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da appunti del dott. Claudio Italiano . Related links: Fegato, epatiti Epatite A Epatite B Epatite C Epatite D Epatite E La ripresa dell'infezione da HBV nei portatori di HbsAg ed in corso di terapie Interpretazione dei marcatori di epatite B e l'infezione cronica da HBV La terapia delle epatiti croniche L'epatite acuta Le epatiti autoimmuni: come fare diagnosi di certezza Le epatiti autoimmuni Definizione: si tratta di un virus ad RNA, lontano parente dei flavivirus, ossia i virus della febbre gialla; a catena singola con un solo reading frame, provvisto di un capside, di dimensioni 50-60 nm, contiene 3011 aminoacidi e 9033 nucleotidi; presenta un core, un involucro E, e domini non strutturali NS, ed antigene poliproteici codificate , c22, c33, c100. Il virus HCV presenta vari genotipi, che non connotano infezioni di diverso significato clinico o prognosi diversa, ma la cui distribuzione ha importanti implicazioni terapeutiche, in quanto alcuni genotipi sono più sensibili all'Interferone, IFN. Con il test LIPA, è possibile distinguere 6 principali sottotipi: 1, 1a, 1b, 1a/1b, 2, 2a/2c, 3, 4, 5a, 6a. Distribuzione geografica dei principali genotipi in Italia in %.
Perciò resta l'epatite dei tossicodipendenti e da un mio studio, sembrerebbe che co si contagi già dopo qualche anno di tossicodipendenza. Nei politrasfusi la sieroconversione ad HCV varia tra il 50% e l'85%;
Forme cliniche: epatite C a decorso acuto; epatite C a decorso cronico.
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Epatite C acuta. La
forma acuta ha un periodo di incubazione di 5-12 settimane, mediamente 7
settimane; i sintomi sono dati da malessere generale, sonnolenza,
nausea, dolenzia addominale; il paziente è itterico raramente, solo nel
25% dei casi, mentre nel soggetto HIV positivo la forma può essere a
decorso rapidamente progressivo. Si segnalano manifestazioni
extraepatiche quali artrite, rush cutanei, glomerulonefriti, e
periaterite nodosa, anemia aplastica.
Epatite C cronica. Malgrado la benignità dell'infezione primaria, l'esposizione ad HCV è gravata da un rischio consistente di cronicità. Si calcola che non meno del 75% dei soggetti esposti sviluppi una infezione cronica. Va sottolineato che nè la normalità di ALT ed AST o un test per HCV RNA negativo dopo l'episodio acuto assicura una avvenuta guarigione. L'accertamento della guarigione comporta test negativi per HCV RNA a 18-24 mesi dopo l'infezione primaria quando le difese sono scarse, per es. negli immunodepressi e nei tossicodipendenti in vena, dove l'impiego di eroina è alla base di una risposta immunitaria deficitaria, per inibizione delle cellule helper. Clinicamente le forme croniche si caratterizzano talora per una modesta oscillazione dei valori delle ALT e delle AST, per astenia, rialzo delle yGT e per calo delle piastrine, non correlato ad altri segni di ipertensione portale, splenomegalia, varici. Il riscontro bioptico è quello di un' epatite cronica attiva con flogosi lieve o moderata e fibrosi di grado lieve. Col progredire del processo infiammatorio, però, si determina la comparsa di noduli di rigenerazione, fino alla cirrosi.
. Diagnosi. Si avvale di tests di laboratorio sul sangue, per ricercare un movimento delle transaminasi, AST ed ALT, bilirubina totale e frazionata, yGT ecc. Inoltre è possibile conoscere se ci si è infettati, per es. dopo un'emotrasfusione sospetta, dopo qualche settimana, col test PCR per ricercare l'HCV RNA e dopo 11-12 settimane, con i tests ELISA di seconda e terza generazione e RIBA 4, rilevare la presenza di anticorpi anti proteine virali c22 e c33, mentre un tempo esistevano solo il test ELISA di 1° generazione, per ricercare anticorpi verso gli antigeni virali C100-3; successivamente, specie nelle forme croniche, una volta stabilita la sieropositività ad HCV, è necessario conoscere se l'infezione è in atto ed il virus si moltiplica o, se piuttosto, è stata superata.. pertanto è necessario effettuare i controlli per HCV Rna qualitativo e quantitativo, per "pesare" la copia virale e conoscere i risultati del trattamento terapeutico. Infatti la cura è lunga e difficile. Con il test LIPA, invece, è possibile distinguere 6 principali sottotipi: 1, 1a, 1b, 1a/1b, 2, 2a/2c, 3, 4, 5a, 6a e ciò ai fini del trattamento con Interferone (IFN). Prima di intraprendere la cura con IFN, tuttavia, occorre valutare alcuni parametri: emocromo, piastrine, azotemia, creatininemia, FT3, FT4, TSH, anticorpi antitireoglobulina, antimicrosomi, ANA, SMA, ANTI-LKM; infatti l'impiego di IFN non è privo di effetti collaterali, non ultimi problemi di ipo ed ipertiroidismo, ed inoltre nei soggetti con epatite autoimmune o con patologie autoimmuni, l'impiego di interferone può esacerbare la malattia. Nei soggetti con SMA ed ANA <1:320, dove predomina la forma virale sarà opportuno impiegare l'interferone ricombinante; nei soggetti con titoli anticorpali > 1:320, sarà utile l'impiego di corticosteroidi. Infine soggetti con anti-LKM1 possono avere un'infezione virale ed una reattività autoimmune; in essi si potrà impiegare interferone ricombinante e corticosteroidi, a seconda la risposta. HCV e malattia cronica. Nei soggetti affetti da infezione cronica da HCV si possono avere a parte movimenti autoanticorpali, la presenza di crioglobuline, cioè di anticorpi che precipitano a temperature inferiori a 37°, crioglobuline di tipo 1, in forma monomerica di Ig monoclonale, solitamente IgM, o catene leggere libere; e crioglobuline di tipo 2, costituite da una componente monoclonale di IgM e da IgG policlonali; di tipo 3 costituite da IgM ed IgG. Crioglobulinemie si possono avere in corso di disordini linfoproliferativi come il mieloma multiplo, malattia di Waldenstrom, o gammapatie monoclonali. Nel caso di HCV cronica avremo i tipi C1/C2 e l'evenieneza di porpore cutanee. Infine vi è un rapporto tra epatite cronica HCV e linfomi non Hodgking, di solito nel 20-30% dei casi preceduta da crioglobulinemia mista; tali linfomi sarebbero immunocitomi a basso grado di malignità. Probabilmente lo stesso HCV può intervenire nella genesi. Infine si possono avere epatocarcinoma e manifestazioni cutanee, del tipo eritema palmare, naevi racemosi, contrattura di Dupuytren, e lichen ruber planus, cioè chiazze di deposito di lipofuscina e papule violacee pruriginose agli arti.
>> continua epatite C e terapia
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