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IDATIDOSI altri links in tema di parassiti:
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DEFINIZIONE:
L'idatidosi è una
parassitosi determinata dalla infestazione allo stato larvale di
Echinococcus granulosus. Si definisce, invece, echinococcosi la
malattia parassitaria, comune all'uomo ed a certi animali,
determinata dallo sviluppo nell'organismo colpito dell’embrione
esacanto, che rappresenta la forma larvale di un piccolo cestode.
La Taenia
echinococcus ha un habitat identificato nell’intestino di alcuni
carnivori e del cane.
ETIOLOGIA:
Echinococcus
granulosus appartiene al Phylum Platyhelminthes, Classe Cestoda,
Sottoclasse Cyclophyllidea, Ordine Famiglia Taeniidae, Genere
Echinococus, Specie granulosus.
Echinococcus
granulosus è ospite nella fase adulta dell'intestino tenue di altri
canidi e nella fase larvale dei ruminanti e casualmente
nell’intestino di altri animali o dell’uomo stesso. Il verme si
sviluppa rapidamente e raggiunge la maturità in 6-8 settimane, per
cui allo stadio adulto misura da 6 ad 8 mm di lunghezza ed ha un
piccolo scolice (testa) con 4 ventose ed un rostro dotato di 28-50
uncini. Il collo è corto e lo strobilo è formato di solito da 3-4
proglottidi della quali la prima è immatura e non presenta organi
genitali. E’ invece l’ultima ricca di uova, circa 400-800 che si
stacca e viene eliminata dal cane con le feci, uova che possono
sopravvivere nell’ambiente esterno fino a 11 ore se c’è caldo,
mentre in ambiente umido ed acquoso anche 16 giorni e nel ghiaccio
praticamente a lungo.
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CICLO BIOLOGICO:
Occorre, intanto,
precisare che il cane non è in natura portatore di Echinococcus
granulosus ma lo diviene quando ingerisce visceri crudi di
erbivori, per esempio il montone, ricco di cisti idatidee, animali
che a loro volta si sono infestati brucando le erbe contaminate
dagli escrementi del cane, o bevendo acque dove i cani hanno
defecato. L’uomo si infetta, al pari degli erbivori, quale ospite
intermedio, quando si ciba di verdure non cotte; altre volte quando
viene a contatto con la bocca del cane che lo lecca o se accarezza
il cane sul dorso dove le uova dell’echinococco possono essere
presenti, stante il fatto che il cane sta per terra e può venire a
contatto con i suoi escrementi. Comunque sia, quando le uova del
cestode raggiungono il duodeno si schiudono e liberano la larva
esacanta. Questa raggiunge le pareti dell’intestino e le penetra per
portarsi in un capillare venoso e raggiungere col circolo portale il
fegato, sede assai prediletta. Ma anche il cuore destro può essere
raggiunto e da qui il polmone stesso.
Le sedi più colpite
sono:
·
Fegato 74%
·
Polmone 10%
·
Muscoli 4.7%
·
Milza
2.3%
·
Rene
2.1%
·
Cervello 1.4%
·
Ossa
ecc. 4.5%
·
la
membrana cuticolare, di aspetto biancastro e di consistenza molle,
elastica, che costituisce un filtro alla presenza dei batteri;
·
la
membrana germinativa che tappezza l’interno della cisti, di
costituzione vicino alla chitina, dalla sua porzione più interna
presenta le capsule proligere che contengono da 10 a 120 scolici
·
cisti
presenta al suo interno la sabbia idatidea, cioè fino a 400.000
scolici
·
idatidi figlie ancora al suo interno
PATOGENESI:
Il meccanismo
patogenetico cioè del danno all’uomo è legato alla presenza della
cisti che svolgono
una azione:
fa) meccanica, cioè
con fenomeni di compressione negli organi e di tessuti (pensate ad
idatidosi polmonare o epatica!);
b) tossica, cioè il
rischio che il liquido idatideo si liberi e dia luogo a pericolose
e mortali reazioni allergiche;
c) traumatica, in
quanto a seguito dell'accrescimento e dello sviluppo si deterrmina
alterazione e perdita di struttura dei tessuti colpiti.
Il liquido contenuto
all'interno della cisti è responsabile dei fenomeni allergici che si
riscontrano nei soggetti portatori della cisti stessa. Si tratta di
reazioni che vanno dallo shock anafilattico, con collasso, a
pericolose ipotensioni ed
aritmie cardiache. E stato dimostrato che l’allergia è dovuta
alle proteine (filtrate) del liquido cistico, mentre le proteine più
grandi danno anafilassi idatidea.
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EPIDEMIOLOGIA:
È una malattia
diffusa in tutto il mondo, ma la sua incidenza risulta più elevata
nei paesi nei guali è piu sviluppato I'allevamento del bestiame e
degli ovini in particolare. È diffusa in Sud America, Nuova
Australia, Sud Africa e nei Paesi de[Mediterraneo. Per quanto
riguarda I'Italia, essa risulta frequente,specie con maggiore
diffusione nelle regioni centro-meridionali e più in particolare
in Sardegna,
Toscana, Basilicata, Puglia, Sicilia, Calabria. Nelle zone
meridionali (Sicilia) presso la popolazione aperta e quindi
apparentemente sana è stata riscontratala positività sierologica
nella percentuale del 3% alle proteine del liquido cistico.
Anche I'infestazione
nei cani e negli animali domestici segue la distribuzione regionale
analoga alla malattia che colpisce I'uomo.
Come già riferito,
I'uomo si infesta mediante il contatto diretto con i cani, ma molto
più frequentemente, invece, attraverso la contaminazione ambientale.
Anche insetti coprofagi quali mosche, blatte, scarafaggi, ecc.
possono contaminare alimeni. Assai esposti sono gli agricoltori e
gli allevatori. Serbatoio dell’infestazione possono essere anche i
lupi, i canidi selvatici, mentre la renna, alce e marsupiali sono
ospiti intermedi. Altri ospiti intermedi sono rappresentati da
roditori selvatici appartenenti al genere microtus o ad altri muridi;
in tal caso I'uomo si infesta venendo a contatto con il terreno
contaminato dalle feci delle volpi o dagli altri canidi parassitati
e ingerendo frutta (fragole, lamponi, ecc:) oppure ortaggi
provenienti dalle zone contaminate.
Per I'importanza che
assume in campo animale, per i danni che provoca al bestiame e per
il rischio che comporta in campo umano e veterinario I'idatidosi
rappresenta un importante fenomeno d i igiene e di sanità
pubblica,oltre che economico e sociale.
SINTOMATOLOGIA:
intervento
chirurgico potrebbe essere I'espressione della presenza di cisti
idatidea in altra sede.
I disturbi locali
sono legati allo sviluppo ed alla localizzazione della cisti.
Nel caso di una
cisti idatidea del fegato la malattia può restare silente fino a
quando non si accresce a tal punto da dare ostruzione e
ittero, oppure solo pesantezza all’ipocondrio di destra e
dolore. Ma la sintomatologia può anche decorrere in maniera
inapparente e la cisti potrebbe essere riscontrata soltanto
occasionalmente quando si calcifica ad un esame radiologico o
ecografico. Per quanto riguarda la localizzazione la cisti si
insedia al lobo di destra o verso il margine inferiore o nel
contesto dell'organo. Se si estrinseca verso il margine inferiore,
può essere palpata come un tumore. Altre volte può rompersi e dare
origine a fenomeni di allergia e pericolose crisi di shock
anafilattico. Le cisti possono anche diffondersi al peritoneo, come
idatidosi del peritoneo, quali massi palpabili che sembrano delle
metastasi tumorali diffuse. Oppure si localizzano al polmone come
idatidosi polmonare. Personalmente noi abbiamo avuto diversi casi di
questo tipo.
Accertamento.
Può essere del tutto
occasionale, a seguito di indagini eseguite per altre ragioni; per
esempio indagini ecografiche dell’addome o banali
rx del torace.
Ancora si possono
osservare le uova arrotondate nelle feci, non dissimili da quelle di
taenia sp.
Accertamento
indiretto.
Prevede delle
reazioni di fissazione del complemento, di emoagglutinazione, di
immunodiffusione o delle prove di intradermoreazioni del Casoni, che
documentano una allergia ai prodotti della cisti, o ancora con il
riscontro di elevati livelli di IgE.
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Terapia-
E’ essenzialmente
chirurgica. Hai
visto le altre belle pagine di medicina interna su
gastroepato? |
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