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Tyndaris ed
Epactén
Alla scoperta delle nostre radici greche e romane.. a cura dei ragazzi del Modulo Terze Classi del G. Piaggia: appunti da una gita. Per la realizzazione di questa pagina web, Claudio Italiano ringrazia personalmente il personale dell'AAST Patti tel. +39 941 241136, le insegnanti del Modulo Classi III della Scuola Elementare Piaggia ed i ragazzi tutti. |
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. Il pretesto è stato quello di ideare una gita che potesse accoppiare l’utile al dilettevole.. ed ecco i ragazzi della Scuola Elementare Piaggia, modulo Terze Classi, in una splendida giornata di sole primaverile, del nostro Maggio odoroso, esattamente il cinque Maggio, proprio come recita quella famosa poesia, andare alla scoperta delle nostre radici greche e romane. Prima tappa del viaggio, dunque, i resti del famoso Teatro greco di Tindari, sulla costa nord-orientale, di fronte le Eolie, sul colle dove si erge il famoso Santuario della Madonna Bruna, là dove già dall’età del Bronzo esistevano i primi insediamenti , tra una natura rigogliosa e di straordinaria bellezza, con boschi di querce ed olivi, ginestre e cespugli odorosi.
E perché no?
Eccoli in chiesa per salutare la Vergine Bruna di Tindari. Il Santuario
della Madonna Bruna, voluto da Mons. Giuseppe Pullano nel 1957 ed ultimato
nel 1975, sorge su di un tempio pagano del IX-XII sec., sulle cui
fondamenta fu dapprima edificata l’antica chiesa che si può apprezzare
nella parte posteriore del tempio. Al suo interno, sotto la semicalotta
del catino absidale si possono ammirare le statue della S. Vergine Bruna
con in braccio il bambino, sopra un trono di metallo dorato, di recente
restaurate Perché mai la Madonna è bruna, come quella di Loreto? L'origine
della devozione alla Madonna bruna risale E siamo a Tyndaris, dove una leggenda vuole che in una grotta del costone, là dove ora si trovano i laghetti, ci fosse l’antro di una magara o majara (magha), Donna Villa, come la Circe di Omero che adescava i marinai con il suo canto sublime e poi li divorava. Fra essi citiamo un uomo che ammaliato dalla bellezza di questa Donna che è Tindari, scrisse: " Tindari mite ti so…" parliamo ovviamento del grande Salvatore Quasimodo.VENTO A TINDARI. Tindari, mite ti so Fra larghi colli pensile sull’acque Delle isole dolci del dio, oggi m’assali e ti chini in cuore. Salgo vertici aerei precipizi, assorto al vento dei pini, e la brigata che lieve m’accompagna s’allontana nell’aria, onda di suoni e amore, e tu mi prendi da cui male mi trassi e paure d’ombre e di silenzi, rifugi di dolcezze un tempo assidue e morte d’anima A te ignota è la terra Ove ogni giorno affondo E segrete sillabe nutro: altra luce ti sfoglia sopra i vetri nella veste notturna, e gioia non mia riposa sul tuo grembo. Aspro è l’esilio, e la ricerca che chiudevo in te d’armonia oggi si muta in ansia precoce di morire; e ogni amore è schermo alla tristezza, tacito passo al buio dove mi hai posto amaro pane a rompere. Tindari serena torna; soave amico mi desta che mi sporga nel cielo da una rupe e io fingo timore a chi non sa che vento profondo m’ha cercato. . *************** E siamo giunti da Milazzo fin qui, a 230 mt di altezza sul mare, con lo spettacolo unico del “mare morto” ossia dei laghetti di Marinello, formati da cordoni di sabbia e ghiaia, che variano la loro conformazione e che si estendono in mare come lingue di terra, contenendo in un abbraccio i tre laghetti di Verde, Marinello e Vergolo, Le prime notizie sulle strisce di sabbia di Marinello, risalgono al 1808, sono riportate nella Carta degli Itinerari
della Sicilia, epoca in cui sono state eseguite trasformazioni agricole
del bacino del torrente Timeto, tra cui opere di disboscamento, che hanno
prodotto un incremento di trasporto in mare di materiale solido e di
sedimenti i quali, su rifrazione determinata dal Capo Tindari e per le
deviazioni causate da una conoide sottomarina, hanno formato la lingua di
sabbia, che in tempi diversi ha creato la laguna. Attualmente esistono
sette stagni con caratteristiche biologiche estreme, ognuno dei quali vive
e si sviluppa autonomamente. I più grandi sono, come dicevamo sopra, il
lago Marinello, isolato dal mare, che ospita vegetazione lacustre e
palustre, il Mergolo, detto della Tonnara e il Verde, che hanno assunto
carattere marino. Le acque dei laghetti più interni sono dolci, salmastre,
mentre le lagune più vicine al mare sono più salate. Fenomeni come le variazioni di marea, le
correnti marine, l'evaporazione, l'insabbiamento,
.
Venendo meno le lagune sparirebbero le comunità biologiche esistenti in esse. È il torrente Timeto quello che apporta maggiori detriti e sedimenti alle lagune ed è il sistema biologico contenuto in esso che alimenta lo sviluppo della fauna. Purtroppo i laghetti e le distese di sabbia vanno scomparendo a vista d'occhio è questo è dovuto soprattutto al continuo prelevamento di sabbia dal torrente Timeto da destinare ad uso edilizio, impedendo così il normale rifornimento verso il mare della sabbia, che viene invece trasformata in cave per le costruzioni.
Complessivamente la laguna di Marinello si estende su
di un'area protetta di 401,25 ettari, di cui 248,13 ettari della Zona A
(Riserva integrale) e 153,12 ettari della Zona B (Pre-riserva). *********
La villa Romana a Patti Marina.
Essa si estrinseca attorno ad un vistoso peristilio
porticato porticato, dove si possono scorgere ambienti di cui il più noto
è la sala triabsidata che presenta il mosaico di maggior interesse: con
figure geometriche e zoomorfe molto ben conservate. Un secondo nucleo è
rappresentato dal complesso teramle che testimonia il lusso dei
proprietari. La villa è stata distrutta da un terremoto nella seconda meta
del IV sec. DC., ma è stata riadattata e forse abitata fino al sec. VII
d.C..
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Claudio Italiano |
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