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Perché continuare a tediarvi con la storia dell’elettrosmog a Milazzo? Perché in prima persona, o quasi, abbiamo sperimentato nuove patologie che investono i Milazzesi e che, prima, conoscevamo solo sui libri e sembrano correlate all’elettrosmog. Di che si tratta?? Di leucemie e linfomi. La leucemia bene o male la conosciamo, ma cos’è un linfoma?? La domanda sorge spontanea... Si tratta di tumori che a Milazzo, si sono manifestati in persone adulte, di 30 anni in su, nella forma di "linfoma cutaneo a cellule T" e di linfoma del mediastino, cioè a localizzazione rispettivamente cutanea, per es. nelle regioni della testa, del collo e del dorso, come di noduli grandi quanto una noce, oppure a sede profonda, mediastinica, a livello linfonodale, e con diffusione alle altre stazioni linfonodali, peribronchiali, sopraclaveari, laterocervicali. Si chiamano linfomi, se sono tumori dei linfociti, cioè della serie delle cellule bianche del sangue che, a differenza della leucemia che è, appunto, diffusa nel sangue, si localizzano principalmente in noduli cutanei e danno metastasi a livello dei linfonodi vicini, almeno negli stadi iniziali, (mi scusino i colleghi per la semplicità dell’esposizione, ma mi devo fare capire da tutti!); il nodulo appunto è dato dall’accumulo di linfociti maligni che si ammassano in una "lesione" di forma nodulare; in seguito però la patologia diventa sistemica, cioè diffusa a tutto il corpo. La cura è lunga e difficile e comporta, nei casi più avanzati (quando già è evidente il nodulo cutaneo!) una terapia con polichemioterapici, (la chemio) ed effetti collaterali pesantissimi, come anemia grave, insufficienza renale acuta, neuropatia, paresi periferica, caduta dei capelli, emorragie enteriche e gastriche ecc. ; tale terapia viene attuata presso Centri altamente Specialistici autorizzati, non certo a Milazzo. Mi soffermo su questi particolari perchè il lettore deve prestare la massima attenzione a lesioni della cute di tipo nodulare, cioè a quella che classicamente sembrano una "cisti sebacea", ma che in realtà non ha un contenuto sebaceo, anzi!! Ogni lesione del genere va bioptizzata! Mai tentare cure con pomatine al cortisone, come qualsivoglia lesione della pelle di pertinenza dermatologica perché dopo una prima regressione, ci sarà la recidiva, perché la "cisti" ritorna e si moltiplica, si accresce e diventa delle dimensioni di un manderino, di colore rosso cupo, bombata... ed ogni terapia antibiotica è inutile... Quindi, se non si interviene con la "chemio", la lesione si ulcera, ed essuda sangue in gran copia!! Questo è ciò che vediamo nei milazzesi colpiti! Ebbene, la causa è da ricercare nell’elettrosmog; lo so che i colleghi storceranno il naso, per ricordarmi che alla base delle teorie eziopatogenetiche, si riconosce una causa virale, di un ipotetico Virus di Epstein Barr, si parla di inquinanti atmosferici, es. il benzene (Ah! Ahi! Vedi l’inquinamento industriale!!!), di radiazioni...di aberrazioni cromosomiche, però c’è una letteratura internazionale, non prezzolata, che ammette che l’esposizione a C.E.M. (campi elettromagnetici ad alta frequenza, tipici delle telecomunicazioni) determina la capacità di indurre modificazioni del DNA cellulare (H. Lai, N.P. Singh) ed aumento nell’incidenza di linfomi, rispetto a gruppi di controllo (Repacholi); segue poi l’induzione di altre patologie, come il rischio di cataratta, le alterazioni delle gonadi, le alterazioni del sistema emopoietico (riduzione dei linfociti, modificazioni delle proteine plasmatiche, monocitosi), le alterazioni del sistema nervoso (cefalea, vertigini) e del sistema endocrino (alterazione degli ormoni tiroidei e dell’asse ipotalamo-ipofisi-tiroide). Altri effetti "non termici" si esplicano prevalentemente a livello della membrana cellulare degli organismi viventi e provocano variazioni dell’efflusso degli ioni calcio e produzione di correnti indotte a livello di cellule eccitabili (neuroni e cellule muscolari) con modificazioni della frequenza di emissione dei potenziali d’azione. A questi effetti si riconduce la sindrome caratterizzata da sintomatologia a carico del diencefalo (astenia, vertigini, crisi vaso-vagali), che di recentemente su modelli animali è stata dimostrata, cioè la mancanza di forza, e chi è che a Milazzo non ha senso di spossatezza, mancanza di forza, insomma scarsa "balìa!" I risultati di queste ricerche devono far riflettere sull’esposizione cronica a CEM ad alta frequenza e indurre misure di cautela, considerandoli quali "possibili cancerogeni", senza dover aspettare i risultati di decennali studi epidemiologici. Studi che sono stati avviati da poco, dato che negli ultimi anni si sono moltiplicate le sorgenti di campo elettromagnetico, soprattutto quelle ad alta frequenza (RF-microonde) per l’enorme diffusione delle telecomunicazioni, in particolare della telefonia mobile, lasciamo da parte perora il capitolo dei tralicci ad alta tensione!!!! . La soluzione ideale, dunque, che si prospetta a Milazzo, al di la dei costi che sono ingenti per spostare i cavi telefonici e i ponti GSM, (ma anche le schede di autoricarica costano una cifra e pure le spese per la salute!) è quella di decentrare i ripetitori in un sistema a "microcelle", ossia installare piccoli ripetitori di segnale cellulare di debole potenza, in zone alte, lontano dai centri abitati e di diffonderli il più possibile sul territorio: è economicamente comodo concentrare 40-50 pannelli, quando il povero milazzese ignaro che si affaccia al balcone o che vive nei pressi o si ammala o si abbronza, data l’emissione di radiazioni a frequenza radio!!! Meditiamo, gente.... quelli colpiti potreste essere voi, anche se abitate lontane dal Centro, al Capo per esempio, all’ombra di altri ripetitori, come sembrerebbe da altre situazioni patologiche !! PS. Per ulteriori informazioni rivolgetevi al sottoscritto e-mail clital@inwind.it oppure visitate il sitoweb specialistico che parla di elettrosmog e rischio salute: http://sanfruttuoso2000.tripod.com/Buon anno (si fa per dire!), Claudio Italiano! Preghiera a Gesù Bambino….da Milazzo! Caro Gesù che hai scelto di farti povero e di nascere al freddo, noi Milazzesi ti offriamo, in questa Santa Notte, la sofferenza di tante famiglie che sono diventate povere e di tanti papà disoccupati di questa industria che ci stritola e ci distrugge mentre le campagne ed il mare non possono più accogliere queste braccia….
Grazie, Santo Bambino!
Dal 01/09/01 i generici a Milazzo, ovvero: " La passa la Mutua?" Anche a Milazzo, come nel resto del continente europeo, basti pensare che in Germania i farmaci generici costituiscono il 39% della spesa sanitaria, il 38% in Danimarca, il 22% nel Regno Unito, il 13% in Olanda e il 4% in Francia, è entrato in vigore il nuovo sistema di rimborso dei farmaci generici, ossia dei medicinali che contengono il medesimo principio attivo dei farmaci "di marca" ma che costano il 20% in meno. Ma che significa farmaco generico? Lo abbiamo chiesto a Milazzo o' Zu' Peppe, il nostro simpatico pensionato, esemplare di arredamento da sedile della Marina Garibaldi… ci ha guardati con aria diffidente e ci ha risposto: " Nuddu rigala nenti… sunnu midicinali chiù scassi! " In realtà il ministero della Salute lo ha reso noto in una nota: con la nuova legge introdotta dalla Finanziaria 2001 il servizio sanitario nazionale rimborserà interamente solo il prezzo dei farmaci generici e parzialmente di quelli "con brevetto", secondo un "prezzo di riferimento" stabilito in base ad una media europea. "Se tra i farmaci dispensati gratuitamente dal Sistema sanitario nazionale -- si legge nella nota -- ve ne sono due o più uguali per composizione, efficacia, tollerabilità, dose e confezione, il servizio sanitario coprirà solamente il costo di quello di prezzo minore". Nel caso siano prescritti medicinali di costo maggiore, "il cittadino dovrà pagare la differenza di prezzo tra il farmaco 'generico' e quello ancora coperto da brevetto".
Che vor' di' ? Se per es. vi siete beccati la tonsillite e vi hanno prescritto Zimox cpr o Augmentin , dovete sborsare una cifra in più nell'ordine di qualche migliaio di lire che se vi foste fatti prescrivere dal curante "Amoxocillina compresse", che assumerete con la stessa posologia di Zimox e con lo stesso risultato. Come mai? Perché i medicinali sono inizialmente coperti da brevetto per 20 anni e sono quelli "griffati", che vengono commercializzati dalle case farmaceutiche con nomi di fantasia e risultano più costosi. In quest'arco di tempo, infatti, la casa farmaceutica si rifà delle spese di ricerca e paga un esercito di informatori scientifici che assaltano gli studi dei medici per dare tutte le informazioni sul farmaco: anch'essi ovviamente hanno un costo, che incide sul farmaco; si tratta, per capirci, di quei signori incravattati che entrano ogni tre pazienti, mentre voi vi incavolate perché si allunga il turno di attesa!! Tuttavia dopo 20 anni scade il brevetto ed il farmaco può essere ridistribuito dal Ssn senza marca, solo con il nome del principio attivo, appunto nel nostro esempio, "amoxocillina". E' chiaro che lo zu' Peppe, dal punto di vista psicologico, nell'effettuare una cura, si sente più confortato "terapeuticamente e psicologicamente" se assume un farmaco più costoso (più costoso=migliore, psicologicamente parlando!). In realtà i farmaci che utilizziamo i medici in borsa sono poche specialità salvavita in fiale, dal costo ridotto, che funzionano meglio delle miriadi di compressine a rilascio prolungato, a microgranuli, tamponati ecc. ecc. di "bitilbicarbonato-borotalco-e-semellino-'na-custata-fiorentina-cu'-nu-mienzu-litru-e-vinu-grammi-zero-zero-tre", come dice Renato Carosone, in "Pigliati 'na pastiglia"!! Mi ricordo, inoltre, quando ero in Marina Militare, che esisteva già da allora la famosa "aspirina delle forze armate", in compresse da 500 mg" fatta dall' Istituto Farmacoterapico della Difesa di Firenze, che, nostalgicamente, anche i vecchi medici ci richiedevano per la bontà della preparazione e le supposte per il mal di mare, che sembravano dirigibili, ma che erano efficacissime!! Ma vuoi mettere il fascino del farmaco griffato?? - Dunque, messo da parte l'effetto placebo della griffa, lasciamo che i nostri medici ci prescrivano farmaci generici, specialmente se non abbiamo i soldini per comprarci quelli di marca, dai nomi più strani! Per fare ulteriore chiarezza, vi diremo che il Diazepam Generico gocce, che tutti i Milazzesi (purtroppo!) assumono per l'ansia e lo stress, costa almeno il 20% in meno rispetto al suo 'Collega' di marca, il "Valium gocce o Ansiolin gocce", e ciò può consentire interessanti risparmi, sia al Paziente che al Servizio Sanitario Nazionale nel suo complesso. Ma chi ci garantisce che il Diazepam Generico (ove esista) sia effettivamente 'buono' quanto quello di Marca? La normativa internazionale pone, ovviamente, una serie di condizioni e di controlli il cui scopo è quello di garantire gli standard di qualità farmacologica e farmaceutica. Il fatto è che con l'impiego dei "generici" si può ipotizzare un risparmio per il servizio nazionale su base annua di circa 250 miliardi (le stime inizialmente previste di 500 miliardi si basavano su una diversa modalità applicativa che prevedeva il prezzo di rimborso pari al più basso disponibile sul mercato rispetto al prezzo medio ponderato introdotto con la Finanziaria 2001). Allora la domanda sorge spontanea: "Ma la passa la Mutua??" La risposta è : "Vi passa quella vecchia… appunto la specialità vecchia!"
I CITTADINI RISCHIANO MAGGIORI COSTI : I PRO E I CONTRO. Il nuovo sistema di rimborso stabilito dal governo, secondo le associazioni dei consumatori, potrebbe tradursi in nuovi costi per i cittadini. "Dal 1° settembre, i cittadini potranno trovarsi a pagare di più, perché fino a oggi i farmaci rimborsabili erano totalmente a carico del sistema sanitario nazionale mentre da sabato sarà detratto solo il 'prezzo di riferimento'", spiega un portavoce del comitato consumatori Altroconsumo. La normativa del ministero riguarderà 653 confezioni di medicinali generici in commercio, suddivise in 38 sostanze diverse, spiega la nota. "Starà ai cittadini, ma anche ai medici e ai farmacisti, informarsi su quali farmaci sono interamente rimborsati e quali no e confrontare i relativi prezzi", aggiunge Altroconsumo. A tal scopo, il ministero ha avviato una massiccia campagna informativa presso cittadini, medici e farmacie. "Con la nuova legge c'è un vantaggio e un rischio", spiega a Reuters il portavoce di Altroconsumo. "Da un lato c'è un risparmio per il sistema sanitario nazionale e per il cittadino, perché si punta ad acquistare farmaci di minor costo ma di uguale effetto terapeutico, dall'altro senza adeguata informazione c'è il rischio che vengano prescritti farmaci più costosi e pertanto rimborsabili solo in parte, quando in commercio invece c'è l'equivalente generico". "Secondo una ricerca condotta da AltroConsumo direttamente presso 77 medici di base, solo 27 hanno prescritto al paziente un farmaco generico o economico -- spiega il portavoce -- pertanto l'informazione è necessaria". E a Milazzo??? State calmi: c'è già qualche nota farmacia del centro che si è imposta di fare chiarezza sull'argomento, di consigliare il farmaco generico, nonostante abbia una perdita! Meno male!
Per saperne di più, comunque: Il ministero della Salute e AltroConsumo hanno messo a disposizione un numero verde (800-001177), oltre alla possibilità di scaricare l'opuscolo informativo dal sito www.altroconsumo.it. Il Tribunale del Malato indica invece un altro recapito informativo (06.36718444) e ulteriori dettagli al sito www.cittadinanzattiva.it.
E chiudiamo con una nota dolente… … ci associamo pure noi, con tutti i bimbi del Piaggia, al dolore della famiglia della piccola Maria Concetta, vittima di una Milazzo sorda, di adulti sulle macchine, che non è a più una città a misura di bambino! Possa il terreno che c'è all'uscita dell'asse viario trasformarsi in un parco giochi, anziché in un parcheggio asfaltato per macchine, comìè da progetto, l'asse viario in un viale alberato di pini, la palma rinsecchita all'uscita in un' oasi di palme. Che Iddio ci ascolti!
Idee per una Milazzo in piazza, al verde! No, non è l'ennesimo articolo sulla disoccupazione dei milazzesi, e sulla conseguente mancanza di moneta! Ma è l'augurio che formuliamo, insieme all'amico Gigi Billè, perché possa ritornare in città il tanto agognato verde pubblico, una specie anch'essa in estinzione a Milazzo, se si eccettuano i recenti miracoli della Pinetina di Ponente e i giardinetti di Padre Pio a Vaccarella… per il resto solo squallore, incuria ed inciviltà. La riqualificazione ambientale, invece, è ormai divenuta un argomento di pubblico dominio, date le condizioni di vita che si sono create negli ultimi tempi a Milazzo, paese compresso in un grande agglomerato urbano ed area industriale a rischio, con emissioni di maleodoranti nubi di CO, SO2 e NO2 e conseguente ricaduta di pioggie acide, e non statemi a dire che non è vero: ne sanno qualcosa i contadini della piana che sono costretti ad utilizzare le serre con più frequenza per evitare la "bruciatura" delle foglie degli ortaggi e dei fiori, con conseguente abbassamento dei valori di Ph dei terreni, divenuti ormai improduttivi. Perciò verde a Milazzo significa qualità di vita, qualità ambientale globale del territorio. Oggi che c'è polemica sul passaggio dei TIR in centro dalla tabella ne potete capire il perché: un camion diesel sviluppa gr 60 di CO+15 g di NO+50 g di polveri nel transitare in centro!! L'unica risposta seria e concreta perciò resta la decongestione del centro e la realizzazione di spazi verdi e la conseguente scelta delle piante giuste che assolvano non solo a funzioni paesaggistiche, ma influenzino il mesoclima ed il microclima, determinando il filtraggio delle polveri prodotte dal traffico veicolare, l'umidificazione dell'aria, la riduzione del rumore, e che tollerino in vario modo da condizioni ambientali particolari.Il risultato sarà il calo dell'asma bronchiale e delle bronchiti nella popolazione e non solo….!
Tuttavia, là dove a Milazzo si pensa di smantellare le ultime oasi di terreno per costruire capienti parcheggi, altrove si spendono soldi per ottenere l'operazione inversa, cioè trasformare parcheggi in parcogiochi per i bambini. Infatti l’Amministrazione comunale di un Civile Paesino, Fiorano Modenese, ha promosso e realizzato nel 1998 un progetto di riqualificazione ambientale di un’area, Piazza della Ceramica, originariamente adibita a parcheggio per autoveicoli, trasformandola in un parco urbano. Si è trattato di un intervento dalle modeste dimensioni: la superficie recuperata è stata infatti pari a circa 1.400 m2, ma impegnativo sia da un punto di vista tecnico che finanziario nella sua ideazione ed esecuzione, che intende contribuire al miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti. Nella realizzazione della nuova area verde particolare risalto è stato dato al ricorso a piante in grado di filtrare le polveri dello smog ambientale impiegando alcune specie, come Carpinus betulus, Corylus avellana, Cornus sanguinea, Rosa rugosa, Salix repens argentea, Viburnum lantana, contraddistinte dalla fitta tomentosità delle foglie, in grado di assolvere a questa funzione. Inoltre, la particolare disposizione degli arbusti, compiuta a quinconce, unitamente all'elevata densità di impianto, essendo stata prevista in media una distanza tra le piante di 1 m, è in grado di assorbire una parte del rumore prodotto dagli autoveicoli. Le specie sono state accostate tra di loro sulla base delle associazioni vegetali di appartenenza, del fototemperamento, dello sviluppo finale e dell’aspetto. A causa della preesistente destinazione a parcheggio, la prima operazione prevista ha riguardato la sostituzione del substrato esistente, procedendo all'asportazione dell’asfalto, degli inerti e dello stabilizzato sottostanti, per una profondità totale di 60 cm. La rottura del sottosuolo con ripuntatore fino a circa 70 cm di profondità, vale a dire ad una profondità di cm 130 rispetto al piano stradale, è importante per garantire alle piante messe a dimora idonee condizioni di crescita. In totale alle piante si è voluta assicurare una profondità minima di substrato di 150 cm, dato che si è previsto anche un riporto di 20 cm di terreno per portare la nuova zona verde allo stesso livello della preesistente alberatura stradale.
Insomma proprio come si fa a Milazzo, dove esistono maestri della potatura arborea! Al fine di assicurare la migliore riuscita delle piante messe a dimora si è progettato un impianto irriguo localizzato automatico. Tale impianto è costituito da una rete idrica di distribuzione e da un impianto di irrigazione a goccia. L’impianto d'irrigazione a goccia prevede l'utilizzo di ali gocciolanti, autocompensanti, con gocciolatore stampato sulla superficie interna del tubo in polietilene. Contrariamente all'irrigazione a pioggia o a spruzzo, l'irrigazione a goccia si basa sulla distribuzione dell'acqua vicino alle radici delle piante, nella quantità e con la frequenza più idonea (!!!). Da noi, invece, dato il clima umido nord europeo, quasi monsonico (!) dopo la piantumazione di alberi, se ogni tanto passa l'autobotte è un lusso!
A proposito di acqua e falde acquifere sono stati condotti studi
dell'impermeabilizzazione dei suoli nelle aree pubbliche e private
attraverso: L'acqua piovana scarsamente inquinata deve, possibilmente in maniera
decentrata, essere infiltrata attraverso strati di terreno permeabile al
fine di ricaricare la falda freatica evitandone l'abbassamento del
livello; consentire la riduzione della portata idraulica delle
canalizzazioni miste; diminuire la diluizione delle acque di scarico
separando le reti fognarie. Cioè proprio come facciamo noi al Capo e
nella Pina, quando dalla salita del Quartiere o a S. Paolino si assiste
al fenomeno delle fiumare calabresi o ai fiumi di fango dell'avellinese
della serie "si salvi chi può"!!! Claudio Italiano Milazzo: la rivalorizzazione delle Aree Dismesse, ovvero la "sindrome di Los Angeles". Milazzo, martedì 22.05.2001, ore 19:00, Liceo Classico "Impallomeni": un prof. Bartolo Cannistrà, in qualità di Presidente della Sez. Milazzese di Storia Patria, coadiuvato dall'amico chiarissimo prof. Gerolamo Bambara, di Italia Nostra, presiedono i lavori di un incontro per la valorizzazione delle Aree dismesse di Milazzo, in tema "La tradizione del nuovo: il futuro urbano nella riscoperta delle sue radici". Partecipa ai lavori, l'illustre prof. Nicola Pagliara, Ordinario di Progettazione Architettonica -Univ. Federico II di Napoli. Ci sembra di assistere alla scena ospedaliera del malato moribondo con lo specialista di fuori che conforta l'opera del medico curante! In realtà, non possiamo che complimentarci per l'impegno profuso nella buona riuscita di quest'incontro, che, ribadiamolo, vuole e deve essere il momento iniziale di un dibattito più ampio che urge in una Milazzo, spesso "nave senza nocchiero in gran tempesta, non donna di provincia, ma bordella"!! Pure il microfono, durante l'incontro, ci si mette di mezzo per creare incomprensioni... ma il tema è di grande interesse ed il Sindaco, arriverà non appena possibile, "per partecipare - come dice egli stesso- al dibattito e non ai lavori". Le idee e la carne al fuoco è tanta: " Dal 1966 - dice Bambara- fu formalizzata l'idea di utilizzare le Aree dismesse della ex-Montecatini, di collegarle col Porto, ed oggi anche con l'ex-Mulino Lo Presti e col Centro Storico e di istituirvi un Orto Botanico: I giardini di Federico". E questa ci appare subito una bella idea ed un progetto fattibile, in una Milazzo con la "sindrome di Los Angeles", ossia una patologia riscontrata già in USA, caratterizzata da angoscia, stanchezza, mal di vivere, che spinge a fuggire dalla Città. Secondo i rilevamenti del Censis, sono affetti, in Italia, l'85% dei residenti che considerano le Città in pessimo stato, il 43 % si dice molto preoccupata per la situazione ambientale ed il 40% si definisce "insoddisfatta" per alta morbilità! Milazzo non è esclusa da questa situazione, dove vi è una media di 55 automobili ogni 100 abitanti e che negli ultimi tempi, da paesino ridente, è diventata un "paesazzo". Il momento è importante per Milazzo: si discute della variante al Piano Regolatore che deve tenere conto delle esigenze della Città; Milazzo è stata depauperata dai bombardamenti del '43 di edifici e chiese e poi, da un' edilizia dissennata che ha fatto il resto, distruggendo le bellezze del palazzo Marullo e palazzo Carrozza, di un palazzo settecentesco, dove è sorta la nuova posta! L'illusione industriale ha dato, infine, il colpo di grazia, operando il massacro di una Città che oggi è rimasta senza piazze e servizi, e con luoghi storici distrutti, come Piazza Roma, Piano Baele,, le ville al Capo. Tuttavia la chiusura della Montecatini e della Metallurgica, compresa la Vecchia Stazione e lo scalo merci ed, infine, oggi il Mulino Lo Presti hanno creato aree dismesse che ci consentono di intervenire per programmare interventi. Il futuro della Città, dunque, parte dalla riscoperta delle nostre radici, ma ci occorre uno strumento urbanistico che tenga conto dello sviluppo agricolo e turistico dopo l'illusione industriale. Ed ecco allora, dopo una presentazione affettuosa dei Presidenti, prendere la parola il prof. Pagliara, che dall'alto della sua simpatia e preparazione brillante che lo contraddistinguono, irrompe dicendo che il "Nuovo" non esiste e non è mai esistito, il che traducendolo in chiave nostrana, significa che Milazzo deve trasformare la sua storia, il suo ricordo in nuove immagini architettoniche che portino alla qualità estetica, cioè diciamo noi, deve riscoprire il passato in chiave moderna ed il passato per noi è Mare e Terra e Natura e la Centralità dell'Individuo, in una Milazzo dove la gente è sempre più martoriata, imprigionata nei distinti palazzi di cemento che si trasformano in loculi distinti del Cimitero! Qualità sublime, dunque, e qualità estetica, non civiltà Rococò, ma Rivoluzione Francese - dice Pagliara- di uomini e di idee - e gli si infiamma lo sguardo- "Città di Milazzo intesa come "essere insieme, ritrovarsi e comunicare", ma c'è una Città Anonima senza Radici!". Sono parole che ci prendono nel profondo. A Caserta - continua il Pagliara - c'è una Reggia, ma la Città non ha rapporto con essa, non la vive e non c'è radice! Gli Americani sono un esempio, col loro senso della storia e dell'attaccamento alle tradizioni, anche negli stili. Ed il discorso ci piace e ci affascina; il prof. sorride, sa porgere gli argomenti; i regimi -aggiunge- hanno saputo farsi grandi nell'espressione architettonica delle forme". Ripensiamo allo stile Romanico del fascismo e ce ne convinciamo! Milazzo, dunque, deve avere la capacità di proporre immagini, di tradurre in forme "belle e piacevoli" le idee, e ciò è l'ectoplasma della società, dunque Architettura di qualità, ritornare a noi ed intervenire a Milazzo con intelligenza! E mentre espone, noi nel frattempo pensiamo allo scempio della Città di antenne e cielo, di asfalto e marciapiedi anonimi, allo "indecenza e vergogna all'intelligenza umana (sono parole di Pagliara!) dello scempio perpetrato al Tono, sotto il Castello!! Alla fine Pagliara, portato dall'iperuranico sul terrestre, conclude: " Per Milazzo io vedo un investimento nell'Area Montecatini che significhi reddito, perché oggi non si può prescindere dal creare risorse sostenibili, cioè capitali in giuoco che creano redditi! Ci vuole un posto -continua- che diventi agorà , cioè piazza commerciale, oggi al chiuso, ma il politico è quello che media e l'architetto colui che deve saper capire ed elaborare il patrimonio del passato. Qui si potrà creare quest'agorà di scambi culturali, di concerti, di recite Pirandelliane, dove possa risiedere un teatro stabile di Pirandello, -dice- dove apprezzare i frutti della Sicilia, di un Pirandello che rappresenta lo Shakespeare siciliano, là dove il turista viene e vuole gustare le arance siciliane, sbucciarsele!" E a noi, sinceramente, che ascoltiamo, la cosa comincia un po’ a preoccuparci, perché non vorremmo che la Montecatini diventi l'ennesimo cementificio da 1 milione di emmequ, mentre sogniamo prati, fiori e pinete di una Natura che ritorna in Città e che faccia da polmone all'asfissia del caldo dei vecchi che saremo e che ci abbatta queste maledette particelle da 10 micron di polveri micidiali dell'inquinamento atmosferico! E no! Capperi!! Poi Milazzo deve valorizzare gli altri due poli, il Mulino Lo Presti, col Molo Marullo ed il Porto, dove Pagliara ci vede ristoranti e negozietti turistici di souvenir ed il Castello. Dice giusto Sfameni, il giornalista, quando prende la parola e sottolinea come Milazzo deve uscire dall'appiattimento delle speculazioni e deve puntare, appunto in alto, con la partecipazione dei cittadini, quando finora si è attuata la politica della spartizione e del compromesso, diciamo noi! Quindi l'atteso intervento del sig. Sindaco: "Milazzo è in linea con le cose che ci siamo dette; l'idea del molo Marullo, e dello spostamento della capitaneria è stata prevista per il nuovo sviluppo -dice- ed il Porto deve diventare un elemento portante per l'economia cittadina, col porticciolo turistico; poi gli interventi saranno compatibili -aggiunge- con quello che c'è, per prima cosa, la Raffineria e poi l'Enel, che sono rimaste e meno male! Noi dobbiamo vedere la situazione per quello che è, e dobbiamo valorizzare le cose individuali attraverso l'iniziativa privata. Noi abbiamo comprato il Mulino perché è attorno al Mulino che si muoverà lo sviluppo, Mulino che rappresenta un affare per Milazzo, essendo stato comprato la metà del valore reale stimato, perché crediamo in imprenditori che vogliono investire. La Montecatini ed il Porto sono gli strumenti del nuovo sviluppo economico. Questa Città non deve essere come Caserta, condizionata dal Castello, un appendice informe senza storia! L'Amministrazione Comunale, tuttavia, non è imprenditoria! Le proposte intervenute per l'ex Molini Lo Presti ci dicono che siamo sulla strada giusta. Però nessuno di noi ha la presunzione di sapere le cose; la Città in questi ultimi 50 anni si è stratificata e ciò ha creato problemi di identità! Stiamo cercando di affrontare al meglio questa fase di ricostruzione , di "trasfusione" -aggiunge- per le cose che mancano. L'Arch. Alberti, responsabile dei lavori di restauro al Duomo, si sente a disagio, nell'affrontare questo tema delle Aree Dismesse, purnondimeno, -dice- il rischio è la speculazione edilizia, la spremitura dei terreni; per es. Biconca, con 400 mila metri quadri che sono 1/5 del terreno! Non è un esempio bellissimo! Ora, noi, della ex-Montecatini, che vogliamo fare?? Vogliamo un parco da 1 milione di metri quadri di cemento??? Ci incontriamo su questo?? Bisogna invece capire che cosa vuole la Città per la qualità della vita! Milazzo è un luogo emblematico del Mondo. E' un luogo carico di Memoria, pensiamo soltanto alla civiltà del Milazzese! Dopo gli anni 60 c'è questa nuova esigenza di qualità della vità, che aumenta, la Natura che entra in Città; non stiamo parlando del rider , dell'investitore di Borsa, ma stiamo parlando dei Milazzesi e del loro tempo libero! Quali sono le finalità da perseguire?" E il suo discorso è impeccabile perché finora gli interlocutori non hanno fatto chiarezza sui loro progetti concreti per le Aree. Sulla sua linea si inserisce, infine, l'intervento dell'arch. Zizi Vece: " In questi 60 anni lo sviluppo di Milazzo si è appiattito; dobbiamo fare marcia indietro dall'industrializzazione e ricercare le nostre origini, la nostra stessa storia e cultura. A Firenze, per esempio, si stanno restaurando le Aree Ambientali dismesse degli Orti, che erano altamente inquinate da scarichi industriali ed i fiorentini si pongono in questo modo all'avanguardia e questa è la strada giusta!
Insomma alle ore 21:30 lasciamo l'Aula Magna del Liceo, più confusi che persuasi; con il fumo in testa di tanta carne al fuoco! Gli interessi, come al solito, sono tanti ed, alla faccia dei poveri Milazzesi, io vedo sfuggire sempre più il progetto del Parco Urbano attrezzato "i Giardini di Federico", l'unica idea valida, quella dell'Associazione Italia Nostra. Il Parco darebbe alla Città un'Area Attrezzata di Servizi a livello collettivo (Milazzo ai Milazzesi, prima che ai turisti!!!), per migliorare la Qualità della Vita; il parco sarebbe attrezzato da un segno forte naturalistico ed in parte volutamente Artificiale da contrapporre all'anonima espansione Urbana che lo circonda. In tale contesto si porrebbe come struttura polivante e polifunzionale, qualificante per l'intera Città, diventando Fattore Aggregante e punto di incontro, con attrezzature per il gioco, il riposo, il tempo libero e tutto ciò che è relativo alle attività all'aria aperta; inoltre sarebbero allestiti - mi dice Gerolamo Bambara- padiglioni per la conservazione del "germoplasma" di specie "autoctone" e "alloctone" e specie esotiche d'interesse florovivaistico e frutticolo. Grazie dunque ad Italia Nostra ed alla Società Milazzese di storia Patria, geni incompresi in una Milazzo miope! In sostanza, levando gli organizzatori del Convegno, mi pare che gli altri, sul da farsi per le Aree Dismesse, avessero poche idee ma ben confuse ! Che Iddio ci aiuti! Claudio Italiano per la Città!
Proposta per "Bimbimbici" per una Milazzo con il ciclo! No, non è uno scioglilingua! Ritorna la Primavera e
con essa le belle giornate e gli Zefiri, ed una voglia matta d'aria e di
sole che ci prende tutti…. e la voglia di abbassare il colesterolo e
di fare quattro pedalate con i nostri figli…. ma noi Milazzesi non
possiamo; infatti dove andiamo?? Io sono cresciutello e sui pedali mi
arrangio e, dopo un cascatone, mi ricordo di aver capito subito, a 6
anni, perché non si frena col freno davanti in discesa(!!); comunque,
nonostante lo sfrecciare delle macchine a Milazzo, toccando gli amuleti
nelle tasche, non mi sono mai fatto male! …qualche volta, però, non
lo nascondo, mi sono dovuto anche abbracciare ad un palo per non essere
arruotato dal solito camionaro, che ti strombazza sopra, ti stringe al
guard-rail e ti sorpassa, sciacciandoti con lo spostamento d'aria e poi
ride sui baffi, godendosi la scena dallo specchietto retrovisore!!
Bimbimbici, invece, è un'iniziativa seria, di città civili, di persone
che hanno capito l'importanza dello sport (per es. espressione del
programma politico dell'Associazione liberAperta che ritiene necessario
che la città di Arezzo come le altre della provincia si dotino di
strutture atte a permettere ai CITTADINI la circolazione sulle due ruote
in assoluta sicurezza, del Sindaco di Arezzo, di Livorno e di Roma ) e
di associazioni di amici del pedale (Pedale Verde - Roma, associazione
aderente alla FIAB onlus, Ferrovie dello Stato, Regione
Lazio-Assessorato all'Ambiente). Ma chi si accinge a portare con sé i
propri figli in bicicletta fa una scelta importante e di grande
responsabilità. Importante per il bambino, che potrà assaporare la
gioia di pedalare, di provare l’emozionante sensazione di viaggiare
con la brezza sul volto, all’aria aperta, a velocità d’uomo,
facendosi scivolare accanto il paesaggio, mantenendo un rapporto vivo e
diretto con esso. Vivere l’ambiente naturale che ci circonda, gli
animali, ascoltare i suoni della natura e delle attività dell’uomo
nei campi, percepirne gli odori. Non è poco se si pensa all’esperienza
di viaggio in automobile, dove tutto sembra scorrere lontano ed
indifferente di là di una vetrina. Ma è anche una scelta di grande
responsabilità per il genitore, perché il bambino è un soggetto
estremamente vulnerabile di fronte allo sfrecciare delle automobili,
tanto più che gli spazi per le bici sono a Milazzo inesistenti. Questo
crudo realismo non dovrebbe però scoraggiarci (come dice Pippo
Ruggeri!) perché in effetti, nella nostra città, di strade tranquille
per andare in bicicletta, ve ne sarebbero molte, se è vero che la
Città sta prendendo la strada del turismo industriale (o dell' aceto?!
Ma 'na volta non vendevano le cartoline illustrate della Raffineria??).
In passato ebbi modo di segnalare per la realizzazione di una pista
ciclabile la zona di ponente, dove si espleta il mercatino del giovedì;
il problema. tuttavia, è che in questi spazi non vi è nessuna
segnaletica che limiti il traffico alle sole bici, né tantomeno esiste
una chiusura completa degli spazi alle auto con adeguata recinzione
(entrano le macchine che fanno scuola-guida!!!). Sarebbe sufficiente,
per esempio, che l'amministrazione Comunale destinasse questi luoghi,
una volta per tutti, a pista ciclabile per bimbi; oppure (ma questa è
un'utopia per l'ambiente abulico di Milazzo!!!!) si potrebbe pensare di
creare una pista collegata, partendo dalla Madonnina del Tono, creando
una stradella di qualche metro di larghezza dietro la tonnara,
continuando quindi a tracciare un percorso tra i lidi, piantumandoci
alberi, proseguendo poi dietro il Campo Sportivo, per collegare la pista
alle pinetine, bypassando in qualche modo l'altra pinetina delle Cupole
ed il tirassegno per finire oltre la "Gobba del Cammello",
l'Aria e Calderà! Non credo che la spesa sia miliardaria: va bene anche
in terra battuta (ci sono ditte apposite su internet che vivono
costruendo queste piste!!); è chiaro che una volta appreso il gioco, il
bimbo più cresciuto potrebbe mettersi in strada, scegliendo orari e
percorsi. Ma qui il discorso si fa più serio: ricerche sulla sicurezza
stradale delle biciclette, realizzate negli USA, hanno rilevato come
negli incidenti dove sono coinvolti ciclisti, sia molto rilevante il
fattore "inesperienza". Infatti, è proprio tra chi usa poco
ed occasionalmente la bici, che si registra una maggiore frequenza degli
incidenti, perché ha appreso solo una limitata gamma di situazioni d’emergenza
a cui poter far fronte. Questo dovrebbe quindi suonare come un invito ad
iniziare con fiducia ad andare in bicicletta il più costantemente
possibile, senza temere i soliti luoghi comuni della sua pericolosità
sulla strada. A questo proposito, è stato accertato in Gran Bretagna
che, considerando le stesse classi di strade, il numero degli incidenti
stradali con conseguenze gravi è, percentualmente alla distanza
percorsa (rapportato naturalmente alla potenzialità relativa del
mezzo), più elevato tra le automobili che tra le biciclette. Questo
dovrebbe farci riflettere sul diffuso tabù della supposta maggiore
pericolosità della bici rispetto all’automobile. Dando per scontato
che tutti i minori debbano indossare il caschetto protettivo, prima di
andare sulla strada con il traffico, è bene dunque iniziare a far
pedalare i bambini in spazi sicuri, e solo gradualmente farli entrare in
contatto con i possibili pericoli della strada. In Germania, infatti, vi
è il divieto di circolazione sulla strada per bambini fino a nove anni,
a loro è consentito pedalare sul marciapiede. In assenza di normative
specifiche da noi, questo è un suggerimento per far pedalare i bambini
sul marciapiede lungo tratti di strada trafficata. Inoltre, il nostro
Codice della Strada consente agli adulti di pedalare sulla strada per
file parallele accanto a bambini fino a dieci anni, e questo per
garantire una maggiore protezione dal traffico Per quanto concerne la
resistenza, qualsiasi bambino di prima elementare è in grado di coprire
una distanza fino a 10-15 chilometri; la distanza di 20-30 chilometri
potrà essere sopportata senza difficoltà da bambini fino a dieci anni,
poi, a quelli che frequentano la scuola media, si potrà anche far
provare un chilometraggio superiore, fino a 50-60 o più chilometri,
considerando sempre un’orografia di media difficoltà. PROPOSTE PER LA CITTA' DI AREZZO 1 -CREAZIONE DI UNA PISTA CICLABILE CIRCOLARE ( completamente
protetta ) UTILIZZANDO PARTE DELL'ANELLO VERDE CHE CIRCONDA LE MURA
MEDICEE, VIA PORTA BUIA E VIA GARIBALDI. AREZZO 9 novembre '99 Ciao, Claudio Italiano MILAZZO ED I SUOI DUE EROI: LUIGI E GIORGIO RIZZO. E' il 25 Maggio 1977: la Nobildonna, Contessa Giuseppina Rizzo di Grado e di Premuda, in segno di stima e di riconoscimento per alcuni lavori eseguiti alla sua villa sulla Panoramica, regala un libello a mio padre, con su scritta una dedica: "Al gigantesco don Antonino Italiano, dal cuore troppo buono…". Quel giorno sono presenti, per l'occasione, il sottoscritto e mia madre.. "E' quanto di più caro serbo nel mio cuore - dice la minuta e gracile Giuseppina Rizzo (sono gli ultimi momenti della sua sofferta esistenza) - un libro per pochi amici e familiari, con le lettere di mio figlio Giorgio a suo Padre, raccolte in questo epistolario, con i commenti di mio marito!". La mia famiglia custodisce gelosamente per anni questo libretto, stampato nel 1944 a Trieste dalla Editoriale Libraria S.A., fino a quando, proprio in questi giorni, della serie telefilm "Angeli", rovistando tra le mie sudate carte, lo ritrovo ed il volumetto mi si apre proprio sulla pagina della dedica…mentre avevo appena finito di leggere un articolo su "La Voce" che parla dell'Ammiraglio! E' un segno: la Contessa e l'Eroe vogliono che Milazzo celebri ed onori la memoria del proprio figliolo, Giorgio Rizzo. E ciò "per un bisogno -come ebbe modo di scrivere il Padre - di trovar balsamo attraverso il tormento della rievocazione". Il 27 Giugno 2001 ricorrerà, infatti, il 50° anniversario della scomparsa dell'Eroe, Luigi Rizzo, e per l'occasione l'Amministrazione Comunale effettuerà il gemellaggio con la Città di Grado e sarà organizzata una festa per celebrare l'impresa dell'Affondatore… Tutti parleranno del grande Ammiraglio, ma ritengo che a questo punto, considerato l'affetto dei genitori per il figlio, non si possa tralasciare di ricordare la memoria dell'altro Eroe di Milazzo, appunto Giorgio Rizzo. Ma chi era Giorgio Rizzo? Era un giovane, come noi, sanguigno, nato in quei di Genova-Pegli il 5 Novembre 1921, e subito attratto dalla "luminosa vastità del mare", quel mare che "cullò pure i Suoi primi sogni di audaci imprese". La sua vita, pur se breve, fu intensamente vissuta, "fu severa disciplina", costante allenamento fisico, dominata da sentimenti virili, improntata al senso del dovere e degli impegni, la cui "consapevolezza fu come la linfa segreta del Suo operare e del Suo sentire", così come scriveva il Padre Luigi. Giorgio, ultimati gli Studi , dapprima a Champery (Svizzera) e poi all'Accademia Navale di Livorno, improntò la sua effimera esistenza ai valori di "Patria ed Onore" che si vedono incisi in uno scritta sotto la bandiera italiana, nel Campaccio dell'Accademia; Giorgio sognava l'azione e la gloria. Ma l'Eroe volutamente omette nel libello di parlare di quanto hanno scritto o detto di Lui i Superiori e i Colleghi e ciò per "serbare intatta la freschezza degli slanci giovanili, la fermezza del Suo pensiero e del Suo carattere" e noi aggiungiamo, perché Luigi Rizzo era restio ai fronzoli, agli elogi, ed era fatto per le cose pratiche, semplici e modeste. Al fratello Giacomo, Giorgio scriveva: "Sapessi quanto è duro per noi stare qui (in Accademia) a marcire tra le formule, mentre parecchi carissimi compagni di Accademia hanno già dato la vita". Giorgio sognava infatti di emulare le eroiche gesta del padre, che Egli ha avuto modo di ammirare a Pegli: " Pegli -scrive il giovane- ha accolto Luigi Rizzo con feste ed onori. Luigi Rizzo è apparso sorridente e modesto, senza decorazioni, ma col suo saluto amorevole e paterno". E aggiunge: " Confesso anch'io che le accoglienze dei cittadini di Pegli mi hanno commosso. Noi vediamo Luigi Rizzo raffigurato nei libri, ma siamo più fortunati di altri perché ogni giorno lo vediamo per le vie di Pegli. Io come suo figlio sono più fortunato di tutti, perché ogni mattina ho il piacere di ricevere il suo bacio". Il 28 Febbraio 1942, finalmente, ultimati gli studi navali per Ufficiale, imbarca sulla "Giulio Cesare", ma presto ne "ha abbastanza di rimanere sul Cesare".. e al fratello riscrive: "Siamo stufi di grattarci…"; E al Padre:" Carò Papà, ricordo la promessa dei MAS" ed ancora il 13 settembre 1942, in un'altra epistola: " Carò papà, non mi troverai noioso se insisto ancora per la faccenda dei MAS" . Ma il padre che è preoccupato per tanta insistenza, temendo di "forzare il destino, vedendo che gli si obiettivava a Roma che il movimento sui MAS era prematuro, che il corso non aveva navigato ecc. " , scrive al figlio "che non se ne occuperà più per motivi di dignità! ". Tra le righe dei commenti dell'Eroe traspare l'umanità e la preoccupazione del padre, in ciò rendendosi Egli un personaggio assai simile a tutti noi. L'Ammiraglio ha, infatti, il giusto presentimento che qualcosa di negativo gli riserbi il Fato. Ma ecco che finalmente il sogno del giovane Guardia Marina Giorgio si avvera: il 07 giugno 1943 è sui MAS, alla 17 Sq. Mas, che "ha i Mas più veloci, ed è l'Ufficiale della 2.a squadriglia". Gli impegni adesso si susseguono agli impegni, le missioni a Pantelleria a quelle di Trapani ed alle operazioni militari più delicate: "ho la soddisfazione - scrive al padre - di potervi dire che finora non ho fatto nulla se non per il bene del servizio e per l'onore del mio nome". Ma un ingiusto destino, aihmè, attende Giorgio, il 16 settembre 1943, a Portoferraio, dove le bombe di un aeroplano tedesco lo uccidono vigliaccamente e "materialmente sulla banchina del porto". Muore dunque un Eroe, ad appena 22 anni, che aveva sognato di affrontare il nemico "de visu", in combattimento leale a bordo del Suo MAS, Mas "tirato a specchio", armato in coperta con le migliori mitragliere ed i migliori siluri "Whitehead", e al quale "aveva dato tutta la sua appassionata opera per farne uno strumento efficiente"… I tempi purtroppo erano cambiati. Scrive di lui il Padre Luigi: " sognò la gloria, la gioia, il successo, e invece, perì tragicamente, tradito da un destino che non meritava". E ancora aggiunge alla fine delle epistole: " Il lutto per la perdita del figlio e per la sciagura della Patria è inconsolabile! Nel rapirlo ai vivi ha forse Iddio voluto risparmiare alla Sua anima ardente il peso di tanta tragedia, l'ombra della umiliazione ed il tormento dei dolori che ancora ci attendono…". Ed infatti, a quanti a Milazzo avevano modo di fermarlo, scrollando le spalle, rispondeva con lo sconforto del patriota, che non sapeva se fosse valso a qualcosa quanto compiuto! G.M. (MD) Claudio Italiano
MILAZZESI, UNA SPECIE IN ESTINZIONE: ovvero potremmo scomparire dalla faccia della terra, finalmente, e non fare più danno tra 250 anni!
Ed ora eccovi la bella tabella del dott. Santino Smedili che ringraziamo ufficialmente insieme a Nello Principato per la gentile e cortese collaborazione al nostro giornale o "giornaletto" come piace definirlo a qualcuno a cui rompiamo gli amuleti! Ciao, speriamo a presto su questi schermi, tempo permettendo!! Claudio Italiano
Venerdi 16 Marzo 2001, ore 20:00 "Saloni di Villa Esperanza". Organizzata una serata di incontro per gli amici di Legambiente e non solo, l' Assemblea Conviviale di Legambiente del Tirreno: "Proposte, iniziative ed impegni per il risanamento e lo sviluppo sostenibile del comprensorio Tirrenico"…. Entriamo nell' antro del ciclopico Pippo Ruggeri, fucìna ciclopica di belle idee… come sempre ci accoglie con gioia e con una luce speciale nei suoi occhi neri, che fanno da cornice ad un sorriso pacioso… la scusa è quella di organizzare una giornata ecologica ed una escursione per i bambini del Piaggia e la sua disponibilità è proverbiale! Non appena entrati ci offre con simpatia l'invito per questa Assemblea Conviviale, che tratterà i temi a lui cari, là dove sarà messo a disposizione degli amici convenuti il programma di impegno per il nostro territorio. Nell'invito che riceviamo è riportata una riflessione dell'amico Fabio Sodano, "Le radici e le Ali", le radici che rappresentano la nostra storia e le ali le nostre aspirazioni. Le radici forniscono una base solida ed indispensabile, al fine di attivare connaturali processi esplorativi dell'uomo nei confronti della vita; le ali sono il tramite per la realizzazione dei propri bisogni.. l'esecuzione musicale che accompagnerà la serata, vede dunque un Sodano "protagonista", ossia "primo combattente" che veicolerà il messaggio tacito ed il desiderio /bisogno che la metafora si concretizzi in opere pratiche nella vita della nostra Città". Lo prendiamo come un buon auspicio, anche se cominciamo a disperare sempre più… Tra i sogni in cantiere di Pippo (ma Lui stesso mi apostrofa dicendomi che bisogna credere in ciò che si fa e dare coraggio alla gente perché di sogni non si tratta!) la riqualificazione ambientale del comprensorio che passa per la difesa della terra agricola e nel rilancio del nostro florovivaismo, in una Milazzo che deve riscoprire il Capo e la sua Riserva Marina, che non deve dimenticare i suoi gelsomini e le sue essenze che rifornivano i profumieri francesi di Grasse. Mi parla del suo impegno per il nostro Porto, che deve riprendere la sua funzione di volano per l'economia cittadina; del recupero dell'antico sentiero di Ponente di Capo Milazzo che io stesso con altri Milazzesi ignoranti sconosciamo e che porta alla Baia di S. Antonino; del recupero del Duomo Antico ed il corretto restauro della sua Cupola; infine parliamo della sua idea di creare una pista ciclabile (in fondo è anche il mio desiderio!) che colleghi Milazzo con Barcellona, sul lungomare di Ponente al riparo delle macchine che sfrecciano… passare dunque da una Città dell'agorà-fobia (letteralmente dalla paura della piazza) ad una citta dell'agorà-fonìa (cioè la piazza dei suoni!), dove la gente si possa incontrare finalmente, comunicare e trovare il piacere della libertà ! Infine è da sottolineare l'impegno di Pippo per la bella iniziativa che giunge al sesto anno consecutivo dei bimbi di Chernobyl a Milazzo; fin qui bel 76 bimbi, grazie alla collaborazione dell'Istituto Regina Margherita, e con il coinvolgimento delle Famiglie di Milazzo che li hanno ospitati, hanno smaltito i loro curie radioattivi in una Milazzo incontaminata (si fa per dire, ma al peggio non c'è limite!). Questa è Legambiente del Tirreno, questo l'amico Fabio Sodano, questo Pippo Ruggeri, che lanciano l'idea dello sviluppo sostenibile e guardano anche alla solidarietà tra i popoli, per combattere le sfide della globalizzazione, per conservare quella necessaria umanità che ci fa essere meno autòmi e più a misura antropica. Ci sembrano dei S.Francesco del duemila che ammansiscono i lupi! Claudio Italiano
L’effetto serra e il Global Warming sono tematiche che oggi fanno molta presa sulla pubblica opinione e il cui rilievo sui media ha continuato a crescere, specie a partire dalla Conferenza di Kyoto sul Climate Change del 1997, ripresa in questi giorni a Trieste, dove il popolo di Settle è sceso in piazza a protestare per salvaguardare la Terra dall'inquinamento, dalla produzione di anidride carbonica e dall'effetto serra (surriscaldamento dell'atmosfera). E non state a dire che sono fesserie; appresso vi riporto le mappe satellitari della siccità di cui al sito Ministeriale http://www.itacon.it/DATI/CARTINE/2000, dove si illustra il particolare della siccità che riguarda la Sicilia Nord- Orientale, compreso perciò Milazzo ed il suo hinterland! Come mai c'è la siccità anche a Milazzo??? Provate ad immaginarlo! Il clima sta cambiando pure da noi; i nuovi dati ottenuti con i carotaggi dei ghiacci polari , dimostrano che l'incremento del riscaldamento negli ultimi 100 anni è stato il più veloce nei 10.000 anni passati . Il mare è salito di 10 - 25 cm e l'aumento della temperatura non interessa solo la superficie ma sta raggiungendo maggiori profondità. La temperatura dei continenti è cresciuta soprattutto alle latitudini temperate dell'emisfero settentrionale , inoltre è aumentata in vaste aree particolarmente la temperatura notturna , ad esempio nella zona nord-orientale degli Stati Uniti le notti più calde hanno allungato di circa 11 giorni negli ultimi 30 anni la stagione priva di gelo . Anche il ciclo idrologico è cambiato, in tutto l'emisfero settentrionale il manto nevoso dal'88 è notevolmente al di sotto della media e lo scioglimento primaverile delle nevi è iniziato prima causando inondazioni in Canada e California. In molti paesi nordici i laghi ed i fiumi congelano con 1-3 settimane di ritardo e si sciolgono prima e la gran parte dei ghiacciai delle Alpi si sono notevolmente ridotti . Intanto il problema di ridurre la produzione di CO2 diventa un dovere di tutti, che passa anche per l'acquisizione del famoso "bollino blu" per gli autoveicoli (non della banana 10 e lode!! ma delle macchine a bassa emissione di gas!), richiedendolo alle officine autorizzate al momento della revisione (ce n'è una anche a Milazzo, chiedete!). Infatti ogni italiano emette 9 Tonnellate di CO2 l'anno. Il dato e' stato reso noto nel corso della presentazione della prima conferenza nazionale sulla qualita' dell'aria, nel quadro di Ariambiente. Sullo stesso livello dell'Italia si colloca la Spagna e, poco al di sotto, la Francia. Il record di emissioni pro-capite di gas serra va alla Germania (13.000 kg.), tallonata dalla Gran Bretagna. Le maggiori fonti di emissione di CO2 sono la produzione di energia (36%), trasporti (27%), industrie (21%), abitazioni e servizi (15%).
Mercoledì 31 Gennaio 2001, ore 16,30..
Atmosfera di ghiaccio al Paladiana..mezz'ora dopo, alle 17,15 parla il
Presidente del Distretto Scolastico 37 di Milazzo, Ciccio Giunta,
scioglie il gelo ed apre i lavori
MUCCA PAZZA A MILAZZO! A Milazzo, andando in giro per le strade e visitando i supermarket, capita di vedere i banconi dei macellai pressocchè deserti (!) o macellai alla porta dei rispettivi negozi che guardano il passeggio! Viceversa le pescherie sono prese d'assalto… la gente è in preda alla psicosi della mucca pazza! Alcuni si recano alla salumeria a comprare prosciutti e mortadelle perché ritengono che così facendo di carne ai bimbi non gliene danno! E tutti a mangiare uova e polli!! Ma che cappero è sta mucca pazza? E poi giorni fa un signore ha comprato un pesce d'allevamento, di quelli dei market, che allevato con le farine animali, muggiva!!! La gente che mi ferma per le strade è in allarme mi chiede informazioni, per cui ho deciso di buttare giù queste righe…Anche il Ministero della Sanità sembra di fatto "in allerta rossa"! E, personalmente, essendo registrato al sito www.sanita.it ho ricevuto una e-mail con l'invito di collegarmi al link ministeriale, per ricevere le ultime novità. Ebbene, premesso che i nostri macellai, specialmente quelli di fiducia di mucche pazze non ne dovrebbero vendere e che la gente comincia a guardare meno al prezzo e a richiedere, com'è giusto che sia, una qualità migliore dei prodotti, il cosidetto "piatto pulito" di cui scrive l'amico prof. Gigi Billè, il problema non dovrebbe essere poi così grave da noi. Ma che cos'è la BSE o Encefalopatia, spongiforme Bovina? E' una malattia che nella Gran Bretagna ha colpito (tenetevi fitti!) 180.000 bovini nel 1986!!! Da noi , in Italia, nell'ottobre del 1994 furono individuati due casi clinici di BSE in animali provenienti dal Regno Unito ed il 16 gennaio 2001 è stato confermato il primo caso di BSE in una vacca da latte italiana. L'animale, di circa 6 anni di età, era stato sottoposto ad esame nell'ambito del programma di screening di massa sugli animali superiori ai trenta mesi macellati, in vigore dal 1° gennaio 2001. Il fatto è che non si capisce come mai la cottura delle carni, o le farine animali stagionate possano permettere lo stesso la trasmissione dell'agente infettivo, detto prione (un caso del genere si verifica in medicina raramente, nemmeno per l'AIDS, solo per le spore dei bacilli del tetano!).Questo benedetto prione, poi, non si sa bene neppure che cappero sia, probabilmente una proteina che secondo alcuni ricercatori potrebbe celare materiale genetico virale al suo interno e, quindi, diffondere una malattia che per l'uomo si chiamerebbe nuova variante del morbo di Creutzfeldt Jacob e ricorderebbe la BSE, appunto!!! . La malattia di Creutzfeldt-Jakob sporadica, invece, era conosciuta sin dagli anni '20 e diffusa in tutto il mondo con un tasso di mortalità di circa 1-2 casi per milione di abitanti (in Italia, invece, di questa nuova forma ci sono circa 50-70 casi l'anno). La MCJ sporadica colpisce sia uomini che donne, di età superiore ai 50 anni (ma sono anche stati descritti rari casi in soggetti più giovani) ed esordisce nella maggior parte dei casi con disturbi cognitivi (deterioramento mentale) o disturbi visivi ad evoluzione molto rapida seguiti da altri gravi segni neurologici. La malattia è sempre fatale, usualmente in meno di 6 mesi. Non c'è evidenza che la MCJ sporadica possa trasmettersi da uomo a uomo per via aerea, sessuale, per contatto o attraverso le trasfusioni di sangue!!!Allora come difenderci a Milazzo??? Primo: Il Comitato scientifico europeo ha individuato come materiale specifico a rischio gli organi e i tessuti che, in base a ricerche scientifiche, hanno dimostrato una capacità infettiva. In particolare sono: * per i bovini di età superiore a 12 mesi il cranio, compreso il cervello e gli occhi, le tonsille e il midollo spinale e, per i bovini di qualsiasi età, l'intestino completo. Nello specifico si chiarisce che dell'intestino non fanno parte i prestomaci ("trippa") e lo stomaco. * Per gli ovi-caprini di età superiore ai 12 mesi il cranio, compreso il cervello e gli occhi, le tonsille e il midollo spinale e, per gli ovi-caprini di qualsiasi età, la milza. In base alle ricerche scientifiche non è stata rilevata alcuna infettività nel muscolo scheletrico (carne), nel latte e nei tessuti adiposi (grasso). Seconda cosa: "dobbiamo ritornare al passato!" No, non è un film di fantascienza ma la realtà del nostro futuro deve passare dalla riscoperta del "buon tempo antico", delle cose naturali e caserecce! Riprendiamo dunque gli allevamenti, magari non nella zona di Cacciòla e nelle fiumare piene di immondizie, ma sulle nostre colline perché la gente si è stancata di mangiare porcherie!! Neppure il pesce è più sano a Milazzo! L'altro giorno un amico mio ha pescato un "pesantone" che andava diesel!!! Ciao, Claudio Italiano!
LA CANNA, IL CANNOLO O LA CANNA...BIS, A MILAZZO? QUESTO
E’ IL DILEMMA!
Ponendo questo quesito al contadino della Piana, vi
dirà che la canna è meglio perchè può impalare la "pisella",
quando c’è la ponentata! Il pasticcere vi dirà che un buon cannolo
di ricotta fresca vi arriva nelle "caccagna"! Il ragazzotto
quindicenne o lo sparuto professore "sessantottino" vi
diranno: "Fuma bene, fuma sano, fuma solo Pakistano!" Ma il
medico del SER.T. vi dice: "Meglio un cannolo oggi che una canna
domani!"- Perchè? Perchè, Veronesi a parte, il cannolo vi farà
salire i trigliceridi ma il fumo di spinello, "cannna",
marijuna, hashish, chagar, e come cappero volete dire voi, crea solo l’illusione
di stare bene, di avere una migliore introspezione e capacità di
socializzazione, di amplificare e percepire meglio i suoni, con più
vividezza e i colori, di avere sinestesie... ma poi rimanete
"fumati"! Non solo! Il 2-3% dei fumatori passerà in seguito
alle droghe pesanti! Lo so, il saputello che è in voi si alzerà dall’ultimo
banco per dire che sono tutte fregnate! Ma, credetemi, non è così. Ho
visto gente che fumava guadarsi intorno con gli occhi spiritati per
dire: "Ce l’hanno con me... mi perseguitano.." Altri
sgranare le pupille e tremare, presi da attacchi di panico e di
depersonalizzazione! Altri diventare peones messicani, con fare e modi
trasandati da ottusangoli, con apatia ed ottundimento del sensorio ed
invece di avere amplessi sessuali del 3° tipo si sono
ritrovati...impotenza erigendi, coeundi, generandi, per l’inibizione
del tetraidrocannabinolo sull’ormone follicolostimolante... E non è
per creare panico! Credetemi! Nè perchè ho interesse a fare
prevenzione! Guardatevi il Godman e Gilmann, la bibbia sacra della
farmacologia e capirete! E poi non è vero che non fa male lo spinello
mentre la sigaretta fà male! Sono putt...ate! Perchè una canna=30
sigarette e vi dà bronchite e congiuntivite! Avrete un calo della
performance scolastica, e mentre l’insegnante vi riprende, voi
sgnignazzerete come sciacalli scattiàti, vivendo in atmosfere surreali
di un vostro mondo di intronamento. E qui c’è il solito saputello che
vi si rialza dall’ultimo banco per dirvi che dalla cannabis sativa o
indica si estraggono principi attivi che curano la scleròsi multipla o
il glaucoma e che i semini di canna..bis (meglio tris, quater, quinques!!)
se li mangiano gli uccellini!!! Sì, è vero pure questo! Ma non sarà
che vogliono marciare sopra il fatto che i giovani trasgrediscono e
lanciano segnali di insofferenza e strafanno per accattivarseli tutti,
prenderli fondellibus e creare il partito dei cannoli, che farebbe il 7%
della popolazione votante, secondo dati ISTAT?? Fatevi furbi, perchè la
libertà non esiste nella schiavitù delle droghe!!! Ma, in sostanza chi
fuma?? Il professore o l’allievo?? Allora, rispondendo all’equipe de
"La Città", l’identikit del tossicodipendente Milazzese del
2000 è quello di un ragazzo (di sesso maschile nel 78%), di 20-24 anni
nel 10% dei casi , di 25-30 anni nel 22%, di età sui 30-34 anni nel
26%, sui 35-39 anni nel 21%, >39 anni nel 17%; che ha una scolarità
medio-bassa e solo nel 20% è un diplomato, mentre nell’ 1,5% è un
laureato, teachers compresi (inglesismo in onore del simpatico
Alessio!). Quindi lasciamo in pace i proff.! Il tox milazzese è dunque
un giovane che non canalizza le sue immense risorse psichiche, dotato
spesso di grande intelligenza che, aihmè, ripercuote contro di sè,
facendosi male con le droghe; magari passeggia per i marciapiedi di
Milazzo in attesa della prima occupazione di gioventù (si fa per
dire!!), ingrossando le fila dei 7. 500 clientes disoccupati o nella
"Chiazza" di Barcellona o tra i vicoli di S.Lucia,
anestetizzando le sue angosce esistenziali nelle sostanze; nel 2000 si
è "fatto", o per meglio dire, distrutto, nell’80% dei casi
con l’eroina, che di tanto in tanto ha associato alla coca (non
Cola!), ma nel 44% qualche canna se l’è tirata! Però questo è il
tossico doc! La realtà della strada e delle scuole probabilmente è
diversa e vira verso le droghe minori (si fa per dire!) o quelle dello
sballo da sabato sera o Sutarday Night Fever, perchè appunto è un
febbrone da cavallo che coglie il consumatore pivello di ecstasy!! Ad
ogni modo, non ci stancheremo mai di ripeterlo fino ad essere pesanti
(come dice l’amico mio Salvatore! Infatti peso 98Kg!): il lavoro è
motore di socialità e l’ozio è il padre dei vizi ed a Milazzo,
tranne i calzolai per le scarpe consumate, non lavora nessuno!! Ah, a
proposito per saperne di più collegati al sito Claudio Italiano per la Città LA FESTA DEL PRIMO CIRCOLO, UN NATALE DI AMICIZIA, FINALMENTE DIVERSO! E ritorna il sorriso sulle labbra della gente..la città si ferma meravigliata e si scuote dal torpore in cui è da sempre immersa, alla visione dei 400 bimbi che sfilano in una fiaccolata che rischiara le tenebre della notte milazzese…Un signore anziano, con aria meravigliata per quanto sta accadendo, vedendoci con la fotocamera al collo mentre flashiamo la carovana, ci chiede: " Che è successo, come mai con le fiaccole?" – e noi, in tono scherzoso, ribattiamo: " E’ la festa del Corpus Domini!" – e quello: " Ah, bene, giusto!" – Poi ci ripensa, torna indietro e fa: "Ma non è possibile, c’è un Babbo Natali sulla Lapa! E poi non è la fine di Giugno!!!". Complimenti, complimenti e complimenti ancora al I Circolo Didattico che ha saputo stupirci, alla direttrice Turina Catanese, alle insegnanti tutte ed in particolare a Mimì Caruso, Tina La Cava, Donatella Imbesi, Carmela Vitale, Emma Barba per l’impegno non indifferente profuso nella realizzazione di una manifestazione Natalizia come questa che, finalmente, ricrea la magia del Natale, che è soprattutto la festa dei cuori e della gente che si ritrova. Questo lo spirito che ha animato la festa ed ha portato una nota di allegria nelle famiglie… Finito la fiaccolata, i bimbi ci hanno intrattenuto al Paladiana in uno spettacolo di canti e danze. Tra quelli che ne hanno consentito la realizzazione si ringraziano, ancora, il tastierista Franco Gitto, il cantante Antonio De Luca, il maestro Gianni Martino, la Croce Rossa, e …ancora i nostri solerti Vigili Urbani che con impegno, cortesia ed affettuosa solerzia hanno guidato la fiaccolata per le vie. Un particolare e sentito grazie anche a quanti non abbiamo citato per nostra negligenza e dimenticanza ma che hanno ugualmente lavorato in silenzio dietro le quinte nella realizzazione del palco, e, cioè, per esempio, i tecnici delle luci e dell’amplificazione… inoltre c’era un signore, dietro il palco, dall’aria distinta, con baffi bianchi, snello ed alto, con qualche capello bianco, che, un po’ in apprensione, scandiva i movimenti della danza al gruppo delle ballerine… un grazie anche a lui che non conosciamo! Grazie anche alle Autorità del Comune di Milazzo intervenute allo spettacolo, al Sindaco, ing. Nino Nastasi, all’ass. prof. Stefania Scolaro ed ad Antonio Messina. Dulcis in fundo, infine, segnaliamo la grinta delle bellissime "Babbe Natali", così come le hanno definite, impegnate in un simpatico balletto, e le altre ballerine tutte. Protagonisti indiscussi, tuttavia, della serata, sono apparsi i bimbi del I Circolo Didattico, che sotto la guida delle insegnanti si sono distinti nell’intonazione di canti Natalizi in più lingue e nell’attuazione dei balletti e dei giochi di ritmica e motricità ed, in particolare, gli angioletti e i piccoli Giuseppe e Maria. La serata si è, infine, conclusa con il saluto, l’omaggio della direttrice ed il ringraziamento alle insegnanti che hanno ultimato le loro carriere scolastiche. E chiudiamo con l’augurio che iniziative come questa possano ancora attuarsi per riunire nello spirito di amicizia e di gioia la famiglia scolastica, tutta, genitori compresi; questo è lo spirito del Natale, una festa della Comunicazione e dell’Incontro, oggi che più che mai viviamo nell’era della incomunicazione elettronica a distanza.
Banda Musicale "Pietro Mascagni" Citta' di Milazzo… Il pubblico in religioso silenzio.. … Duomo di S.Stefano in Milazzo, ore 21,10 circa…. chiesa gremita di gente raccolta in un religioso silenzio; si esibisce la banda musicale "P. Mascagni" di Milazzo, una tra le più antiche d'Italia, vecchia di quasi 200 anni (!) in "Note di Natale. Presentatore della manifestazione è il simpaticissimo Santino Smedile, che dall’alto del suo entusiasmo ricorda le vicissitudini e gli eventi memorabili che hanno caratterizzato la storia della nostra banda; per esempio il patriottismo dimostrato dai musicanti nel luglio del 1860, durante l'occupazione Garibaldina di Milazzo, quando suonarono per le truppe in camicia rossa "La Bella Gigogin" e "La Vegna alla finestra" sorprendendo non poco i volontari padani. E Smedile cita anche la sera del 20 Agosto 1923 in occasione della visita a Milazzo del principe ereditario Umberto di Savoia quando la banda si esibì davanti allo jacht reale suonando delle serenate in onore del regale ospite. Oggi la "Pietro Mascagni" vanta una Scuola Musicale con 50 allievi di età compresa tra i nove e i sedici anni, e 55 elementi nella banda. Dal 1995 Banda e Scuola sono dirette dal giovane M° Giuseppe Maio, che ha saputo dirigere i suoi ragazzi al meglio fino a lasciare l’audience esterefatta. Amalgama, affiatamento, e professionalità… questi gli ingredienti di una serata riuscitissima, dove la "bellezza dei sentimenti si sono espressi in musica", sono parole di Don Santino Colosi, che ha auspicato (per essere in tema) la resurrezione di luoghi più adatti per l’aggregazione e l’espressione musicale; infatti a prescindere dal significato religioso della manifestazione, che è alla seconda edizione ormai al Duomo, sarebbe giusto che le erbacce all’ingresso del Teatro Trifiletti fossero sfoltite nella riapertura di tale struttura che manca ai Milazzesi, come l’aria da respirare e il pane quotidiano, in una Città che cresce e si espande nel suo bisogno di Cultura non appagato. Che dire della serata?! Atmosfere da mille e una notte hanno caratterizzato lo spettacolo, toni musicali ora solenni e drammatici, ora una fantastica ritmica jezzata di ragazzi percussionisti che sembrano musicisti temprati, vedi Francesco Corso, la hanno caratterizzata; toccante il "Concerto di Varsavia", con una pianista, Olivia Carauddo, che ci fa sognare in arpeggi impossibili al piano, di un suono esaltato dalla bellezza dei fiati che sanno fare da coro all’atmosfera di musiche rimbalzanti ed all’emozione che ci prende… Il Sindaco, Nino Nastasi, prende la parola nell’intervallo… si dice fortunato per aver assistito al concerto di giovani che non accompagnano solo i cortei e le processioni ma che, promette, avranno il loro posto d’onore alla prossima apertura, nella primavera del 2001 del Duomo Antico; chiude il suo discorso dicendo che la Banda si intitola alla Città di Milazzo e ci "da un segno d’amore e di speranza"! Lo prendiamo in parola e, dopo sterili polemiche, finalmente vorremmo assistere a Concerti di Natale all’ Antico Duomo, sperando che l’acustica non sia come quella della Chiesa Madre! Da sottolineare ancora, sempre nella manifestazione, l’idea fantastica della proiezione di filmati e cartoons, come il Re Leone, con una Banda che si è espressa nelle musiche di Elton John, con fiati e percussioni jezzate che ci pareva di assitere per davvero al film ed alla sua colonna sonora originale. Bravi tutti, insonna, ma ci sono piaciuti, tra gli altri, anche il solista Giorgio Milazzo col suo clarinetto ed il Tenore Aurelio Santalena, di nome e di fatto, con due polmoni possenti da non temere il confronto di Bocelli o di Pavarotti (scusate l’immodestia, ma è davvero bravo e potente!); ha saputo trasmetterci l’emozione delle musiche risorgimentali di Verdi… Santalena, alla fine de " Nessun Dorma", ha mandato letteralmente i Milazzesi (di solito addormentati!) in visibilio; sono seguiti più di 60 secondi di applausi in Chiesa (!) quando ha teso le palme in alto per ringraziare il pubblico e si è rivolto ai musicanti o.. piuttosto, all’orchestra? Perché ci è parso veramente che "il ramo della pianta musicale", come è stato detto da Sanfilippo, è fiorito nei giovani e si è irrobustito: una Mascagni delle marcette dietro le processioni che si è trasformata, insomma, in una Orchestra da Camera. Da dire, infine, che la nostra "Pietro Mscagni" ha, tra l’altro, un sito bellissimo http://web.tiscalinet.it/pietro_mascagni . Claudio Italiano, per la Città.
MILAZZO 2000: GRAZIE, NON FUMO! No al ripetitore radiomobile selvaggio! E vinìa Natali, cu’ friddu e ca’ fami.... E lo sentivi già nell’aria
nel profumo di manderini che il monello di strada sbocconcellava in
classe, tirandone fuori gli spicchi dalle cartelle di cartone; lo
coglievi nelle stelle di Natale che la bidella, signorina Maria,
offriva al Santo Presepe dove Gesù Bambino si sostituiva alla
Madonnina del prof. Ciccio Iannello; nelle serate della Novena, poi,
lo avvertivi nelle nenie soavi che, il ponentino trasportava tra le
stelle e la luna della notte tersa e frizzante, dall’alto della
collinetta dell’Immacolata, di un Padre Innocenzo che diffondeva le
musiche nei cuori.... Già la vigilia dell’Immacolata o lo stesso
giorno, scendevano dai nostri monti, da Rometta, da Monforte o da
S.Lucia, i ciaramellari.. e noi bimbi preoccupati se, per caso, per
quest’altro anno il ciaramellaro avesse dimenticato di venire.
Stazionavano presso le parocchie , dove in cambio si impegnavano a
suonare durante le funzioni... Altri, invece, si organizzavano in
orchestrine; famosa era quella di S.Pietro, "du’ Zu’
Vanni" e di "don Pippinu". Ma, andando avanti con gli
anni, anche i ciaramellari si erano industriati e venivano a Milazzo
con le prime 500, cariche di ciaramelle sul sedile posteriore...
Smunti in viso, col naso affilato dai troppi stenti, le guance rosse
di un enfisema polmonare incipiente, con le giacchette di fustagno
nero, gli scarponi pesanti da mandriano, i passamontagna, tenevano
sulle spalle le ciaramelle afflosciate, addobbate con nastri e
nastrini rossi, non capisco se per ornamento o "fora
malocchio"… e noi là, davanti a piccoli presepi, con la
famiglia raccolta e i più piccoli con le orecchie tappate, quasi a
temere il boato delle canne sull’accordo di DO Maggiore, che seguiva
fragoroso finito il faticoso rigonfiamento della ciaramella...quindi
seguivano 5 minuti di "birulu, biluru .... e l’ultimo peeeeee
finale a ciaramella strizzata, con l’applauso dei presenti e la
gioia per essere trascorso un nuovo anno in buona salute ed essere
ancora tutti insieme. Poi seguiva il classico bicchierotto di vino
buono, offerto al ciaramellaro in segno votivo! Ma era Natale, perchè
già nei cuori ci si preparava da tempo all’occasione... e si
riusciva a cogliere il significato della Festa, che era la festa della
Famiglia riunita, degli amici e dei piccoli. Soldi circa zero per
comprare gli addobbi, ma i fratelli più grandi o i papà stessi, nel
tempo libero, erano ricchi di iniziativa ed andavano tra i campi di
Milazzo a raccogliere il muschio, che a quei tempi ancora cresceva
rigoglioso sui muriccioli vecchi del Tono, tra gli ulivi di S.Papino e
del Capo... tra la sparacina e gli spuntoni dei primi "asparagi
di villa", tra le "sipale" dei ficodindia, che allora
ancora non si compravano ai supermercati, e i "ntuppateddi"...
i presepi erano piccolini, spesso ricavati sul comodino, ma agli occhi
dei piccoli sembravano immensi, ingigantiti dalla fantasia di due
occhietta sgranati, con le "spammaciri", con i lumicini che
galleggiavano sull’olio, il muschio disteso tra i pochi pastorelli,
i ciotoli du "ma’ d’ arreti", la "sparacina"
pungente raccolta, il mirtillo, le stelline del cielo, l’angioletto
appeso, il sughero per le montagne....il cotone per la neve... ed
arance, manderini, mandorle, noci, nocciole, confetti, "cassatedde",
"mustada", e gli ultimi grappoli d’uva che le mamme
avevano posto a mò d’offerta al Santo Bambino, per la ricca
vendemmia che avevano avuto... E non vi dico la gioia della Vigilia,
quando la famiglia si riuniva a tavola, davanti al classico piatto di
pescestocco con le patate o della ventre di tunnina, e lo
"scaccio", tra fichi secchi dolcissimi, mele piccole e
profumate e qualche torrone... soltanto. E i regali? Un paio di guanti
di lana o una sciarpetta che la mamma aveva fatto ai ferri, un balocco
di legno e... tanto affetto. Quindi si giocava a "sparari u
casteddu paratu c’u baddu di nucidda nchiumbatu", o "c’u
canali". Ora mi chiedo, a prescindere dai bei sermoni che il
prete di turno ci propina dal pulpito, non sappiamo se per spettacolo
o quale espressione del proprio modo di essere, quando la notte di
Natale ci papariamo sulle nostre belle pellicce in un clima da aria
condizionata, chi di noi riesce più a vivere il Natale??? Chi di noi
è in grado di trasmettere la magia del Natale dei Valori ai figli???
E’ forse la playstation 2 o il nuovo Wap a crearla?? ..quando il
padre si guarda la sua bella partita di calcio su Tele Stram e suo
figlio si nevrotizza altrove al computer in giochini della serie
"esaurimento nervoso 2" ??!! Buone Feste, Claudio Italiano.
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