Ipertrofia prostata

L'ipertrofia nodulare benigna della prostata è una malattia che si sviluppa tipicamente oltre i 50 anni di età. La frequenza aesce con l'età.I disturbi riguardanti lo svuotamento vescicale compaiono con maggiore frequenza tra i 60 e i 70 anni, età in cui l'ipertrofia prostatica raggiunge un'incidenza del 65%.  Tra le patologie che riguardano la prostata, la più diffusa è sicuramente l'ipertrofia prostatica benigna o adenoma della prostata. Ciò avviene soprattutto dopo i 50-60 anni. Con l'avanzare degli anni, infatti, la parte centrale della prostata tende a ingrossarsi fino a superare anche di 2-3 volte le misure ritenute normali. Con l'età aumenta il tasso di estrogeni ed essendo la parte muscolare della prostata dotata di un gran numero di recettori per gli estrogeni, la ghiandola si ipertrofizza.

Classificazione

Si possono differenziare i seguenti stadi:
• primo stadio (o stadio irritativo): riduzione del flusso urinario, nicturia, pollachiuria, ritardo nell'inizio della minzione;
• secondo stadio (o stadio del residuo urinario): stessi disturbi del primo stadio e comparsa di un residuo urinario sempre maggiore, infezioni recidivanti delle vie urinarie, formazione di calcoli vescicali, minzione imperiosa con incontinenza;
• terzo stadio (o stadio di scompenso): minzione da stravaso (iscuria paradossa), rene da stasi, insufficienza renale scompensata fino ad arrivare all'uremia.

 

Patogenesi

L'eziologia non è stata ancora del tutto chiarita. Probabilmente vengono ad agire contemporaneamente vari fattori, tra i quali le alterazioni della prostata svolgono il ruolo principale:
• l'attività della 5-a-reduttasi è aumentata;
• il diidrotestosterone si forma in maggiore quantità ed il rapporto fra androgeni ed estrogeni è alterato.
Questi cambiamenti agiscono sinergicamente sul tessuto prostatico provocandone la proliferazione.

Anatomia patologica

La denominazione di iperplasia o ipertrofia prostatica benigna è stata estesa, venendo applicata a qualunque aumento di calibro della ghiandola senza prendere in considerazione le forme istopatologiche. Si tratta di una neoformazione di tessuto che si presenta in forma di masserelle o noduli perimetrali, che si sviluppa come un tumore benigno. Istologicamente si osservano diversi tipi di tessuto In proti ni variabili.

Fibromiomi

. Essi originano probabilmente dalla proliferazione della muscolatura liscia e del tessuto connettivo che circondano i dotti di uscita delle brevi ghiandole uretrali e sottomucose. Nei fibromiomi sono assenti le parti elastiche che esistono nello stroma della prostata normale.

Epiteliomi.

Originano probabilmente a partire dai noduli epiteliali, che secondariamente includono dotti ghiandolari limitrofi. Quasi sempre si tratta di cellule cilindriche ipertrofiche che si ritrovano con disposizione ordinata ordinata intorno a numerose papille. Queste sono morfologicamente simili alle cellule basali della ghiandola prostatica, ma possiedono un'attività secretoria molto scarsa.

Localizzazione.

L'ipertrofia è presente generalmente a livello del tessuto ghiandolare del lobo medio laterale e, solo in rari casi, anteriore. Un'ipertrofia non ha quasi mai origine nel lobo posteriore . Con l'aumento progressivo delle dimensioni dei noduli II tessuto ghiandolare del lobo laterale e posteriore viene compresso fino a formare un sottile strato di tessuto situato fra i noduli iperplastici in accrescimenti e la capsula. Questo strato forma, all'interno della capsula vera, una parete chiamata capsula prostatica chirurgica.
L'adenoma prostatico può assumere macroscopicamente diverse configurazioni che impediscono in svuotamento della vescica:
• un piccolo adenoma fibroso nodulare, che provoca rigidità del collo della vescica; la prostata in questi casi è atrofica, il collo vescicale è rigido e contratto, avvolto "a borsa di tabacco". Altre volte questa alterazione strutturale coinvolge la parte inferiori della vescica, in prossimità della via di deflusso dell'urina;
• spesso si sviluppano noduli neoplastici simmetrici, sebbene a volte predomini lo sviluppo in un lato. La forma più frequente coinvolge i lobi laterali (lobo ramificato) e gli adenomi si ritrovano principalmente nei lobi laterali e medio (ipertrofia trilobulare).

ipertrofia prostaticaSegni

I sintomi del paziente prostatico sono il bisogno di urinare più spesso del normale, nicturia (bisogno di urinare di notte), urgenza minzionale (bisogno urgente di urinare, a volte con perdita involontaria di qualche goccia di pipì), minzione "intermittente" (a più tempi), sensazione di non aver svuotato del tutto la vescica, difficoltà a iniziare la minzione (nonostante la presenza di un forte stimolo), gocciolamento post-minzionale (dopo aver urinato, il paziente nota la fuoriuscita di alcune gocce di urina). Nei casi più gravi può insorgere anche la completa incapacità ad urinare (ritenzione urinaria), tanto da rendere necessario il riscorso al catetere per lo svuotamento.

Diagnosi

Il primo controllo della prostata si avvale dell'esplorazione rettale, l'esame della prostata eseguito attraverso l'orifizio anale consigliato ogni anno a partire dai 50. Uno degli strumenti diagnostici principali, poi, è l'ecografia transrettale, che consente di rilevare le dimensioni della prostata e la sua eventuale pressione su uretra e vescica. Altro esame che può essere prescritto dal medico è la flussometria: misura la velocità e la forza del getto urinario, da cui si può dedurre una rilevante ostruzione al flusso urinario. Spesso vengono eseguiti un dosaggio del Psa (antigene prostatico specifico), per escludere la coesistenza di un carcinoma della prostata, e un esame delle urine.

Trattamento

In caso di ipertrofia lieve il medico prescrive i seguenti farmaci:

-inibitori della 5 alfa riduttasi

- alfa-litici.

 Il primo gruppo di farmaci (per es. finasteride e dutasteride) bloccano la trasformazione del testosterone nella sua forma attiva diidrotestosterone, che stimola la crescita della prostata. Gli alfa-litici, invece, appartengono alla classe di farmaci in grado di rilassare i muscoli del collo vescicale, dell'uretra prostatica e della stessa prostata, facilitando, così, il passaggio dell'urina nell'uretra. Entrambi i gruppi di farmaci, però, possono avere degli effetti collaterali. In particolare, gli inibitori della 5 alfa riduttasi possono ridurre la capacità erettiva del pene, mentre gli alfa-litici possono ridurre la pressione arteriosa  causando lipotimia, e, solo raramente, generare l'eiaculazione retrograda.

 

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