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LA
MALATTIA EMORROIDARIA.
appunti del dott.
Claudio Italiano
oppure vedi
indice di gastroenterologia
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intestinali
Anatomia delle emorroidi.
Le emorroidi appaiono come gavoccioli più o meno congesti,
rosso-bluastri, riporti da mucosa arrossata e sanguinante o,
se esterne, da cute sanguinante. Se sussiste prolasso mucoso od
emorroidario, vi può essere una superficie ricoperta da secrezione
mucosa o sporcata da perdite fecali che producono irritazione della cute
perianale.
Classificazione: dal punto di vista anatomo-clinico le emorroidi si distinguono in interne ed esterne; le prime
insorgono nel terzo superiore dell’ano, le secondo nel terzo
inferiore, cioè sotto la linea pettinea a rivestimento cutaneo o nell’orifizio
anale stesso.
La suddivisione anatomica non corrisponde ad una
classificazione dinamica che si riferisce all’evoluzione clinica e
prevede la suddivisione delle emorroidi in :
(cfr anche
Le emorroidi e la classificazione in gradi )
1° grado: ectasie vascolari del canale anale (sanguinanti o
meno);
2° grado : prolasso emorroidario solo con la defecazione e
riduzione spontanea;
3° prolasso con la defecazione ma ancora emorroidi
riducibili manualmente;
4° emorroidi prolassate, spesso trombosate e irriducibili.
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Eziologia.
Fattori predisponenti.
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Età
, 40- 60 anni, raramente nell’infanzia |
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Sesso,
predominante quello maschile; tuttavia nella donna vi è congestione
del plesso emorroidario durante il ciclo o in gravidanza,
probabilmente per compressione sul sistema cavale dell’utero
gravido e congestione pelvica |
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Razza,
tra gli ebrei, gli anglosassoni ed i turchi e gli egizi;
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Ereditarietà,
perchè vi è familiarità; |
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Costituzione,
essi si determinano per meiopragia e lassità connettivale, quindi
si possono associare con
varici degli arti inferiori, varicocele, ptosi viscerali ecc.;
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Posizione
abituale, perchè la posizione seduta favorisce l’insorgenza delle
emorroidi e così pure se vi sono scuotimenti o vibrazioni (es.
classico: le emorroidi del camionista); |
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Alimentazione
scorretta, per scarsità di
fibre, e scorie vegetali, con
stipsi,;
impiego di cibi irritanti, es. spezie, peperoncino ecc.
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Stipsi
ed abbandono della pozione classica di defecazione accovacciata
"alla turca"; |
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Ipertono
dello sfintere interno, dimostrabile con manometria rettale, con
elevata pressione del canale anale e compromissione del ritorno
venoso; |
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Patologie epatiche, infatti i plessi emorroidari si decomprimono attraverso le
vene ipogastriche e la presenza di
ascite o di
masse addominali e/o
di ipertensione portale
non fanno altro se non favorire l’instaurarsi
ed il persistere di emorroidi e di
emorragie, conseguenza dello
stato di ipocoagulabilità ematica. |
Patogenesi.
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Teoria
delle varicosità venose, la più vecchia e diffusa che nasce dal
riscontro dell’esistenza di dilatazioni venose nel canale anale,
per aumento di pressione nel sistema portale che è privo di
valvole, ma nel cirrotico non è dimostrabile tuttavia un incidenza
maggiore di emorroidi; l’ipotesi più accettata sarebbe l’ipertono
dello sfintere anale interno, con ostacolo al defluso venoso;
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Teoria
dell’iperplasia vascolare. La sottomucosa anale si presenta come
un tessuto cavernoso o angiomatoso, riccamente iroorato e con
funzioni contrattili implicate nella continenza; l’evoluzioni in
emorroidi è la conseguenza di una trasformazione
iperplastica-metaplastica nel corpo cavernoso rettale.
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Teoria
dello slittamento anale, per cui la mucosa anale slitterebbe verso l’esterno
forse per lassità connettivale; |
Sintomatologia.
Il sanguinamento ed il prolasso sono i sintomi
principali delle emorroidi interne; il sangue delle emorroidi è rosso e
rutilante e compare dopo la defecazione; inizialemnte le perdite sono
lievi ed il paziente macchia la carta igienica od il sangue macchia le
feci; vi può essere sanguinamento anche dopo diarrea, per irritazione
del canale anale. OCCHIO ALLA
DIAGNOSI DIFFERENZIALE CON CARCINOMA DELL’ANO -RETTO (cfr
carcinoma
del colon)!
Nel caso di emorroidi di 3° o 4° grado il
sanguinamento della mucosa prolassata può essere continuo e costringere
il paziente all’uso del pannolino. Questi soggetti avranno, dunque, un’anemia
sideropenica microcitica (cfr
anemie),
cioè da carenza di ferro (sideremia bassa) e globuli
più piccoli (< 90 micron3) .
Terapia.
Le
emorroidi e le cure
Prevenzione
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Regime
alimentare: niente spezie, pepe, peperoncino, bevande alcoliche;
preferire cibi ricchi di scorie e semplici; per la
stipsi impiegare
lassativi come il lattulosio; da evitare i purganti drastici ed
irritanti come olio di ricino, frangula, cascara sagrada ecc.
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pulizia
locale con semicupi tiepidi e prodotti non irritanti; evitare l’azione
traumatizzante ed irritante della carta igienica e preferire il
cotone idrofilo imbevuto di olio di mandorle.
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Farmaci
orali: antiinfiammatori tipo 5-ASA a compresse e diosmina;
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Uso
locale di clismi medicati con corticosteroidi o 5-ASA e pomate
cortisoniche. |
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Un tempo si pensava che bastasse tenere in mano una
castagna per guarire dalle emorroidi! Oggi si impiegano anche dei
farmaci venotropi, es. Arvenum daflon ecc. |
Trattamento
chirugico
terapia
chirurgica emorroidi
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Trattamento
sclerosante (3-4 sedute distanziate 3-6 settimane) per emorroidi di
I e II grado, raro di 3° grado col rischio che le sostanze
sclerosante finiscano nel circolo portale(!!!) ed al fegato,
assolutamente controindicata nel morbo di Crohn, e RCU. Rischio di
dolore intenso, specie alla defecazione, emorragia, schock
anafilattico, batteremia. |
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Legatura
elastica, preferibile, perchè i rischi connessi con l’impiego
delle sostanze sono assenti; si impiegano anelli di gomma che
strozzano il gavocciolo emorroidario, stringendolo allla base e
causando uno strangolamento. L’anello cade dopo 2-3 giorni e
lascia l’escara necrotica, piatta, rosso vivo; tecnica
controindicata nell’ipertono dello sfintere anale, con pressione
> di 60-70 mmHg. |
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Criochirurgia.
indice di gastroenterologia
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