Una nuova emergenza
tra le popolazioni dove il virus non è endemico!
Precisiamo subito che l'infezione da virus dell'epatite A è abbastanza
innocua, nel senso che decorre come una sindrome similinfluenzale, con dolori ossei e muscolari,
febbre, ittero e diarrea, senza dare luogo ad un'infezione epatica cronica
(cfr.
epatite cronica)
Il virus dell'epatite A, o HAV, è ubiquitario e prevalentemente
diffuso là dove le condizioni igienico-sanitarie lasciano a
desiderare. Appartiene ai Picornavirus oppure in un gruppo
assimilabile agli Heparnavirus. E' un virus costituito da una molecola di RNA ricoperta da un
involucro proteico. E' presente in
tutto il mondo, specie nelle aree più disagiate, nei paesi in via di sviluppo
dove non esistono sistemi igienici per la prevenzione (es. rete
fognaria, clorazione delle acque, impiego di fertilizzanti chimici e
non di liquami in agricoltura, promiscuità ecc. ) . E' un piccolo
agente virale, di 27 nm di diametro, a forma di cubo che si trasmette per via
oro-fecale, e viene escreto con le feci per almeno 1-2 settimane e
per una settimana dalla comparsa clinica della malattia. Il periodo
di incubazione è di 15-50 giorni. Sono colpiti soggetti che vivono
in scarse condizioni igieniche, ma oggi si diffonde anche tra
la gente socialmente elevata, con standard igienici migliori, poichè
la diffusione dell'infezione da noi non è più considerata endemica
e, dunque, il contagio è più facile. Classicamente ci si contagia
cibandosi di molluschi bivalve, per esempio cozze e mitili che
soggiornano e filtrano acque inquinate. Non c'è evidenza di
trasmissione materno-fetale, ma c'è evidenza di trasmissione
sessuale, per esempio nei rapporti omosessuali, oro-anali; rara la
trasmissione percutanea. La sieroconversione è del 33% negli USA.
.
E' stabile in ambiente
acido, alla temperatura di 60° per 1 ora! Pertanto, se pensate che mangiando i
mitili sia sufficiente una spremuta di limone sul mollusco per
"sterilizzare" il cibo, vi sbagliate di grosso! Il vecchio messinese
è immune da HAV, ma i giovani che si cibano di cozze, oggi, ne sono
affetti. La malattia oggi è
nuovamente in diffusione: infatti le migliori condizioni
igieniche hanno fatto sì che la gente non avendolo incontrato
non si sia immunizzata; ecco pertanto che compaiono le epidemie
tra i militari, tra gli studenti, tra le comunità in genere. E pare
che siano più colpiti proprio i ragazzi delle famiglie più agiate!L'incidenza annuale, infatti, torna ai 6-10 casi per 100.000 abitanti.
.
Clinica.
La malattia può avere un
decorso vario: In genere esordisce con i sintomi simil-influenzali,
ittero, febbre, dolori alle ossa,
nausea e
vomito che si
accompagna a diarrea. La febbre è sui 38-39 e dura 1-3 giorni;
nel bambino invece prevalgono forme anitteriche, mentre
nell'adulto la malattia è più impegnativa. Nell'andamento
classico abbiamo 4 fasi: incubazione, periodo pre-itterico,
ittero e convalescenza. L'incubazione dura 15-30 giorni, durante
i quali il soggetto non presenta sintomi particolari, tranne
spossatezza; segue poi la fase pre-itterica della durata di una
settimana, con aumento degli
enzimi epatici, le transaminasi, a
segnare il danno dell'epatocita. Poi segue l'ittero
dovuto alla colestasi, cioè all'incapacità da
parte del fegato a svolgere le sue funzioni di escrezione della
bile...quindi sclere gialle, fegato ingrossato, urine "marsala"
e feci acoliche perchè appunto la bile non passa nel duodeno,
nell'intestino e la bilirubina della bile non è trasformata in
biline dai batteri intestinali. Nell'adulto, addirittura, si
ricordano forme strane itteriche e colestatiche che possono
recidivare e dare ricadute nella malattia ed encefalopatia
epatica.
La cura: non esiste; il
riposo a letto, le solite raccomandazione, le solite fiale di
glutatione, ademetionina, non mangiare pesante, qualche soluzione
glucosato-elettrolitico-salina per endovena.
IMPORTANTE: se dovete
andare in paesi dove è endemica l'epatite A, conviene vaccinarsi
perchè esiste da poco un vaccino efficace. Poi attenzione alle
cozze " a' missinisi", cioè crude col limone di sopra: il limone, è
vero, disinfetta le cozze ma solo a chi da secoli vive
nell'ambiente contaminato dal virus HAV!!
Voi che venite da
condizioni igieniche ottimali
delle vostre città, evitate in viaggio di cibarvi di verdure non cotte, frutta non
sbucciata e non lavata, non bevete acqua se non minerale e....senza
ghiaccioli se volete fare buone vacanze! Non lesinate, infine,
sui restaurant! In vacanza si spende! No turista fai da te! Niente soldi, niente
vacanza! Alla faccia dell'euro! Venite piuttosto a Milazzo, dove ci sono i
depuratori delle acque!