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Si
è visto in studi recenti che l'obesità è andata significativamente aumentando, è
così pure il rischio di sviluppare adenocarcinoma esofageo agendo principalmente attraverso il meccanismo
obesità >MRGE->esofago di Barrett->adenocarcinoma. Una
metanalisi del 2005 ha dimostrato un'associazione positiva tra
sovrappeso/obesità e rischio di sviluppare questa neoplasia. Questi
dati sono stati confermati da un successivo studio, che ha evidenziato
come i soggetti con innalzamento di IMC > 8 kg/m2 dopo i 20
anni di età hanno un rischio 3,4 volte maggiore di sviluppare tumore
dell’esofago.
Tuttavia,
poiché è stato dimostrato che l'obesità è associata a un'aumentata
mortalità non solo per adenocarcinoma dell'esofago ma anche per
neoplasie a differente localizzazione. Il meccanismo che correla obesità
e adenocarcinoma esofageo potrebbe essere mediato non soltanto dal
reflusso gastroesofageo, ma anche da fattori bioumorali.
I
soggetti obesi hanno abitudini alimentari e di esercizio fisico diverse
da quelle degli individui normopeso, pertanto,,gli effetti dell'obesità
sulla MRGE potrebbero essere in realtà dovuti a un maggiore introito
calorico e/o a una minore attività fisica; è stato inoltre ipotizzato
che il consumo di cibi grassi possa essere particolarmente rilevante.
Numerosi studi epidemiologici hanno tuttavia dimostrato che il ruolo
dell'IMC sembrerebbe essere indipendente dall'introlto calorico totale e
da quello derivante da frutta,
verdura, fibre
o altri macronutrienti o micronutrienti. Il ruolo dell'attività fisica
non è stato ancora adeguatamente studiato.
Sono stati ipotizzati vari meccanismi fisiopatologici responsabili di
questa associazione (cancro esofago-obesità):
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Aumentata
esposizione acida esofagea
-
Aumentata
prevalenza di ernia iatale
-
Alterata
motilità esofagea
-
Riduzione
della pressione basale dello sfintere esofageo inferiore
-
Aumento
del gradiente pressorio gastroesofageo
-
Aumento
dei livello ematico di ormoni sessuali (solo per le donne)
-
Riduzione
dei livelli ematici di adiponectina Aumentato consumo di grassi
alimentari
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Obesità
e reflusso.
I dati
della letteratura derivanti da studi trasversali hanno concordemente
dimostrato che sovrappeso ed obesità
si associano a un incremento del rischio di manifestare sintomi da reflusso.
Tuttavia, da una metanalisi del 2006 si evince come l'associazione fra
sintomi di MRGE e IMC si sia dimostrata costante negli studi condotti
negli Stati Uniti, evidenziando un incremento di prevalenza della MRGE
all'aumentare dell'IMC.
Scarse
sono le conoscenze, derivate da studi di popolazione, circa la relazione
tra obesità, esofagite erosiva ed esofago di Barrett. Una metanalisi
del 2005 ha dimostrato l'esistenza di un'associazione signi ficativa tra
sovrappeso/obesità e la presenza di
esofagite erosiva. Analogamente, uno studio ha confermato come
soggetti in sovrappeso o obesi abbiano un rischio aumentato da 2 a 4
volte di sviluppare erosioni esofagee rispetto al soggetti normopeso
Recentemente l'interesse si è rivolto al ruolo dell'obesità addominale
nella patogenesi della MRGE e delle sue complicanze, in particolare
dell'esofago
di Barrett. E’ stato infatti osservato come un IMC > 30 kg/m'
sia associato a un aumentato rischio di esofago di Barrett rispetto ai
controlli, ma come tale rischio sia per la gran parte mediato dal
tessuto adiposo viscerale, che è stato estesamente utilizzato come
indicatore dell'obesità addominale. Infatti, il tessuto adiposo
viscerale, misurato mediante TC, è risultato essere 1,5 volte maggiore
nei soggetti con esofago di Barrett rispetto ai controlli e per ogni
incremento di 10 cm' di grasso viscerale si è osservato un aumento del
9% di rischio di esofago di Barrett, indipendentemente dall'IMC. Uno
studio più recente ha rilevato che esiste un'as sociazione tra valori
elevati di circonferenza addominale ed esofago di Barrett rispetto alla
popolazione di controllo, ma anche rispetto ai soggetti con sintomi da
reflusso; un incremento del rischio si è osservato per valori di
circonferenza addominale > 80 cm, non aumentando esponenzialmente per
valori superiori
Negli
ultimi decenni, negli Stati Uniti e nell'Europa occidentale l'incidenza
di adenocarcinoma
esofageo è aumentata più rapidamente di qualsiasi altra neoplasia, tuttavia questa patologia
Il ruolo
dell'incremento ponderale nella genesi o riesacerbazione dei sintomi da
reflusso è stato inoltre ampiamente studiato nell'ambito di studi
longitudinali. E’ stato osservato che l'incremento dell'IMC si associa
non soltanto a un aumentato rischio di sviluppare sintomi da reflusso,
ma anche a un'aumentata frequenza e severità degli stessi. Peculiarità
di quest'ultimo lavoro, condotto nella popolazione femminile, è che ha
rilevato come un incremento dell'IMC > 3,5 kg/m2 si associ a un au
mento del rischio di sviluppare sintomi da reflusso anche nelle donne
con IMC normale, suggerendo che lo sviluppo di sintomi di MRGE aumenti
con l'aumentare dell'IMC sia nelle donne in sovrappeso sia in quelle
normopeso. Analogamente, si è visto come la prevalenza di sintomi di
MRGE di nuova insorgenza sia significativamente maggiore nel soggetti
con incremento ponderale > 5 kg rispetto a quelli con aumento di peso
tra 0 e 5 kg o con peso costante, indipendentemente dall'IMC.
Più
controversa è la relazione fra calo ponderale e sintomi di MRGE,
tuttavia vi sono dati epidemiologici convincenti che dimostrano come la
riduzione del peso corporeo si associ a un miglioramento e a una
significativa diminuzione dei sintomi da reflusso.
Particolare attenzione è stata rivolta alla diversa prevalenza
dei sintomi di MRGE secondo il sesso e l'etnia di appartenenza. E’
stata dimostrata una significativa associazione fra incremento di IMC e
sintomi da reflusso in entrambi i sessi, maggiore, però, nel sesso
femminile; gli uomini affetti da obesità severa (IMC > 35 kg/ M2)
presentavano, infatti, un rischio 3 volte maggiore di sviluppare sintomi
di MRGE rispetto agli uomini normopeso, mentre fra le donne delle
medesime categorie ponderali tale rischio era significativamente
maggiore rispetto agli uomini (p < 0,001), cioè 6 volte maggiore.
L’associazione fra IMC e sintomi da reflusso è risultata essere più
stretta tra le donne affette da obesità severa in periodo
premenopausale rispetto a quelle in periodo postmenopausale; le donne
che in postmenopausa sono state sottoposte a terapia ormonale hanno
mostrato un aumentato rischio di sintomi da reflusso, soprattutto se
assumevano soltanto terapia estrogenica. Tali dati suggeriscono che i
livelli di ormoni sessuali femminili agiscono modificando
l’associazione fra IMC e sintomi di MRGE Inoltre, è stato osservato
come l'associazione fra IMC e sintomi di MRGE sia maggiore nei soggetti
di etnia bianca rispetto a quelli di etnia nera.
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