FIBROMIALGIA, SEGNI E CURA

cfr prima fibromialgia

Segni di fibromialgia

La sintomatologia è caratterizzata da dolore generalizzato e rigidità del tronco, delle anche e del cingolo scapolare, anche se alcuni pazienti lamentano ipostenia e dolenzia muscolare generalizzata. Può essere presente lombalgia, talora irradiata ai glutei e alle anche, o dolore e rigidità a livello del collo e della re­gione interscapolare. I pazienti lamentano dolore muscolare an­che solo dopo un modesto esercizio e una certa dolenzia è sem­pre presente. Il disturbo è descritto dai pazienti come un dolore urente o tormentoso, oppure come una contrattura dolorosa e irritante. Il dolore può inizialmente interessare una singola regione, come spalle, collo o regione lombare, per poi diventare diffuso. I soggetti con fibromialgia possono lamentare artralgie e avere la sensazione che le articolazioni siano tumefatte; l'esame obiettivo, tuttavia, non evidenzia alcuna anomalia. La rigidità è presente al mattino al risveglio e migliora durante la giornata, anche se in alcuni casi si protrae per tutto il giorno.  Può essere riferito un intorpidimento delle mani e dei piedi.  I pazienti fibromialgici riferiscono spesso di avere freddo e in alcuni casi è presente un fenomeno Raynaud o simil-Raynaud. I pazienti si sentono affaticati, talvolta esausti, e al mattino si alzano stanchi; si svegliano frequentemente durante la notte e hanno difficoltà a riaddormentarsi. La sintomatologia viene esacer­bata dallo stress, dall'ansia, dal freddo, dal clima umido e dall'iperattività, mentre il clima caldo e i periodi di vacanze inducono un miglioramento. Il segno clinico tipico della fibromialgia è la dimostrazione di specifici punti dolorosi (tender points), che sono particolarmente dolenti alla pressione rispetto alle regioni adiacenti.
Polimialgia reumatica

Tender points" nella fibromialgia.


1. ) Inserzione del muscolo suboccipitale alla base del capo;
2. ) Superficie anteriore degli spazi tra i processi traversi C5-C7;
3. ) Punto mediano del bordo superiore del muscolo trapezio;
4. ) superiormente alla spina della scapola, vicino al suo bordo mediale;
5. ) seconda giunzione costocondrale;
6.  epicondilo laterale;
7.  quadrante supero-esterno del gluteo;
8.  parte po­steriore del grande trocantere; 9. cuscinetti adiposi mediali del ginocchio (tutti bilaterali)


  L'esame obiettivo di articolazioni e muscoli è negativo e non vi sono alterazioni dei parametri bioumorali. La fibromialgia può associarsi all'artrite reumatoide o a connetti viti o ad altre malattie. Attualmente non si distingue più tra fibromialgia primaria e secondaria (concomitante ad altre malattie), essendo simili i segni e i sintomi. La fibromialgia ha molte similitudini con la sindrome da affaticamento cronico. In entrambe sono presenti fatica, disturbi del sonno, dolore musco-loscheletrico e alterazioni psichiche quali lievi forme di depressioneansia. Tuttavia, i pazienti affetti dalla sindrome da affaticamento cronico hanno sintomi suggestivi di una malattia virale; sono infatti presenti febbricola, angina e linfonodi dolenti (ascellari e cervicali anteriori e posteriori). L'esordio della sin­drome da affaticamento cronico è generalmente improvviso; i pazienti sono in grado di ricordare con precisione quando è iniziata la malattia. Sono inoltre presenti disturbi della memoria e difficoltà alla concentrazione. Anche se molti pazienti con que­sta sindrome hanno tender point positivi, la loro presenza non è necessaria ai fini diagnostici. La polimialgia reumatica si differenzia dalla fibromialgia in un paziente anziano per la presenza di rigidità con dolore essenzialmente localizzato ai cingoli e VES elevata. È opportuna una valutazione della funzionalità tiroidea, in quanto l'ipotiroidismo può avere una sintomatologia simile alla fibromialgia o associarsi a essa.   La diagnosi di fibromialgia ha assunto un significato più complesso in relazione alle problematiche del lavoro. È stato segnalato che dal 10 al 25% dei pazienti non sono abili al lavoro, mentre altri devono cambiare l'attività lavorativa. La valutazione dell'invalidità nella fibromialgia è controversa; la diagnosi di fibromialgia non è da tutti accettata. È arduo valutare la capacità lavorativa dei pazienti sulla base di disturbi soggettivi; anche la determinazione dei tender point può essere soggettiva, sia da parte del paziente che del medico, in particolare quando vi siano problemi di tipo assicurativo. Anche i pazienti incontrano difficoltà nel far riconoscere la propria invalidità. Il ruolo dei medici nella valutazione dell'inabilità del paziente appare inappropriato, non essendo qualificati nel quantificare il grado in ca­pacità lavorativa, che dovrebbe essere determinato da speciali­sti di medicina del lavoro. Sono chiaramente necessari migliori strumenti per la valutazione dell'invalidità, in particolare nei pazienti fibromialgici.

 

 

Terapia

I pazienti vanno rassicurati sulla benignità della malattia e informati sui trattamenti disponibili. I salicilati e altri farmaci antinfiammatori non steroidei migliorano solo parzialmente la sintomatologia. I glucocorticoidi hanno uno scarso effetto terapeutico e non devono essere utilizzati in questi pazienti, come pure devono essere evitati gli analgesici oppiacei. Terapie loca­li come il calore, i massaggi, le infiltrazioni dei punti dolorosi con glucocorticoidi o lidocaina e l'agopuntura determinano so­lo un miglioramento transitorio dei sintomi. Altre terapie che possono essere utili sono il biofeedback, l'ipnosi e il training autogeno. L'uso dei triciclici, come l'amitriptilina (10-25 mg) e la doxepina (10-25 mg), o di farmaci similari, come la ciclo-benzaprina (10-20 mg), 1-2 ore prima di coricarsi, può consen­tire al paziente un sonno ristoratore e migliorare la sintomato­logia clinica. Talvolta sono comunque necessarie dosi maggio­ri di tali farmaci. La depressione e l'ansia devono essere tratta­te con farmaci appropriati e, ove indicato, ricorrendo alla con­sulenza dello psichiatra.

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