addome, irradiazione totalbody. Trattamento: antagonisti del recettore della 5-idrossitrip-tamina; e steroidi; antagonisti della dopamina, digitopressione

- Di tipo genito-urinario. Tipo di carcinoma: Prostata, colon-retto, vescica,Fattori di rischio: chemioterapia associata. Trattamento: liquidi per via endovenosa, fermaci uroprotettori, ossigeno iperbarico per le emorragie, terapia sintomatica per la cistite cronica


 

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