FIBROMIALGIA

fibromialgia

La fibromialgia è una malattia di frequente riscontro caratterizzata da algie muscoloscheletriche diffuse, rigidità, parestesie, disturbi del sonno e facile affaticabilità associata a "tender point" multipli, che sono diffusi e simmetrici. La fibromialgia prevale nettamente nel sesso femminile, è diffusa nella maggior parte dei Paesi e dei gruppi etnici e in tutti i tipi di clima. La prevalenza della fibromialgia è risultata essere di 3,4% nelle donne e 0,5% negli uomini. In passato si ritene­va che questa condizione prevalesse nelle giovani donne, men­tre studi recenti hanno dimostrato che essa è più frequente do­po i 50 anni. La sua frequenza aumenta con il progredire dell'età, essendo del 7,4% nelle donne tra i 70 e i 79 anni. In alcuni centri di reumatologia la fibromialgia è stata diagnosticata con una frequenza del 20%.
Esistono tutta una serie di segni che caratterizzano questa affezione:
Criteri dell'Americani College of Rheumatology (1990) per la classificazione della fibromialgia*
A. Presenza di dolore diffuso. Il dolore è considerato tale quando tutti i seguenti sintomi sono presenti:
1. Dolore dell'emisoma sinistro
2. Dolore dell'emisoma destro
3. Dolore al di sopra del cingolo pelvico
Punti trigger doloranti alla palpazione nella fibromialgia4. Dolore al di sotto del cingolo pelvico
5. Dolore dello scheletro assile (rachide cervicale o torace anterio­re o rachide dorsale o rachide lombare)
B. Dolore alla digitopressione in almeno 11 dei seguenti 18 tender points:
1. Occipite: bilaterale, all'inserzione del muscolo suboccipitale
2. Rachide cervicale: bilaterale, superficie anteriore degli spazi tra i processi traversi C5-C7
3. Muscolo trapezio: bilaterale, punto mediano del bordo superiore
  4. Muscolo sovraspinoso: bilaterale, all'origine, sulla spina della scapola vicino al suo bordo mediale
5. Seconda costa: bilaterale, alla seconda giunzione costocondrale, appena lateralmente alla giunzione sulla superficie anteriore
6. Epicondilo laterale: bilaterale, 2 cm distalmente all'epicondilo
7. Gluteo: bilaterale, quadrante supero-esterno del gluteo, in corrispondenza della piega anteriore del muscolo
8. Grande trocantere: bilaterale, sulla superficie posteriore
9. Ginocchio: bilaterale, in corrispondenza del cuscinetto adiposo mediale, prossimalmente all'interlinea articolare
 

 

EZIOPATOGENESI

Nella patogenesi della fibromialgia sembrano avere rilevanza anche disturbi di tipo psicologico; non è chiaro se alcuni di tali fattori siano espressione di una reattività al dolore cronico o se la sintomatologia della fibromialgia dipenda direttamente da essi.  Molti pazienti soffrono di malattie psichiatriche, più comunemente depressione, ansia, somatizzazione e ipocondria. Le alterazioni del sonno sembrano essere un importante fattore patogenetico. In molti pa­zienti affetti da fibromialgia sono evidenziabili un sonno non ristoratore o un risveglio disturbato, con alterazioni della fase 4 (non REM) del sonno per la presenza di numerose onde α ripetute. L'ipote­si che i disturbi della fase 4 del sonno abbiano un ruolo nella patogenesi della fibromialgia è avvalorata dall'osservazione che in soggetti normali è evocabile in una sintomatologia di tipo fibromialgico immettendo artificialmente onde α durante la fase 4 del sonno; tuttavia, tali disturbi sono stati evidenziati anche in soggetti sani, in individui emotivi e in pazienti affetti da apnea notturna, febbre, osteoartrosi e artrite reumatoide. Bassi livelli di serotonina e dei suoi metaboliti sono stati osservati nel liquor di pazienti con fibromialgia, suggerendo che anche il deficit di serotonina, un neuropeptide che regola il dolore e il sonno non REM, possa essere implicato nella patogenesi di questa malat­tia. La fibromialgia può essere scatenata da stress emotivi, malattie concomitanti, interventi chirurgici, ipotiroidismo e traumi. È stata osservata in alcuni pazienti con infezione da HIV o parvovirus B19, o affetti da malattia di Lyme; in quest'ultima condizione, la fibromialgia persiste nonostante l'adeguata antibioticoterapia per l'infezione da Borrellia. Le patologie che si as­sociano comunemente alla fibromialgia sono il colon irritabile, la vescica irritabile, la cefalea (compresa l'emicrania), la di­smenorrea, la sindrome premestruale, la sindrome delle gambe senza riposo, le algie delle articolazioni temporomandibolari e la sindrome sicca.Poiché molti pazienti lamentano dolori muscolari e muscolotendinei, molti ricercatori hanno studiato sia la strut­tura che la fisiologia del tessuto muscolare, senza però riscontrare alcuna anomalia o processo flogistico. Tuttavia, è stato evi­denziato un decondizionamento dei muscoli e osservato un notevole dolore dopo lo sforzo muscolare rispetto ai controlli. Alcuni studiosi hanno dimostrato bassi livelli di somatomedina C nei pazienti fibromialgici rispetto ai soggetti normali; poiché questo metabolita è il principale mediatore delle funzioni anaboliche dell'ormone della crescita e svolge un ruolo importante nei meccanismi di riparazione e ripristino della forza muscolare, ridotti livelli potrebbero ritardare il recupero muscolare nei pazienti con fibromialgia e spiegare il dolore prolungato dopo lo sforzo. I bassi livelli di somatomedina C in questi pazienti potrebbero essere dovuti all'assenza di esercizio muscolare o alle alterazioni della fase 4 del sonno, che stimolano entrambe la sintesi di ormone della crescita. La sostanza P, un neurotrasmettitore i cui livelli risultano essere elevati nel liquor dei pazienti con fibromialgia, potrebbe mediare la diffusione del dolore muscolare.  Tuttavia, la fibromialgia interessa anche individui che non presentano significativi disturbi psichiatrici. La presenza di una bassa soglia di stimolazione del dolore non trova concordi tutti gli studiosi. Ulteriori studi si rendono necessari per una migliore comprensione di questa malattia.

 

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 cfr  indice di ortopedia