CASO
CLINICO
Donna
di 64 a, non coniugata, giunge alla nostra osservazione il 24
del mese di aprile del 2003, alle ore 14:00 per ricovero da
accettazione, accusando una strana sintomatologia caratterizzata
da “sensazione di malessere generale”; mentre si trovava in
chiesa seduta per assistere alle funzioni; è stata colta da
senso di costrizione alla gola, con tosse secca e stizzosa, come
di “un pizzicare della tiroide” e, quindi, è uscita fuori dalla
chiesa per prendere una boccata d’aria. Non appena fuori ha
avuto una crisi sincopale, ed è finita per terra priva di
coscienza, rimanendovi per circa 30 minuti, in attesa dei
soccorsi. E’ stata dunque accompagnata all’ospedale al P.S.
dell’Ospedale “Barone Romeo” di Patti per le cure del caso.
NOTIZIE
ANAMNESTICHE DELLA PAZIENTE
All’A.Familiare
riferisce gentilizio positivo per malattie cerebrovascolari (il
padre ictus cerebri); 2 sorelle e un fratello: ipertensione,
tireopatie :una sorella affetta da gozzo; positivo m.
neoplastiche l’altra sorella, con Ca follicolare della tiroide.
A.
FISIOLOGIA: menarca a 14 aa, cicli regolari per durata e
caratteri; menopausa a 52 anni; non si è coniugata, buona
mangiatrice, a suo dire di farinacei, fritture, uova; non beve
alcolici, ma solo qualche bicchiere di vino ai pasti, non fuma.
Di professione è stata operaia, per 15 anni, in Milano, addetta
alla lavorazione del pellame, non in conceria, bensì alla
lavorazione su telaio delle pelli; inoltre ha anche lavorato
come operai dell’industria tessile, addetta ai lavori di cucito
a macchina.
APR:
·
dall’età di
16 aa la paziente è stata affetta da voluminoso gozzo
multinodulare ed all’ età di 18 anni, nel 1957, sottoposta ad
intervento di lobectomia tiroidea destra c/o Ospedale Regina
Margherita; 6 mesi dopo è comparsa afonia e tetania parziale
degli arti superiori.
·
nel 1964,
all’età di 25 anni, reintervento di tiroidectomia totale presso
Ospedale Niguarda di Milano, con escissione del lobo sinistro,
lasciando in sede solo l’istmo e prescrizione di terapia con
Calcio. Esame istologico con referto di “struma microfollicolare
colloideo”. Dopo l’intervento nuovi episodi di tetania ed
artralgie. Dall’età di 25 anni ipertensione arteriosa trattata
con terapia imprecisata. Dopo l’intervento, trascorso qualche
mese, uscendo dalla fabbrica di pellame in cui lavorava, ha
accusato una sintomatologia caratterizzata da irrigidimento
degli arti inferiori con impossibilità alla deambulazione,
superato, “a suo dire” con la forza della volontà, essendo
necessario riprendere la via di casa;
·
A Messina
nel 1980 nuovo ricovero per sottoporsi, stavolta, ad intervento
di colecistectomia su indicazione di coledocolitiasi
·
Nel 1983 ad
ottobre, episodio di pertinenza neurologica, diagnosticato come
“attacco ischemico transitorio”; mentre si trovava a cena dalla
sorella, sentiva la mandibola serrarsi e non riusciva più a
masticare, per cui veniva accompagnata all’ospedale. Qui la
sintomatologia si acuiva, manifestandosi in più disartria, con
“sensazione di “turgore della lingua e protusione della stessa”
ed emiparesi dell’arto sup. destro. Da questa epoca venivano
accertate turbe acquisite del metabolismo Ca/Ph, trattate con
calcio carbonato e vit. D, e trattamento sostitutivo con
levotiroxina, su prescrizione del curante.
·
nel 1985
intervento chirugico presso Ospedale Fatebenefratelli per
cataratta bilaterale con afachia.
·
Nel 1986
ricovero presso Niguarda per deficit di forza agli arti di
destra; durante il ricovero la paziente si sottopone ad indagini
tra cui ECG che documento ischemia miocardica anteriore ed
allungamento del QT e dei ritmi di fondo. La TC encefalo
eseguita per l’occasione dimostra numerose calcificazioni
interessanti la fossa cranica posteriore (nuclei dentati), i
nuclei caudati, talami e sostanza bianca sottocorticale e i
centri semiovali; non modificazioni dopo m.d.c. Bassi
risultarono i valorio della calcemia, 4,3 mg%; del Mg 1,28, PTH
0,19; la glicemia 179 mg%; la CPK 209. Durante il ricovero la
signora veniva trattata con Rocaltrol e calcium. In dimissione
con clacium forte e dietoterapia con 1200 Kcal . Seguita negli
anni la calcemia risultava sempre nella norma e la fosforemia
elevata. Dieci anni fa riscontro di valori pressori intraoculari
elevati e terapia con Vistadan collirio. Da 2 anni ad oggi è
pure in terapia con eutirox 50 mcg/die;
·
Nel mese di
aprile 2003 ricovero c/o Medicina Patti per un “verisimile TIA”,
come risulta da diagnosi di ingresso; Le indagini ematochimiche,
condotte in urgenza, sempre il 24/04/03 documentano: Azotemia 31
mg%; glicemia 119 mg%; creatinina 1 mg%; calcemia 5,2 mg%;
Ph 3,1 mg%; Na+ 140 mEq/l, K+ 3,3 mEq/l; emocromo: GB
12.30 GR GR 4.59 x 10.6 Hg in g/dl 12, MCV 82, PLT 330.000;
formula N 82%, L 13.7%, M 4.3% E o% e B 0%. Il 26/04/03, al
controllo, abbiamo: azotemia 64 mg%; glicemia 101 mg%;
creatinina 1 mg%; calcemia 5.3 mg%; colesterolo 266 mg%;
trigliceridi 149 mg%; proteine tot. 7.2 g/dl; bilirubina tot.
0.40 mg%; AST 41; ALT 23; LDH 756 U/l; VES 57 mm, es.
urine: 10-20 leucociti, alcuni batteri – alcuni cilindri jalini.
FT3 1.84, FT4 13.7 TSH 0.83 PTH 13 PG/ML .Al momento
dell’ingresso in reparto la paziente è vigile e collaborante.
24/4/03 La TC Cranio di P.S. senza m.d.c. documenta al referto:
esame
eseguito senza m.d.c.; per quanto possibile valutare non si
rilevano aree a densità ematica in sede sopra e sottotentoriale.
Massime calcificazioni in sede cerebellare, dei nuclei della
base, perivascolari e sottocorticali. Normali gli spazi
subaracnoidei della base e della convessità. Regolare per
dimensioni e morfologia il sistema ventricolare. In asse le
strutture della linea mediana.
ECG : RS fc
62 b/m, PQ normale, asse elettrico , ischemia subepicardica, QT
lungo
ECOTIROIDE
E PARATIROIDI
Esiti di
pregressa tiroidectomia , a destra si rileva di un modesto
residuo ghiandolare: 127 12X7 mm; nel suo contesto non sono
apprezzabili formazioni nodulari. A sinistra si rileva la
presenza di un discreto residuo ghiandolare DAP 24 mm, DT 21 mm,
in sede paraistmica documenta la presenza di un aformazione
nodulare ad ecostruttura disomogenea delle dimensioni di circa
16x10 mm.
MOC
T-SCORE COLONNA AP regione L2-L4 valore
à1,8
; femore destra collo
à3
La paziente
viene dunque sottoposta a terapia con ace-inibitori, l-tiroxina,
alfa-litici perifierici, aspirina a basso dosaggio, sistemi
trandermici TTS, calcio gluconato fiale , s. una fiala in 500 di
glucosata al 5%, vit. D3
·
Il 9.6.03
ricovero presso APU Messina – U.O. di Endocrinologia. Prelievo
del giugno 03:
·
Hg 11.4%;
MCV 85; Fibrinogeno 508 mg%;;Uricemia 8.6 mg%;Colesterolo 258
mg%;Trigliceridi 213 mg%; Calcio 7.6 mmol/l; Fosforo 5.4 mmol/l;VES
92 vit D3 5.4 mg/dl;TSH 0.66; FT3 3,1 pg/ml; FT4 27; Dosaggio di
calciuria e fosfaturia su 500 cc di urine nelle 24 ore:
·
Calciuria 15
mg/24 h; Fosfaturia 98.5 mg/24 h
FNAB:
densità cellulare media tireociti generalmente isolati. Numerosi
nuclei nudi. Lo sfondo comprende abbondante colloide fluida:
gozzo colloido-cistico.
·
Nuovo
ricovero il 21.10.03 presso Medicina Patti, con diagnosi di
ingresso di “crisi lipotimica ed ipocalcemia”.E’ tornata alla ns
osservazione il 21 del mese di ottobre del 2003, per un episodio
di malessere, occorsole in casa, mentre si trovava in cucina,
caratterizzato, stavolta, da “senso di costrizione alle tempie”,
tetania alle mani, che le si sono strette in una presa serrata,
con irrigidimento esteso ai muscoli degli avambracci e delle
braccia, a cui è conseguita perdita di coscienza. Essendo
presente la sorella, la nostra paziente non è finita in terra
perché aiutata a distendersi.
EO: cute e
mucose rosee presenza di xantelasmi. Peso 71,5 kg, 151 cm,
ROT torace
normoespansibile, suono chiaro polmonare, FVT normotrasmesso,
MVF.
ROC: azione
cardiaca ritmica e regolare a 68 b/m; toni validi e pause
libere,
ADDOME
TRATTABILE, con cicatrice da pregresso intervento chirurgico di
colecistectomia, fegato due dita trasverse aumentato di volume
sull’emiclaveare. Lieve dolenzia in fossa iliaca destra; alla
regione anterocervicale è possibile palpare residuo tiroideo con
nodulo ben delimitabile.
21/10/03
azotemia 32 mg%; glicemia 128 mg%; creatinina 1.2 mg%; calcemia
5,9 mg%; sodio 137 mEq/l, K 3,3, mEq/l; emocromo: GB 10.14 GR
4.19 Hg in g/dl 11 MCV 81; PLT 242.000 formula conseravata.
Il 23/10/03
LDH 685 U/l%; CPK 1282 U/l calcemia 5,6 mg%;
fosforemia 5,6 mg%; PTH INTATTO 4pg/ml;
protidogramma: alb. 3.4 g/dl; alfa 1 0.2 G7dl; alfa 2 1 g/dl;
beta 1 G7dl; 1,2 gamma g/dl;
21/10/03
TC ENCEFALO esame eseguito senza m.d.c. documenta calcificazioni
in sede cerebellare, ai nuclei della base ed in sede
perivascolare e sottocorticale, compatibile con accumulo di
calcio da ipoparatiroidismo. Con la limitazione data da questo
reperto tdm, non si apprezzano grossolane aree a densità ematica
in sede sopra e sottocorticale. Regolare gli spazi subaracnoidei
ed il sistema ventricolare. In
21/10/03 ECG
RS a fc 75 b/m; PQ 160 ms, QT 464 ms, alterazioni aspecifiche
della ripolarizzazione in V1-V3.
Il caso
descritto ci consente di tessere alcune osservazioni:
-
l’importanza dell’ipoparatiroidismo come condizione
prevalente fra quelle correlate alla sindrome di Fahr; la ns
paziente aveva subito tiroidectomia totale e la totale ablazione
delle paratiroidi.
-
La calcificazione dei nuclei della base che si associa
sempre, come momento eziopatogenetico, alla perdita della
funzione delle gh. Paratiroidi;
-
-il fatto che vi siano in questi soggetti manifestazioni
neurologiche inquadrabili, ad un primo riscontro superficiale,
con TIA, M. di Parkinson, Alzheimer;
-
Il fatto che la paziente non presentasse i segni di
tetania classici dell’ipoparatiroidismo;
-
Il fatto che il decorso della malattia è spesso
asintomatica, il che ci porta spesso ad ascrivere il caso a
manifestazioni neurologiche di più semplice riscontro: TIA,
Parkinson.
-
Nel ns caso la paziente si presentava affetta da morbo di
Fahr idiopatico ed oligosintomatico, così come è descritto nel
5-10% dei casi.
-
La presenza di QT lungo al tracciato ECG, che si risolve
con opportuna terapia;
-
Cardiomiopatia ipocalcemica;
-
L’Osteoporosi
-
LDH elevato la cui induzione enzimatica è influenzata
dall’effetto del turnover del Calcio, correlata ad alterazione
dell’attività di membrana , con spostamento del potenziale di
membrana della cellula verso il valore di riposo, con
conseguente maggiore permeabilità di membrana e liberazione in
circolo di proteine citoplasmatiche; inoltre il CPK sempre
elevati, anch’esso correlato probabilmente alla miopatia
clinicamente evidente per il livello ipocalcemico, a cui
consegue instabilità di membrana e del meccanismo di
ecitazione-contrazione della miocellula muscolare.