Ipertensione arteriosa e danno d’organo: marker di danno

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Markers cardiaci di danno d’organo

I markers di danno d’organo con maggior valore prognostico cardiovascolare sono:
•Danno cardiaco: Ipertrofia ventricolare sinistra;
•Danno vascolare: IMT (spessore medio intimale) carotideo, stiffness arteriosa, indice braccio-caviglia e disfunzione endoteliale.
La presenza e l’entità del danno d’organo è comunque influenzata da numerose variabili, tra cui grado e durata dell’ipertensione, fattori bioumorali ed ormonali, predisposizione genetica, coesistenza di altri fattori di rischio, trattamento farmacologico. disfunzione endoteliale;
•Danno renale: Ridotta GFR e microalbuminuria.

L’ECG è la metodica più semplice per la diagnosi di IVS. Uno dei classici criteri utilizzati è quello basato sull’indice di Sokolow-Lyon. Occorre procedere misurando nel tracciato cardiaco i seguenti parametri:Onda S in V1 + onda R in V5 o V6  Cut-off: ≥35 mm. Un altro indice spesso  utilizzato è il “Cornell voltage” R in aVL + S in V3 Cut-off: >28 mm (uomini), >20 mm (donne)

indice di Sokolow-Lyon

Un ulteriore indice, che tiene  conto del lieve slargamento del  QRS spesso associato all’IVS è legato ad un ritardo di conduzione intramiocardico, è il “Cornell product” “Cornell voltage” index · durata QRS  Cut-off: ≥2440 mV · ms

ecocardiografia: ipertrofia del miocardioTuttavia le linee guida sostengono che la metodica più affidabile per la diagnosi di ipertrofia ventricolare sinistra è l’ecocardiografia, che infatti è inclusa dalle attuali Linee Guida europee (ESH/ESC Guidelines for the Management of Arterial Hypertension) tra gli esami “raccomandati” nella valutazione iniziale del paziente iperteso. Tale metodica ecocardiografica consente la misurazione ecocardiografica della massa VS. E’ generalmente basata sulla misurazione degli spessori parietali e del diametro del ventricolo sinistro in telediastole Cut-off: ≥125 g/m2 (uomini), ≥110 g/m2 (donne). Anche in presenza di normale frazione di eiezione, una disfunzione diastolica è un reperto frequente in pazienti ipertesi

Danno d’organo vascolare

Il modo più semplice per valutare il danno d’organo a livello vascolare consiste nel misurare lo spessore medio-intimale (IMT) a livello carotideo. L’IMT, facilmente determinabile con metodica ecografica, è un marker precoce di aterosclerosi frequentemente osservabile in pazienti ipertesi. Anche se generalmente un IMT >0.9 mm a livello della carotide comune può essere considerato patologico, i valori di normalità sono influenzati dall’età. Variano inoltre in base al segmento carotideo studiato (es. carotide comune, biforcazione, etc...). 

L’ IMT è, comunque sia, un potente predittore indipendente di eventi cardiovascolari. Nel recente studio ELSA, condotto su 2334 pazienti ipertesi, un aumento di 0.1 mm dell’IMT corrispondeva ad un aumento del 25-35% del rischio di eventi cardiovascolari (cfr Zanchetti A, et al. Circulation 2009). La misurazione della velocità dell’onda di polso, generalmente calcolata tra carotide comune e arteria femorale, fornisce una stima della stiffness arteriosa. Un valore >12 m/s suggerisce la presenza di stiffness aumentata. La velocità dell’onda di polso è un predittore indipendente di eventi cardiovascolari in pazienti ipertesi. Un ulteriore metodo per valutare la presenza di danno d’organo vascolare consiste nella misurazione dell’indice caviglia-braccio. Nel recente studio PAMISCA, un indice caviglia-braccio <0.9 è risultato essere un predittore indipendente di eventi cardiovascolari in 1101 pazienti ipertesi con sindrome coronarica acuta.

 

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