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ICTUS EMORRAGICO
appunti
del dott.Claudio Italiano
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di neurologia
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Imaging
dell'ictus 1
Imaging
dell'ictus 2.
A differenza dell’ictus
ischemico, esso dipende da un fatto emorragico, cioè dallo
spandimento di sangue dentro il parenchima cerebrale per emorragia.
L’emorragia può essere:
1)
un’emorragia cerebrale a sede tipica
(capsulare)
2)
un’emorragia massiva.
L’ictus emorragico si
caratterizza per un quadro di grave ictus apoplettico ad esordio brusco
o rapidamente ingravescente (per lo più in soggetti di 50 e più anni),
preceduto o meno da prodromi di assai breve durata (cefalea,
vomito).
Le malformazioni artero-venose (MAV) sono delle anomalie
vascolari caratterizzate da una comunicazione diretta, patologica, tra
arterie e vene che possono essere responsabili di emorragia cerebrale.
Normalmente il sangue passa dalle arterie alle vene attraverso i
capillari, vasi microscopici a parete molto sottile, a livello dei quali
si realizzano gli scambi di sostanze nutritive tra sangue e tessuti. Nel
caso di MAV, non esistono i capillari ed i vasi situati tra il circolo
arterioso e le vene vanno incontro a rottura ed emorragia. Una MAV
è quindi costituita da una o più arterie afferenti (feeders), da un
nidus e da vene di drenaggio.
Emiplegia,
emianestesia, afasia,
spesso con ipertonia precoce, fenomeni motori controlaterali, intensi
disturbi vegetativi: cianosi
del viso, disturbi della respirazione (polipnea, bradipnea, respiro di
Cheyne-Stokes) ipertermia ecc. Spesso è presente deviazione coniugata
del capo e degli occhi verso il lato della lesione o il lato opposto.
L'ipertonia agli arti plegici è precoce, con caratteri misti, piramidali
ed extrapiramidali (dovuta a lesione diretta od indiretta dei nuclei
della base e della capsula interna).
Si può avere negativismo motorio o irrequietudine motoria degli arti
controlaterali all'emiplegia (da compromissione indiretta delle
strutture profonde della base dell'emisfero, per fenomeni di
dislocamento dovuti al focolaio emorragico e di edema dell'emisfero
leso). Una flaccidità totale con Babinski bilaterale ha significato
infausto. I disturbi neurologici non sono facili da evidenziare
allorché il paziente è in coma. Può essere presente all'esame del
fondo oculare edema papillare dal lato della lesione.
Nei 2/3 dei casi l'evoluzione è sfavorevole. In 1/3 dei
casi dopo la
fase iniziale si può verificare una stabilizzazione
ed anche il miglioramento dei disturbi della coscienza e della sfera
neuro-vegetativa; ricompaiono i riflessi pupillari e corneali:
.
— emorragia talamica: è più
localizata, estendendosi al braccio posteriore della capsula interna;
—
emorragia del nucleo
lenticolare (assai rara).
2) ematoma intracerebrale o emorragia a sede atipica.
È una raccolta ematica, anche di notevoli dimensioni, a livello della
sostanza bianca cerebrale.
La sintomatologia può esordire bruscamente o proceduta da cefalea
e crisi
epilettiche.
Ai sintomi di una lesione cerebrale a focolaio, che possono a volte
indirizzare verso una diagnosi di sede (lobo frontale, parietale,
temporale od occipitale), si associano quelli dell'ipertensione
endocranica (vomito,
cefalea,
obnubilamento
progressivo della coscienza); è caratteristica la sproporzione
tra i segni modesti di focolaio e l'intensità dei segni di ipertensione
endocranica.
È importante pervenire ad una diagnosi precoce, in quanto spesso è
indicato l'intervento chirurgico: determinante è l'arteriografia
cerebrale e soprattutto la TAC;
3) emorragia cerebro-meningea per rottura di un
angioma o di un
aneurisma con diffusione ematica. Si può verificare una emorragia
cerebrale profonda che si fa strada in una cavità ventricolare o una
emorragia cerebrale superficiale che invade lo spazio subaracnoideo.
Nelle emorragie cerebrali superficiali spesso l'esordio è
caratterizzato da crisi convulsive parziali e/o generalizzate, con
deficit neurologici focali e segni di irritazione meningea.
Nell'emorragia subaracnoidea (angiomi, aneurismi, da ipertensione,
malattie emorragiche, traumi cranici) il versamento emorragico si
raccoglie tra i due foglietti (pia e aracnoide) delle leptomeningi; i
sintomi sono quelli di una sindrome meningea ad insorgenza di solito
improvvisa.
.
Considerazioni
diagnostiche-differenziali tra emorragia e rammollimento
Per una diagnostica differenziale tra emorragia e rammollimento
cerebrale occorre una attenta valutazione dei dati anamnestici e del
reperto neurologico obbiettivo ed eventualmente l'impiego di esami
complementari. Occorre tener conto che: i quadri paradigmatici sono
piuttosto eccezionali e sono assai frequenti i quadri atipici, che
l'apoplessia da rammollimento è più frequente di quella da emorragia
(3 a 2) e l'età di insorgenza è più precoce nella emorragia.
I precedenti anamnestici di TIA sono assai più frequenti nel
rammollimento; questo, inoltre insorge più frequentemente durante il
sonno, mentre l'emorragia durante l'attività.
Tanto l'emorragia che i rammollimenti possono insorgere bruscamente o
gradualmente, però un episodio brusco seguito da un progressivo
miglioramento o un esordio graduale con modeste alterazioni della
coscienza fanno propendere per il rammollimento e così pure se
l'esordio è stato preceduto da recenti, ripetuti episodi di TIA.
L'esordio con cefalea e vomito è di poco più frequente nella emorragia.
La perdita della coscienza all'esordio dell'ictus è più frequente
nell'emorragia che nel rammollimento. L'ipertonia precoce (nelle prime
24 ore) è più caratteristica dell'emorragia e così anche la rigidità
nucale e la ipertonia precoce degli arti paretici. Una midriasi
omolaterale è più frequente nella emorragia.
La presenza di sangue nel liquor è tipico, ma non costante,
dell'emorragia cerebrale; l'aumento di alcune attività enzimatiche
(transaminasi, glutamico-ossalacetica, latticodei-drogenasi), delle
proteine e degli elementi cellulari nel liquor sta in favore del
rammollimento.
Fra le altre cause di apoplessia vanno ricordate le
embolie cerebrali.
In questo caso l'esordio è improvviso, con coma di breve durata,
deficit motorio incostante e non evolutivo, a regressione rapida (per
migliore efficienza del circolo collaterale).
Si penserà all'embolia, in presenza di condizioni
morbose che possono
dare emboli nel territorio cerebrale: trombosi
carotidea, trombi miocardici parietali da infarto, endocardite
batterica, fibrillazione
atriale, malattie polmonari; emboli possono distaccarsi da placche
ateromatose di arterie cerebrali. Depone in favore dell'evento embolico
la coesistenza di un'embolia retinica.
Una sindrome neurologica da diminuzione del flusso ematico cerebrale in
seguito ad infarto miocardico, realizza la sindrome coronario-cerebrale
di Chini. Da poche ore a tre giorni dopo infarto miocardico possono,
infatti, insorgere manifestazioni focali, come emiparesi
o crisi jacksoniane, per localizzazione cerebrale di emboli provenienti
da trombi parietali cardiaci. Già nella fase di esordio dell'infarto
miocardico può anche verificarsi una diminuzione del flusso ematico
cerebrale per diminuzione della portata cardiaca, che si traduce in
manifestazioni generali (accessi
epilettiformi, agitazione
psicomotoria, torpore psichico, coma).
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