'); //-->
-->
|
appunti del
dott.
Claudio Italiano
oppure cfr
Links correlati al tema: Fegato, epatiti Epatite A Epatite B Epatite C Il trattamento dell'epatite C Epatite D Epatite E La ripresa dell'infezione da HBV nei portatori di HbsAg ed in corso di terapie Interpretazione dei marcatori di epatite B e l'infezione cronica da HBV La terapia delle epatiti croniche L'epatite acuta Le epatiti autoimmuni: come fare diagnosi di certezza Le epatiti autoimmuni
. . Il virus dell'epatite B
(HBV) è trasmesso da una persona all'altra col sangue e con i fluidi
corporei, in genere attraverso i contatti sessuali o l'uso di iniezioni
di droghe. Tuttavia circa il 30% delle persone che si sono infettate,
non ha fattori di rischio noti. Il virus può essere trasmesso ai neonati
dalle madri infette. L'infezione colpisce in particolare il fegato. Più
della metà dei bambini che acquisiscono l’infezione non mostrano segni o
sintomi, anche se possono diventare portatori cronici. Circa il 90% dei
bambini che sono infettati alla nascita dalla loro madre e il 30%-50% di
quelli che si infettano all'età di 5 anni, diventano portatori cronici
dell'HBV, mentre le persone che si infettano da adulti hanno soltanto un
6-10% di rischio di infezione cronica. I portatori cronici possono
sviluppare una epatite cronica o il tumore del fegato. L’epatite B è
soprattutto grave per queste complicanze croniche che si sviluppano a
distanza di 30 - 40 anni nei portatori cronici. Più giovane è il
paziente quando acquisisce la malattia, più è probabile che sviluppi una
malattia cronica del fegato o il tumore. . GRUPPI A RISCHIO Sono considerati soggetti a rischio cui il vaccino è offerto gratuitamente quelli di seguito elencati: • neonati da madre HBsAg positiva; • conviventi di portatori di HBsAg senza limiti di età; • emodializzati e politrasfusi ( talassemici ed emofilici) e loro conviventi; • soggetti uremici cronici, ancora in trattamento predialitico, per i quali, sulla base delle informazioni cliniche e dei parametri ematochimici, si prevede l'entrata in dialisi • personale sanitario di nuova assunzione nel Servizio Sanitario Nazionale e personale del Servizio Sanitario Nazionale già in servizio e professionalmente esposto: infermieri generici, infermieri • professionali, medici, tecnici, laureati non medici, ausiliari e operatori sanitari addetti all'assistenza (OTA) • studenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia (previa presentazione del libretto di iscrizione all'Università); l'Art. 8 della legge 165 (1991) prevede anche accertamenti gratuiti di laboratorio; tale situazione può configurarsi nel controllo per AntiHBs dei dodicenni vaccinati nella coorte dell'obbligo • studenti di altre Facoltà purchè esposti a rischio biologico (previa attestazione del responsabile di laboratorio/reparto) • studenti del primo anno del Diploma Universitario di area sanitaria esposti a rischio biologico • addetti alla raccolta rifiuti ed inceneritori presso le strutture sanitarie • addetti al trasporto infortunati • epatopatici cronici, specie se candidati a trapianto • pazienti e personale di centri di assistenza per handicappati fisici e mentali, sia pubblici che privati • personale di assistenza sanitaria nelle carceri • personale di assistenza in centri di recupero per tossicodipendenti • tossicodipendenti • detenuti • persone a rischio per abitudini sessuali (omosessuali, soggetti dediti alla prostituzione) • operatori sanitari dei centri trasfusionali (AVIS, BANCA DEL SANGUE, FIDAS) • vittime di punture accidentali con aghi o strumenti appuntiti, potenzialmente infetti o che hanno avuto altre esposizioni • soggetti affetti da lesioni croniche eczematose o psoriasiche della cute delle mani • persone che si rechino per motivi di lavoro in aree geografiche ad alta endemia di HBV • operatori ecologici (addetti raccolta rifiuti, addetti spazzatura stradale, addetti discariche) • dipendenti e volontari della C.R.I., della Croce Verde e delle Croci aderenti all'Unione regionale delle Pubbliche Assistenze o, comunque, di altre associazioni addette a trasporto/ assistenza degli infermi • donatori di sangue "preziosi" qualifica questa riferita ai gruppi rari, cioè ai soggetti il cui sangue è utilizzato per trapianti o per aferesi, afferenti alle organizzazioni per la raccolta del sangue: AVIS, BANCA DEL SANGUE, FIDAS • personale civile e militare addetto ai servizi di pronto intervento (personale della Polizia di Stato e agli appartenenti all'Arma dei Carabinieri, al Corpo della Guardia di Finanza, al Corpo degli Agenti di Custodia, ai Comandi provinciali dei Vigili del Fuoco e ai Comandi Municipali dei Vigili Urbani) che, nel corso della propria attività lavorativa, possa subire una esposizione al virus per contatto con liquidi biologici.
SCREENING PRE-VACCINALE E CONTROLLI POST – VACCINALI • Nei soggetti per i quali viene effettuato uno screening pre-vaccinale è opportuno ricercare HbsAg e AntiHBs ; in caso di negatività per entrambi i marcatori si procede alla vaccinazione. Non è necessario ricercare altri marcatori (AntiHBc, HbeAg, AntiHBe). • Ai fini medico legali e di valutazione dell'idoneità lavorativa specifica è opportuno il controllo sierologico per HbsAg (se i soggetti non risultano già vaccinati) e AntiHBs all'inizio dell'attività degli operatori sanitari; il controllo sierologico per AntiHBs per dimostrare l'avvenuta immunizzazione deve essere effettuato ad uno-due mesi dalla fine del ciclo vaccinale. Si deve ricordare che la popolazione nata dopo il 1979 ha ricevuto vaccinazione antiHBV all'età di dodici anni (a partire dal 1991); tali soggetti dispongono di certificazione vaccinale, ma non hanno ricevuto controllo sierologico. Nell'eventualità che tali soggetti intraprendano attività in ambito sanitario, è opportuno procedere alla titolazione di AntiHBs prima della vaccinazione; in caso di riscontro di titoli <10 mUI/ml, poiché è possibile che si tratti di un soggetto rispondente in cui si è verificata una diminuzione naturale degli anticorpi circolanti, può essere opportuno, somministrare una dose booster e ricontrollare il titolo anticorpale (vedi algoritmo allegato). Per i soggetti per i quali esiste un ricordo anamnestico di epatite B è necessario sia disponibile un referto scritto comprovante la (anche pregressa) positività per antiHBs a titolo >10mUI/ml. • I controlli post-vaccinali che accertino l'avvenuta immunizzazione sono indispensabili per motivi medico-legali per i soggetti per i quali si configuri una situazione di esposizione lavorativa (operatori sanitari in genere) e per alcuni gruppi a rischio per i quali il rischio di esposizione sia permanente (neonati da madre HbsAg positiva, conviventi di portatori, dializzati); è consigliato ad uno-due mesi dal completamento del ciclo vaccinale il controllo anticorpale per antiHBs INTERVALLI TRA DOSI E INTERRUZIONI DEL CICLO VACCINALE
SCREENING DELLE DONNE IN GRAVIDANZA PER HbsAg
NATI DA MADRE HbsAg POSITIVA
TRATTAMENTO POST-ESPOSIZIONE • Nei non vaccinati: HBIg e la prima di quattro dosi di vaccino in due sedi differenti del corpo; si segue lo schema accelerato di immunizzazione (0,1,2, 6-12 mesi); la risposta anticorpale deve essere controllata dopo 1-2 mesi dal termine del ciclo vaccinale. Le HBIg, per essere efficaci devono essere somministrate entro 7 gg e il vaccino entro 14 gg dall'esposizione, ma tali tempi devono essere considerati come estrema dilazione della somministrazione che deve comunque avvenire il più presto possibile rispetto all'esposizione (entro 24-48 ore). La somministrazione delle immunoglobuline iperimmuni deve sempre essere effettuata a seguito di consenso informato, così come deve essere sottoscritto anche il rifiuto. Non esistono dimostrazioni di efficacia della profilassi post-esposizione combinata (HBIg e vaccino) nella prevenzione dell'infezione in ambito occupazionale; l'uso delle sole HBIg ha dimostrato in operatori sanitari una efficacia del 75%; si ritiene di poter assimilare all'ambito occupazionale l'efficacia riscontrata dalla profilassi combinata in ambito perinatale. L'uso di HBIg è quindi comunque consigliato e deve essere parte integrante del trattamento di profilassi. • Nei vaccinati di cui non è nota la risposta anticorpale: esecuzione del test entro 24 ore; se il soggetto non è immune procedere come al punto precedente. • Nei vaccinati con avvenuta (e documentata) risposta anticorpale >10mUI/ml: nessun trattamento. oppure cfr
|