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quelli associati alla MEN 1, origina nelle isole pancreatiche e la
maggior parte di essi è localizzata a livello della testa del pancreas;
un altro 10-15% origina dalle cellule G duodenali e il resto nel tenue
distale, nello stomaco, nella milza, nel fegato, nei linfonodi e
nell'ovaio (cistoadenoma mucinoso). I tumori sono in genere di piccole
dimensioni e frequentemente multifocali, specialmente quelli associati
alla MEN 1; il comportamento biologico può essere variabile. Nella
maggior parte delle casistiche una proporzione che va dalla metà ai due
terzi di questi tumori è maligna, con metastasi ai linfonodi e al
fegato e, meno frequentemente, alle ossa; la prevalenza di metastasi
al momento della diagnosi sembra comunque essere diminuita, forse grazie
a criteri diagnostici più ampi e alla precoce identificazione di questi
tumori. Tali osservazioni hanno importanti riscontri terapeutici, dato
che tumori isolati sono più facilmente trattabili mediante resezione
chirurgica. I gastrinomi, come la maggior parte degli altri tumori
insulari, sono generalmente a crescita lenta, ma i modelli di sviluppo
sono ampiamente variabili e le metastasi possono essere più
aggressive dello stesso tumore primitivo. . Le
lesioni nella sindrome di Zollinger-Ellison presentano scarsa tendenza
alla guarigione con le usuali terapie mediche; vanno incrontro a
frequenti recidive e rapida comparsa di complicazioni, quali il
sanguinamento e la perforazione. In oltre il 40% dei casi sono segnalate
diarrea, a volte con steatorrea, oltre a una sindrome da
malassorbimento, causate dalle elevate quantità di acido cloridrico
prodotte dallo stomaco, e dall'azione irritante esercitata dagli acidi
sulla mucosa dell'intestino tenue, con conseguente inattivazione degli
enzimi digestivi TERAPIA La terapia della
sindrome di Zollinger-Ellison è diretta
alle sequele prodotte dall'eccessiva secrezione gastrinica e al tumore
stesso. La disponibilità di potenti inibitori della secrezione acida
gastrica, come i bloccanti dei recettori H2 e l'omeprazolo
(un inibitore della pompa protonica), ha ridotto la necessità di
intervento chirurgico. I rari pazienti che
non rispondono alla terapia medica devono essere trattati
chirurgicamente. I pazienti con. coesistente iperparatiroidismo devono
essere sottoposti a resezione paratiroidea prima di prendere in
considerazione un intervento di chirurgia gastrica, dato che la
risoluzione dell'ipercalcemia può permettere un migliore controllo
medico della secrezione acida gastrica. La terapia chirurgica raramente
permette l'asportazione del tumore, ma nei casi che non rispondono alle
cure mediche si può ricorrere alla gastrectomia totale (cfr anche
lo stomaco operato). |