INTOSSICAZIONI DA SOSTANZE VARIE E CURA

TRICLOROETILENE GENERALITÀ

Bisogna da una parte inibire l'assorbimento intestinale del veleno, quando sia stato ingerito, e favorirne l'eliminazione polmonare, dall'altra attuare una terapia sintomatica delle manifestazioni cliniche dell'intossicazione: disturbi della coscienza che sopraggiungono dopo un intervallo libero di qualche ora, disturbi digestivi, e soprattutto, turbe da ipereccitabilità miocardica che possono, nei casi più gravi, tradursi in fibrillazione ventricolare.

NORME PER LA TERAPIA

Eliminazione del tossico. In caso di ingestione, effettuare una gastrolusi, se necessario dopo intubazione endotracheale e somministrare, dopo il lavaggio, da 150 a 200 ml di olio di paraffina nell'adulto o 3 ml/kg nel bambino. In tutti i casi gravi, favorire l'eliminazione polmonare del veleno con l'iperventilazione.

Terapia sintomatica

Il coma con depressione respiratoria richiede ventilazione artificiale con intubazione endo-tracheale, alimentazione parenterale, nursing. La diarrea è spesso corrosiva per la pelle. Bisogna evitare il contatto prolungato/e trattare le lesioni come escare. La comparsa di disturbi cardiaci deve essere rilevata per mezzo di sorveglianza cardiaca continua. I disturbi dell'eccitabilità miocardica sono trattati con procainamide o propanololo in infusione ev (Inderal 1-2 f. in 250 mi di glucosata al 5%). La somministrazione di simpaticomimetici assolutamente da proscrivere per il rischio .li favorire la comparsa di disordini del ritmo. N.B. Il tricloroetilene è attualmente usalo d|| tossicomani per via inalatoria (sniffing).

TRIORTOCRESILFOSFATO

Liquido molto tossico, presente in alcuni olii lubrificazione e oli per freni. Se ingerito, provoca gravi disturbi gastroenterici (vomito, dolori addominali, diarrea) quindi una pericolosa fase di latenza clinica, seguita da una sindrome neurologica sensitivomotoria: crampi, contratture muscolari, paralisi di tipo polinevritico, simmetriche e ascendenti: partendo dagli art inferiori colpisce poi gli arti superiori, talvolta i nervi cranici.

NORME PER LA TERAPIA

Non esiste alcuna terapia specifica. Un'attenta sorveglianza ed una rieducazione funzionale sono indispensabili per attenuare le possibili sequele. In caso di interessamento dei muscoli respiratori, l'assistenza della respirazione permette di superare il momento più critico.

XILENE
GENERALITÀ
Se ingerito, lo xilene provoca coma con ipoventilazione. Possono comparire disturbi cardiaci che sono favoriti da somministrazione impropria di simpaticomimetici.

NORME PER LA TERAPIA
Gastrolusi e sorveglianza dello stato di coscienza. In caso di coma, intubazione e ventilazione assistita per aumentare l'eliminazioni della sostanza tossica per via respiratoria. Frequente o meglio, sorveglianza elettrocardiografica continua. Le extrasistoli sono dominabili con propranololo (Inderal 1-2 f. in 250 ml di glucosata isotonica). In caso di ipotensione bisogna somministrare corticosteroidi ev e fornire liquidi. I simpaticomimetici sono controindicati.

 

API, VESPE, FORMICHE

(cfr imenotteri puntura)
In caso di puntura nel cavo orale, che si può complicare con edema della glottide: corticosteroidi ev (per es.: SoluMedrol); tracheotomia in caso di asfissia. Di fronte a casi gravi, dovuti a punture multiple o a shock anafilattico: - adrenalina ev: 0,25-0,50 mi di una soluzione I all' l%o diluita 10 volte, somministrata molto lentamente; i corticosteroidi ev ad alte dosi (per es. Decadron fosfato, Flebocortid, SoluMedrol).

FUNGHI
L'intossicazione da funghi è funzione non solo 'della specie responsabile, ma anche del soggetto nel quale si verifica: si nota, infatti, la particolare gravità di questa intossicazione nel bambino, nell'etilista e nella donna in gravidanza. In Italia, anche se molti funghi sono velenosi, i casi più gravi si riscontrano in caso di ingestione di amanita falloide e di specie simili. Divideremo queste intossicazioni in due gruppi 'in base alla clinica e alla prognosi.

Sindromi a comparsa tardiva, gravi

Sindrome falloidinica (amanita falloide, amanita verna, amanita virosa).

CLINICA

I primi sintomi appaiono improvvisamente da 6 a 30 h dall'ingestione; ad un malessere generale fanno rapidamente seguito disturbi gastroenterici gravi: diarrea profusa, vomito, dolori addominali.
— Si instaura allora una grave sindrome da disidratazione con ipotensione arteriosa e ritenzione renale (oliguria). In 3a giornata si manifesta una grave insufficienza epatica tanto clinicamente con comparsa di subittero, che biologicamente con transaminasi molto elevate e considerevoli disordini della crasi sanguigna.
— Nelle gravi intossicazioni l'evoluzione è spesso fatale; con un quadro di encefalopatia epatica, con gravi disturbi emorragici.

TERAPIA

— Pronto riequilibrio delle perdite idriche e saline, con infusione di soluzioni glucosate e polisaline, sulla guida degli esami di laboratorio.
— Gastrolusi se l'ingestione è avvenuta da meno di 24 h per eliminare anche piccole quantità di funghi residui.
— Neomicina 4 cpr. x 4/die per diminuire la carica tossica dovuta al riassorbimento dal lume intestinale di tossine batteriche.
— Ripetuti controlli degli esami epatici (bilirubina, transaminasi, attività protrombinica, PTT) per poter valutare l'andamento dell'intossicazione.
— In presenza di deficit della coagulazione vitamina K o altri fattori plasmatici.
Altri funghi sono capaci di provocare sindromi tardive (Gyromitra esculenta, Sarcosphora coronaria). Provocano disturbi digestivi, affezioni nervose, emolisi (ittero, eventuale risentimento renale).
LA TERAPIA è sintomatica con exsanguinotra-sfusioni, se necessario.

Cortinarius orellanus

Dopo 4-5 gg. di incubazione compaiono gravi disturbi digestivi e segni di interessamento renale (albuminuria, edemi, elevazione dell'azotemia). Inoltre compaiono talvolta segni meningei così come eruzioni varie. L'evoluzione può essere mortale per insufficienza renale cronica.
LA TERAPIA è anche in questo caso puramente sintomatica. La dialisi peritoneale o l'emodialisi sono le uniche terapie per l'insufficienza renale.
Sindromi a comparsa precoce Sono generalmente meno gravi delle precedenti.
Sindrome lividina (Entoloma lividum, Trico¬loma pardinium, Russula emetica, Boletussatanas).
Questa intossicazione è rappresentata essenzialmente da disturbi digestivi talvolta gravi (vomito, diarrea).
La correzione della disidratazione con abbondanti infusioni è sufficiente a riportare il quadro alla normalità. Bisogna però tener presente il possibile danno epatico (dosaggio delle transaminasi e dei fattori della coagulazione).
Sindrome muscarinica (Clinocybes dealbata, Inocybes).
Dopo ingestione compaiono rapidamente vampate di calore con sudorazione, miosi, la¬crimazione, rinorrea ed ipersecrezione bron¬chiale. Talvolta compaiono disturbi nervosi, tipo parestesie, vertigini, singhiozzo.
La terapia consiste nel prescrivere atropina ev (1 mg ripetibile).
Sindrome panterina (Amanita muscaria, Amanita pantnerina).
Poco tempo dopo l'ingestione compaiono disturbi digestivi, accompagnati da pirosi e seguiti poi da parestesie, sopraggiunge, quindi, uno stato di eccitazione, confusione mentale, delirio che può, talvolta, arrivare al coma convulsivo (Amanita pantherinà).
A questo stato di agitazione segue un periodo di sonnolenza di qualche ora, dal quale il malato esce, di solito, ristabilito, ma con amnesia riguardo al periodo di intossicazione.
Sindrome coprinica (Coprinus atramentarius).
* Questi funghi si comportano come farmaci "antabuse".
Sono capace di provocare disturbi (nausea, ipotensione) se l'ingestione è seguita, anche a distanza di qualche giorno, dall'ingestione di alcol (vedi in precedenza, II. Antabuse).

PESCI E CONCHIGLIE

Pesci tossici
Alcune aringhe del Pacifico hanno provocato casi di insufficienza circolatoria, midriasi, e convulsioni. La terapia è sintomatica (sangue, corticosteroidi).
Il tonno provoca talvolta nel soggetto sensibile shock di tipo istaminico con vasodilatazione, cefalee, collasso. Prescrivere corticosteroidi, antistaminici, anche trasfusioni se necessario.
Pesce riccio e pesce luna
Questi pesci dei mari caldi non sono commestibili; se ingeriti per errore provocano disturbi della sensibilità superficiale, sudorazione, scia-lorrea, nausea, convulsioni e collasso. La tetrodotossina che contengono ha un effetto curarizzante. LA TERAPIA è sintomatica. Somministrare (l'atropina in forti dosi. In caso di disturbi respiratori intubazione e ventilazione assistita. Murene e lamprede. L'ingestione di qui ili pesci provoca disturbi digestivi. Le uova di alcuni pesci (barbio, tinca, luccio) provoca gravi disturbi digestivi, che regrediscono però rapidamente.

Pesci velenosi
Murena
Il morso di questo pesce è molto velenoso | capace di mordere anche molte ore dopo CSM'H uscito dall'acqua. Il veleno è emolitico e ninni tossico. Dopo il morso possono comparire dispnea, angoscia e fascicolazioni muscolari.

LA TERAPIA è sintomatica.

Razze armate (volgarmente dette "bugghio")
Si trovano sulle nostre coste. La loro coda provvista di un aculeo che può penetrare nei tessuti o restarvi attaccato. Il veleno procura un dolore immediato e molto intenso, che si propaga a tutto l'arto che simula un'ustione: il paziente crede di avere immerso l'arto in acqua che bolle, da qui il nomignolo di "bugghio", che significa il pesce "bollore" !
— Attorno alla puntura compare una reazione locale, rappresentata da edema duro, dolore, caldo, ecchimosi, flittene ed adenopatia satellite.
— La reazione generale comprende angoscia e tendenza alla lipotimia.
TERAPIA
— Lavare la piaga con una soluzione antisii in | (per es.: ipoclorito di sodio o permanganato molto diluiti).
— Sollevare l'arto colpito.
— Attuare una terapia antitetanica e antibiootica per via generale (per es. Amplital, 2 g/die)
Pesci dragone (Mediterraneo) e dragoni
In seguito a puntura, provocano un dolori atroce, che si propaga all'arto, accompagnata da edema, ischemia ed escara. E' possibile la comparsa di lipotimia e shoh in seguito a puntura di dragone marino, si poi sono riscontrare stati di agitazione, accompagnati da delirio che necessitano di sedativi.
LA TERAPIA è identica a quella delle ferite provocate dalle razze. Alcuni autori suggeriscimi! l'impiego di gluconato di calcio ev contro il dolore.
Conchiglie,cozze e numerose conchiglie marine possono ospitare dei protozoi parassiti (Gonyanlax ella), che hanno un effetto curarizzante. TERAPIA è quella dell'intossicazione da farmaci curarizzanti. Le ostriche possono molto raramente provocare disturbi digestivi, emorragici, epatici e Biliari. Il pericolo principale, infatti, è la febbre..
Meduse
Frequenti nei luoghi balneari nei nostri climi, il contatto della pelle con i loro filamenti evoca una puntura, seguita da bruciore. Può comparire una reazione generale con angoscia, malessere, persino sincope. Opportuno notare che esiste la possibilità di sensibilizzazione: un secondo contatto può scatenare delle reazioni più gravi. LA TERAPIA è sintomatica: antistaminici: antistaminici o corticosteroidi nelle forme gravi: (per es. Decadron fosfato: 1 f. im).

PIANTE
Aconito. Contiene l'aconitina. Terapia identica a quella dell'intossicazione da aconitina.
Agrifoglio. Le bacche possono provocare disturbi digestivi a volte gravi. La terapia è sintomatica.
Belladonna. Vedi in precedenza, II. Parasimpaticolitici.

Cicuta

LA SINTOMATOLOGIA provocata dalla grande  e dalla piccola cicuta è caratterizzata da parestesie, poi astenia e lipotimia. Progressivamente si instaura una paralisi progressiva «scendente, senza disturbi della coscienza (a parte quelli dovuti ad eventuale anossia).  LA TERAPIA consiste nella gastrolusi, se il soggetto è visto precocemente, e nella rianimazione respiratoria e cardiocircolatoria in reparto specializzato.
Cicuta velenosa. Se ingerita per errore, provoca convulsioni che richiedono l'impiego di sedativi potenti, che devono essere somministrati solo sotto assistenza respiratoria.
Colchico.
Coriaria.
Pianta mediterranea che produce delle bacche nere, responsabili di vomito e convulsioni.
Compensare le perdite gastriche e trattare le convulsioni con terapia sintomatica.
Diffenbachia. Pianta ornamentale da appar-tamento le cui foglie sono molto caustiche per le mucose: edema locale delle labbra e della lingua da curare in maniera sintomatica.
Digitale. Vedi in precedenza, IL Digitalici.
Edera
* PROVOCA, se le foglie vengono ingerite, sia disturbi digestivi, talvolta gravi, sia attacchi nervosi costituiti da agitazione, confusione mentale, talvolta convulsioni.
* LA TERAPIA è sintomatica. Evitare la sommi-nistrazione di sedativi potenti, nel caso sia impossibile attuare un'assistenza respiratoria.
Elleboro bianco. Vedi in precedenza, Proto-veratrina, in IL Simpaticolitici.
Noce moscata
* PROVOCA, se l'ingestione è abbondante, nausea, cefalea, vampate di calore, poi si instaura una sindrome caratterizzata da agitazione psicomotoria, ricercata dai tossicomani.
* LA TERAPIA è sintomatica.
Ranuncolo (botton d'oro)
* Questa pianta provoca, se ingerita in grandi quantità, bruciori di stomaco molto forti, con vomito e diarrea.
Oltre un certo grado di agitazione, possono comparire delle vere convulsioni con rischio di apnea.
Infine, si può verificare collasso circolatorio.
* LA TERAPIA è sintomatica.
Ricino
* L'ingestione di semi di ricino provoca, da una a due ore dopo, bruciori di gola, gravi disturbi digestivi (melena), tendenza al collasso.
È possibile insufficienza renale con anuria. Compaiono talvolta fenomeni di sensibilizzazione.
* LA TERAPIA consiste nell'eliminare il velino, quindi riequilibrare le perdite intestinali. In caso di collasso, somministrare simpaticomimetici (Levicor) o eventualmente delle trasfusioni.
compromissione richiede il trasfe¬rimento in reparto specializzato.
Rovo ardente (Pyracanthà): non tossico.
Tasso. I semi spesso ingeriti dai bambini, provocano uno stato di agitazione che può arri¬vare al coma, accompagnato da gravi disturbi digestivi.
Reidratazione, sedativi, rianimazione.
Vischio. I frutti sono pericolosi per il bam¬bino e sono responsabili di disturbi digestivi. Oltre i 5-10 frutti, rischio di ipotensione e disturbi cardiaci. Bisogna quindi eseguire una gastrolusi e, in caso, di ingestione massiva, sor¬vegliare il paziente per 3 gg. in reparto di riani¬mazione.

RAGNI

La tarantola e la vedova nera sono i soli peri-colosi.
* In caso di edema nella zona della puntura somministrare:
— antistaminici, per es: Fargan, f. im; Polara-min, cpr.;
— corticosteroidi, per es. Decadron fosfato im.
* Eseguire un richiamo della vaccinazione an-titetanica.

SCORPIONI

Raramente pericolosi in Italia.
* TERAPIA identica a quella delle morsicature di serpente in caso di morso da scorpioni neri australiani o della Mauritania.

SERPENTI

La vipera è il serpente più velenoso in Italia. Il suo morso può essere mortale nel bambino e nel soggetto debilitato. La prognosi dipende soprattutto dalla precocità della terapia. Anche se la puntura è poco dolorosa si complica precocemente con una notevole reazione locale, dolore, edema ed ecchimosi. In qualche ora adenopatia e flittene che possono infettarsi. Le reazioni generali sono, talvolta, molto precoci (sincope al momento della morsicatura).Si tratta di angoscia, dolori toracici e muscolari disturbi digestivi. In qualche ora, possono comparire una preoccupante sindrome emorragica (con porpora, caduta del tasso ematico di fibrina) e una emolisi. In alcuni casi può, con minore o maggiore gravità, comparire il collasso.
Sul luogo dell'incidente.
L'applicazione di un laccio, non eccessivamente stretto, deve essere attuata con prudenza: bisogna segnare l'ora di applicazione e cambiare ogni mezz'ora in funzione dell'edema. Le cauterizzazioni sono pericolose ed inefficaci. In tutti i casi bisogna immobilizzare il soggetto in attesa di soccorso.
Non appena possibile
Iniettare il SIERO ANTIVIPERA se o im (calcolai, la dose seguendo le prescrizioni della casa farmaceutica, secondo il peso del soggetto e il tempo trascorso dopo la morsicatura; per un adulto circa 20-30 ml).
— In alcuni casi, è opportuno aggiungere del II jaluronidasi per facilitare la diffusione.
— Per quanto riguarda l'iniezione del siero usare sempre il metodo di Besredka (iniettare 1/10 di 1 ml, seguito, 1 min più tardi, da 1 ml, somministrare infine la dose intera allo scadere di 10 min).
— Il siero deve essere conservato al riparo dalla luce, è valido per 1 mese a temperatura ambiente e 5 anni in frigorifero a +4 °C.
Le norme generali consistono nel lavaggio della ferita con un antisettico (d'urgenza, si può usare una soluzione molto diluita di ipoclorito di sodio o di permanganato di potassio).
La terapia antibiotica e quella con siero anti-tetanico saranno attuate sistematicamente (un richiamo del vaccino è sufficiente, se il maialo può provare di essere stato vaccinato recentemente ed in modo corretto). Contro i dolori prescrivere degli analgesici, evitando gli oppiacei che possono deprimere i centri respiratori. L'apnea richiede l'assistenza ventilatoria. In caso di shock fare delle trasfusioni e somministrare corticosteroidi solubili in forti dosi (per es. Flebocortid 1-2 g/die).


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