Elminti

Elminti

 

appunti del dott. Claudio Italiano     

Si definiscono elminti degli animali definiti "metazoi" o vermi, responsabili di malattie nell'uomo che possono essere classificati in:
Platelminti o vermi piatti, sono organismi multicellulari caratterizzati da un corpo bilateralmente simmetrico; la maggior parte sono ermafroditi, si dividono in:
Trematodi vermi a forma di foglia o allungati che possono parassitare il tratto intestinale, il fegato, il polmone, ed i vasi sanguigni (es. schistosomiasi);
Cestodi vermi a forma di nastro con un corpo segmentato, caratterizzati dalla presenza dello scolice (particolare organo di adesione); in base alla specie di cestode, l’uomo, può rappresentare l’ospite dello stadio adulto nel tubo digerente (es. Taenia saginata) o dello stadio larvale nei tessuti (es. idatidosi cistica).
Nematodi o vermi cilindrici, sono allungati, con le estremità assottigliate; provvisti di sessi separati, i maschi sono in genere più piccoli delle femmine; possono essere parassiti sia intestinali (es. Enterobius vermicularis), che ematici e tissutali (es. filarie).

In particolare, si dà elenco dei principali metazoi :
 

Ossiuriasi. Enterobius vermicularis, Ossiuri (vermi dei bambini).
E’ forse l’infestazione più comunemente riscontrabile da parasiti intestinali; si tratta di vermi piccoli, filiformi o a spillo, di colorito biancastro, che colpiscono solitamente i bambini e che le mamme riscontrano nelle feci dei loro piccoli a mò "di parmigiano grattugiato" . L’infestazione è favorita dalle scarse condizioni igieniche, dalla presenza di soggetti portatori nelle scuole, asili ecc. Le uova ingerite si schiudono nel tratto gastroenterico superiore e le larve maturano durante la loro migrazione al colon. Un individuo affetto può ospitare molte migliaia di vermi. La femmina matura (che vive 3 mesi) depone le uova nella regione anale; le uova attecchiscono grazie ad una specie di collante adesivo. L’ossiurio appartiene al Phylum dei Nemathelminthes, classe Nematoda, sottoclasse secernentea, ordine Oxyridida, famiglia Oxyuridae, genere enterobius. Il verme svolge il suo ciclo in un solo individuo e vive nel cieco, cioè nella prima parte del colon, subito dopo l’ileo, dove interferisce con l’assorbimento dei nutrienti del bambino e determina spesso brutte
 anemia
da perdita di ferro per microsanguinamento e per carenza di vitamine B12 e folati e talora perfino delle crisi convulsive. Il verme aderisce, dicevamo, all’intestino cecale grazie a tre labbra di cui è dotato; il maschio è più piccolo, in genere 2-5 mm e ricurvo, mentre la femmina è più sviluppa, 9-12 mm, e presenta una coda affilata e due uteri, uno anteriore e l’altro posteriore dove si raccolgono le numerose uova che depone.

 

Teniasi.

Tenia saginata  da perdita di ferro per microsanguinamento e per carenza di vitamine B12 e folati e talora perfino delle crisi convulsive. Il verme aderisce, dicevamo, all’intestino cecale grazie a tre labbra di cui è dotato; il maschio è più piccolo, in genere 2-5 mm e ricurvo, mentre la femmina è più sviluppa, 9-12 mm, e presenta una coda affilata e due uteri, uno anteriore e l’altro posteriore dove si raccolgono le numerose uova che depone.

 

Tenia solium,  o tenia del maiale. dove appunto l’ospite intermedio è il maiale e l’uomo si infetta mangiandone le carni che contengono le larve incistate, se poco cotte. Però in questo caso nell’uomo è possibile che il parassita raggiunga la fase cistica e che si localizzi nei muscoli ed in altre sedi, dando origine alla cistercosi. La terapia consiste nell’impiego di niclosamide compresse alla dose di 2 grammi in un’unica somministrazione ed 1 grammo nei bambini, insieme a purgante salino (mai oleoso!) nell’infestazione da tenia solium.

 

Idatidosi

da Echinococcus granulosus, o tenia del cane; l’uomo e la pecora si infettano tramite le cisti nel cibo contaminato e le cisti liberano nello stomaco le uova; l’uomo si può però infettare anche dal cane, toccandole il pelo che contiene le uova della tenia. I cani ingeriscono i visceri delle pecore morte infette, emettono le uova della tenia con le feci e chiudono il ciclo, mentre l’uomo, che ingerisce casualmente le uova, è un ospite intermedio. Questa è dunque la malattia dei pastori e dei macellai e dei cacciatori. Una volta nel tubo digerente, le uova si schiudono, liberano le larve e queste si portano nell’intestino e, tramite il circolo portale, giungono al fegato, dove danno luogo a cisti epatiche, ripiene di scolici, cisti a doppia parete che si accrescono lentamente. Le cisti presentano una parete da reazione fibrosa, e quindi uno strato laminare vero e proprio della cisti; possono morire e calcificare ma possono accrescersi fino a comprimere le vie biliari e causare ittero ostruttivo da compressione.  La diagnosi si effettua con l’ecografia e la TAC e con la ricerca degli anticorpi specifica con l’immunofluorescenza e l’emoagglutinazione indiretta. La terapia è chirurgica o con l’impiego di un antielmintico: mebendazolo 1,5 grammi /die fino alla sterilizzazione delle cisti.

Ascaridiosi, da ascaris lumbricoides; si tratta di vermi come spaghetti, lunghi 30 cm, che vivono nel tenue; l’infezione è tramite le uova che si trovano nei liquami utilizzati per fertilizzare i campi (!). Il problema è che le larve migrano per via ematica e raggiungono il fegato ed i polmoni; maturano in 2.3 mesi. Ancilostomìasi.  Un tempo presente pure nella zona di Milazzo; sono vermi uncinati trasmessi dal terreno. Le forme adulte misurano 15 mm e hanno un ciclo vitale che permette l’infezione sia attraverso la cute che per via orale. Il Necator americanus infetta tramite la cute, per esempio penetra nelle gambe e tramite il circolo si porta alla circolazione sistemica, passa per il cuore il polmone, le vie respiratorie, la trachea, l’esofago ec. e si localizza nel duodeno, determinando un deficit cronico di ferro. La diagnosi si basa sul riscontro dei parassiti nell’esame delle feci. Le femmine depongono 10.000 uova. La terapia si effettua con il mebendazolo (assorbimento del glucosio del verme) e piperazina (paralisi flaccida).

Strongiloidiasi. Ciclo simile all’ anchilostomiasi, con larve che penetrano dalla cute o mucosa orale, e migrano nei polmoni, trachea, esofago fino all’intestino. I sintomi sono manifestazioni dermatologiche e polmonari e gastrointestinali

 

 oppure cfr   I parassiti

 

indice di gastroenterologia