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Si
tratta di infezioni molto rare, ma estremamente pericolose e con
spiccata predilezione per i pazienti diabetici
(oltre il 75% dei casi). La patogenesi è riconducibile ad
un'infezione mista aerobia (Gram positivi come stafilococchi o
streptococchi (cocchi)
o Gram negativi come enterobacteriaceae o pseudomonas)
e anaerobia (Gram - come peptococchi o streptococchi o Gram+
come bacteroides) che, favorita dalla microangiopatia e dalla
neuropatia, si sviluppa facilmente in presenza del microrganismo
anaerobio che consuma il poco ossigeno disponibile, permettendo
la crescita rigogliosa dell'organismo anaerobio, con effetto
particolarmente distruttivo. Si distinguono due quadri morbosi
diversi, a seconda che il quadro destruente raggiunga il tessuto
muscolare (cellulite necrotizzante) o resti localizzato al
sottocute (fascite necrotizzante), (cfr foruncolosi_diabetica). |
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• La fascile necrotizzante (o gangrena dermica acuta, erisipela necrotizzante, gangrena sinergica di Meleney) è una rara affezione localizzato al sottocute, che si diffonde lungo i piani fasciali, risparmiando inizialmente muscoli e cute. L'interessamento cutaneo è successivo, caratterizzato dalla necrosi determinata dalla trombosi dei vasi cutanei. L'introduzione dei patogeni può essere non determinabile, ematogena da siti lontani o avvenire in seguito ad atti chirurgici; nell'80% dei casi c'è una storia di trauma della regione. Le zone più colpite sono le stesse, con predilezione della regione scrotale nel maschio. I sintomi principali sono il dolore locale con scarsi segni di infiammazione, ma marcati segni di tossicità generale e febbre. Per quanto riguarda la terapia antibiotica, è da notare che soltanto eccezionalmente in queste infezioni gangrenose del sottocute nei diabetici si isola il clostridium perfrigens, che è sensibile alla penicillina. Al contrario, gli anaerobi di solito riscontrati, come i bacteroides, non sono sensibili a questo antibiotico e richiedono un trattamento con clindamicina o con cefalospo-rine o con imipen in monoterapia. Per rimpiazzare la perdita di liquidi dai tessuti può essere necessario introdurre grosse quantità di liquidi e.v..
Le enterobacteriacee, invece, sono sensibili alle cefalosporine e agli aminoglicosidi. Ne consegue la scelta, in attesa dell'antibiogramma, di un trattamento con clindamicina ed un aminoglicoside. Il trattamento deve essere protratto fino alla guarigione dell'infezione e della ferita i di solito mai inferiore alle 2 settimane).
La terapia con ossigeno
iperbarico può ridurre il numero degli sbrigliamenti necessari ed il
tasso di mortalità. Nonostante una cura adeguata, la mortalità supera
il 20% dei casi, specie nella gangrena
di Fournier, che colpisce scroto e perineo. Descritta per la prima
volta nel 1883, ha un esordio con malessere e fastidio scrotale che
progredisce bruscamente, con brivido e febbre elevata. A livello del
solco balano-prepuziale compare un edema molle e roseo, vescicole,
pastosità, ipercolorazione della cute, necrosi ed ulcerazioni che si
estendono rapidamente alla totalità della cute del pene, alla borsa
scrotale ed eccezionalmente all'ipogastrio. Talora è presente dolore
lancinante e disuria. Successivamente, le condizioni generali tendono ad
aggravarsi e, a livello del pene, le lesioni diventano rapidamente
evolutive, con secrezione maleodorante e crepitio, per la comparsa di gangrena. È
una patologia interessante per la relativa rarità in epoca antibiotica
e, talora, per la | gravita delle condizioni generali. Infatti, la
diagnosi è spesso difficile perché lo stato i di shock in un paziente
in precedenza sano orienta verso altre patologie, in particolari
ischemiche, relativamente più frequenti. Tra le innumerevoli ipotesi
patogenetiche, quelle che attualmente godono di maggior credito sono
due, l'infiammatoria e la vascolare. Quest'ultima sembra essere legata
ad una trombosi acuta in soggetti diabetici. Il ruolo dell'ipotesi
vascolare potrebbe essere avvalorata dal fatto che la gangrena risparmia
le strutture dotate di i vascolarizzazione autonoma (testicoli, retto,
muscoli). Sono stati descritti innumerevoli fattori predisponenti quali
traumi, patologie o interventi genito-urinari, colo-rettali, addominali
e malattie sistemiche. La terapia è prettamente chirurgica, con ampi
sbrigliamenti, drenaggi e medicazioni locali. La terapia medica prevede
l'ampio uso di antibiotici e terapie di sostegno (NPT). Ma anche in
epoca antibiotica la mortalità, come già accennato, resta comunque
elevata: da ciò deriva l'importanza di una diagnosi precoce per poter
instaurareuna terapia adeguata.
oppure
cfr
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di dermatologia