L'eiaculazione precoce

appunti del dott. Claudio Italiano,

cfr Sessuologia clinica : l'impotentia  problemi di sesso e calo del piacere sessuale

A quanti di noi uomini non è capitato di fare l’amore con la propria partner e di fallire?  Lo stress, l’emozione, la paura di fare cattive figure, i pensieri  cattivi, l'ansia da prestazione, possono determinare calo della libido o problemi di eiaculazione precoce. Allora, dopo qualche avance ecco che l’amplesso si completa in una eiaculazione anticipata, prima dei 2 minuti classici che vengono considerati la norma e per riuscire ad ottenre una nuova prestazione occorreranno almeno 30-45 minuti, in altre condizioni 2 o 3 ore, oppure sarà quasi impossibile riprendere il coitus. Ci riferiamo, per esempio, al paziente con diabete, al paziente vascolare, al paziente anziano.  Cerchiamo di affrontare con cognizione scientifica l'argomento; per le patologie che lo sottintendono vi rimando ai link specifici. Vi ricordiamo che da poco esiste un farmaco specifico che risolve il problema dell'eiaculazione precoce ma che non è scevro da rischio, compreso la vertigine soggettiva e l'ipotensione; ci riferiamo alla dapoxetina è una molecola che appartiene alla classe dei cosidetti SSRI, una classe di farmaci utilizzati come antidepressivi (fluoxetina, paroxetina, citalopram, sertralina, … ossia Prozac, Seroxat, Seropram, Zoloft,…) e come le altre molecole della stessa classe agisce inibendo la ricaptazione (ossia il riassorbimento, la raccolta) del neurotrasmettitore serotonina a livello del sistema nervoso centrale. A differenza di altri antidepressivi ha un'emivita breve. Negli studi condotti si è visto che può dare cefalea intensa e nausea. Dovrebbe aiutare nel coitus evitando il fenomeno dell'eiaculazione precoce.

 

Ma che cos’è l’eiaculazione precoce?

Ne soffrono in molti ed è la causa più frequente di disfunzione sessuale. Alcuni autori darwiniani ritengono addirittura che l’uomo primitivo che ritardava nell’amplesso, correva il rischio di essere divorato dalle belve, per cui si è andata nel tempo a selezionare una specie di uomo che iacula precocemente. In realtà, esistono diverse cause di eiaculazione precoce:

- Aspetti situazionali, per esempio l’ansia da prestazione, la paura di non essere in grado di completare il coitus;

-Cause psichiche, cioè la depressione, lo stress e l’ansia (cfrLe radici dello stress La depressione e l'umore);

Cause somatiche ed organiche: fimosi, ipersensibilità del glande, frenulo corto, prostatiti, vescicoliti, cioè condizioni per cui la prostata è infiammata e/o le vescicole seminali. Malattie autoimmuni (cfr Le M.autoimmuni). In un primo tempo, i canali deferenti, le vescicole seminali e la prostata si contraggono, espellendo lo sperma verso la base dell’uretra, e provocando una tensione in questa regione. Questa tappa viene avvertita dall’uomo come punto di non ritorno, al quale segue immancabilmente l’orgasmo. Si parla in questa fase di inevitabilità eiaculatoria, a cui segue la contrazione dei muscoli dell’eiaculazione attorno alla base del pene, con espulsione vorticosa del seme dall’uretra.

I segni

Stante così le cose, un soggetto cerca delle soluzioni al suo problema. In genere si tratta nel 70% di soggetti giovani, alle prime esperienze sessuali, che si presentano al rapporto disinformati o che, peggio, si rivolgono ad amici saputelli più grandicelli di loro, senza consultare il sessuologo o l’urologo. Ci si avvale, allora, di espedienti del caso,  come per esempio, avere un secondo rapporto in cui l’orgasmo sarà più ritardato o pensare a cose spiacevoli durante l’amplesso, a volte perfino si provoca dolore o chiede alla partner di avere un rapporto superficiale e senza movimenti interni alla vagina, cercando di restare fermo, evitando la frizione dei genitali e, soprattutto, che il prepuzio abbia dei movimenti di ripiegamento durante l’azione sessuale. Infine, se ogni tentativo è stato vano e la partner, come capita, perde la pazienza, rimane solo la delusione e l’evitamento del rapporto, con aggravamento del quadro depressivo e della propria capacità di autostima.
 

Forme cliniche

Ne parla la Kaplan e prova a dare una classificazione quantitativa, senza tenere conto del fatto che alcuni individuo possono eiaculare prima del rapporto in sé:

- grave: eiaculazione prima della penetrazione (ante portam) o entro 15 secondi o 3 spinte

- media: eiaculazione entro 15-30 secondi o 8 spinte

 

Quando ci si rivolge al medico, finalmente, si pone la diagnosi

Infatti il medico si avvale delle sue armi di indagine e cioè basa il suo studio sull’ anamnesi generale, uro-andrologica e sessuologica, sull’ esame obiettivo e su esami strumentali ed ematochimici.
-L'anamnesi chiarisce la forma clinica del disturbo
-La visita servirà per osservare la lunghezza del frenulo, valuta se vi sono prostatiti attraverso la manovra di esplorazione sessuale,
-Viene valutato il riflesso bulbo-cavernoso: pinzettando il glande se tutto è a posto ne consegue una contrazione riflessa dello sfintere anale;
-Tra gli esami di laboratorio vanno eseguiti: glicemia ed emocromo con formula leucocitaria (diabete e alcune malattie ematologiche
- Test alla prostaglandina E1( erezione farmacologicamente indotta mediante iniezione intracavernosa di PGE1) neurotomia;
-  Riflesso bulbocavernoso e potenziali evocati somatosensoriali del nervo dorsale del pene per valutare l'integrità delle strutture nervose del meccanismo eiaculatorio
- ecografia prostato-vescicolare trans-rettale che ci mostrerà l'aspetto della prostata ed in particolar modo delle vescicole seminali, spesso coinvolte in questo tipo di patologia.
 

La terapia.

La terapia dell'eiaculazione precoce è affidata a mani esperte, cioè all’andrologo o all’urologo esperto o allo psichiatra, se siete depressi e stressati.
Se il problema è l’ipersensibilità del glande, cioè se il prepuzio è ipersensibile, allora si può mettere in conto un intervento chirurgico di circoncisione con o senza neurotomia, che è una procedura chirurgica che serve a interrompere gli impulsi eiaculatori veicolati dalle fibre nervose sensitive del glande, con il risultato di rallentare il flusso di impulsi eiaculatori
Variare piaceri e posizioni ed evitare:
-l’ora tarda e la stanchezza, meglio la mattina o il pomeriggio o dopo il sonno
-il freddo ed il caldo
-la partner nervosa ed ansiosa
-la mancanza di motivazione
-gli elementi perturbatori
Di preferire alcune posizioni e non altre, per esempio, evitando quella posizione detta “del missionario”, dove l’uomo sta sopra la donna, perché si ha maggiore implicazione fisica e rischio di eiaculare prima; da preferire la posizione dove è la donna a dominare, cioè sta di sopra, detta “di Andromaca”, perchè il partner maschile è più passivo e meno coinvolto.
i preservativi ritardanti. Talvolta possono essere di aiuto, perché sono spessi, tolgono sensibilità ed hanno anestetici come la benzocaina
i farmaci. Trattano i sintomi, non la causa. Si comincia dai farmaci contro la depressione del tono dell’ umore e lo stress (il sesso non vuole pensieri, dicevano gli anziani!). A breve dovrebbe essere introdotto, anche in Italia, un farmaco basato sulla dapoxetina (priligy) una specifica molecola antidepressiva capace di agire sulla serotonina, come gli altri SSRI, ma con ridotti effetti collaterali e soprattutto con la capacità di agire in breve tempo rispetto alla sua assunzione (ovvero a distanza di 1-3 ore). Questa molecola, a differenza degli altri antidepressivi, non avrebbe il tipico effetto di calo del desiderio. Alcuni antidepressivi , la duloxetina, e gli ansiolitici aiutano a ritardare il momento dell’eiaculazione, ma si tratta in ogni caso di un trattamento sintomatico, che non risolve la causa del problema. Perciò, quando si sospende il trattamento, il disturbo ritorna. Inoltre, l’efficacia non è garantita per tutti i soggetti, e per molti il rapporto sessuale continua a durare troppo poco le metodologie dei sessuologi Masters & Johnson , tecnica dello “start and stop”, in cui l’uomo deve fermarsi per un attimo e la partner stare al suo gioco, per allenarsi a “resistere”, in genere preferendo la posizione con lei dominante, seduta "a cavaliere", fino a quando l’uomo non sente più l’imminenza dell’orgasmo. Inoltre, si può praticare anche un piccolo esercizio in mancanza di partner, che consiste nell’interrompere il flusso di urina per qualche secondo, e ripeterlo quante più volte possibile. Questi esercizi aiutano ad avere un maggiore controllo sulla muscolatura del piano perineale, responsabile dell’emissione del liquido seminale.
 

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