Eupareunia: fisiologia del rapporto femminile

appunti del dott. Claudio Italiano

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L'atto sessuale, che indubbiamente si pone al centro dell'intera vita sessuale,  proprio sul piano medico ha ricevuto solo negli ultimi anni una giusta attenzione per i suoi aspetti fisiologici e per le caratterizzazioni patologiche a cui può andare incontro. A proposito della piena eccitazione femminile, intesa tecnicamente come “momento dell’orgasmo” o “della “ eupareunia”, cioè della buona unione, esistono due correnti di pensiero:
a) Che l’orgasmo si raggiunge attraversa la stimolazione del plesso nervoso del clitor
b) Che l’orgasmo è pieno quando esso è rappresentato dall’unione profonda vaginale.


Per quanto riguarda innanzitutto la definizione stessa di cosa debba intendersi per « normale soddisfazione degli stimoli sessuali nella donna », è noto che i ricercatori  ritengono che la caratterizzazione fisiologica dell'orgasmo non possa trovare nel cosiddetto orgasmo clitorideo una soddisfacente possibilità di realizzazione, perché esso sarebbe espressione di una sessualità non matura, mentre solo l'orgasmo vaginale esprimerebbe un significativo criterio di raggiunta maturità sessuale. Altri ricercatori pensano invece che a livello vaginale non esista una diretta possibilità di provocare l'orgasmo il quale, quindi, dipenderebbe sempre dagli impulsi esercitati su clitoride, introito vaginale e perineo, capaci di determinare una reazione secondaria sulla vagina. Ricerche più recenti sembrano portare alla conclusione che orgasmo clitorideo e vaginale debbano in genere venir considerati allo stesso modo e che una netta deli­mitazione tra orgasmo clitorideo e vaginale non possa neanche venire proposta, in condizioni normali su soggetti normali. Le stesse considerazioni di ordine anatomo-fisiologico sui genitali femminili portano infatti ad escludere la possibilità dell'esistenza isolata di un orgasmo del clitoride e della vagina. Una diversa enfasi può tuttavia realizzarsi per interferenze psicologiche.
 

Fisiologia del rapporto femminile

È dimostrato, infatti, che vulva, introito vaginale e terzo inferiore della vagina han­no una innervazione sia vegetativa sia so­matica che manca nei due terzi superiori della vagina, per cui sono queste due sezioni, nel loro complesso, che si comportano diversamente anche dal punto di vista motorio e non sono invece rilevabili differenze qualificanti tra stimolazioni solo clitoridee o solo vaginali. All'inizio della stimolazione sessuale in tutto il settore costituito da vulva, introito vaginale e terzo inferiore della vagina si os­serva un'intensa iperemia, con congestione, che porta poco prima dell'orgasmo ad un restringimento del lume del terzo inferiore della vagina Nella parte superiore della vagina, inve­ce, fin dall'inizio della stimolazione sessua­le, si ha una dilatazione del lume, che col progredire dell'eccitazione tende ulterior­mente ad aumentare, mentre si appiattiscono le pliche vaginali.

 
Questa differenza funzionale raggiunge il massimo della sua evidenza proprio duran­te l'orgasmo, allorché la parte superiore della vagina reagisce con movimenti di contrazione e dilatazione irregolari, mentre l'utero si porta verso l'alto e verso l'indietro, con un ulteriore ampliamento del fornice vaginale. Il terzo vaginale inferiore, invece, è a questo punto interessato da contrazioni-pulsazioni regolari ed apprezzabili, che si succedono in numero variabile da tre-quattro ad un massimo di circa dieci, mentre la muscolatura del pavimento pelvico e del perineo e la metà inferiore dei muscoli retti sono anch'essi coinvolti nelle contrazioni ritmiche, che determinano un sollevamento del bacino. Possono associarsi a tale attività anche altri gruppi di muscoli striati come quelli delle estremità.

La funzione secretoria della vagina ha invece un comportamento unitario e già circa trenta secondi dopo l'eccitamento tutta la vagina reagisce con l'escrezione di un trasudato che serve alla lubrificazione della vagina stessa ed è conseguenza della dila­tazione del plesso venoso vaginale. Le ghiandole del Bartolini, contrariamente alle vecchie credenze, partecipano in misura insignificante alla reazione provocata dallo stimolo sessuale. A livello del canale cervicale, infine, sembra possibile rilevare nelle nullipare una leggera dilatazione dell'orificio uterino, mentre non si avrebbero variazioni della secrezione mucosa. Le reazioni generali alla stimolazione sessuale sono anch'esse di notevolissima entità e si caratterizzano a vari livelli (accelerazione dell'attività cardiaca, dilatazione del letto vascolare, iperventilazione polmonare, aumento della tensione muscolare e dilatazione delle pupille). La risposta del sistema nervoso vegetativo dipende naturalmente dalla costituzione e dalle condizioni del soggetto, ma è anche correlata alle esperienze vissute dal soggetto stesso. L'intensità delle reazioni somatiche e quindi dello stesso orgasmo viene, nella donna, turbata da esperienze negative più facilmente che nell'uomo, per cui giocano in lei un ruolo molto importante inibizioni o stimolazioni emotive, l'importanza attribuita all'episodio che sta vivendo, le condizioni ambientali, la profondità della sua esperienza sessuale e la sua suscettibilità nei confronti della vita sessuale. Il raggiungimento della soddisfazione del desiderio erotico e sessuale da parte di ambedue i componenti della coppia caratte­rizza quella situazione ottimale definita di « eupareunia ». Secondo una teoria definita di « unità funzionale della coppia » la sollecitazione dell'uomo determinerebbe il superamento delle caratteristiche di passività della donna; l'inizio della secrezione vaginale, che compare con l'eccitazione sessuale, dareb­be all'uomo il segno di risonanza e disponibilità sessuale della donna e l'eiacula­zione verrebbe riconosciuta dalla donna localmente e attraverso l'apprezzamento delle reazioni maschili, facilitando in lei la provocazione dell'orgasmo e dandole allo stesso tempo una sensazione di piena unione. In realtà, l'eupareunia non dipende affatto da un perfetto parallelismo e sincronismo delle reciproche sensazioni di eccitamento e di soddisfazione, ed i fattori psichici, tipicamente umani, comportano la possibilità di vivere soddisfacentemente l'atto sessuale anche quando la successione, precedentemente descritta, viene realizzata solo in parte. Intorno a quella situazione ideale, enun­ciata nel concetto di unità funzionale della coppia, può quindi articolarsi tutta una larga gamma di variabili condizioni che in buona parte consentono ugualmente un pieno accordo sessuale ed una reciproca, valida soddisfazione.

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