IDATIDOSI

appunti del dott. Claudio Italiano

DEFINIZIONE

L'idatidosi è una parassitosi determinata dalla infestazione allo stato larvale di Echinococcus granulosus. Si definisce, invece, echinococcosi la malattia parassitaria, comune all'uomo ed a certi animali, determinata dallo sviluppo nell'organismo colpito dell’embrione esacanto, che rappresenta la forma larvale di un piccolo cestode.  La Taenia echinococcus ha un habitat identificato nell’intestino di alcuni carnivori e del cane.  Echinococcus granulosus appartiene al Phylum Platyhelminthes, Classe Cestoda, Sottoclasse Cyclophyllidea, Ordine Famiglia Taeniidae, Genere Echinococus, Specie granulosus. Echinococcus granulosus è ospite nella fase adulta dell'intestino tenue di altri canidi e nella fase larvale dei ruminanti e casualmente nell’intestino di altri animali o dell’uomo stesso. Il verme si sviluppa rapidamente e raggiunge la maturità in 6-8 settimane, per cui allo stadio adulto misura da 6 ad 8 mm di lunghezza ed ha un piccolo scolice (testa) con 4 ventose ed un rostro dotato di 28-50 uncini.
 

 
Il collo è corto e lo strobilo è formato di solito da 3-4 proglottidi della quali la prima è immatura e non presenta organi genitali. E’ invece l’ultima ricca di uova, circa 400-800 che si stacca e viene eliminata dal cane con le feci, uova che possono sopravvivere nell’ambiente esterno fino a 11 ore se c’è caldo, mentre in ambiente umido ed acquoso anche 16 giorni e nel ghiaccio praticamente a lungo.

CICLO BIOLOGICO IDATIDE

Occorre, intanto, precisare che il cane non è in natura portatore di Echinococcus granulosus ma lo diviene quando ingerisce visceri crudi di erbivori, per esempio il montone, ricco di cisti idatidee, animali che a loro volta si sono infestati brucando le erbe contaminate dagli escrementi del cane, o bevendo acque dove i cani hanno defecato. L’uomo si infetta, al pari degli erbivori, quale ospite intermedio, quando si ciba di verdure non cotte; altre volte quando viene a contatto con la bocca del cane che lo lecca o se accarezza il cane sul dorso dove le uova dell’echinococco possono essere presenti, stante il fatto che il cane sta per terra e può venire a contatto con i suoi escrementi. Comunque sia, quando le uova del cestode raggiungono il duodeno si schiudono e liberano la larva esacanta. Questa raggiunge le pareti dell’intestino e le penetra per portarsi in un capillare venoso e raggiungere col circolo portale il fegato, sede assai prediletta. Ma anche il cuore destro può essere raggiunto e da qui il polmone stesso.

Le sedi più colpite sono:

· Fegato 74%
· Polmone 10%
· Muscoli 4.7%
· Milza 2.3%
· Rene 2.1%
· Cervello 1.4%
· Ossa ecc. 4.5%
 Raggiunta la sede definitiva, I'embrione esacanto al 7-8 giorno si trasforma in una idatide vescicolosa, cioè una cisti  che poi diventa ben strutturata nella sua morfologia: in essa vi è una membrana germinativa o proligera rivestita da membrana cuticolare e da intensa reazione tissutale periferica. Già ad un mese, la vescicola misura 1 mm di diametro; al quinto mese 5 mm e procede sempre piu nel suo sviluppo con all'interno liquido chiaro. La morfologia della cisti idatidea, procedendo dall’esterno verso l’interno,  comprende:   la membrana cuticolare, di aspetto biancastro e di consistenza molle, elastica, che costituisce un filtro alla presenza dei batteri; la membrana germinativa che tappezza l’interno della cisti, di costituzione vicino alla chitina, dalla sua porzione più interna presenta le capsule proligere che contengono da 10 a 120 scolici. La cisti presenta al suo interno la sabbia idatidea, cioè fino a 400.000 scolici idatidi figlie ancora al suo interno

PATOGENESI


Il meccanismo patogenetico cioè del danno all’uomo è legato alla presenza della cisti che svolgono una azione:
a) meccanica, cioè con fenomeni di compressione negli organi e di tessuti (pensate ad idatidosi polmonare o epatica!);
b) tossica, cioè il rischio che il liquido idatideo si liberi e dia luogo a pericolose e mortali reazioni allergiche;
c) traumatica, in quanto a seguito dell'accrescimento e dello sviluppo si deterrmina alterazione e perdita di struttura dei tessuti colpiti.
Il liquido contenuto all'interno della cisti è responsabile dei fenomeni allergici che si riscontrano nei soggetti portatori della cisti stessa. Si tratta di reazioni che vanno dallo shock anafilattico, con collasso, a pericolose ipotensioni  ed aritmie cardiache. E stato dimostrato che l’allergia è dovuta alle proteine (filtrate) del liquido cistico, mentre le proteine più grandi danno anafilassi idatidea.

EPIDEMIOLOGIA

È una malattia diffusa in tutto il mondo, ma la sua incidenza risulta più elevata nei paesi nei guali è piu sviluppato I'allevamento del bestiame e degli ovini in particolare. È diffusa  in Sud America, Nuova Australia, Sud Africa e nei Paesi de[Mediterraneo. Per quanto riguarda I'Italia, essa risulta frequente,specie con maggiore diffusione nelle regioni centro-meridionali e più in particolare in Sardegna, Toscana, Basilicata, Puglia, Sicilia, Calabria. Nelle zone meridionali (Sicilia) presso la popolazione aperta e quindi apparentemente sana è stata riscontratala positività sierologica nella percentuale del 3% alle proteine del liquido cistico. Anche I'infestazione nei cani e negli animali domestici segue la distribuzione regionale analoga alla malattia che colpisce I'uomo. Come già riferito, I'uomo si infesta mediante il contatto diretto con i cani, ma molto più frequentemente, invece, attraverso la contaminazione ambientale. Anche insetti coprofagi quali mosche, blatte, scarafaggi, ecc. possono contaminare alimeni. Assai esposti sono gli agricoltori e gli allevatori.  Serbatoio dell’infestazione possono essere anche i lupi, i canidi selvatici, mentre la renna, alce e marsupiali sono ospiti intermedi. Altri ospiti intermedi sono rappresentati da roditori selvatici appartenenti al genere microtus o ad altri muridi; in tal caso I'uomo si infesta venendo a contatto con il terreno contaminato dalle feci delle volpi o dagli altri canidi parassitati e ingerendo frutta (fragole, lamponi, ecc:) oppure ortaggi provenienti dalle zone contaminate. Per I'importanza che assume in campo animale, per i danni che provoca al bestiame e per il rischio che comporta in campo umano e veterinario I'idatidosi rappresenta un importante fenomeno d i igiene e di sanità pubblica,oltre che economico e sociale.

SINTOMATOLOGIA

Cisti idatidea,epatica,  visibile con le capsule proligere al suo interno ed il cono d'ombra sotto il pennello ecografico

Ecoaddome: cisti idatidea,epatica, visibile con le capsule proligere al suo interno ed il cono d'ombra sotto il pennello ecografico

Sotto il profilo dell'impianto in sede clinica, occorre distinguere una idatidosi primitiva ed una idatidosi secondaria. La prima è dovuta a alla presenza dell'uovo embrionato proveniente dalI'esterno e può essere unica o multipla nel senso che può svilupparsi in un.solo organo o in organidiversi. L'idatidosi secondaria compare in seguito all'impianto in sedi lontane o vicine alle cisti idatidee ed è determinata dalla messa in libertà per motivi vari (fattori traumatici, ecc.) di vescicole proligere o di scolici provenienti dalla cisti madre iniziale. La sintomatologia è legata a fenomeni generali di natura tossica ed a fenomeni locali. I disturbi generali, peraltro comuni a tutte le forme di idatidosi sono rappresentati da alterazioni dello stato generale che compaiono decisamente dopo un periodo di tempo in cui si segnalano fenomeni cutanei orticarioidi e disturbi vasomotori. Successivamente subentra astenia, anoressia; disturbi intestinali vaghi dimagrimento. L'esame morfologico del sangue periferico evidenzia eosinofilia più o meno accentuata e che permane per poco tempo dopo I'asportazione delle cisti, per cui il ritrovare ancora eosinofilia dopo intervento chirurgico potrebbe essere I'espressione della presenza di cisti idatidea in altra sede. I disturbi locali sono legati allo sviluppo ed alla localizzazione della cisti.  Nel caso di una cisti idatidea del fegato la malattia può restare silente fino a quando non si accresce a tal punto da dare ostruzione e ittero, oppure solo pesantezza all’ipocondrio di destra e dolore.  Ma la sintomatologia può anche decorrere in maniera inapparente e la cisti potrebbe essere riscontrata soltanto occasionalmente quando si calcifica ad un esame radiologico o ecografico. Per quanto riguarda la localizzazione la cisti si insedia al lobo di destra o verso il margine inferiore o nel contesto dell'organo. Se si estrinseca verso il margine inferiore, può essere palpata come un tumore.  Altre volte può rompersi e dare origine a fenomeni di allergia e pericolose crisi di shock anafilattico. Le cisti possono anche diffondersi al peritoneo, come idatidosi del peritoneo, quali massi palpabili che sembrano delle metastasi tumorali diffuse.  Oppure si localizzano al polmone come idatidosi polmonare. Personalmente noi abbiamo avuto diversi casi di questo tipo. 

Accertamento.

Può essere del tutto occasionale, a seguito di indagini eseguite per altre ragioni; per esempio indagini ecografiche dell’addome o banali rx del torace.

Ancora si possono osservare le uova arrotondate nelle feci, non dissimili da quelle di taenia sp.

Accertamento indiretto.

Prevede delle reazioni di fissazione del complemento, di emoagglutinazione, di immunodiffusione o delle prove di intradermoreazioni del Casoni, che documentano una allergia ai prodotti della cisti, o ancora con il riscontro di elevati livelli di IgE.

 

Terapia-

E’ essenzialmente chirurgica.

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