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Terapia dell'epatite C

da appunti del dott. Claudio Italiano        oppure cfr indice argomenti di epatologia

 

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cfr prima epatite C

La terapia attuale si avvale dell'impiego di interferon (IFN), ma va valutata caso per caso, bilanciando il rischio di morbilità/mortalità, la prospettiva di vita ed il beneficio. Non vi sono limiti di età, ma il trattamento non ha significato dopo i 60 anni, poichè è improbabile che un'epatopatia non ancora cronicizzata possa provocare problemi al paziente rispetto alla sua aspettativa di vita; d'altronde gli effetti collaterali sono sempre più consistenti ad una certa età. Una prospettiva sembrerebbe essere rappresentata dal PEG-IFN.

 La terapia con IFN è d'altra parte controindicata nei soggetti affetti da:

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Dosaggi ed impiego di alfa-IFN

Una moltitudine di studi dimostrano ottimi risultati a dosi di 3-6 milioni di unità a giorni alterni o 3 volte la settimana per 6-12 mesi, con tasso di risposta inteso come normalizzazione delle AST ed ALT dal 45% all'89%; la sospensione della terapia è gravata da un tasso di recidive molto alto, circa il 50% dei soggetti.

 

Fattori predittivi di buon successo sono:

  • età < 45 anni

  • durata malattia inferiore a 6 anni

  • bassi livelli di HCV RNA (< 1.000.000 copie/ml)

  • genotipo 2 o 3 di HCV.

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Scarso successo se:

  • presenza di cirrosi

  • presenza di emosiderosi nel tessuto epatico

  • genotipi 1 e 4 di HCV

  • alti livelli di HCV RNA > 1.000.000 di copie.

 

Altro protocollo dell'Associazione Italiana per lo studio del fegato consiglia:

  • IFN 6 milioni di unità x 3 volte la settimana x 4 mesi, se le transaminasi si normalizzano, si effettuano un altro ciclo di 6 milioni per 2 mesi + 3 milioni per 6 mesi per un anno complessivo.

Follow up del paziente:

ogni mese: emocromo, aminotransferasi

ogni 3 mesi: tempo di Quick, elettroforesi delle proteine, autoanticorpi, funzionalità tiroidea. Infatti si possono riscontrare anticorpi antitiroide (antitireoglobulina ed antimicrosomiali) nel 12-15% dei soggetti con HCV cronica, con insorgenza di ipo ed ipertiroidismo.

Chi trattare?

  • Pazienti mai trattati (naives)

  • con epatite cronica attiva, moderata o severa

  • con cirrosi ma allo stadio A di Child

  • Con epatite cronica attiva lieve, giovani in particolari casi

  • i pazienti relapsers

  • i pazienti trapiantati di fegato con coinfezione HBV/HIV

  • con infezione acuta

  • con transaminasi normali.

Risposte sostenute

genotipo 1(b) IFN 3MU x due volte/settimana x 24 settimane 2-6% di successo

                                                                              x 48 settimane  9% di successo

genotipo 2,3 IFN 3 MU x due volte/settimana x 24 settimane 15% di successo

                                                                              x 48 settimane 32% di successo

Altri trattamenti sono con IFN+ribavirina, un nucleoside purinico sintetico.

Il protocollo è:

 

  • IFN 5 Milioni di unità X 3 volte la settimana per via sottocutanea + ribavirina 1,2 grammi/die in 2-3 somministrazioni per 6 mesi; tale trattamento non è scevro di effetti collaterali, per es. anemia emolitica.

 

Nuova prospettive si da il PEGILATO, un IFN ricombinante. Cos'è la pegilazione? E' un processo che consente l'attacco di una o più catene di Polietilenglicole (PEG) adalcune basi della molecola. In questo modo si riduce la clearance e si incrementa la durata farmacologica e ciò consente una sola somminitrazione per settimana,   che viene così somministrato:

 

Secondo linee guida presentate al congresso regionale FADOI Sicilia, la terapia più efficace è costituita da Interferone pegilato (2a o 2b) + ribavirina:

 

Pazienti con genotipo 1 (e 4)

- Peg-IFN 2a: 180 microg/settimana

                  2b: 1,2 -1,5 microg/kg/settimana + ribavirina 1000-1200 mg/die per 48 settimane

Pazienti con genotipo 2, 3

- Peg-IFN 2a: 180 microg/settimana

                  2b: 1,2 -1,5 microg/kg/settimana + ribavirina 800 mg/die per 24 settimane

 

Questi regimi terapeutici basati sull'IFN resteranno i principali per i prossimi 5 anni. Nuovi approcci sono in fase di studio perchè i pazienti con genotipo 1b sono non responders, I farmaci più promettenti sono quelli mirati verso gli enzimi dell'HCV in specie la serin-proteasi NS3/4A e la polimerasi NS5B

 

Altri schemi:

  • a dosaggi di 120-130 U/ 1 volta la settimana + Ribavirina 1,2g in 2 somministrazioni/die X 3-4 mesi; successivamente si valutano i valori delle ALT e si prosegue fino a completamento per 7 mesi;

  • Nel follow up si controllano i seguenti parametri:

  • emocromo, azotemia, creatininemia, ANA, AMA, ASMA, ANTI-LKM, TSH, FT3, FT4, anticorpi antimicrosomi ed antitireoglobulina.

 

 

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