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GESTIONE DOMICILIARE
DEL PAZIENTE ONCOLOGICO
E CURE PALLIATIVE – PARTE SECONDA
a cura del dott. Claudio
Italiano, dirigente medico ospedaliero (cfr anche
eutanasia)
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La domanda sorge spontanea, come diceva quel famoso
conduttore di nome Lubrano! Ma che faccio se il mio familiare ha dei
problemi? Chi vi scrive ha dovuto gestire un proprio familiare, sottoposto
a trapianto di midollo osseo e vi può garantire che non è semplice.Inoltre
ha dovuto anche gestire a casa un proprio congiunto con gravi
problemi di
dispnea per
carcinoma squamoso del polmone e vi assicuro che non è cosa
semplice.
Ma
vediamo, punto per punto, di darvi delle idee per sapere che cosa fare se il paziente ha:
IL DOLORE
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E’ il primo problema dell’oncopaziente. Occorre capirne le
caratteristiche di localizzazione, per esempio: "dipende da
fratture, da metastasi ossee, da metastasi dei visceri?" ; la sua
intensità, quanto dura, come è la modalità di insorgenza e se si
esacerba o si riacutizza.
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Valutazione trattamenti analgesici in corso: sono essi efficaci?
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Identificare le situazioni a rischio (tracollo
vertebrale, fratture patologiche) che richiedono accertamenti e cure
urgenti
Trattamento
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Non si parte subito in quinta, con trattamenti esagerati! Impiegare
dapprima un fans, es. il vecchio dicloreum per via intramuscolare, il ketorolac in flebina ev,
ecc; va bene talora anche il vecchio paracetamolo, o l'ossicodone nei casi più
semplici. Poi si passa ad altro. In genere si impiegano gli oppioidi,
la buprenorfina, il fentanil (durogesic) che va dosato in sistemi
transdermici adeguati, rivolgendosi ai Centri di Riferimento, per
esempio per la Terapia del Dolore, presso le Rianimazioni. Oppure si
adoperano delle "pompe ad elastomero" ossia dei sistemi per
la iniezione intratecale di un cocktail di farmaci antidolorici,
direttamente per bloccare le vie nervose. Impiegare farmaci
antidolorifici oppioidi, spesso, è l’unico trattamento possibile,
che da sollievo al paziente perché non gli fa associare il dolore ad
una condizione spiacevole e lo fa rimanere sereno fino all’ultimo.
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LA FEBBRE
Il paziente neoplastico può presentare, al proprio domicilio, una
serie di problematiche. Innanzitutto la febbre. Essa può avere origine da
cause
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Infettive
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Propriamente neoplastiche
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Dal defedamento generale con indebolimento delle difese
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Indotta dalla chemioterapia, da reazioni a farmaci
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Dalle metastasi
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Da polmoniti e pericarditi
Come muoversi davanti ad una febbre? Si inizia con le
comuni indagini previste, per esempio con la emocoltura con 3 campioni,
con la coprocoltura e la urinocoltura o gli esami colturali di altri
liquidi biologici (per. Espettorato, liquido cerebrospinale, tampone da
ferita nelle piaghe ed ulcere da decubito ecc.). Quindi si può
intervenire con un primo approccio terapeutico, per es. si possono
impiegare il paracetamolo, i fans, il naprossene e gli steroidi. Infine
instaurare la terapia antibiotica del caso, sempre tenendo conto che ogni
trattamento deve avere una logica e, cioè, quella di evitare le
sofferenze inutili al paziente, secondo scienza e coscienza.
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Il VOMITO.
Riconosce cause da :
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Chemioterapia (altamente emetici: cisplatino, mecloretamina,
dacarbazina, carmustina, ciclofosfamide; Moderatamente emetogeni
oxaliplatino, carboplatino, ifosfamide, antracicline, irinotecan;
Lievemente emetogeni :taxani, VP16, gemcitabina, metotrexate, 5FU,
mitomicina, trastuzumab, cetuximab; minimamente emetogeni (Bleomicina,
alcaloidi vinca, fludarabina)
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Subocclusione od occlusione, specie se
vomito
tardivo, deve fare
pensare a masse del tubo digerente con azione di compressione o di
blocco della peristalsi.
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Ipertensione endocranica (metastasi cerebrali)
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Oppioidi (nella crisi di astinenza da oppioidi, per esempio quando
si stoppa la terapia bruscamente, il paziente va "in
astinenza"
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Cause oncologiche
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Trattamento in caso di vomito.
Antiemetici
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Anti HT3: ondansetron, granisetron, tropisetron, dolasetron,
palonosetron
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Antagonisti Dopamina: Metoclopramide proclorperazina, domperidone,
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Corticosteroidi: desametazone, prednisolone, metilprednisolone
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Aprepitant
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Benzodiazepine: lorazepam diazepam
LA FAME D’ARIA
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Vedi il caso del paziente con
carcinoma del polmone
(cfr
tumore_del_polmone3 ). In questi casi
è sempre opportuno una valutazione seria dell’emogas. Le cause
possono pertanto dipendere dall’ostruzione intrinseca ed estrinseca
delle vie aeree; Interessamento parenchimale polmonare primitivo o
metastatico; Sindrome mediastinica;
Versamento pleurico –
pericardico; Linfangite carcinomatosa; Fistole esofago tracheali e
polmonite ab ingestis;
Embolia neoplastica; Paralisi c.v. e/o n.
frenico;
Ascite ed epatomegalia. E’ opportuno valutare anche per
anemia, Embolia polmonare, S. neurologiche paraneoplastiche. Il medico
deve valutare anche i segni esteriori: per esempio il turgore venoso e
collo deve fare pensare ad un versamento pericardico o ad una s.
mediastinica; un dolore al miocardico ad un’ischemia miocardica
oppure ad un pneumotorace. Il dolore ed il singhiozzo orientato ad un
tumore diaframmatico; la tosse alla polmonite oppure alla BPCO
riacutizzata
Trattamento.
Sempre terapia del caso, mirata. Vedi link. Iniziare
con cefalosporine, seguire con inibitori delle girasi, aggiungere
metilxantine, specie se c’è broncostenosi, aggiungere cortisonici,
beta2 stimolanti. ed ossigenoterapia a basso/flusso. Il farmaco
espettorante va impiegato solo in seconda battuta.
Essa dipende da perdita (da neoplasia, per esempio del tubo digerente o
da chirurgia), da Emolisi (LLC); Ipoproliferativa carenziale (Fe, B12
folati,) ; Da mieloftisi, Da chemio-radioterapia
Da malattia cronica (citochine infiammatorie correlate a tumore)
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Trasfusioni se occorrono. Emotrasfusione (e.c.) se Hb < 8g/dl*
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ricombinanti umani dell’EPO (se Hb < 10 o 10-12g/dl*)
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Ridurre o sospendere se Hb >= 12g/dl (rischio trombotico)
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Raddoppiare la dose se incremento < 1g/dl dopo 1 mese
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Considerare supporto marziale (e.v.)
Sospendere se non risposta
Supporto nutrizionale o delle carenze dimostrate
vedi >>>
gestione del paziente oncologico1
-indice
dei tumori
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