Farmaci antitubercolari

 

Il trattamento della tubercolosi va distinto in due fasi: una fase iniziale in cui vengono usati 4 farmaci e una fase di mantenimento in cui vengono impiegati 2 farmaci a cui il microrganismo deve essere del tutto sensibile. Il trattamento richiede nozioni specialistiche, in particolare quando la malattia coinvolge microrganismi resistenti e nelle localizzazioni extrapolmonari. Gli schemi indicati di seguito sono consigliati per il trattamento della tubercolosi in Gran Bretagna; in altri paesi possono essere diversi. Linee guida analoghe, comprendenti indicazioni terapeutiche, epidemiologiche e di igiene pubblica, sono state emesse anche in Italia, nel contesto del decreto legge del 31 marzo 1998, numero 112; ripercorrono quelle stilate da diverse società scientifiche internazionali, tra le quali quella britannica citata sopra, ma anche dall'Organizzazione mondiale della sanità e dai Centers for Disease Control di Atlanta.

 

Fase iniziale
L'associazione di 4 farmaci nella fase iniziale ha lo scopo di ridurre la popolazione batterica nel modo più rapido possibile e di prevenire lo sviluppo di batteri resistenti. I farmaci sono di preferenza sornministrati in preparazioni combinate, a ' meno che uno dei componenti non possa essere utilizzato a causa di resistenza o intolleranza. La terapia di scelta nella fase iniziale si fonda sulla somministrazione quotidiana di isoniazide, rifampicina, pirazinamide ed etambutolo. La streptomicina viene di rado impiegata in Gran Bretagna, nonostante si possa usare all'inizio quando sia accertata resistenza all'isoniazide. Se i sintomi clinici o i risultati istologici concordano con la diagnosi di tubercolosi, il trattamento deve essere iniziato senza attendere i risultati della coltura; la cura deve essere continuata anche se i risultati della coltura i negativi. La terapia con i farmaci della fase iniziale dovrebbe, essere continuata per 2 mesi. In presenza di una coltura postiva per Mycobacterium tuberculosis, ma in assenza di risultati sulla sensibilità ai farmaci, il trattamento con pirazinamide e con etambutolo dovrebbe essere continuato fino a con-ferma di piena sensibilità anche se per più di 2 mesi.

 

Fase di mantenimento
Dopo la fase iniziale, il trattamento va continuato per altri 4 mesi con isoniazide e rifampicina (di preferenza somministrati in associazione). Una terapia più lunga è richiesta in caso di meningite, di interessamento diretto del midolli spinale e in presenza di microrganismi resistenti che possono anche imporre modifiche dello schema terapeutico Trattamento non controllato Il seguente protocollo dovrebbe essere usato per i pazienti che assumono la terapia senza supervisione. I pazienti chi hanno poche probabilità di seguire uno schema giornaliero di assunzione degli antitubercolari dovrebbero seguire il trattamento controllato spiegato oltre.

DOSAGGI CONSIGLIATI PER UN TRATTAMENTO STANDARD NON CONTROLLATO DI 6 MESI
• isoniazide + pirazinamide + rifampicina (solo pei || fase iniziale di 2 mesi, in formulazione isoniazide 5 (1 mg, pirazinamide 300 mg, rifampicina 120 mg) sotto I 40 kg, 3 compresse al giorno; 40-49 kg, 4 compresseH giorno; 50-64 kg, 5 compresse al giorno; oltre i 65 kg, j compresse al giorno;
• etambutolo (solo per la fase iniziale di 2 mesi, può essere omesso se il rischio di resistenza all'isoniazide è basso) adulti e bambini, 15 mg/kg al giorno;
• rifampicina + isoniazide (per 4 mesi dopo la fase iniziale) sotto i 50 kg, 3 compresse al giorno (in formulazione rifampicina 150 mg, isoniazide 100 mg, non presente in Italia); sopra i 50 kg, 2 compresse al giorno (in formulazione rifampicina 300 mg, isoniazide 150 mg);
oppure (se i preparati in associazione non sono appropriati):
• isoniazide (fase iniziale di 2 mesi e di mantenimento ili 4 mesi) adulti, 300 mg al giorno; bambini: 5-10 mg/kg al giorno (massimo 300 mg);
• rifampicina (fase iniziale dì 2 mesi e di mantenimento di 4 mesi) sotto i 50 kg, 450 mg al giorno; 50 kg e oltre, 600 mg al giorno; bambini: 10 mg/kg al giorno (massimo 600 mg).
• pirazinamide (solo per la fase iniziale di 2 mesi) sotto I 50 kg, 1,5 g al giorno; 50 kg e oltre, 2 g al giorno; bambini: 35 mg/kg al giorno;
• etambutolo (solo per la fase iniziale di 2 mesi, può esser» omesso se il rischio di resistenza all'isoniazide è basso) adulti e bambini, 15 mg/kg al giorno.
 

Gravidanza e allattamento
Il regime standard può essere impiegato in gravidanza 9 allattamento. La streptomicina, invece, non dovrebbe essere utilizzata nelle donne gravide.

Bambini
Ai bambini vengono somministrati isoniazide, rifampicina, pirazinamide ed etambutolo nei primi 2 mesi, seguili da isoniazide e rifampicina per i successivi 4. Tuttavia è opportuno essere molto prudenti nei bambini piccoli a cui viene somministrato l'etambutolo poiché questi non sono in grado di segnalare la comparsa eventuale di disturbi del visus e il controllo della vista è difficile da fare.

Trattamento controllato
Il trattamento richiede una supervisione completa (terapia osservata in modo diretto) nei pazienti che mostrano difficoltà di adesione al regime terapeutico. A tali pazienti sono somministrati isoniazide, rifampicina, pirazinamide,  etambutolo (o streptomicina) 3 volte la settimana sotto Controllo per i primi 2 mesi, poi isoniazide e rifampicina 3 volte la settimana per altri 4 mesi.
 

DOSAGGI CONSIGLIATI PER UN TRATTAMENTO INTERMITTENTE CONTROLLATO DI 6 MESI

• isoniazide (fase iniziale di 2 mesi e di mantenimento di 4 mesi) adulti e bambini, 15 mg/kg (massimo 900 mg) 3 volte la settimana;
• rifampicina (fase iniziale di 2 mesi e di mantenimento di 4 mesi) adulti, 600-900 mg 3 volte la settimana; bambini, 15 mg/kg al giorno (massimo 900 mg) 3 volte la settimana;
• pirazinamide (solo per la fase iniziale di 2 mesi) sotto i 50 kg, 2 g 3 volte la settimana; 50 kg e oltre, 2,5 g 3 volte la settimana; bambini: 50 mg/kg 3 volte la settimana;
• etambutolo (solo per la fase iniziale di 2 mesi, può essere omesso se il rischio di resistenza all'isoniazide è basso) adulti e bambini, 30 mg/kg 3 volte la settimana.
 

Pazienti immunocompromessi

 

Rx torace: paziente marocchino con storia di TBC, bronchite e bronchiectasie

Nei pazienti immunocompromessi può essere presente un ceppo di Mycobacterium tuberculosis multiresistente. Periamo andrebbero sempre fatti esami colturali per accertare il tipo e la sensibilità del ceppo responsabile. Un'infezione accertata da M. tuberculosis sensibile ai farmaci di prima scelta dovrebbe essere trattata con un regime standard per 6 mesi; alla fine della terapia i pazienti andrebbero controllati con attenzione. Se l'infezione è sostenuta da specie resistenti, potrebbe essere richiesta una modifica dello schema terapeutico e il consiglio di uno specialista. Il parere dello specialista deve essere preso in considerazione anche per il trattamento e la profilassi della tubercolosi in pazienti HIV positivi; è richiesta cautela nella scelta dello schema terapeutico per evitare potenziali interazioni pericolose. L'inizio di un trattamento antiretrovirale durante i primi 2 mesi di cura con antitubercolari aumenta il rischio che compaia una sindrome da ricostituzione immunitaria. L'infezione può anche essere sostenuta da altri micobatteri, per esempio M. avium complex; nel qual caso è richiesto il parere di uno specialista sul trattamento.


Corticosteroidi

Nella tubercolosi delle meningi o del pericardio, si deve iniziare il trattamento con un corticosteroide contemporaneamente alla terapia antitubercolare.
Prevenzione della tubercolosi
Alcuni pazienti possono sviluppare una tubercolosi in seguito a riattivazione di una infezione precedente latente. La chemioprofilassi è richiesta per i pazienti con dimo¬strazione di pregressa tubercolosi non trattata e che siano in terapia con farmaci immunosoppressori (tra cui i farmaci citotossici e un possibile trattamento a lungo termine con cortisonici). In questi casi, la profilassi implica l'utilizzo o della isoniazide da sola per 6 mesi oppure della isoniazide associata alla rifampicina per 3 mesi; non è consigliata una profilassi più lunga. Per la prevenzione della tubercolosi in caso di contatti stretti suscettibili d'infezione o in coloro che si siano positivizzati alla tubercolina.


Monitoraggio
Poiché isoniazide, rifampicina e pirazinamide sono tossici per il fegato, prima di iniziare il trattamento dovrebbe essere controllata la funzionalità epatica. I pazienti con preesistente malattia epatica o dipendenza da alcol dovrebbero essere sottoposti a controlli frequenti, soprattutto nei primi 2 mesi. Se non esistono dati indicativi di epatopatia (e la funzionalità epatica pre trattamento è normale), vanno fatti controlli ulteriori solo se il paziente manifesta febbre, malessere, vomito, ittero o peggioramento inspiegato durante la terapia. In virtù della necessità, da una parte, di mantenere una piena compliance al trattamento antitubercolare e, dall'altra, di evitare l'insorgenza di un danno epatico grave, i pazienti e coloro che si dedicano alla loro assistenza dovrebbero essere istruiti con attenzione a riconoscere i sintomi di insufficienza epatica e avvertiti di interrompere il trattamento richiedendo un'immediata assistenza medica in caso di comparsa di sintomatologia epatica. La funzionalità renale dovrebbe essere controllata prima di iniziare la cura e, se necessario, le dosi dovrebbero essere modificate. E' meglio evitare streptomicina ed etambutolo nei pazienti con insufficienza renale ma, in caso si decida di usarli, la dose dovrà essere ridotta e la concentra¬zione plasmática del farmaco controllata. Vacuità visiva va controllata prima di usare etambutolo.
Le cause principali di fallimento terapeutico sono una prescrizione scorretta da parte del medico e una compliance inadeguata del paziente. La compliance dovrebbe essere controllata facendo ogni mese una conta delle compresse e un dosaggio della rifampicina nelle urine (il farmaco impartisce una colorazione rosso-arancio alle urine). Evitare dosaggi eccessivi o troppo bassi. Il trattamento dovrebbe essere supervisionato da uno specialista. L'isoniazide è poco costosa e molto efficace. Come la rifampicina, dovrebbe essere sempre inclusa in ogni schema di terapia antitubercolare, a meno di una controindicazione specifica. L'unico effetto collaterale di comune riscontro è la neuropatia periferica, che risulta più probabile in presenza di fattori di rischio preesistenti come diabete, dipendenza da alcol, insufficienza renale cronica, malnutrizione e infezione da HIV. In queste condizioni dovrebbe essere attuato un trattamento profilattico con piridossina 10 mg al giorno (o 20 mg in mancanza di una formulazione adeguata) dall'inizio del trattamento. Altre reazioni indesiderate come epatite e psicosi sono rare.
La rifampicina, una rifamicina, è una componente chiave di ogni regime antitubercolare. Come l'isoniazide, dovrebbe essere sempre inclusa nella terapia, a meno di una controindicazione specifica. Durante i primi 2 mesi (fase iniziale) di somministrazione della rifampicina è frequente una alterazione transitoria della funzionalità epatica con aumento delle transaminasi sie¬riche, ma in genere non richiede interruzione della terapia. Talvolta una tossicità epatica più grave impone un cambiamento di terapia, in particolare nei pazienti con preesistente malattia del fegato (importante: => Monitoraggio). Con il trattamento intermittente sono state identificate 6 sindromi di tossicità da farmaco - simil influenzale, addominale, respiratoria, shock, insufficienza renale e porpora trombocitopenica - che possono presentarsi in una per-centuale di pazienti variabile dal 20 al 30%. La rifampicina induce gli enzimi epatici che accelerano il metabolismo di vari farmaci fra cui estrogeni, corticosteroidi, fenitoina, sulfoniluree e anticoagulanti; interazioni. Importante: l'efficacia dei contraccettivi ormonali è ridotta e dovrebbero essere proposti metodi alternativi per evitare il concepimento. La rifabutina, una rifamicina introdotta di recente, è indicata per la profilassi delle infezioni da ili. avium complex nei pazienti con bassa conta di linfociti CD4; è inoltre registrata per il trattamento delle micobatteriosi non tubercolari e della tubercolosi polmonare. Importante: come la rifampicina. induce gli enzimi epatici e riduce l'efficacia dei contraccettivi ormonali, perciò si consigliano metodi alternativi per evitare il concepimento. La pirazinamide è un farmaco battericida attivo solo sulle forme intracellulari in moltiplicazione di Mycobacterium tuberculosis; esercita il suo effetto principale solo nei primi 2 o 3 mesi. E' utile specie nella meningite tubercolare perché penetra bene nelle meningi. Non è attiva su M. bovis. Talvolta può avere un effetto epatotossico molto grave (importante: => Monitoraggio). L'etambutolo viene incluso nel regime terapeutico se si sospetta resistenza all'isoniazide; può essere escluso quando il rischio di resistenza è basso. Gli effetti indesiderati dell'etambutolo sono limitati ai disturbi della visione (riduzione dell'acuità, cecità ai colori e restringimento del campo visivo). Questi effetti tossici sono più frequenti quando le dosi sono molto alte e in presenza di un'alterazione della funzionalità renale. Le manifestazioni più precoci della tossicità oculare sono soggettive e i pazienti dovrebbero essere avvisati di interrompere subito la terapia in caso di disturbi della vista e di chiedere consiglio al medico. Alla pronta sospensione del farmaco segue quasi sempre il recupero della vista. I pazienti che non sono in grado di comprendere gli avvertimenti relativi agli effetti collaterali visivi dovrebbero, se possibile, ricevere un farmaco alternativo. In particolare, l'etambutolo dovrebbe essere impiegato con cautela nei bambini sotto i 5 anni e che non siano capaci di riferire alterazioni sintomatiche della vista. L'acuità visiva dovrebbe essere controllala con la tavola di Snellen prima di iniziare il trattamento con etambutolo. La streptomicina oggi è usata di rado in Gran Bretagna, tranne che in caso d'infezione da microrganismi resistenti ad altri farmaci. E' somministrata per via intramuscolare alla dose di 15 mg/kg (massimo I g) al giorno: la dose viene ridotta nei soggetti di peso inferiore ai 50 kg, in quelli di età superiore a 40 anni e in quelli con insufficienza renale. La concentrazione plasmática del fàrmaco dovrebbe essere misurata nei pazienti con funzionalità renale alterata, in cui la streptomicina deve essere utilizzata con cautela estrema. Gli effetti indesiderati aumentano dopo una dose cumulativa di 100 g che dovrebbe essere superata solo in circostanze eccezionali. La tubercolosi resistente ai farmaci dovrebbe essere trattata da uno specialista con esperienza in materia, in un ambiente in cui esistano mezzi idonei al controllo dell'infezione. Tra i farmaci di seconda scelta disponibili per infezioni da microrganismi resistenti o nei casi in cui quelli di prima scelta causino effetti indesiderati inaccettabili si ricorre ad amikacina, capreomicina, cicloserina, ai macrolidi più recenti (per esempio azitromicina e claritromicina), a moxifloxacina e a protionamide. Alcuni dei farmaci antitubercolari che non sono in commercio in Italia, così come altri (clofazimina, etionamide) non citati, possono essere richiesti, con apposite deroghe del Ministero della salute, dai medici che operano nei centri specializzati per la lotta alla tubercolosi oppure nei reparti di malattie infettive,

Capreomicina
Indicazioni In combinazione con altri farmaci per la tubercolosi resistente ai farmaci di prima scelta. Avvertenze Insufficienza epatica; insufficienza renale; funzione uditiva alterata; controllare l'attività renale, epatica, uditiva, vestibolare e gli elettroliti; gravidanza (teratogena negli animali) e allattamento. Effetti indesiderati Reazioni da ipersensibilità, compresi orticaria e rash cutanei; leucocitosi e leucopenia, di rado trombocitopenia; alterazioni dei test di funzionalità epatica: nefrotossicità. squilibri elettrolitici; perdita dell'udito con tinnito e vertigini; paralisi neuromuscolare per dosi alte, dolore ed edema in sede di iniezione. Posologia Per iniezione intramuscolare profonda, 1 g al giorno (non più di 20 mg/kg) per 2-4 mesi, poi 1 g 2-3 volte la settimana.  Farmaco non in commercio in Italia


Cicloserina
Indicazioni In combinazione con altri principi attivi per la tubercolosi resistente ai farmaci di prima scelta. Avvertenze Ridurre le dosi in caso di insufficienza renale (evitare se grave); controllare la funzione ematologica, renale ed epatica; gravidanza; allattamento. Controindicazioni Insufficienza renale grave, epilessia, depressione, ansia grave, stati psicotici, dipendenza da alcol, porfiria. Effetti indesiderati Soprattutto neurologici, compresi cefalea, vertigini, capogiri, sonnolenza, tremori, convulsioni, confusione, psicosi, depressione (sospendere o ridurre la dose in caso di sintomi da tossicità sul sistema nervoso centrale); rash cutaneo, dermatite allergica (sospendere o ridurre la dose); anemia megaloblastica; alterazione dei test di funzionalità epatica, segnalata insufficiènza cardiaca a dosi alte. Posologia All'inizio 250 mg ogni 12 ore per 2 settimane, da aumentare in base alle concentrazioni ematiche e alla risposta fino a un massimo di 500 mg ogni 12 ore; bambini: all'inizio 10 mg/kg al giorno variabile in base alle concentrazioni nel sangue e alla risposta. NOTA E' richiesto il controllo della concentrazione ematica, soprattutto in presenza di insufficienza renale o quando la dose supera i 500 mg al giorno o per comparsa di segni di tossicità; la concentrazione plasmática non dovrebbe superare i 30 mg/l.
Farmaco non in commercio in Italia


Etambutolo cloridrato
Indicazioni Tubercolosi, in associazione con altri farmaci. Avvertenze Ridurre la dose in presenza di insufficienza renale e se la clearance della ereatinina è inferiore a 30 ml/minulo, controllare anche la concentrazione plasmatica di etambutolo; anziani; gravidanza; controllare l'acuità visiva prima del trattamento e avvisare i pazienti di segnalare eventuali alterazioni della vista (=* prima. Etambutolo cloridrato); bambini piccoli; consigliata una visita oculistica di routine. Controindicazioni Neurite ottica, ridotta acuità visiva. Effetti indesiderati Neurite ottica, cecità al colore rosso-verde, neurite periferica; di rado rash cutanei, prurito, orticaria, trombocitopenia. Posologia La concentrazione di picco (2-2.5 ore dopo la somministrazione) dovrebbe essere 2-6 mg/l (7-22μmoli/l); la concentrazione pre somministrazione dovrebbe essere in feriore a 1 mg/l (4 μmoli/l).
 Prodotti
♦ ETAPIAM (Piam): 400 mg 50 cpr verniciate RR € 7,93 0- 500 mg 50 cpr verniciate RR € 9,40 H • -Flebo» 500 mg 10 f 3 mi Rfl € 4,60 H
♦ MIAMBUTOL (Teofarma): 400 mg 20 cpr RR € 6,34 H


Isoniazide
Indicazioni Tubercolosi, in associazione con altri ; profilassi . Avvertenze Insufficienza epatica; insufficienza renale; status di acetilatore lento (rischio maggiore di effetti avversi); epilessia; storia di psicosi; dipendenza dall'alcol; malnutrizione, diabete mellito, infezioni da HIV (rischio di nevrite periferica); gravidanza); allattamento; porfiria.
 

ALTERAZIONI EPATICHE

  I pazienti e chi li assiste dovrebbero essere istruiti a riconoscere segni di danno epatico e a sospendere il trattamento e richiedere assistenza medica immediata in caso di comparsa di sintomi come nausea persistente, vomito, malessere o ittero. Interazioni. Controindicazioni Malattia epatica indotta da farmaci. Effetti indesiderati Nausea, vomito, stitichezza, secchezza delle fauci; nevrite periferica a dosi alte (profilassi con piridossina), nevrite ottica, convulsioni, episodi psicotici, vertigini; reazioni da ipersensibilità compresi febbre, eritema multiforme, porpora; disturbi ematici tra cui agranulocitosi, anemia emolitica e aplastica; epatite (soprattutto oltre i 35 anni); segnalate sindrome simil lupus eritematoso sistemico, pellagra, iperreflessia, difficoltà di minzione, iperglicemia e ginecomastia. Posologia Per via orale o per iniezione intramuscolare o endovenosa.
 Prodotti
♦ NICIZINA (Pfizer Italia): 200 mg 30 cpr RR € 5,60 H
♦ NICOZID (Piam): © 200 mg 50 cpr RR € 3,72 0. im 100 mg 6 f. 2 ml RR € 3,62 H ■ im fleb. 500 mg 5 f. 5 ml RR € 10,01
 

Pirazinamide
Indicazioni Tubercolosi, in associazione con altri farmaci. Avvertenze Gravidanza, insufficienza epatica (controllare la funzionalità epatica); diabete; gotta (evitare in corso di attacco acuto).


ALTERAZIONI EPATICHE

 I pazienti e chi li assiste dovrebbero essere istruiti a riconoscere segni di danno epatico e a sospendere il trattamento e richiedere un'assistenza medica immediata in caso di comparsa di sintomi quali nausea per-sistente, vomito, malessere o ittero. Interazioni. Controindicazioni Porfiria. Effetti indesiderati Epatotossicità compresi febbre, anoressia, epatomegalia, splenomegalia, ittero, insufficienza epatica; nausea, vomito, vampate, disuria, artralgie, anemia sideroblastica, rash cutanei e talvolta fotosensibilizzazione.
♦ PIRALDINA (Bracco): 500 mg 50 cpr RR € 6,97 0


Rifabutina
Indicazioni => posologia.
Avvertenze => dopo, Rifampicina; insufficienza epatica; insufficienza renale; non usare in gravidanza  allattamento;  rischio porfiria.
Effetti indesiderati Nausea, vomito; leucopenia, trombo-citopenia, anemia, di rado emolisi; incremento degli enzimi epatici, ittero, di rado epatite; uveite che consegue a dosi alte o alla somministrazione concomitante di farmaci che ne incrementino i livelli plasmatici ; artralgie, mialgie, sindrome simil influenzale, dispnea; anche reazioni da ipersensibilità compresi febbre, rash cutaneo, eosinofilia, broncospasmo, shock; colorazione rosso-arancio di urine, saliva e altri liquidi corporei; segnalate opacità corneali asintomatiche in seguito a uso prolungato. Posologia Profilassi delle infezioni da Mycobacterium avium complex nei pazienti immunodepressi con bassa conta dei linfociti CD4 (vedi scheda tecnica del prodotto), 300 mg al giorno in dose singola. Trattamento delle micobatteriosi non tubercolari, in associazione con altri farmaci, 450-600 mg al giorno in dose singola fino a 6 mesi dopo la negativizzazione delle colture. Trattamento della tubercolosi polmonare, in associazione con altri farmaci, 150-450 mg al giorno in dose singola per almeno 6 mesi. Bambini: uso sconsigliato,

 

Prodotti
♦ MYCOBUTIN (Pfizer Italia): 150 mg 30 cps RR € 118,21 0 56
 

Rifampicina Indicazioni
Avvertenze Insufficienza epatica controllare la funzionalità epatica e fare un emocromo in caso di patologie epatiche, dipendenza dall'alcol; per terapie prolungate => dopo; insufficienza renale (se le dosi superano i 600 mg al giorno); gravidanza e allattamento; porfiria; importante: consigliare alle donne che assumono contraccettivi ormonali di usare metodi alternativi; può determinare alterazioni di colorazione delle lenti a contatto morbide; . NOTA Se il trattamento è stato interrotto reintrodurlo a basso dosaggio da incrementare in modo graduale; sospendere in modo definitivo se si manifestano eventi avversi gravi. ALTERAZIONI EPATICHE I pazienti e chi li assiste dovrebbero essere istruiti a riconoscere i sintomi di danno epatico, a sospendere il trattamento e a richiedere un'assistenza medica immediata nel caso compaiano sintomi quali nausea persistente, vomito, malessere o ittero. Interazioni. Controindicazioni Ittero.
Effetti indesiderati Sintomi gastroenterici compresi anoressia, nausea, vomito, diarrea (segnalata colite da antibiotici); cefalea, sonnolenza; gli eventi avversi che compaiono in prevalenza in corso di terapia intermittente comprendono sintomi simil influenzali (con brividi, febbre, vertigini, dolore osseo), sintomi respiratori (compresa difficoltà respiratoria), collasso e shock, anemia emolitica, insufficienza renale acuta, porpora trombocitopenica; alterazione della funzionalità epatica, ittero; vampate, orticaria e rash cutaneo; altri effetti collaterali segnalati includono edema, astenia muscolare e miopatia, dermatite esfoliativa, necrolisi epidermica tossica, reazioni pemfigoidi, leucopenia, eosinofilia, disturbi mestruali; colorazione rosso-arancio di urine, saliva e altri liquidi corporei; segnalate tromboflebiti per esecuzione prolungata di terapia infusionale. Posologia Brucellosi, legionellosi, endocardite e infezioni stafilococciche gravi, in associazione con altri farmaci, per via orale o per infusione endovenosa, 0,6-1,2 g al giorno (in 2-4 dosi).
Tubercolosi, in associazione con altri farmaci .
Profilassi della meningite meningococcica e dell'infezione da Haemophilus influenzae (tipo b)  Prodotti
♦ RIFADIN (Lepetit): © 2% scir. 60 mi RR € 2,80 0 ■ © 300 mg 8 cps RR € 3,72 0 ■ 450 mg 8 cpr riv. RR € 4,86 0 ■ 600 mg 8 cpr riv. RR € 5,85 Q ■ 600 mg polv. fi. + solv. f. 10 mi RR € 9,28 0

Rifampicina in associazione
Prodotti
♦ (WATER (Lepetlt): isoniazlde + pirazinamide + rifampicina, 50 mg + 300 mg + 120 mg 40 cpr riv. RR € 10,57 0
♦ RIFINAH 300 (Lepetit): rifampicina + isoniazide, 300 mg + 150 mg 24 cnf RR € 9,48 Q

Streptomicina
Indicazioni Tubercolosi, in associazione con altri farmaci; associata alla doxiciclina nella brucellosi; endocardite da enterococchi.
Interazioni => Aminoglicosidi
Controindicazioni
Effetti indesiderati; anche reazioni da ipersensibilità, parestesie alla bocca. Posologia Per iniezione intramuscolare profonda  La concentrazione a 1 ora (picco) dovrebbe essere 15-40 mg/l; la concentrazione pre somministrazione dovrebbe essere inferiore a 5 mg/l (meno di 1 mg/1 in presenza di insufficienza renale e nei soggetti di oltre 50 anni).

 Prodotti
♦ STREPTOMICINA SOLFATO (Bristol-Myers Squibb): © 1 MUI fl. RR € 2,24 0
 

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