La
febbre: dal sintomo alla patologia che la determina.
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cos’è la febbre? Hai visto il nuovo sito ?
Gastroepato
2
a cura del dott.
Claudio Italiano, medico ospedaliero
Una
febbre, talora non significa nulla e dopo qualche giorno passa; altre volte
valutando i segni che presenta il paziente febbrile, il medico si avvia verso la
diagnosi, districandosi nell'intrigato percorso diagnostico. Ma siamo sicuri che
non ci troviamo di fronte ad un paziente affetto da un misconosciuto diabete,
soggetto questo che si difende male e tende sempre alle infezioni, specie
batteriche? Cerchiamo di
leggere qui che cosa significa la febbre e come si può arrivare ad una giusta
diagnosi.
Si
rammenta che le notizie contenute in questa pagina sono solo delle informazioni
scientifiche che in nessun caso si possono utilizzare per automedicarsi.
Temperatura corporea
Il corpo umano è una
macchina intelligente che, a differenza di quelle imperfette che
costruisce l’uomo, riesce a bruciare i combustibili con reazioni
chimiche che utilizzano l’ossigeno alla temperatura del corpo, cioè a
37 °C circa. Le reazioni chimiche che consentono la vita possono avvenire
solamente entro un determinato intervallo di temperatura. In proposito
sono stati compiuti molti studi e, a seconda delle fonti, sono stati
indicati vari possibili temperature "normali". Gli studi più
recenti indicano generalmente una temperatura di 36,8 °C, con una certa
variabilità individuale (di circa ±0.4 °C). Infatti la donna, per
esempio, quando ovula (cfr il ciclo
mestruale) quando cioè è pronta ad essere fecondata, ha una
temperatura maggiore nel suo corpo, e si dice che è in fase di
ovulazione; da qui il detto volgare: " sei
una donna calda!", cioè fertile! Oltre alla variabilità individuale bisogna anche
tenere conto che la temperatura corporea fluttua normalmente durante il
giorno, con il livello più basso il mattino alle 4 e col più alto la
sera alle 18. Per quanto riguarda la febbre avremo:
-
febbricola (fino a 37,5
°C)
-
febbre moderata (fino a
38,5 °C),
-
febbre elevata (fino a
39,5 °C)
-
iperpiressia (oltre
39,5 °C).
Cause e meccanismo
Esiste un meccanismo
centrale, cioè sito nel cervello, che regola la temperatura e che è
localizzato
nella parte meno nobile dell’encefalo, ma non per questo meno importante
per la vita, anzi! Tale regione, essendo alla base del cervello, si dice
ipotalamo. Negli esseri umani la febbre è dovuta, perciò, ad una
alterazione del punto di regolazione ipotalamico. Talora, però, la febbre
non ha un senso fisiologico e si deve parlare di "febbre maligna", quando c’è una lesione che colpisce questa
porzione dell’encefalo, ed avremo pertanto una iperpiressia maligna, da
distinguere dalla ipertermia che presuppone l’integrità dell’ipotalamo.
La febbre più banale, invece, può riconoscere cause assai banali, come per
esempio il classico "COLPO DI CALORE", cioè la febbre che
consegue ad uno squilibrio tra l’assunzione di calore e la sua dissipazione,
per esempio se un soggetto sta a lungo in un ambiente caldo ed umido; chi
vi scrive, avendo lavorato in Marina, vi cita l'
esempio del macchinista di una nave oppure il soggetto che si prende la
tintarella sotto il solleone, senza ombrellone e senza aver bevuto
liquidi!
La febbre, tuttavia, il
più delle volte deriva da cause che riconosco l’origine nell’attivazione
del sistema immunitario, cosa che accade quando una infezione attacca l’organismo,
e ciò accade, appunto, per attivazione del sistema immunitario, cioè dell’organo
che ci deve difendere ed in particolare per sostanze, dette "pirogeni
endogeni", liberate dal nostro organismo e da alcuni tipi di
cellule della difesa dette macrofagi, che
vengono stimolati a produrre citochine quali IL-1 e TNF alfa, che vanno ad
agire sul centro termoregolatore dell'ipotalamo inducendo la sintesi di
PGE2. A sua volta, l'ipotalamo, "istruito" a mantenere una
temperatura corporea più elevata, raggiunge lo scopo sia aumentando la
produzione di calore, sia evitandone la dispersione. Ciò accade ad esempio col classico brivido da
freddo, quando iniziamo a tremare e ci mettiamo sotto le coperte, mentre le
mani diventano fredde per la vasocostrizione.
Le cause che determinano
questa attivazione immunitaria possono essere tuttavia diverse, perché
anche altre sostanze evocano la febbre, per esempio quelle liberate dalle
neoplasie, oppure dai progetti autoimmuni. In sintesi ci sarà la febbre
per:
La febbre in questo senso
va considerata come parte dei meccanismi di difesa dell'organismo, in
quanto a temperature più elevate della norma viene ostacolata la
replicazione dei microorganismi infettanti (specialmente virus).
Che fare se ho la febbre?
Sicuramente non mettere la
classica supposta di paracetamolo da 1000 mg che è per giunta lesiva per
il fegato, vedi problema dell' epatite da
farmaci (!), e non esasperare il medico
se la febbre sale, perché la febbre non va combattuta, anzi è
espressione di una difesa! Sarebbe come mettere un tappo
in bocca a chi vuole vomitare per svuotare lo stomaco dal cibo guasto!
Non è quindi
sempre e comunque buona norma
ricorrere ai farmaci antipiretici! E’ vero che una febbre elevata,
specie nel bambino, va medicata, cioè con spugnature di alcool e pezze
fresche in testa, come si faceva un tempo, e ciò per evitare il rischio
delle convulsioni febbrili, frequenti nei bambini. In questo caso si può
utilizzare il diazepam nell’ano attraverso una siringa a cui
è stato tolto l’ago oppure cortisonici per via parenterale, o
paracetamolo o salicilati se supera 38,5 °C!! SEMPRE SOTTO PRESCRIZIONE
E RESPONSABILITA' DEL VOSTRO MEDICO!!
Febbre
e sintomi guida.
Mai preoccuparsi per una
febbre se un soggetto è vigile, se ci risponde, se beve, e non vomita,
se si
alimenta, urina e non è disidratato. Se, viceversa, c’è vomito insistente, specie se
parliamo di un bambino, se c’è mal di pancia, se il
respiro è affannato, se c’è tosse, cefalea, sopore, se c’è
diarrea, allora
dobbiamo pensare ad altre patologie e cercare la ragione della febbre,
curando la malattia. Allora, ragionando sull'anamnesi del paziente, cioè
chiedendo notizie sulla modalità di insorgenza della febbre, sui sintomi,
se ci sono tosse
e dispnea,
penseremo a broncopneumopatie
o a semplici complicanze di influenza, magari alla influenza
suina di quest'anno. Utile in questo caso, dopo aver auscultato
il torace, richiedere una
rx del torace. Se, piuttosto, il paziente ha febbre e dolore
addominale, pensiamo a problematiche connesse con l'apparato
digerente, specie se c'è una diarrea
infettiva, in questo caso a coliti
infettivi o gastroenteriti. Se il dolore è intenso, possiamo
sospettare un addome
acuto di pertinenza del chirurgo, magari ad un'appendicite
acuta, una colecistite. In altri casi se c'è dolore
al torace, al petto, possiamo pensare ad una pericardite
acuta. Altre volte la febbre si accompagna a segni di pertinenza
urinaria come bruciore nell'urinare e dolore al fianco che scende fino
allo scroto o in vagina e può significare una calcolosi o renella ed
infezione delle vie urinarie o pielonefriti (cfr glomerulopatie,nefriti
Le
infezioni delle urine, parte I
Le
infezioni delle urine, parte II).
Infine non trascuriamo il mal
di denti che è una causa molto comune di febbre e febbricole. Chi vi
scrive ha dovuto curare una paziente extracomunitaria, che quando ha
potuto avere il tempo per farsi controllare e curare, presentava una
strana febbricola serotina, con astenia e dimagrimento notevole. Tutte le
indagini ci avevano depistato, ma il mio fiuto di segugio non trascurò la
bocca. Vedendo qualche carie chiesi una ortopantomografia dei denti ed il
referto documentò che tempo prima un dentista dell'est aveva lasciato
inserito dentro la mascella un perno, responsabile di infezione e di un
granuloma da corpo estraneo. La paziente venne inviata dal dentista e dopo
un intervento laborioso, il granuloma ed il pus vennero drenati e la
paziente guarì!
Consigli
spiccioli.
Quando si ha la febbre in
genere non si ha bisogno o desiderio di mangiare, ma si deve bere per
disperdere il calore ed eliminare le tossine. Il soggetto febbrile non
deve essere eccessivamente coperto né deve bere o mangiare cose calde ma
a temperatura ambiente. Se non si beve non si suda, e si può incorrere
nel rischio di convulsioni per i bambini più piccoli. In caso di aumento
eccessivo della temperatura, in attesa del medico, si possono fare
spugnature fresche su polsi, caviglie, fronte, per aiutare la dispersione
di calore. Per i bambini che sono
predisposti alle convulsioni febbrili, bisogna sempre tenere in casa il
Diazepam (che va somministrato secondo il dosaggio indicato dal medico)
per via rettale e un cortisonico (sempre indicato dal medico). Bisogna però sapere che
una febbre alta non va mai abbassata troppo bruscamente con antipiretici,
cortisonici ecc per non incorrere in complicazioni; né dimenticare che si
può essere allergici o intolleranti ai farmaci che si ritengono utili.
Tipi di febbre
Il rialzo termico assume
andamenti caratteristici a seconda delle cause che producono la febbre. Si
distinguono vari tipi di febbre:
-
Febbre Continua: è
caratterizzata da un rialzo termico al di sopra dei 37°C che si
mantiene costante durante il periodo del fastigio, in quanto e
oscillazioni giornaliere della temperatura corporea sono sempre
inferiori ad un grado centigrado senza che mai si raggiunga la
defervescenza. Queste sono le febbri più insidiose, in genere dovute
ad infiammazioni del tratto urinario o a malattie sistemiche o
autoimmuni o tiroiditi,
o febbri neoplastiche.
-
Febbre remittente: il
rialzo termico subisce durante il periodo del fastigio, oscillazioni
giornaliere superiori ad un grado centigrado, senza che mai si
raggiunga la defervescenza. E' frequente nelle setticemie e malattie
virali, in sostanza è la febbre più comune da riscontrare nella
pratica clinica.
-
Febbre
continua-remittente: quando oscilla ampiamente nell'arco della
giornata così da riportarsi a livelli normali, è frequente nelle
sepsi, neoplasie, malattie da farmaci
-
Febbre intermittente:
periodi di ipertermia si alternano a periodi di apiressia(senza
febbre) per esempio nella malaria, terzana e quartana, nel linfoma di
Hodgkin e in altri linfomi.
Misurazione
La misurazione della
temperatura corporea si effettua tramite un termometro, un tempo a
mercurio oggi elettronico. Il valore riportato dallo strumento non
rappresenta necessariamente la cosiddetta temperatura interna, e a
seconda della modalità di misurazione si distinuguono tre diverse
temperature:
-
Temperatura rettale
,
ottenuta inserendo l'ampolla del termometro nel retto In questo caso
si considera febbre una rilevazione superiore ai 38 °C.
-
Temperatura orale
,
ottenuta tenendo l'ampolla in bocca. Si considera febbre una
temperatura superiore ai 37,5 °C.
-
Temperatura ascellare
,
ottenuta tenendo l'ampolla nell'incavo dell'ascella. Si considera
febbre una temperatura pari o superiore a 37,2 °C.
Febbri strane!
-
La
febbre bottonosa del
mediterraneo. E’ causata dal morso della zecca, specie dalle zone
dei Nebrodi, nel Messinese; si caratterizza per cefalea
intensa ed un esantema particolare, maculopapulare diffuso, che inizia
agli arti, del colore di prosciutto cotto. Occhio anche alla "rigidità
nucale" che rappresenta un segno grave di infiammazione delle
meningi e può essere presente nelle encefaliti e nelle meningiti
batteriche.
Diagnosi
Eseguire emocoltura durante
l’accesso febbrile; eseguire sempre una sierodiagnosi di Vidal Wright,
per escludere la febbre brucellosa, ed il tifo. Eseguire coprocoltura,
urinocoltura, coltura dell’espettorato ecc. Ottima regola sempre è l’esecuzione
di un RX del torace., dell'emocromo, del
gruppo epatico, del gruppo renale, delle glicemia, per cominciare ad approcciare
il paziente.
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