Ictus cerebri o vasculopatia cerebrale acuta

il dott. Claudio ItalianoICTUS CEREBRALE

 

 da appunti personali del dott. Claudio Italiano

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L’ictus, dal latino "colpo", è un accidente cerebrovascolare, cioè è conseguenza della mancata irrorazione di una zona del cervello da parte di un'arteria, per la rottura dell'arteria stessa (ictus emorragico) o per la sua occlusione da parte di un trombo (ictus trombotico). Ne deriva che le cellule nervose, i neuroni, non ricevono più ossigeno e nutrienti, cioè glucosio, per c ui in ultima analisi è come se un pezzo del cervello si spegnesse, causando i sintomi a tutti ben noti. Se il danno è grave, poi, i neuroni avranno un danneggiamento tale per cui moriranno in pochi minuti (danno irreversibile del sistema nervoso centrale!). Nel caso dell'ictus cerebrale, perciò, la prima cosa da farsi è evitare un ictus e per fare ciò occorre attuare la prevenzione, perché il danno dei neuroni è irreversibile.

 

 

Per attuare una seria prevenzione dell'ictus cerebrale occorre controllare delle patologie che lo sottendono. Il medico ed il paziente devono saper controllare i fattori di rischio.

  1. Controllare i fattori di rischio:

Eziopatogenesi, cioè la genesi del pàthos, dal greco: malattia

Una delle cause dell’ictus è l'embolia cerebrale, dovuta alla migrazione di piccolissimi coaguli che, formatisi generalmente nel cuore o nelle arterie carotidi, prendono la strada delle grandi arterie e si fermano in un'arteria cerebrale ostruendo il passaggio del sangue e dell'ossigeno. Ciò può avvenire nel paziente con fibrillazione atriale, dove a livello dell’atrio sinistro esistono delle tasche, in cui si formano dei coaguli, poiché di fatto è come se gli atri fossero fermi durante la sistole atriale, perché interessati sono da piccole vibrazioni (fascicolazioni). Da qui l’utilità della terapia con anticoagulanti ( tao). La trombosi cerebrale è sicuramente il tipo più frequente di ictus cerebrale. Essa è dovuta alla formazione di un trombo su un'arteria cerebrale lesa da placche arteriosclerotiche (escrescenze che si formano sulle pareti delle arterie, a causa di un eccesso di grassi nel sangue, del fumo di sigaretta o della pressione sanguigna troppo elevata) e si verifica prevalentemente di notte o nelle prime ore del mattino.

Ma l’ictus non sempre si manifesta in maniera eclatante, talora si possono avere:

 

Attacchi ischemici transitori (TIA)

Gli attacchi ischemici transitori sono un deficit temporaneo di una funzione cerebrale (perdita della parola, diminuzione della forza di un arto), dovuto generalmente all'ostruzione transitoria di un'arteria cerebrale da parte di piccoli emboli o trombi provenienti da placche aterosclerotiche delle arterie del collo che portano il sangue al cervello. I sintomi durano pochi minuti, anche se talora possono durare alcune ore (non più di 24 ore) e regrediscono completamente, a differenza di quanto avviene per l'ictus cerebrale.

 

Sintomatologia dell’ictus.

 

Il paziente può presentare

  • stato di sopore, fino al coma vigile o profondo.

  • Avere disartria, cioè incapacità ad articolare la parola, fino alla

  • Afasia, cioè non riuscire a parlare,

  • disfagia, cioè incapacità a deglutire, specie i liquidi.

  • debolezza e/o difficoltà di movimento di un arto o di un lato del corpo;

  • offuscamento o perdita della vista da un occhio;

  • TAC ENCEFALO: area ictale, evidenziabile sulla sinistra dell'encefalo come area più scura, ipodensaproblemi di linguaggio, come pronuncia difettosa (disartria) o difficoltà a trovare le parole giuste (afasia);

  • più raramente vertigini o vista sdoppiata (diplopia).

  • Gli attacchi ischemici transitori sono degli importanti segni premonitori, utili per predire il rischio di ictus cerebrale in ciascun paziente. Infatti il rischio di ictus per una persona che abbia avuto almeno un TIA è circa dieci volte superiore a quello di un'altra persona con le stesse caratteristiche che non abbia mai sofferto di TIA.

    Cura

    Per impostare una cura adeguata è fondamentale stabilire, grazie alla TAC (Tomografia Assiale Compiuterizzata)e alla RMN (Risonanza Magnetica), se si tratta di un ictus ischemico (come nella maggior parte dei casi) oppure emorragico. Per esempio, se l'ictus è di natura ischemica, cioè dovuto a trombosi o embolia, si può somministrare al paziente una sostanza in grado di sciogliere il coagulo (trombolisi); somministrare la stessa sostanza nel caso di un ictus di natura emorragica significa peggiorare l'emorragia.

     Ospedale Barone Romeo in Patti, Reparto Terapia IntensivaMisure terapeutiche generali:    

     In alcuni casi, invece, è meglio tenere il paziente sotto osservazione, in attesa che l'evoluzione dei sintomi orienti ad una diagnosi più certa e indichi se può essere impostata una terapia mirata, anticoagulante o antiaggregante.

    Relazione tra chirurgia vascolare e ictus

    Il chirurgo vascolare può correggere un importante fattore di rischio per l'ictus cerebrale: la stenosi delle carotidi, ossia un restringimento dovuto alla presenza di placche aterosclerotiche sulle pareti delle carotidi. La stenosi delle carotidi si rileva grazie all'ecodoppler dei tronchi sovraortici, un esame che non richiede iniezioni o dolore: passando una sonda sul collo del paziente si osserva il flusso nelle arterie carotidi e si cercano eventuali indurimenti o restringimenti delle arterie.

     

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