REAZIONE EMOLITICA TRASFUSIONALE

Per info telefonare dott. Tanino Crisà, P.O. Patti tel 0941 244313, dirigente medico Centro Trasfusionale

Link correlati al tema:

Il sangue

Il paziente anemico, come leggere l'emocromo

Le anemie

< cfr prima  Emotrasfusione, gruppi sanguigni   

 

Indicazioni alla trasfusione.


Deve essere considerata una terapia atta a sostituire il sangue perduto in toto o in alcune sue componenti in attesa che venga risolta la situazione patologica (per es. emorragie da perdita dal tubo digestivo) che ha portato alla perdita.

Rischi


Sotto certi aspetti può essere considerata come un trapianto e come tale può dare fenomeni gravi di incompatibilità conosciuti come reazioni trasfusionali o trasmettere malattie come AIDS, morbo di Chagas o epatiti (anche se con i test odierni questa eventualità è molto bassa ma non trascurabile).

Riceventi-donatori nell'emotrasfusioneAltri rischi correlati alla incompatibilità tra i gruppi sanguigni.


1. reazioni emolitiche immediate gravi sono per lo più la conseguenza" di una trasfusione AB0 (leggi zero)-incompatibile donatore-ricevente. A fianco si può osservare come un soggetto di gruppo 0 Rh neg possa ricevere solo sangue da un donatore 0 Rh neg, così come un individuo AB Rh+ è un ricevente universale, nel senso che può ricevere sangue da ciascun donatore (per la spiegazione
cfr anche   Emotrasfusione 1 )

2. reazioni emolitiche trasfusionali più lievi si manifestano quando il ricevente possie­de anticorpi anti-eritrocitari irregolari = anticorpi che non possiedono la specificità anti-A oppure anti-B. Gli anticorpi irregolari possono essere riconosciuti ai test di compatibilità per la determinazione del gruppo sanguigno.

Clinica

 

sudorazione profusa, febbre, brivido scuotente

dispnea, trachipnea, ipotensione

•prurito, orticaria,eritema

cefalea e rachialgia

nausea e vomito

•>    emoglobinuria con urine rosso scure ittero tardivo.

LaboratorioIn caso di reazione trasfusionale possiamo avere i seguenti segni di laboratorio:
1. emoglobina libera nel plasma e nell'urina (colorazione rossa)
2. aptoglobina diminuita, eventualmente emopexina diminuita (solo quando l'aptoglobina non è più dosabile), LDH e bilirubina indiretta aumentate
3. emoglobina, eritrociti ed ematocrito: mancato aumento o persino crollo post-trasfu­sionale.
Complicanze: shock, insufficienza renale acuta,DIC

Diagnosi differenziale: reazioni trasfusionali non emolitiche
1. reazioni allergiche da anticorpi reagenti con antigeni HLA presenti su leucociti e piastrine ,
2. reazioni settiche da contaminazione batterica della sacca di sangue
3. reazioni febbrili da pirogeni presenti nella sacca.
Diagnosi: anamnesi + clinica + diagnostica sierologica.

Terapia

immediata interruzione della trasfusione, mantenimento dell'accesso venoso; sigillare sterilmente la sacca di sangue e inviarla al centro trasfusionale (con la scheda di reazione trasfusionale) insieme a 2 prelievi del paziente (sangue intero e con ED monitoraggio e trattamento delle complicanze (mantenimento della volemia e infusione di una soluzione di bicarbonato di sodio per prevenire l' insufficienza renale acuta; terapia antiallergica; dialisi in caso di insufficienza renale acuta; ecc.).

Profilassi

eseguire una corretta determinazione del gruppo sanguigno (sistemi ABO, Rh, Kell) + test per la ricerca degli anticorpi (in caso di test positivo caratterizzazione degli anticorpi) procedere alla trasfusione solo dopo risultato negativo della inter-reazione (test di compatibilità): obbligatoria la compatibilità tra siero del ricevente ed eritrociti del donatore ! E facoltativa la compatibilità tra siero del donatore ed eritrociti del ricevente. controllare la corrispondenza dei dati del paziente con quelli riportati sul cartellino identificativo della sacca! Attenzione alla data di scadenza e all'integrità degli emoderivati ! eseguire correttamente il test di caratterizzazione ABO («bedside test») = si determina il gruppo ABO del ricevente tramite anticorpi anti-A e anti-B. Il bedside test consigliabile anche prima di un'autotrasfusione. Non è necessario in caso di trasfu­sione di plasma o di concentrati piastrinici non associare alla trasfusione alcuna infusione/iniezione (ad eccezione di soluzioni saline isotoniche). garantire un adeguato sistema di trasfusione e di conservazione della sacca sino al momento della trasfusione
minimizzare i fattori «estranei» mediante:
— autotrasfusione in caso di intervento programmato
— autotrasfusione meccanica («recycling») del sangue perso in corso di intervento chirurgico.

 

oppure cfr ematologia