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da appunti personali del dott. Claudio Italiano, gastroenterologo, internista ospedaliero NEW!! Stomaco normale, stomaco operato
Le notizie contenute in questa pagina sono solo semplici informazioni scientifiche che non possono essere impiegate per automedicarsi. Solo il medico può avere la responsabilità della cura del paziente. Gastrite. La gastrite è un termine che era un tempo utilizzato impropriamente dalla gente comune per indicare "bruciore di stomaco", e, perciò, una sindrome dispeptica (dal greco, cattiva digestione); oggi assume un nuovo significato sulla base della recente acquisizione che la gastrite antrale è attribuibile all’infezione da Helicobacter pylori (H.P.) ed è associata all’ulcera duodenale (cfr ulcera dello stomaco). In generale tutte le gastriti si accomunano per uno stato infiammatorio ma con meccanismi eziopatogenetici differenti. Le varie classificazioni di gastrite precedentemente in uso sono quelle di Sidney che la suddivide in a) gastrite acuta e b) gastrite cronica c) gastrite speciale. . CLASSIFICAZIONI DELLE GASTRITI
. Altre volte la gastrite si manifesta nel paziente alcolista, per azione lesiva diretta dell’alcool sulla mucosa gastrica, gastrite da alcool,. Le ulcere da stress, si manifestano per ischemia acuta della mucosa (ulcere di Cushing) o insufficienza respiratoria, negli ustionati e si manifesta generalmente all’antro; frequentemente si manifesta in pazienti in gravi condizioni ricoverati in terapia intensiva. La loro manifestazione più grave è l’emorragia gastrointestinale; l’aspetto endoscopico sarà di erosioni gastriche associate a lesioni emorragiche puntiformi oppure di gastrite francamente emorragica, con erosione acuta nei 2/3 della mucosa residua. C’è da dire che le gastriti acute da farmaci antiinfiammatori riconoscono come fattori di aumentato rischio, l’impiego di caffè, di alcool, infezione da Helicobacter, fumo . (cfr altri argomenti all'index di gastroenterologia)
Perchè è importante conoscere la presenza dell’ Helicobacter Pylori (H.P.)?? Perchè l’H.P. si associa alla gastrite cronica antrale e, successivamente, i soggetti affetti da tale patologia possono avere recidive ulcerose; perchè l’H.P. può aumentare i livelli di gastrina e, quindi, la produzione di acido cloridrico, forse attraverso anche una inibizione della somatostatina prodotta dalle cellule D antrali che esercita inibizione sulle cellule G che podruno gastrina. L’infezione, infine, può portare nel tempo ad un’eccessiva produzione di acido e, di conseguenza, al danneggiamento della mucosa duodenale, che in ultimo da luogo ad una trasformazione in metaplasia gastrica intestinale (cioè isole di mucosa gastrica in duodeno, dove non ce ne debbono stare). Da qui la duodenite ed un’ eventuale ulcera duodenale, curabile con i metodi classici. L’ulcera duodenale, inoltre, può dipendere da altre cause, per esempio dall’impiego di farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS), di cui il capostipite è l’aspirina, per la loro azione dannosa di blocco sulle prostaglandine mucosali; si può determinare nella sindrome di Zollinger-Ellison o a insolite manifestazioni come nel morbo di Crohn. . Tutti gli individui infettati da H.P. hanno un quadro istologico caratteristico della gastrite cronica attiva, (infiammazione nella metà superiore della mucosa gastrica, con atrofia lieve ed attività massima all’antro dove è indovato l’H.P.) ma solo una minoranza di essi, tuttavia, svilupperà la malattia ulcerosa, o per predisposizione immunitaria o genetica o per ceppi più virulenti di H.P.. I sintomi delle gastriti in genere si caratterizzano per digestione lenta, laboriosa, dolore o bruciore epigastrico, senso di ripienezza e vomito ed emorragia (specie nella forma acuta); nel caso dell’ulcera gastrica il dolore è esacerbato dall’ingestione degli alimenti; nell’ulcera duodenale è, invece, calmato dall’ingrestione dei cibi, perchè si chiude il piloro e non fluisce più acido nel duodeno. cfr anche
TERAPIA. La terapia eradicante. Consiste, di solito, nell’associazione di farmaci che regolano la secrezione acida e nell’impiego di 2 antibiotici, ma comprende diverse varianti. In genere si effettua terapia con: a) inibitore di pompa protonica (omeprazolo e sucedanei) 20 mg x due volte al giorno + amoxocillina in compresse da un g x due volte al giorno e / o claritromcina compresse da 250 mg x due volte al giorno + metronidazolo compresse da 400 mg x due volte al giorno. Questa cura si continua 7 giorni e poi si prosegue 3-5 settimane col solo inibitore di pompa. b) inibitore di pompa (omeprazolo) + amoxocillina compresse 1 grammo X due volte al di o claritromicina 500 mg a compresse x due volte al di, il tutto per 15 giorni, con meno efficacia per l’eradicazione che sarà del 70-80 %. TERAPIA DI MANTENIMENTO. Si deve effettuare nei soggetti che hanno recidive e si può impiegare un inibitore di pompa a giorni alterni o a dosaggi minori o la vecchia ranitidina. Altri farmaci dai quali il soggetto può trarre benefici, specie se alla malattia peptica si associa la esofagite da reflusso, ossia la condizione in cui lo sfintere esofageo inferiore (LES) è incontinente od il cardias malposizionato con conseguente risalita di acido in esofago e segno del rigurgito e del "laccio della scarpa", saranno: a) antiacidi, cioè preparati a base di idrossido di alluminio e di magnesio, in diversa associazione, da assumere dopo i pasti o al momento di bisogno; b) più specifici per il reflusso, delle associazioni di acido alginico + idrossido di alluminio+ trisilicato di magnesio+ sodio bicarbonato che vanno assunti subito dopo il pasto e prima di coricarsi: essi formano una reazione con l’acido gastrico e l’acido alginico precipita sotto forma di gel schiumoso, in presenza di CO2 e galleggia sul succo gastrico, sicchè in caso di reflusso costituisce una barriera meccanica all’azione dell’acido. c) il vecchio e sempre valido sucralfato che è un sale basico di allumino del saccarosio solfato. d) prostaglandine, misoprostol
e) farmaci motori che aiutano la continenza del LES: es. clebopride, cisapride, sulpiride; essi aumentano il tono del LES e facilitano lo svuotamento gastrico.
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