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appunti
del dott. Claudio Italiano
L'LHRH
stimola la produzione e la secrezione di LH e FSH attraverso un
interazione con i recettori ipofisari ad alta affinità. La risposta
ipofisaria all'LHRH è variabile durante la vita. L'LHRH e le
gonadotropine compaiono nel feto verso la decima settimana di
gestazione. Nei primi tre mesi dopo la nascita l'LHRH provoca un vivace
aumento delle gonadotropine. Quindi la sensibilità all'LHRH
diminuisce fino all'inizio della pubertà. Prima della pubertà, la
risposta dell'FSH all'LHRH è maggiore di quella dell'LH. Con l'inizio
della pubertà aumenta la sensibilità all'LHRH e compare, inizialmente
durante il sonno, la secrezione pulsatile di LH. Più avanti nella
pubertà e negli anni fertili la pulsatilità è presente durante il
giorno, con una risposta dell'LH all'LHRH maggiore di quella dell'FSH.
Dopo la menopausa l'FSH e l'LH aumentano e i livelli di FSH sono più
elevati di quelli dell'LH. La secrezione pulsatile di LHRH determina una
secrezione pulsatile di LH e FSH. Tuttavia, l'infusione continua di LHRH
o di suoi analoghi inibisce la liberazione di LH e FSH. Questo fenomeno
è stato utilizzato per il trattamento, con LHRH o con suoi analoghi,
della pubertà precoce dovuta a ipersecrezione di gonadotropine. Al
contrario, nei soggetti con deficit di LHRH la somministrazione
pulsatile di LHRH può ripristinare la funzione ovarica o testicolare.
Basse dosi di estrogeni riducono la frequenza delle oscillazioni dell'LHRH
e, fatto più importante, rendono meno sensibile la risposta ipofisaria
all'LHRH; questo fenomeno si riscontra in modo evidente in donne in età
postmenopausale con gonadotropine elevate. Livelli di estrogeni elevati
per periodi prolungati stimolano la secrezione di LHRH e di LH (feedback
positivo); questo fenomeno è in parte responsabile del picco di LH
prima dell'ovulazione. La sensibilità dell'LHRH a questo feedback
positivo da parte degli estrogeni aumenta nel periodo medio della pubertà
fino alla fase finale. Anche se il progesterone riduce la frequenza
della pulsatilità dell'LHRH, l'aumento del progesterone nella fase
terminale della fase follicolare aumenta la sensibilità dell'ipofisi
all'LHRH in termini di secrezione di LH, contribuendo al picco dell'LH
stesso. Negli uomini castrati la somministrazione di testosterone, di
solito, comporta una soppressione dei livelli di LH e meno
frequentemente riduce quelli di FSH (che comunque si mantengono su
valori ancora dosabili). L'inibina, un ormone peptidico prodotto dalle
cellule di Sertoli nel testicolo e dalle cellule della granulosa
nell'ovaio, è un potente inibitore della secrezione dell'FSH (ma non
dell'LH). Il suo ruolo fisiologico è ancora in fase di studio. Il
testosterone riduce la frequenza della pulsatilità dell'LH
(probabilmente attraverso un'azione diretta sulla secrezione di LHRH)
ed è convertito in molti tessuti, tra cui l'encefalo, in estradiolo,
che inibisce a sua volta la sensibilità dell'ipofisi all'LHRH. Misurazione delle gonadotropine. Nella
valutazione dell'insufficienza gonadica associata a bassi livelli di
testosterone nell'uomo o a bassi livelli di estradiolo nella donna la
determinazione delle gonadotropine aiuta a distinguere l'ipogonadismo
primitivo da quello centrale (secondario, ipogonadotropo). Concentrazioni
elevate di gonadotropine sono indicative di un'insufficienza gonadica
primitiva; livelli bassi o normali suggeriscono una patologia
ipotalamica o ipofisaria. L'insufficienza gonadica primitiva che
compare, per esempio, nella donna in età menopausale o dopo
ovariectomia, oppure nell'uomo con insufficienza testicolare, determina
un marcato incremento dei livelli di FSH e di LH. Tale elevazione della
concentrazione di gonadotropine dimostra un'adeguata funzione
gonadotropia ipofisaria e permette di stabilire che la patologia è a
livello gonadico. D'altra parte, raramente vi è l'indicazione a
eseguire una valutazione delle gonadotropine in una donna con cicli
mestruali ovulatori o in un uomo con una normale conta spermatica. IPOGONADISMO
IPOGONADOTROPO (CENTRALE, SECONDARIO) Un
deficit isolato di gonadotropine può essere presente alla nascita come
alterazione congenita o ereditaria. La sindrome di Kallmann è un
disturbo genetico eterogeneo che colpisce un individuo ogni 10000-60000,
di cui sono state descritte una forma legata al cromosoma X e un'altra
autosomica. La sindrome di Kallmann è caratterizzata da un deficit di
gonadotropine secondario a un deficit di LHRH in associazione con
anosmia e difetti anatomici della linea mediana dell'encefalo. I neuroni
secernenti LHRH migrano dalla placca olfattoria con i nervi olfattori e
altre strutture nervose; nella sindrome di Kallmann legata al
cromosoma X la mutazione determina un difetto della migrazione neuronaie.
La maggior parte dei pazienti con sindrome di Kallmann libera
gonadotropine in risposta alla somministrazione di LHRH dopo un
adeguata preparazione. Un'altra causa di ipogonadismo può essere legata
a mutazioni della subunità dell'LH. Comuni sono i deficit acquisiti di
LHRH: l'amenorrea
iperprolattinemica è dovuta a una inibizione della secrezione di LHRH,
forse mediata dall'aumento di dopamina ipotalamica. L'amenorrea che si
evidenzia nei soggetti affetti da anoressia nervosa, in condizioni di
denutrizione, nonché nelle atlete che si sottopongono ad allenamenti
intensi e in condizioni di "stress",
sembra essere anch'essa dovuta alla inibizione della secrezione di
LHRH. Il difetto di gonadotropine può essere un segno precoce di
voluminosi adenomi ipofisari, può presentarsi in pazienti con deficit
plurighiandolari, forse su base autoimmune, così come nei pazienti con
emocromatosi. Le pazienti con deficit di LHRH che desiderino una gravidanza
possono rispondere alla somministrazione pulsatile di LHRH o di suoi
analoghi. Quando il deficit di gonadotropine è dovuto a un'alterazione
ipofisaria, per ottenere la fertilità sono necessarie iniezioni di FSH
(menotropina) e gonadotropina corionica (un ormone con attività
simil-LH). SECREZIONE
ECTOPICA DI GONADOTROPINE Una
produzione ectopica di gonadotropine (in genere hCG) può essere
sostenuta
da germinomi
di tipo non seminoma, carcinomi
polmonari, epatomi e altri tumori. I bambini affetti possono
presentare pubertà precoce e i maschi adulti ginecomastia.
Nelle donne non si osserva una sindrome clinica distinta. TUMORI
IPOFISARI SECERNENTI GONADOTROPINE I
tumori ipofisari secernenti gonadotropine, come gli altri adenomi
ipofisari, presentano un'origine monoclonale, implicando che ne è
responsabile una mutazione somatica in una singola cellula gonadotropa.
Le subunità dell'inibina che compongono l'attivina, un membro della
famiglia di peptidi del fattore di crescita trasformante (TGF) a, sono
prodotte da questi tumori e possono svolgere un ruolo nella loro
crescita. Gli adenomi ipofisari secernenti gonadotropine sono
generalmente di grosse dimensioni e sono più comunemente
diagnosticati in uomini con riduzione del testosterone, calo della
libido e livelli di PRL normali o lievemente aumentati. Sebbene il
20-25% dei macroadenomi ipofisari venga considerato di tipo non
funzionante, cioè caratterizzato dall'assenza di una sindrome clinica
da ipersecrezione ormonale, molti di questi tumori producono
gonadotropine
e alcuni producono gonadotropine integre (generalmente FSH o FSH e LH,
raramente il solo LH), con o senza una sindrome clinica associata.
Raramente si osserva un aumento delle dimensioni dei testicoli
secondario all'ipersecrezione di FSH, come pure è raro il riscontro di
livelli elevati di testosterone in risposta all'ipersecrezione di LH.
Qualora non venga sospettata la presenza di un adenoma ipofisario,
concentrazioni elevate di FSH possono essere a torto considerate come
segno di ipogonadismo primitivo. Al contrario di quanto si osserva nei
pazienti con ipogonadismo primitivo, i livelli di inibina possono
essere alti in risposta agli elevati livelli circolanti di FSH, che in
alcuni casi dimostra una aumentata attività biologica dovuta
probabilmente a modificazioni nella glicosilazione. In altri casi sono
stati riscontrati livelli normali di gonadotropine integre, con
produzione sbilanciata delle subunità delle gonadotropine, in
particolar modo della subunità a dell'FSH o della subunità BETA
dell'LH; anche se in questi pazienti i livelli circolanti di LH sono
spesso normali o elevati, il testosterone è generalmente ridotto e
risponde normalmente alla somministrazione di hCG. Questo dato
suggerisce che l'LH dosato con metodo radioimmunologico è
biologicamente inattivo (per possibili anomalie della glicosilazione) o
che è presente una reattività immunologica crociata con le subunità
LH prodotte in eccesso. Alcuni adenomi si associano a normali
concentrazioni sia delle molecole intatte che delle loro subunità, ma
presentano risposte anomale allo stimolo con TRH. Nel 40% dei tumori
secernenti gonadotropine si osserva un aumento di FSH in risposta alla
somministrazione di fenomeno che non si osserva nei soggetti
normali, nei maschi ipogonadici o nelle donne in età postmenopausale;
è comune anche una risposta della subunità a gonadotropinica e della
subunità BETA dell'LH. Alcuni tumori esprimono l'mRNA del gene delle
gonadotropine e/o secernono ormoni in vitro senza che si determinino
anomalie in vivo. Nelle donne con macroadenoma in età postmenopausale
può essere difficile accertare se gli aumentati livelli di
gonadotropine
siano dovuti alla menopausa o a un adenoma secernente gonadotropine; in
queste situazioni, il test con TRH può fornire una risposta parziale;
infatti, la maggior parte di tali tumori produce elevati livelli di
BETA-LH, FSH o LH in risposta alla somministrazione di TRH. La terapia
dei macroadenomi non funzionanti è identica a quella degli adenomi
gonadotropino-secernenti: chirurgica e/o radiante. La risposta alla
terapia con bromocriptina, con analoghi della somatostatina o con
analoghi dell'LHRH è insoddisfacente in termini di riduzione delle
dimensioni del tumore, anche qualora si ottengano buone risposte
ormonali. Talvolta nei maschi con ipogonadismo
primitivo (bassi livelli di testosterone e alti livelli di LH e FSH)
si effettuano procedure diagnostiche per ricercare la presenza di un
tumore secernente gonadotropine. Non vi è un modo semplice per
differenziare queste due situazioni cliniche. L'ipogonadismo primitivo
è comune mentre i tumori secernenti gonadotropine sono rari; inoltre,
questi ultimi sono quasi sempre di grosse dimensioni. Tuttavia, possono
essere necessarie metodiche radiologiche al fine di escludere un tumore.
Il riscontro, però, di una normale risposta testicolare all'hCG
indirizza verso la diagnosi di tumore, anche se tale test non è stato
ancora ben standardizzato e risulta gravoso per il paziente. cfr anche indice di endocrinologia |
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