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appunti e riflessioni del dott. Claudio Italiano
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Poiché il 15% della massa epatica è occupata dal sistema dei sinusoidi, l’espansione di questi spazi determina epatomegalia. Le cause più comuni sono lo scompenso cardiaco in cui il fegato, non essendo, per cosi dire, aspirato dal cuore in scompenso, si congestiona nel suo circolo e diventa fegato “ a noce moscata”; lo stesso accade nell’ostruzione della vena cava inferiore o delle venne sovra epatiche che determina epatosplenomegalia, ascite e varici. In genere la sindrome di Budd-Chiari per tromboflebite delle vene epatiche è responsabile di epatomegalia. Gli stati di ipercoagulabilità, la policitemia vera, l’assunzione di contraccettivi orali causano anch’esse congestione del circolo epatico venoso con fibrosi delle vene epatiche centro lobulari.
Accertamenti clinici. Un’anamnesi accurata, l’uso di droghe, di farmaci, di alcool, le infezioni contratte, la richiesta delle indagini che costituiscono il profilo epatico, la valutazione degli enzimi, i segni di colestasi, il prurito, l’ittero e la bilirubina elevata, i segni di ipertensione portale, l’ascite, una banale ecografia dell’addome superiore, già possono orientare il clinico verso la diagnosi di natura della epatomegalia. Se alla palpazione del fegato si evoca dolore si penserà a distensione della capsula glissoniana, rivestimento epatico, e dunque a fatti infiammatori, la splenomegalia orienterà verso l’ipertensione portale e fatti infiammatori o infezioni virali, ma anche per tesaurismosi od emopatie; un ittero che compare improvvisamente (cfr bilirubina epatite acuta) con enzimi epatici assai elevati e febbre orienta per una diagnosi di epatite acuta. La presenza di enzimi, di AST ed ALT, indicano una necrosi massiva degli epatociti e se i loro valori impennano, fino a 1000 o più, allora la certezza di un’epatite virale o da farmaci è certa. Chi vi scrive ha potuto riscontrare delle epatiti da amiodarone nei pazienti in terapia nelle UTIC. Alle indagini di primo livello, seguono quelle di secondo livello, per esempio la TAC addome con mezzo di contrasto per lo studio delle lesioni nodulari del fegato (cfr tumori_del_fegato , a cui può seguire, se del caso, una biopsia della lesione o una biopsia percutanea del fegato con lo scopo di studiare la struttura istologica. Altre indagini impiegate sono la colangiorisonanza magnetica con l’intento di studiare le vie biliari e la PTC, cioè la colangiografia percutanea, ma quest’ultima tecnica è impiegata, più che altro, per drenare un lobo epatico in caso di ittero ostruttivo, per esempio quando una neoplasia del fegato impedisce lo scarico del sistema biliare. |
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