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a)
umorali, b) vascolari, c) nervose d) locali (d'organo). Tra le forme umorali si possono raggruppare le impotenze disendocrine, le dismetaboliche, le tossiche e le iatrogene. Le impotenze da causa disendocrina, pur non frequenti, sono relativamente meno rare di quanto non si ritenga comunemente e si possono differenziare in endocrinopatie extragonadiche e gonadiche. Tra
le forme extragonadiche le più frequenti sono:
Le
forme umorali dismetaboliche comprendono, invece, quelle malattie
metaboliche (per esempio il diabete,
l'insufficienza
renale cronica, eccetera) che nel meccanismo della erezione
ipovalida concorrono oltre che per l'alterazione sistemica, anche
per un quadro di neurovasculopatia locale. Le tossicosi rappresentano in
questi anni un grosso problema (tossicodipendenti, etilisti)
con quadri configurabili sia come endocrinopatia, sia come
polineuropatia secondaria alla intossicazione. Infine, tra le forme
umorali, occorre sottolineare il ruolo giocato da t'armaci che il
paziente assume per altre patologie (betabloccanti, diuretici,
antipertensivi, antiulcera, antiepilettici, eccetera) che condizionano
per svariati meccanismi neurovasculo-ormonali un deficit erettile. Le
impotenze da cause neurogene possono invece essere secondarie a
patologie midollari, congenite o acquisite, o extramidollari. Tra le
cause congenite il primo posto spetta alle mielodisplasie, mentre tra le
cause acquisite i più frequenti sono i traumi, seguiti dai tumori,
dalle sclerosi a placche ed infine dalle lesioni iatrogene. La lesione
dei nervi pelvici erigendi può infatti verificarsi con frequenza nella
chirurgia demolitiva del bacino, dato il loro decorso laterale al retto
e al colon. Nell'ambito, invece, delle cause vascolari è opportuna la
distinzione in alterazioni vascolari prossimali (interessanti il
segmento aortoiliaco — per esempio la sindrome di Leriche) ed
alterazioni vascolari distali (interessanti l'arteria pudenda interna e
le arterie proprie del pene). Le patologie locali più comuni che
portano all'impotenza coeundi sono: •
la patologia
vasculogenica peniena, •
la induratio penis plastica, •
gli incurvamenti
congeniti del pene. •
da ipoafflusso arterioso, •
da accelerato scarico venoso, •
da blocco completo ed incompleto dello scarico venoso. A
queste tre forme corrispondono quadri clinici diversi: nelle forme da
ipoafflusso arterioso il paziente riferisce erezione ipovalida o
assente, mentre in quelle da accelerato scarico la sintomatologia sarà
una erezione fugace. Nei casi più rari di blocco dello scarico si
avranno quei quadri talvolta misconosciuti di priapismo intermittente
notturno. Altra patologia locale peniena, nettamente in aumento per il
miglioramento dei mezzi diagnostici, è la Induratio Penis Plastica (I.P.P.).
Tale malattia, riferita per primo da La Peyronie nel 1743, è una
collagenopatia autoimmune a carattere distrettuale, caratterizzata da un
primo stadio infiammatorio ed un secondo degenerativo. La sintomatologia
dell'I.P.P. è sostenuta essenzialmente dalla presenza delle placche
peniene, che nello stato degenerativo provocano un incurvamento penieno
in erezione per mancata estensibilità della placca rispetto alla tonaca
albuginea integra. Ulteriori sintomi che conducono il paziente affetto
da I.P.P. al medico sono il dolore in erezione per inglobamento delle
terminazioni nervose, un'erezione segmentaria per infiltrazioni
delle arterie cavernose ed infine la retrazione del pene (microfallo
acquisito) per estensione controlaterale della placca. Gli
incurvamenti congeniti penieni sono invece delle malformazioni che
conducono in età puberale ad un deficit meccanico per un quadro di
incurvamento che impedisce la penetrazione. Tali incurvamenti possono
essere associati ad ipospa-dia (patologia peniena con meato uretrale in
sede anomala ventrale peniena) o presentarsi isolati. Una corretta
impostazione diagnostica e terapeutica non può comunque prescindere
dalla conoscenza della fisiopatologia dell'erezione. Fisiologia
dell'erezione II
meccanismo dell'erezione è dovuto ad una serie di fenomeni
neurovasculo-ormonali che sono interagenti ed interdipendenti tra di
loro. L'erezione, dal punto di vista vascolare, si basa essenzialmente
su due fenomeni: •
l'iperafflusso arterioso •
il blocco dello scarico venoso. Nella
tumescenza (fase di rapido aumento volumetrico senza tuttavia rigidità)
si ha un importante afflusso arterioso
(da 5
ml a 250ml/min;
25-50 volte rispetto al flusso basale) con una contemporanea
diminuzione dello
scarico venoso. Nella fase di erezione vera e propria, in cui
non si ha più aumento volumetrico, si ha uno stadio isobarico (circa
160-180 mmHg) che determina la rigidità peniena per distensione dell'albuginea
ai limiti della sua compliance, ed il flusso arterioso cala al valore di
mantenimento minimo, che è tuttavia sufficiente in quanto lo scarico
venoso rimane bloccato. Nella fase di detumescenza al repentino calo
volumetrico, pressorio e di flusso arterioso, corrisponde un
importante incremento dello scarico venoso. Tali variazioni sono
possibili in quanto esiste un sistema di controllo neuromuscolare del
tono artero-venoso penieno ad opera di strutture che autori identificano
in «polsters» che avrebbero la funzione di regolare appunto gli shunts
arterovenosi. Su questo «distretto cavernoso» agiscono gli impulsi
nervosi di regolazione, attraverso l'innervazione orto e parasimpatica.
A livello periferico cavernoso esistono dei recettori specifici
(colinergici, alfa e beta adrenergici) su cui agiscono i vari
neurotrasmettitori chimici (adrenalina, noradrenalina, acetilcolina,
VIP). Il controllo nervoso dell'erezione è mediato dai nervi pudendi
e l'arco riflesso riconosce due centri midollari: quello sacrale (S1-S4)
e quello lombare (D11-L2) ai quali giungono impulsi corticali modulatori
dai centri superiori. Un altro influsso non meno importante nel
meccanismo dell'erezione è quello endocrino che agisce attraverso la
liberazione di ormoni (testosterone, DHT) sul determinismo dei caratteri
sessuali secondari, sul trofismo del pene e delle gonadi.
Fisiologia dell'erezione. L'erezione
penieno è un processo neurovascolare complesso, che comporta il
rilasciamento della componente muscolare liscia dei corpo cavernoso
combinato con un aumento del flusso arterioso nel pene e con un ridotto
deflusso venoso. I nervi, l'endotelio dei sinusoidi e dei vasi maggiori
e i muscoli lisci producono trasmettitori e modulatori che controllano
il passaggio dallo stato di erezione a quello di rilasciamento dei pene.
L’NO svolge un ruolo fondamentale nell'induzione e nel mantenimento
dell'erezione. Esso è il mediatore della vasodilatazione colinergica e
inibisce la vasocostrizione, in condizioni fisiologiche, ha inoltre un
ruolo protettivo sull'endotelio e sui vasi mediante l'inibizione
dell'attivazione delle piastrine, dell'ispessimento dello neointima, dei
reclutamento di leucociti e dell'ossidazione delle LDL. L’NO è
sintetizzato o partire dalla L-arginina con uno reazione catalizzato
dallo NO sintasi, della quale sono note 3 forme: di origine endotelicie
(eNOS), neuronale (nNOS) e inducibile (iNOS). In risposta a stimoli
sessuali, la vasodilatazione determinata dall’NO di origine neuronale
inizia l'erezione causando un aumento dei flusso arterioso nel pene,
rapido e di breve durata, che si accompagno a un'esponsione fisica dei
vasi dei pene e degli spazi sinusoidi. Altri
ormoni agiscono sull'equilibrio endocrino e sono essenzialmente la
prolattina e, in misura minore, l'estradiolo. Tutte le alterazioni di
questi ormoni per svariate patologie agiscono essenzialmente sulla
libido. L'approccio medico al paziente che riferisce un'alterata potenza
sessuale è complesso e multidisciplinare e inizia con una anamnesi
sessuologica mirata: grado e qualità dell'erezione, presenza della
libido, profilo psicologico, uso di farmaci o sostanze tossi che,
eccetera. Il momento successivo è rappresentato da un esame obiettivo
generale seguito da quello specialistico: valutazione del pene, delle
borse scrotali, esplorazione rettale. La valutazione iniziale continuerà
con esami ematochimici e urinari generici e con un screening
endocrinometabolico comprendente lo studio dei parametri epatici,
tiroidei, renali, dell'asse ipotalamo-ipofisario-gonadico (LH, FSH,
prolattina, testosterone ed estradiolo) Metodiche
diagnostiche Gli
esami diagnostici andrologici specialistici sono •
NPT o Nocturnal Penile Tumescence •
flussimetria peniena Doppler •
test di valutazione del flusso di induzione
e mantenimento della
erezione (OOE-OME) •
test dell'erezione
indotta con farmaco
infusione endocavernosa •
cavernosografia •
valutazione del riflesso bulbo-cavernoso •
arteriografia selettiva dell'albero arterioso penieno L'NPT
(Nocturnal Penile Tume-scence) è un esame che può essere eseguito in
prima istanza per uno screening immediato dell'impotenza (psicogena od
organica). Tale esame consiste nella registrazione degli episodi di
erezione nei periodi di sonno REM; infatti le alterazioni dell'erezione
su base psicogena scompaiono nello stato di sonno REM al contrario di
quelle su base organica. La Flussimetria Peniena Doppler è un esame
ultrasonico che permette di valutare la velocità dell'onda sismica
delle arterie interessate. Questo esame viene eseguito in condizioni di
flaccidità e in condizioni di erezione indotta con farmaci vasoattivi
iniettati all'interno del corpo cavernoso (Doppler dinamico). Altro test
importante è rappresentato dalla valutazione del flusso di induzione
e mantenimento della erezione (OOE-OME) che permette di monitorare il
flusso occorrente per mantenere l'erezione stessa; questa metodica ci
informa sull'integrità del circolo venoso penieno. Il test
dell'erezione indotta, che ha duplice significato, diagnostico e
terapeutico, consiste nella infusione endocavernosa di farmaci
vasoattivi (alfabloccanti) che provocano una erezione artificiale.
Tale metodica può essere associata all'esame Doppler (Doppler dinamico
penieno) o fornire una documentazione nei casi di incurvamenti penieni
(congeniti e acquisiti) non esattamente individuabili in condizioni di
flaccidità. La cavernosografia, esame radiologico contrastografico,
ci da informazioni sulla morfologia dei corpi cavernosi (alterazioni
congenite o acquisite come l'Induratio Penis Plastica e le neoplasie) e
sulla componente venosa dell'erezione. Per una corretta valutazione
neurologica esiste la prova del riflesso bulbo cavernoso che ci informa
sull'integrità dell'arco riflesso (valutazione della velocità di
conduzione nervosa). Ulteriore esame cruento è rappresentato
dall'arteriografia, che indaga lo stato dell'albero vascolare sia a
monte (aortografia), sia a valle (arteriografia selettiva delle arterie
pudende). oppure
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