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E’ un’infiammazione cronica del fegato a causa
sconosciuta, che si caratterizza per a) un’epatite periportale
(infiammazione dello spazio portale, cfr
epatiti croniche); b) movimento di autoanticorpi c)
esclusione di altre patologie epatiche ed epatiti croniche (per es. da
virus HCV,
HBV, emocromatosi,
morbo di Wilson ecc.,
cirrosi biliare
primitiva,
steatoepatite alcolica).
La malattia colpisce le donne (71%),
in genere nella prima dei 40 anni. E’ un processo, dicevamo
autoimmunitario, e pertanto si associa, talora, ad altri quadri
autoimmuni (cioè caratterizzati da movimenti anticorpali rivolti verso
le stesse strutture dell’organismo!) come la
colite ulcerosa, il
morbo
di Graves, la sinovite.
Classificazione. Si è soliti classificare l’epatite
autoimmune sulla base del riscontro degli autoanticorpi , che sono per
il TIPO I rappresentati massimamente dagli ANA
(antinucleo) e SMA (antimuscolo liscio), così come avviene in
USA ed Europa; segue il TIPO II dove gli anticorpi sono i LKM1
che non coesistono con i primi citati, e si associano a patologie come
la tiroidite autoimmune, vitiligine, diabete insulino-dipendente
e colite-ulcerosa. L’epatite autoimmune di tipo 3° si caratterizza
per anticorpi anti-SLA. l’11% dei pazienti con epatite autoimmune di
tipo 1 ha anti-SLA . |
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Diagnosi. I criteri diagnostici per l’epatite
autoimmune sono un rialzo di immunoglobuline > di 1,5 volte rispetto
al limite superiore della norma e i titoli sierici di SMA ed ANA
ed LKM1 > di 1:80. Non vi deve essere stato uso di alcool, nè
epatite cronica
virus B e
C correlata , nè da virus di Epstein-Barr,
nè Cytomegalovirus; Gli anticorpi antimuscolo liscio riflettono la
presenza di anticorpi diretti contro l’actina, la tubulina, la
vimentina, desmina e scheletina. Gli anticorpi anti-microsomiali del
fegato/rene di tipo I sono reattivi contro l’antigene microsomiale 50
kDa del fegato e del rene identificato come la citocromossigenasi P450
IID6. Altri tipi di anticorpi riscontrati sono quelli diretti contro
fegato e pancreas, anti-LP, e contro le asialoglicoproteine (anti-ASGPR),
contro il citosol epatico di tipo 1 (anti-LC1), anticorpi
citoplasmatici antineutrofili perinucleari (pANCA) che sono stati
riscontrati specialmente nella
colangite sclerosante
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Esiste un punteggio
(score) per fare diagnosi di certezza dell'epatite autoimmune:

Patogenesi del danno epatico.
I meccanismi che
sono alla base del danneggiamento epatico sono rappresentati dalla:
A) citotossicità
cellulomediata anticorpo-dipendente;
B) citotossicità diretta,
cioè mediata dai linfociti citotossici. Nel caso A) esistono
autoanticorpi diretti contro le normali proteine di membrana
epatocitaria ed il complesso antigene-anticorpo sulla superficie dell’epatocito
diventa bersaglio per i linfociti che hanno i recettori Fc per le
molecole anticorpali (cellule natural Killer). Nel caso B),
invece, un autoantigene malattia-specifico viene esposto in modo anomalo
sulla superficie dell’epatocita in associazione agli antigeni HLA
(cioè di istocompatibilità): ne deriva che il linfocita (linfocita
citotossico) non riconosce più come self la struttura e si attiva
per distruggerla. Le linfochine che vengono , per l’occasione
liberata, facilitano la comunicazione tra le cellule e promuovono l’espressione
di neoantigeni HLA di classe II. Esiste dunque in entrambi i casi un
incremento dell’immunoreattività cellulomediata. |
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Quando la cura.
La gravità dell’attività
infiammatoria viene valutata sulla base degli indici biochimici di citolisi, per es. un rialzo delle AST almeno di 10 volte (10X) la norma o
più, oppure AST > 5X associata ad ipergammaglobulinemia (cfr
profilo epatico ). Il quadro
istologico evidenzierà ponti necrotici o necrobiosi confluente. Invece
non sarà necessaria la cura se le AST sono < a 5X ed il quadro
istologico non depone per epatite periportale, oppure l’attività è
bassa.
Terapia.
Si basa su cicli di cortisonici per 4
settimane, seguiti da cicli di mantenimento; tuttavia è possibile una
terapia di combinazione con cortisonico+azatioprina, partendo da dosaggi
medio-alti che poi si riducono settimana per settimana e dopo 4-5
settimane si effettua il mantenimento. |
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indice delle malattie del fegato
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