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IPERPOTASSIEMIA
appunti
del dott. Claudio Italiano
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di nefrologia
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anche ipopotassemia
Nella
maggior parte dei casi l'iperpotassiemia è dovuta ad una ridotta
escrezione renale di questo ione. Poiché l'escrezione del potassio
avviene in gran parte per secrezione tubulare piuttosto che per
filtrazione glomerulare, l'iperpotassiemia di solito non si manifesta
nel corso di una nefropatia progressiva finché non si abbia una
spiccata riduzione del filtrato glo-merulare e non siano manifesti i
segni clinici dell'uremia. I pazienti con ridotta funzionalità renale
sono incapaci di far fronte ad un sovraccarico potassico e spiccate
iperpotassiemie possono conseguire alla somministrazione di potassio
sotto forma di sostituti del sale da cucina nel corso di diete
sodiopeniche.
Un'eccezione
è rappresentata dalla comparsa di un'iperpotassiemia, spesso in
associazione con un'acidosi ipercloremica, in taluni pazienti con
pielonefrite cronica. Lathem e Carroll e Farber hanno descritto spiccate
iperpotassiemie in tali pazienti malgrado una riduzione del filtrato
glomerulare di modesta entità ed hanno attribuito tale alterazione ad
un deficit della captazione cellulare di potassio. Altri studiosi hanno
osservato una riduzione selettiva della produzione di aldosterone (ossia
ridotta produzione di aldosterone con normale secrezione di
corticosteroidi) in pazienti che presentavano analoga forma morbosa
caratterizzata da iperpotassiemia, acidosi ipercloremica e modesta
riduzione del filtrato glomerulare ed hanno attribuito l'iperpotassiemia
e l'acidosi metabolica (cfr equilibrio
acido-base) al deficit di mineralocorticoidi ".
L'iperpotassiemia
da ridotta escrezione di potassio può essere dovuta ad una specifica
alterazione dell'escrezione di potassio a livello del tubulo distale.
L'escrezione di potassio in sede distale è regolata dagli ormoni
mineralocorticoidi e soprattutto dall'aldosterone. Il deficit di
mineralocorticoidi, che può essere selettivo — come sopra descritto
ed in taluni bambini che sembrano mancare di un enzima della zona
glomerulare, la 18-idrossilasi, che è necessaria per la biosintesi
dell'aldosterone — o come espressione di un'insufficienza
corticosurrenalica generalizzata, spesso si manifesta con un'aumentata
concentrazione del potassio in sede extracellulare (cfr Il
surrene ). L'iperpotassiemia
è stata anche osservata nei pazienti trattati con dosi terapeutiche
dell'inibitore dell'aldosterone, lo spironolattone.
Tenuto
conto delle notevoli riserve intracellulari che esistono in equilibrio
dinamico con il potassio presente nei liquidi extracellulari, è notevole
il fatto che un'iperpotassiemia dovuta ad uno spostamento del potassio
al di fuori delle cellule non rappresenti un evento frequente. Dato che
l'apporto giornaliero di potassio con la dieta spesso si avvicina alla
quantità totale di potassio nel compartimento extracellulare, è da
sottolineare
la notevole capacità
delle cellule ad assumere rapidamente il potassio e, pertanto, a
mantenere la concentrazione extracellulare di ioni potassio in
quell'ambito molto ristretto, compatibile con una normale funzione delle
membrane cellulari. Questa fine regolazione risulta il più delle volte
disturbata da alterazioni dell'equilibrio acido-base. L'acidosi
metabolica può portare ad una rapida e spesso letale comparsa di
un'iperpotassiemia molto spiccata. In una forma piuttosto rara e poco
chiara quale è la paralisi familiare periodica iperpotassiemica,
l'elevata concentrazione plasmatica di potassio è analogamente
attribuibile ad uno spostamento del potassio dalle cellule nel
compartimento extracellulare.
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L'iperpotassiemia
si manifesta dal punto di vista clinico con una profonda astenia
muscolare e disturbi della conduzione cardiaca. Il trattamento dell'iperpotassiemia
richiede la riduzione dell'apporto dietetico di potassio unitamente a
provvedimenti atti ad aumentare l'eliminazione del potassio. Quando la
funzione renale sia adeguata, l'escrezione renale di potassio può
essere aumentata somministrando un agente diuretico, come i tiazidici,
l'acido etacrinico o la furosemide, i quali provocano un aumento della
concentrazione di ioni di sodio a livello delle sedi di scambio dei
tubuli
distali. Il più delle volte è necessario allontanare il potassio somministrando
resine a scambio ionico per via gastrointestinale (per via orale o per
clistere). Queste resine, di solito in fase sodica o ammonìca, legano
il potassio nel lume del tubo digerente e possono in tal modo
allontanare notevoli quantità di potassio. La dialisi peritoneale e
l'emodialisi sono state usate in caso di gravi e potenzialmente letali
iperpotassiemie, quando è desiderabile una rapida correzione di questa
anomalia. La somministrazione per via endovenosa di glucosio ed insulina
fa sì che il potassio penetri nelle cellule e, in tal modo, si può
ottenere una rapida riduzione del tenore potassico nel compartimento
extracellulare. Quando una grave acidosi metabolica coesista con
l'iperpotassiemia, una rapidissima riduzione della concentrazione in
ioni potassio nel siero ed una correzione dell'astenia muscolare e/o
delle alterazioni elettrocardiografiche possono essere ottenute pressoché
istantaneamente somministrando per via endovenosa alcali (bicarbonato di
sodio) e in tal modo correggendo l'acidosi. Quando l'iperpotassiemia sia
attribuibile ad un deficit di mineralocorticoidi, una rapida correzione
di questo disturbo può essere ottenuta somministrando
mineralocorticoidi molto potenti come il 9-alfa-fluoridrocortisone.
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