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Perché continuare a tediarvi con la storia dell’elettrosmog a Milazzo?

Perché in prima persona, o quasi, abbiamo sperimentato nuove patologie che investono i Milazzesi e che, prima, conoscevamo solo sui libri e sembrano correlate all’elettrosmog. Di che si tratta?? Di leucemie e linfomi. La leucemia bene o male la conosciamo, ma cos’è un linfoma?? La domanda sorge spontanea... Si tratta di tumori che a Milazzo, si sono manifestati in persone adulte, di 30 anni in su, nella forma di "linfoma cutaneo a cellule T" e di linfoma del mediastino, cioè a localizzazione rispettivamente cutanea, per es. nelle regioni della testa, del collo e del dorso, come di noduli grandi quanto una noce, oppure a sede profonda, mediastinica, a livello linfonodale, e con diffusione alle altre stazioni linfonodali, peribronchiali, sopraclaveari, laterocervicali. Si chiamano linfomi, se sono tumori dei linfociti, cioè della serie delle cellule bianche del sangue che, a differenza della leucemia che è, appunto, diffusa nel sangue, si localizzano principalmente in noduli cutanei e danno metastasi a livello dei linfonodi vicini, almeno negli stadi iniziali, (mi scusino i colleghi per la semplicità dell’esposizione, ma mi devo fare capire da tutti!); il nodulo appunto è dato dall’accumulo di linfociti maligni che si ammassano in una "lesione" di forma nodulare; in seguito però la patologia diventa sistemica, cioè diffusa a tutto il corpo. La cura è lunga e difficile e comporta, nei casi più avanzati (quando già è evidente il nodulo cutaneo!) una terapia con polichemioterapici, (la chemio) ed effetti collaterali pesantissimi, come anemia grave, insufficienza renale acuta, neuropatia, paresi periferica, caduta dei capelli, emorragie enteriche e gastriche ecc. ; tale terapia viene attuata presso Centri altamente Specialistici autorizzati, non certo a Milazzo. Mi soffermo su questi particolari perchè il lettore deve prestare la massima attenzione a lesioni della cute di tipo nodulare, cioè a quella che classicamente sembrano una "cisti sebacea", ma che in realtà non ha un contenuto sebaceo, anzi!! Ogni lesione del genere va bioptizzata! Mai tentare cure con pomatine al cortisone, come qualsivoglia lesione della pelle di pertinenza dermatologica perché dopo una prima regressione, ci sarà la recidiva, perché la "cisti" ritorna e si moltiplica, si accresce e diventa delle dimensioni di un manderino, di colore rosso cupo, bombata... ed ogni terapia antibiotica è inutile... Quindi, se non si interviene con la "chemio", la lesione si ulcera, ed essuda sangue in gran copia!! Questo è ciò che vediamo nei milazzesi colpiti!

Ebbene, la causa è da ricercare nell’elettrosmog; lo so che i colleghi storceranno il naso, per ricordarmi che alla base delle teorie eziopatogenetiche, si riconosce una causa virale, di un ipotetico Virus di Epstein Barr, si parla di inquinanti atmosferici, es. il benzene (Ah! Ahi! Vedi l’inquinamento industriale!!!), di radiazioni...di aberrazioni cromosomiche, però c’è una letteratura internazionale, non prezzolata, che ammette che l’esposizione a C.E.M. (campi elettromagnetici ad alta frequenza, tipici delle telecomunicazioni) determina la capacità di indurre modificazioni del DNA cellulare (H. Lai, N.P. Singh) ed aumento nell’incidenza di linfomi, rispetto a gruppi di controllo (Repacholi); segue poi l’induzione di altre patologie, come il rischio di cataratta, le alterazioni delle gonadi, le alterazioni del sistema emopoietico (riduzione dei linfociti, modificazioni delle proteine plasmatiche, monocitosi), le alterazioni del sistema nervoso (cefalea, vertigini) e del sistema endocrino (alterazione degli ormoni tiroidei e dell’asse ipotalamo-ipofisi-tiroide). Altri effetti "non termici" si esplicano prevalentemente a livello della membrana cellulare degli organismi viventi e provocano variazioni dell’efflusso degli ioni calcio e produzione di correnti indotte a livello di cellule eccitabili (neuroni e cellule muscolari) con modificazioni della frequenza di emissione dei potenziali d’azione. A questi effetti si riconduce la sindrome caratterizzata da sintomatologia a carico del diencefalo (astenia, vertigini, crisi vaso-vagali), che di recentemente su modelli animali è stata dimostrata, cioè la mancanza di forza, e chi è che a Milazzo non ha senso di spossatezza, mancanza di forza, insomma scarsa "balìa!"

I risultati di queste ricerche devono far riflettere sull’esposizione cronica a CEM ad alta frequenza e indurre misure di cautela, considerandoli quali "possibili cancerogeni", senza dover aspettare i risultati di decennali studi epidemiologici. Studi che sono stati avviati da poco, dato che negli ultimi anni si sono moltiplicate le sorgenti di campo elettromagnetico, soprattutto quelle ad alta frequenza (RF-microonde) per l’enorme diffusione delle telecomunicazioni, in particolare della telefonia mobile, lasciamo da parte perora il capitolo dei tralicci ad alta tensione!!!! . La soluzione ideale, dunque, che si prospetta a Milazzo, al di la dei costi che sono ingenti per spostare i cavi telefonici e i ponti GSM, (ma anche le schede di autoricarica costano una cifra e pure le spese per la salute!) è quella di decentrare i ripetitori in un sistema a "microcelle", ossia installare piccoli ripetitori di segnale cellulare di debole potenza, in zone alte, lontano dai centri abitati e di diffonderli il più possibile sul territorio: è economicamente comodo concentrare 40-50 pannelli, quando il povero milazzese ignaro che si affaccia al balcone o che vive nei pressi o si ammala o si abbronza, data l’emissione di radiazioni a frequenza radio!!! Meditiamo, gente.... quelli colpiti potreste essere voi, anche se abitate lontane dal Centro, al Capo per esempio, all’ombra di altri ripetitori, come sembrerebbe da altre situazioni patologiche !!

PS. Per ulteriori informazioni rivolgetevi al sottoscritto e-mail clital@inwind.it oppure visitate il sitoweb specialistico che parla di elettrosmog e rischio salute: http://sanfruttuoso2000.tripod.com/

Buon anno (si fa per dire!), Claudio Italiano!

Preghiera a Gesù Bambino….da Milazzo!

Caro Gesù che hai scelto di farti povero e di nascere al freddo, noi Milazzesi ti offriamo, in questa Santa Notte, la sofferenza di tante famiglie che sono diventate povere e di tanti papà disoccupati di questa industria che ci stritola e ci distrugge mentre le campagne ed il mare non possono più accogliere queste braccia….

Fa che la barca in tempesta di questa Città prenda la giusta rotta, guidata alla barra da membra possenti come quelle dei tonnaroti di un tempo!
Noi ti offriamo i dolori e le sofferenze di quei pazienti che subiscono i cicli di chemioterapie perché patologie scellerate li hanno colpiti in questa Milazzo di elettrosmog e di inquinamento, e che hanno un nome e che io conoscono e seguo personalmente, e sono il signor N. che abita in Via Regis, il sig. I. che abita in Via Risorgimento, la sig.ra A. che abita anch'essa in Via Risorgimento e la buon'anima della sig.ra R. che abitava in Via Umberto I, e che non ce l'ha fatta! Tutti erano rei di vivere in prossimità di 2 ripetitori di cellulari e tra lo smog della città; possa il Comune finalmente attuare questa benedetta regolamentazione in itinere per l'elettrosmog e di smantellare questi ripetitori e darci un po’ di verde, anziché alberi di Natale senza radici;
Ti offriamo la sofferenza delle famiglie che hanno subito i recenti inspiegabili lutti e la tristezza di chi è solo ed abbandonato in casa e dei bimbi tappati nelle stanzette, e l'angoscia delle strade senza i loro giochi e i loro vocii…
Ti offriamo, ancora, i dolori di bimbi e poveri anziani che sono tutt'ora in ospedale, compreso mio padre, o nella luce della verità, rei di aver attraversato la strada e di essere strati travolti dalla fretta stupida di questa città, pensando di vivere ancora le stagioni della loro vita trascorsa e con la colpa di andare piano, invece, e di portare un bastone o di correre dietro un pallone e di aver lasciato la mano del proprio genitore! Fai che per essi siano creati parchi a Milazzo ed isole pedonali e piste ciclabili, come dicono e ci promettono!
Ti offriamo, ancora, la sofferenza dei più deboli, bimbi e vecchi, sanno cosa significhi patire l'asma, l'enfisema e la bronchite cronica e di tutti quelli che si curano per il tumore; fai che ritorni il profumo della zagara di una volta e la freschezza dell'olezzo dei gelsomini delle passate notte estive al Parco di Milazzo, ed il colorito sulle guance pallide dei piccoli e la gioia della vendemmia e della raccolta dei pomodori!
Ti preghiamo perché al mattino non si vedano più i fumi di morte che sembrano inghiottire le ultime campagne di Milazzo, come un fungo atomico, e che coloro che sono nella stanza dei bottoni dell'industria sappiano scegliere bene la qualità dei combustibili, pensando anche alla salute dei propri figli, se proprio non vogliono pensare a quella dei milazzesi!
Ti preghiamo, infine, perché ci siano ancora contadini nella Piana che credano nella bellezza e nella forza della nostra terra, e perché la nostra scelleratezza insensata non faccia ricadere al suolo questa maledetta pioggia di acido solforico e metalli pesanti a bruciare le campagne e a corrodere le nostre falde acquifere e le nostre viscere!
Ti preghiamo perché le ultime campagne di Milazzo non siano distrutte dal cemento e smembrate e perché non scompaiano le ultime falde freatiche di San Paolino, dove la cementificazione selvaggia si fa avanti, perché siamo stanchi di bere da bottiglie di plastica e sogniamo la nostra antica fonte di S.Opolo e le acque fresche dei pozzi della Contura, del Ciantro e di Bozzello!
Fai che anche coloro che mi hanno accusato di essere "volgare e criminale" siano finalmente toccati nel cuore come me e che amino questa Città, così come io e i miei la abbiamo sempre amata, anche essendo emigrati e lontani e continuiamo ad amarla e pubblicizzarla sul Web! E a voi che ci leggete dedichiamo la pagina sul Natale di Milazzo all'indirizzo: http://spazioweb.inwind.it/gastroepato/presepe.html .

Grazie, Santo Bambino!

 

Dal 01/09/01 i generici a Milazzo, ovvero: " La passa la Mutua?"

Anche a Milazzo, come nel resto del continente europeo, basti pensare che in Germania i farmaci generici costituiscono il 39% della spesa sanitaria, il 38% in Danimarca, il 22% nel Regno Unito, il 13% in Olanda e il 4% in Francia, è entrato in vigore il nuovo sistema di rimborso dei farmaci generici, ossia dei medicinali che contengono il medesimo principio attivo dei farmaci "di marca" ma che costano il 20% in meno. Ma che significa farmaco generico? Lo abbiamo chiesto a Milazzo o' Zu' Peppe, il nostro simpatico pensionato, esemplare di arredamento da sedile della Marina Garibaldi… ci ha guardati con aria diffidente e ci ha risposto: " Nuddu rigala nenti… sunnu midicinali chiù scassi! " In realtà il ministero della Salute lo ha reso noto in una nota: con la nuova legge introdotta dalla Finanziaria 2001 il servizio sanitario nazionale rimborserà interamente solo il prezzo dei farmaci generici e parzialmente di quelli "con brevetto", secondo un "prezzo di riferimento" stabilito in base ad una media europea.

"Se tra i farmaci dispensati gratuitamente dal Sistema sanitario nazionale -- si legge nella nota -- ve ne sono due o più uguali per composizione, efficacia, tollerabilità, dose e confezione, il servizio sanitario coprirà solamente il costo di quello di prezzo minore". Nel caso siano prescritti medicinali di costo maggiore, "il cittadino dovrà pagare la differenza di prezzo tra il farmaco 'generico' e quello ancora coperto da brevetto".

 

Che vor' di' ?

Se per es. vi siete beccati la tonsillite e vi hanno prescritto Zimox cpr o Augmentin , dovete sborsare una cifra in più nell'ordine di qualche migliaio di lire che se vi foste fatti prescrivere dal curante "Amoxocillina compresse", che assumerete con la stessa posologia di Zimox e con lo stesso risultato. Come mai? Perché i medicinali sono inizialmente coperti da brevetto per 20 anni e sono quelli "griffati", che vengono commercializzati dalle case farmaceutiche con nomi di fantasia e risultano più costosi. In quest'arco di tempo, infatti, la casa farmaceutica si rifà delle spese di ricerca e paga un esercito di informatori scientifici che assaltano gli studi dei medici per dare tutte le informazioni sul farmaco: anch'essi ovviamente hanno un costo, che incide sul farmaco; si tratta, per capirci, di quei signori incravattati che entrano ogni tre pazienti, mentre voi vi incavolate perché si allunga il turno di attesa!! Tuttavia dopo 20 anni scade il brevetto ed il farmaco può essere ridistribuito dal Ssn senza marca, solo con il nome del principio attivo, appunto nel nostro esempio, "amoxocillina". E' chiaro che lo zu' Peppe, dal punto di vista psicologico, nell'effettuare una cura, si sente più confortato "terapeuticamente e psicologicamente" se assume un farmaco più costoso (più costoso=migliore, psicologicamente parlando!). In realtà i farmaci che utilizziamo i medici in borsa sono poche specialità salvavita in fiale, dal costo ridotto, che funzionano meglio delle miriadi di compressine a rilascio prolungato, a microgranuli, tamponati ecc. ecc. di "bitilbicarbonato-borotalco-e-semellino-'na-custata-fiorentina-cu'-nu-mienzu-litru-e-vinu-grammi-zero-zero-tre", come dice Renato Carosone, in "Pigliati 'na pastiglia"!! Mi ricordo, inoltre, quando ero in Marina Militare, che esisteva già da allora la famosa "aspirina delle forze armate", in compresse da 500 mg" fatta dall' Istituto Farmacoterapico della Difesa di Firenze, che, nostalgicamente, anche i vecchi medici ci richiedevano per la bontà della preparazione e le supposte per il mal di mare, che sembravano dirigibili, ma che erano efficacissime!! Ma vuoi mettere il fascino del farmaco griffato?? - Dunque, messo da parte l'effetto placebo della griffa, lasciamo che i nostri medici ci prescrivano farmaci generici, specialmente se non abbiamo i soldini per comprarci quelli di marca, dai nomi più strani! Per fare ulteriore chiarezza, vi diremo che il Diazepam Generico gocce, che tutti i Milazzesi (purtroppo!) assumono per l'ansia e lo stress, costa almeno il 20% in meno rispetto al suo 'Collega' di marca, il "Valium gocce o Ansiolin gocce", e ciò può consentire interessanti risparmi, sia al Paziente che al Servizio Sanitario Nazionale nel suo complesso. Ma chi ci garantisce che il Diazepam Generico (ove esista) sia effettivamente 'buono' quanto quello di Marca? La normativa internazionale pone, ovviamente, una serie di condizioni e di controlli il cui scopo è quello di garantire gli standard di qualità farmacologica e farmaceutica. Il fatto è che con l'impiego dei "generici" si può ipotizzare un risparmio per il servizio nazionale su base annua di circa 250 miliardi (le stime inizialmente previste di 500 miliardi si basavano su una diversa modalità applicativa che prevedeva il prezzo di rimborso pari al più basso disponibile sul mercato rispetto al prezzo medio ponderato introdotto con la Finanziaria 2001). Allora la domanda sorge spontanea: "Ma la passa la Mutua??" La risposta è : "Vi passa quella vecchia… appunto la specialità vecchia!"

 

I CITTADINI RISCHIANO MAGGIORI COSTI : I PRO E I CONTRO.

Il nuovo sistema di rimborso stabilito dal governo, secondo le associazioni dei consumatori, potrebbe tradursi in nuovi costi per i cittadini. "Dal 1° settembre, i cittadini potranno trovarsi a pagare di più, perché fino a oggi i farmaci rimborsabili erano totalmente a carico del sistema sanitario nazionale mentre da sabato sarà detratto solo il 'prezzo di riferimento'", spiega un portavoce del comitato consumatori Altroconsumo. La normativa del ministero riguarderà 653 confezioni di medicinali generici in commercio, suddivise in 38 sostanze diverse, spiega la nota.

"Starà ai cittadini, ma anche ai medici e ai farmacisti, informarsi su quali farmaci sono interamente rimborsati e quali no e confrontare i relativi prezzi", aggiunge Altroconsumo. A tal scopo, il ministero ha avviato una massiccia campagna informativa presso cittadini, medici e farmacie. "Con la nuova legge c'è un vantaggio e un rischio", spiega a Reuters il portavoce di Altroconsumo. "Da un lato c'è un risparmio per il sistema sanitario nazionale e per il cittadino, perché si punta ad acquistare farmaci di minor costo ma di uguale effetto terapeutico, dall'altro senza adeguata informazione c'è il rischio che vengano prescritti farmaci più costosi e pertanto rimborsabili solo in parte, quando in commercio invece c'è l'equivalente generico". "Secondo una ricerca condotta da AltroConsumo direttamente presso 77 medici di base, solo 27 hanno prescritto al paziente un farmaco generico o economico -- spiega il portavoce -- pertanto l'informazione è necessaria". E a Milazzo??? State calmi: c'è già qualche nota farmacia del centro che si è imposta di fare chiarezza sull'argomento, di consigliare il farmaco generico, nonostante abbia una perdita! Meno male!

 

Per saperne di più, comunque:

Il ministero della Salute e AltroConsumo hanno messo a disposizione un numero verde (800-001177), oltre alla possibilità di scaricare l'opuscolo informativo dal sito www.altroconsumo.it. Il Tribunale del Malato indica invece un altro recapito informativo (06.36718444) e ulteriori dettagli al sito www.cittadinanzattiva.it.

 

E chiudiamo con una nota dolente…

… ci associamo pure noi, con tutti i bimbi del Piaggia, al dolore della famiglia della piccola Maria Concetta, vittima di una Milazzo sorda, di adulti sulle macchine, che non è a più una città a misura di bambino! Possa il terreno che c'è all'uscita dell'asse viario trasformarsi in un parco giochi, anziché in un parcheggio asfaltato per macchine, comìè da progetto, l'asse viario in un viale alberato di pini, la palma rinsecchita all'uscita in un' oasi di palme. Che Iddio ci ascolti!


di Claudio Italiano

Idee per una Milazzo in piazza, al verde!

No, non è l'ennesimo articolo sulla disoccupazione dei milazzesi, e sulla conseguente mancanza di moneta! Ma è l'augurio che formuliamo, insieme all'amico Gigi Billè, perché possa ritornare in città il tanto agognato verde pubblico, una specie anch'essa in estinzione a Milazzo, se si eccettuano i recenti miracoli della Pinetina di Ponente e i giardinetti di Padre Pio a Vaccarella… per il resto solo squallore, incuria ed inciviltà. La riqualificazione ambientale, invece, è ormai divenuta un argomento di pubblico dominio, date le condizioni di vita che si sono create negli ultimi tempi a Milazzo, paese compresso in un grande agglomerato urbano ed area industriale a rischio, con emissioni di maleodoranti nubi di CO, SO2 e NO2 e conseguente ricaduta di pioggie acide, e non statemi a dire che non è vero: ne sanno qualcosa i contadini della piana che sono costretti ad utilizzare le serre con più frequenza per evitare la "bruciatura" delle foglie degli ortaggi e dei fiori, con conseguente abbassamento dei valori di Ph dei terreni, divenuti ormai improduttivi. Perciò verde a Milazzo significa qualità di vita, qualità ambientale globale del territorio. Oggi che c'è polemica sul passaggio dei TIR in centro dalla tabella ne potete capire il perché: un camion diesel sviluppa gr 60 di CO+15 g di NO+50 g di polveri nel transitare in centro!! L'unica risposta seria e concreta perciò resta la decongestione del centro e la realizzazione di spazi verdi e la conseguente scelta delle piante giuste che assolvano non solo a funzioni paesaggistiche, ma influenzino il mesoclima ed il microclima, determinando il filtraggio delle polveri prodotte dal traffico veicolare, l'umidificazione dell'aria, la riduzione del rumore, e che tollerino in vario modo da condizioni ambientali particolari.Il risultato sarà il calo dell'asma bronchiale e delle bronchiti nella popolazione e non solo….!

 

Tuttavia, là dove a Milazzo si pensa di smantellare le ultime oasi di terreno per costruire capienti parcheggi, altrove si spendono soldi per ottenere l'operazione inversa, cioè trasformare parcheggi in parcogiochi per i bambini. Infatti l’Amministrazione comunale di un Civile Paesino, Fiorano Modenese, ha promosso e realizzato nel 1998 un progetto di riqualificazione ambientale di un’area, Piazza della Ceramica, originariamente adibita a parcheggio per autoveicoli, trasformandola in un parco urbano.

Si è trattato di un intervento dalle modeste dimensioni: la superficie recuperata è stata infatti pari a circa 1.400 m2, ma impegnativo sia da un punto di vista tecnico che finanziario nella sua ideazione ed esecuzione, che intende contribuire al miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti. Nella realizzazione della nuova area verde particolare risalto è stato dato al ricorso a piante in grado di filtrare le polveri dello smog ambientale impiegando alcune specie, come Carpinus betulus, Corylus avellana, Cornus sanguinea, Rosa rugosa, Salix repens argentea, Viburnum lantana, contraddistinte dalla fitta tomentosità delle foglie, in grado di assolvere a questa funzione. Inoltre, la particolare disposizione degli arbusti, compiuta a quinconce, unitamente all'elevata densità di impianto, essendo stata prevista in media una distanza tra le piante di 1 m, è in grado di assorbire una parte del rumore prodotto dagli autoveicoli. Le specie sono state accostate tra di loro sulla base delle associazioni vegetali di appartenenza, del fototemperamento, dello sviluppo finale e dell’aspetto. A causa della preesistente destinazione a parcheggio, la prima operazione prevista ha riguardato la sostituzione del substrato esistente, procedendo all'asportazione dell’asfalto, degli inerti e dello stabilizzato sottostanti, per una profondità totale di 60 cm. La rottura del sottosuolo con ripuntatore fino a circa 70 cm di profondità, vale a dire ad una profondità di cm 130 rispetto al piano stradale, è importante per garantire alle piante messe a dimora idonee condizioni di crescita. In totale alle piante si è voluta assicurare una profondità minima di substrato di 150 cm, dato che si è previsto anche un riporto di 20 cm di terreno per portare la nuova zona verde allo stesso livello della preesistente alberatura stradale.

 

Insomma proprio come si fa a Milazzo, dove esistono maestri della potatura arborea! Al fine di assicurare la migliore riuscita delle piante messe a dimora si è progettato un impianto irriguo localizzato automatico. Tale impianto è costituito da una rete idrica di distribuzione e da un impianto di irrigazione a goccia. L’impianto d'irrigazione a goccia prevede l'utilizzo di ali gocciolanti, autocompensanti, con gocciolatore stampato sulla superficie interna del tubo in polietilene. Contrariamente all'irrigazione a pioggia o a spruzzo, l'irrigazione a goccia si basa sulla distribuzione dell'acqua vicino alle radici delle piante, nella quantità e con la frequenza più idonea (!!!). Da noi, invece, dato il clima umido nord europeo, quasi monsonico (!) dopo la piantumazione di alberi, se ogni tanto passa l'autobotte è un lusso!

 

A proposito di acqua e falde acquifere sono stati condotti studi dell'impermeabilizzazione dei suoli nelle aree pubbliche e private attraverso:
1. l’analisi della rete d’adduzione idrica e fognaria;
2. la circolazione delle acque superficiali in modo tale da poter ricostruire il reale funzionamento del ciclo dell'acqua a livello ambientale.

L'acqua piovana scarsamente inquinata deve, possibilmente in maniera decentrata, essere infiltrata attraverso strati di terreno permeabile al fine di ricaricare la falda freatica evitandone l'abbassamento del livello; consentire la riduzione della portata idraulica delle canalizzazioni miste; diminuire la diluizione delle acque di scarico separando le reti fognarie. Cioè proprio come facciamo noi al Capo e nella Pina, quando dalla salita del Quartiere o a S. Paolino si assiste al fenomeno delle fiumare calabresi o ai fiumi di fango dell'avellinese della serie "si salvi chi può"!!!
La ritenzione dell'acqua piovana, l'infiltrazione, il suo riciclo e la biofitodepurazione, sono elementi riproponibili anche a livello di singola abitazione, dove, sin dall'inizio della progettazione, possono essere prese alcune misure che garantiscano un risparmio della risorsa. Un'ottimizzazione dell'uso dell'acqua comporta anche un risparmio energetico, sia nella preparazione, nell'approvvigionamento e nel trasporto dell'acqua potabile che nel funzionamento degli impianti di depurazione; non dimentichiamo che nel terzo millenio l'acqua si comprerà al rifornimento, come la benzina!
Per quanto riguarda la sostenibilità del verde urbano, nella nostra Milazzo si dovrebbe recuperare l'antica regola che ogni elemento di arredo, pur indispensabile, si dovrebbe vedere il meno possibile. Tutto dovrebbe essere inserito nella natura e con essa dialogare per ricreare ambienti più sani e vivibili. La vegetazione oltre ad essere un elemento estetico - funzionale dovrebbe avere tra gli obiettivi prioritari anche quello di depurare l'aria e di migliorare il microclima ambientale mitigando le escursioni termiche giornaliere e consentendo di assumere una boccata d'aria rinfrescante nelle notti d'estate, specialmente tra qualche decennio quando la temperatura salirà ancora dato lo scioglimento dei ghiacci del 40% già in atto ed in aumento!!!

Claudio Italiano

Milazzo: la rivalorizzazione delle Aree Dismesse, ovvero la "sindrome di Los Angeles".

Milazzo, martedì 22.05.2001, ore 19:00, Liceo Classico "Impallomeni": un prof. Bartolo Cannistrà, in qualità di Presidente della Sez. Milazzese di Storia Patria, coadiuvato dall'amico chiarissimo prof. Gerolamo Bambara, di Italia Nostra, presiedono i lavori di un incontro per la valorizzazione delle Aree dismesse di Milazzo, in tema "La tradizione del nuovo: il futuro urbano nella riscoperta delle sue radici". Partecipa ai lavori, l'illustre prof. Nicola Pagliara, Ordinario di Progettazione Architettonica -Univ. Federico II di Napoli. Ci sembra di assistere alla scena ospedaliera del malato moribondo con lo specialista di fuori che conforta l'opera del medico curante! In realtà, non possiamo che complimentarci per l'impegno profuso nella buona riuscita di quest'incontro, che, ribadiamolo, vuole e deve essere il momento iniziale di un dibattito più ampio che urge in una Milazzo, spesso "nave senza nocchiero in gran tempesta, non donna di provincia, ma bordella"!! Pure il microfono, durante l'incontro, ci si mette di mezzo per creare incomprensioni... ma il tema è di grande interesse ed il Sindaco, arriverà non appena possibile, "per partecipare - come dice egli stesso- al dibattito e non ai lavori". Le idee e la carne al fuoco è tanta: " Dal 1966 - dice Bambara- fu formalizzata l'idea di utilizzare le Aree dismesse della ex-Montecatini, di collegarle col Porto, ed oggi anche con l'ex-Mulino Lo Presti e col Centro Storico e di istituirvi un Orto Botanico: I giardini di Federico". E questa ci appare subito una bella idea ed un progetto fattibile, in una Milazzo con la "sindrome di Los Angeles", ossia una patologia riscontrata già in USA, caratterizzata da angoscia, stanchezza, mal di vivere, che spinge a fuggire dalla Città. Secondo i rilevamenti del Censis, sono affetti, in Italia, l'85% dei residenti che considerano le Città in pessimo stato, il 43 % si dice molto preoccupata per la situazione ambientale ed il 40% si definisce "insoddisfatta" per alta morbilità! Milazzo non è esclusa da questa situazione, dove vi è una media di 55 automobili ogni 100 abitanti e che negli ultimi tempi, da paesino ridente, è diventata un "paesazzo". Il momento è importante per Milazzo: si discute della variante al Piano Regolatore che deve tenere conto delle esigenze della Città; Milazzo è stata depauperata dai bombardamenti del '43 di edifici e chiese e poi, da un' edilizia dissennata che ha fatto il resto, distruggendo le bellezze del palazzo Marullo e palazzo Carrozza, di un palazzo settecentesco, dove è sorta la nuova posta! L'illusione industriale ha dato, infine, il colpo di grazia, operando il massacro di una Città che oggi è rimasta senza piazze e servizi, e con luoghi storici distrutti, come Piazza Roma, Piano Baele,, le ville al Capo. Tuttavia la chiusura della Montecatini e della Metallurgica, compresa la Vecchia Stazione e lo scalo merci ed, infine, oggi il Mulino Lo Presti hanno creato aree dismesse che ci consentono di intervenire per programmare interventi. Il futuro della Città, dunque, parte dalla riscoperta delle nostre radici, ma ci occorre uno strumento urbanistico che tenga conto dello sviluppo agricolo e turistico dopo l'illusione industriale. Ed ecco allora, dopo una presentazione affettuosa dei Presidenti, prendere la parola il prof. Pagliara, che dall'alto della sua simpatia e preparazione brillante che lo contraddistinguono, irrompe dicendo che il "Nuovo" non esiste e non è mai esistito, il che traducendolo in chiave nostrana, significa che Milazzo deve trasformare la sua storia, il suo ricordo in nuove immagini architettoniche che portino alla qualità estetica, cioè diciamo noi, deve riscoprire il passato in chiave moderna ed il passato per noi è Mare e Terra e Natura e la Centralità dell'Individuo, in una Milazzo dove la gente è sempre più martoriata, imprigionata nei distinti palazzi di cemento che si trasformano in loculi distinti del Cimitero! Qualità sublime, dunque, e qualità estetica, non civiltà Rococò, ma Rivoluzione Francese - dice Pagliara- di uomini e di idee - e gli si infiamma lo sguardo- "Città di Milazzo intesa come "essere insieme, ritrovarsi e comunicare", ma c'è una Città Anonima senza Radici!". Sono parole che ci prendono nel profondo. A Caserta - continua il Pagliara - c'è una Reggia, ma la Città non ha rapporto con essa, non la vive e non c'è radice! Gli Americani sono un esempio, col loro senso della storia e dell'attaccamento alle tradizioni, anche negli stili. Ed il discorso ci piace e ci affascina; il prof. sorride, sa porgere gli argomenti; i regimi -aggiunge- hanno saputo farsi grandi nell'espressione architettonica delle forme". Ripensiamo allo stile Romanico del fascismo e ce ne convinciamo! Milazzo, dunque, deve avere la capacità di proporre immagini, di tradurre in forme "belle e piacevoli" le idee, e ciò è l'ectoplasma della società, dunque Architettura di qualità, ritornare a noi ed intervenire a Milazzo con intelligenza! E mentre espone, noi nel frattempo pensiamo allo scempio della Città di antenne e cielo, di asfalto e marciapiedi anonimi, allo "indecenza e vergogna all'intelligenza umana (sono parole di Pagliara!) dello scempio perpetrato al Tono, sotto il Castello!! Alla fine Pagliara, portato dall'iperuranico sul terrestre, conclude: " Per Milazzo io vedo un investimento nell'Area Montecatini che significhi reddito, perché oggi non si può prescindere dal creare risorse sostenibili, cioè capitali in giuoco che creano redditi! Ci vuole un posto -continua- che diventi agorà , cioè piazza commerciale, oggi al chiuso, ma il politico è quello che media e l'architetto colui che deve saper capire ed elaborare il patrimonio del passato. Qui si potrà creare quest'agorà di scambi culturali, di concerti, di recite Pirandelliane, dove possa risiedere un teatro stabile di Pirandello, -dice- dove apprezzare i frutti della Sicilia, di un Pirandello che rappresenta lo Shakespeare siciliano, là dove il turista viene e vuole gustare le arance siciliane, sbucciarsele!" E a noi, sinceramente, che ascoltiamo, la cosa comincia un po’ a preoccuparci, perché non vorremmo che la Montecatini diventi l'ennesimo cementificio da 1 milione di emmequ, mentre sogniamo prati, fiori e pinete di una Natura che ritorna in Città e che faccia da polmone all'asfissia del caldo dei vecchi che saremo e che ci abbatta queste maledette particelle da 10 micron di polveri micidiali dell'inquinamento atmosferico! E no! Capperi!! Poi Milazzo deve valorizzare gli altri due poli, il Mulino Lo Presti, col Molo Marullo ed il Porto, dove Pagliara ci vede ristoranti e negozietti turistici di souvenir ed il Castello. Dice giusto Sfameni, il giornalista, quando prende la parola e sottolinea come Milazzo deve uscire dall'appiattimento delle speculazioni e deve puntare, appunto in alto, con la partecipazione dei cittadini, quando finora si è attuata la politica della spartizione e del compromesso, diciamo noi! Quindi l'atteso intervento del sig. Sindaco: "Milazzo è in linea con le cose che ci siamo dette; l'idea del molo Marullo, e dello spostamento della capitaneria è stata prevista per il nuovo sviluppo -dice- ed il Porto deve diventare un elemento portante per l'economia cittadina, col porticciolo turistico; poi gli interventi saranno compatibili -aggiunge- con quello che c'è, per prima cosa, la Raffineria e poi l'Enel, che sono rimaste e meno male! Noi dobbiamo vedere la situazione per quello che è, e dobbiamo valorizzare le cose individuali attraverso l'iniziativa privata. Noi abbiamo comprato il Mulino perché è attorno al Mulino che si muoverà lo sviluppo, Mulino che rappresenta un affare per Milazzo, essendo stato comprato la metà del valore reale stimato, perché crediamo in imprenditori che vogliono investire. La Montecatini ed il Porto sono gli strumenti del nuovo sviluppo economico. Questa Città non deve essere come Caserta, condizionata dal Castello, un appendice informe senza storia! L'Amministrazione Comunale, tuttavia, non è imprenditoria! Le proposte intervenute per l'ex Molini Lo Presti ci dicono che siamo sulla strada giusta. Però nessuno di noi ha la presunzione di sapere le cose; la Città in questi ultimi 50 anni si è stratificata e ciò ha creato problemi di identità! Stiamo cercando di affrontare al meglio questa fase di ricostruzione , di "trasfusione" -aggiunge- per le cose che mancano. L'Arch. Alberti, responsabile dei lavori di restauro al Duomo, si sente a disagio, nell'affrontare questo tema delle Aree Dismesse, purnondimeno, -dice- il rischio è la speculazione edilizia, la spremitura dei terreni; per es. Biconca, con 400 mila metri quadri che sono 1/5 del terreno! Non è un esempio bellissimo! Ora, noi, della ex-Montecatini, che vogliamo fare?? Vogliamo un parco da 1 milione di metri quadri di cemento??? Ci incontriamo su questo?? Bisogna invece capire che cosa vuole la Città per la qualità della vita! Milazzo è un luogo emblematico del Mondo. E' un luogo carico di Memoria, pensiamo soltanto alla civiltà del Milazzese! Dopo gli anni 60 c'è questa nuova esigenza di qualità della vità, che aumenta, la Natura che entra in Città; non stiamo parlando del rider , dell'investitore di Borsa, ma stiamo parlando dei Milazzesi e del loro tempo libero! Quali sono le finalità da perseguire?" E il suo discorso è impeccabile perché finora gli interlocutori non hanno fatto chiarezza sui loro progetti concreti per le Aree. Sulla sua linea si inserisce, infine, l'intervento dell'arch. Zizi Vece: " In questi 60 anni lo sviluppo di Milazzo si è appiattito; dobbiamo fare marcia indietro dall'industrializzazione e ricercare le nostre origini, la nostra stessa storia e cultura. A Firenze, per esempio, si stanno restaurando le Aree Ambientali dismesse degli Orti, che erano altamente inquinate da scarichi industriali ed i fiorentini si pongono in questo modo all'avanguardia e questa è la strada giusta!

 

Insomma alle ore 21:30 lasciamo l'Aula Magna del Liceo, più confusi che persuasi; con il fumo in testa di tanta carne al fuoco! Gli interessi, come al solito, sono tanti ed, alla faccia dei poveri Milazzesi, io vedo sfuggire sempre più il progetto del Parco Urbano attrezzato "i Giardini di Federico", l'unica idea valida, quella dell'Associazione Italia Nostra. Il Parco darebbe alla Città un'Area Attrezzata di Servizi a livello collettivo (Milazzo ai Milazzesi, prima che ai turisti!!!), per migliorare la Qualità della Vita; il parco sarebbe attrezzato da un segno forte naturalistico ed in parte volutamente Artificiale da contrapporre all'anonima espansione Urbana che lo circonda. In tale contesto si porrebbe come struttura polivante e polifunzionale, qualificante per l'intera Città, diventando Fattore Aggregante e punto di incontro, con attrezzature per il gioco, il riposo, il tempo libero e tutto ciò che è relativo alle attività all'aria aperta; inoltre sarebbero allestiti - mi dice Gerolamo Bambara- padiglioni per la conservazione del "germoplasma" di specie "autoctone" e "alloctone" e specie esotiche d'interesse florovivaistico e frutticolo. Grazie dunque ad Italia Nostra ed alla Società Milazzese di storia Patria, geni incompresi in una Milazzo miope! In sostanza, levando gli organizzatori del Convegno, mi pare che gli altri, sul da farsi per le Aree Dismesse, avessero poche idee ma ben confuse ! Che Iddio ci aiuti!

Claudio Italiano per la Città!

 

Proposta per "Bimbimbici" per una Milazzo con il ciclo!

No, non è uno scioglilingua! Ritorna la Primavera e con essa le belle giornate e gli Zefiri, ed una voglia matta d'aria e di sole che ci prende tutti…. e la voglia di abbassare il colesterolo e di fare quattro pedalate con i nostri figli…. ma noi Milazzesi non possiamo; infatti dove andiamo?? Io sono cresciutello e sui pedali mi arrangio e, dopo un cascatone, mi ricordo di aver capito subito, a 6 anni, perché non si frena col freno davanti in discesa(!!); comunque, nonostante lo sfrecciare delle macchine a Milazzo, toccando gli amuleti nelle tasche, non mi sono mai fatto male! …qualche volta, però, non lo nascondo, mi sono dovuto anche abbracciare ad un palo per non essere arruotato dal solito camionaro, che ti strombazza sopra, ti stringe al guard-rail e ti sorpassa, sciacciandoti con lo spostamento d'aria e poi ride sui baffi, godendosi la scena dallo specchietto retrovisore!! Bimbimbici, invece, è un'iniziativa seria, di città civili, di persone che hanno capito l'importanza dello sport (per es. espressione del programma politico dell'Associazione liberAperta che ritiene necessario che la città di Arezzo come le altre della provincia si dotino di strutture atte a permettere ai CITTADINI la circolazione sulle due ruote in assoluta sicurezza, del Sindaco di Arezzo, di Livorno e di Roma ) e di associazioni di amici del pedale (Pedale Verde - Roma, associazione aderente alla FIAB onlus, Ferrovie dello Stato, Regione Lazio-Assessorato all'Ambiente). Ma chi si accinge a portare con sé i propri figli in bicicletta fa una scelta importante e di grande responsabilità. Importante per il bambino, che potrà assaporare la gioia di pedalare, di provare l’emozionante sensazione di viaggiare con la brezza sul volto, all’aria aperta, a velocità d’uomo, facendosi scivolare accanto il paesaggio, mantenendo un rapporto vivo e diretto con esso. Vivere l’ambiente naturale che ci circonda, gli animali, ascoltare i suoni della natura e delle attività dell’uomo nei campi, percepirne gli odori. Non è poco se si pensa all’esperienza di viaggio in automobile, dove tutto sembra scorrere lontano ed indifferente di là di una vetrina. Ma è anche una scelta di grande responsabilità per il genitore, perché il bambino è un soggetto estremamente vulnerabile di fronte allo sfrecciare delle automobili, tanto più che gli spazi per le bici sono a Milazzo inesistenti. Questo crudo realismo non dovrebbe però scoraggiarci (come dice Pippo Ruggeri!) perché in effetti, nella nostra città, di strade tranquille per andare in bicicletta, ve ne sarebbero molte, se è vero che la Città sta prendendo la strada del turismo industriale (o dell' aceto?! Ma 'na volta non vendevano le cartoline illustrate della Raffineria??). In passato ebbi modo di segnalare per la realizzazione di una pista ciclabile la zona di ponente, dove si espleta il mercatino del giovedì; il problema. tuttavia, è che in questi spazi non vi è nessuna segnaletica che limiti il traffico alle sole bici, né tantomeno esiste una chiusura completa degli spazi alle auto con adeguata recinzione (entrano le macchine che fanno scuola-guida!!!). Sarebbe sufficiente, per esempio, che l'amministrazione Comunale destinasse questi luoghi, una volta per tutti, a pista ciclabile per bimbi; oppure (ma questa è un'utopia per l'ambiente abulico di Milazzo!!!!) si potrebbe pensare di creare una pista collegata, partendo dalla Madonnina del Tono, creando una stradella di qualche metro di larghezza dietro la tonnara, continuando quindi a tracciare un percorso tra i lidi, piantumandoci alberi, proseguendo poi dietro il Campo Sportivo, per collegare la pista alle pinetine, bypassando in qualche modo l'altra pinetina delle Cupole ed il tirassegno per finire oltre la "Gobba del Cammello", l'Aria e Calderà! Non credo che la spesa sia miliardaria: va bene anche in terra battuta (ci sono ditte apposite su internet che vivono costruendo queste piste!!); è chiaro che una volta appreso il gioco, il bimbo più cresciuto potrebbe mettersi in strada, scegliendo orari e percorsi. Ma qui il discorso si fa più serio: ricerche sulla sicurezza stradale delle biciclette, realizzate negli USA, hanno rilevato come negli incidenti dove sono coinvolti ciclisti, sia molto rilevante il fattore "inesperienza". Infatti, è proprio tra chi usa poco ed occasionalmente la bici, che si registra una maggiore frequenza degli incidenti, perché ha appreso solo una limitata gamma di situazioni d’emergenza a cui poter far fronte. Questo dovrebbe quindi suonare come un invito ad iniziare con fiducia ad andare in bicicletta il più costantemente possibile, senza temere i soliti luoghi comuni della sua pericolosità sulla strada. A questo proposito, è stato accertato in Gran Bretagna che, considerando le stesse classi di strade, il numero degli incidenti stradali con conseguenze gravi è, percentualmente alla distanza percorsa (rapportato naturalmente alla potenzialità relativa del mezzo), più elevato tra le automobili che tra le biciclette. Questo dovrebbe farci riflettere sul diffuso tabù della supposta maggiore pericolosità della bici rispetto all’automobile. Dando per scontato che tutti i minori debbano indossare il caschetto protettivo, prima di andare sulla strada con il traffico, è bene dunque iniziare a far pedalare i bambini in spazi sicuri, e solo gradualmente farli entrare in contatto con i possibili pericoli della strada. In Germania, infatti, vi è il divieto di circolazione sulla strada per bambini fino a nove anni, a loro è consentito pedalare sul marciapiede. In assenza di normative specifiche da noi, questo è un suggerimento per far pedalare i bambini sul marciapiede lungo tratti di strada trafficata. Inoltre, il nostro Codice della Strada consente agli adulti di pedalare sulla strada per file parallele accanto a bambini fino a dieci anni, e questo per garantire una maggiore protezione dal traffico Per quanto concerne la resistenza, qualsiasi bambino di prima elementare è in grado di coprire una distanza fino a 10-15 chilometri; la distanza di 20-30 chilometri potrà essere sopportata senza difficoltà da bambini fino a dieci anni, poi, a quelli che frequentano la scuola media, si potrà anche far provare un chilometraggio superiore, fino a 50-60 o più chilometri, considerando sempre un’orografia di media difficoltà.
E siccome, come al solito, leggendo quanto scrivo sgnignazzate, prendendomi per illuso e sognatore, eccovi un documento concreto di LiberAperta di Arezzo per una pista ciclabile, come programma elettorale concreto. Non una stasi! Ma una proposta d'azione(!!!), di una Città che ha il ciclo, ma quello buono:

PROPOSTE PER LA CITTA' DI AREZZO

1 -CREAZIONE DI UNA PISTA CICLABILE CIRCOLARE ( completamente protetta ) UTILIZZANDO PARTE DELL'ANELLO VERDE CHE CIRCONDA LE MURA MEDICEE, VIA PORTA BUIA E VIA GARIBALDI.
2 - CREAZIONE DI UNA PISTA DI COLLEGAMENTO DEL PARCO PERTINI ( GIOTTO ) AL PARCO PIONTA
3 - CREAZIONE DI UNA PISTA DI COLLEGAMENTO DELLA STAZIONE FERROVIARIA AL NUOVO OSPEDALE DI S. DONATO
……………………………………………………………

AREZZO 9 novembre '99

Ciao, Claudio Italiano

MILAZZO ED I SUOI DUE EROI: LUIGI E GIORGIO RIZZO.

E' il 25 Maggio 1977: la Nobildonna, Contessa Giuseppina Rizzo di Grado e di Premuda, in segno di stima e di riconoscimento per alcuni lavori eseguiti alla sua villa sulla Panoramica, regala un libello a mio padre, con su scritta una dedica: "Al gigantesco don Antonino Italiano, dal cuore troppo buono…". Quel giorno sono presenti, per l'occasione, il sottoscritto e mia madre.. "E' quanto di più caro serbo nel mio cuore - dice la minuta e gracile Giuseppina Rizzo (sono gli ultimi momenti della sua sofferta esistenza) - un libro per pochi amici e familiari, con le lettere di mio figlio Giorgio a suo Padre, raccolte in questo epistolario, con i commenti di mio marito!". La mia famiglia custodisce gelosamente per anni questo libretto, stampato nel 1944 a Trieste dalla Editoriale Libraria S.A., fino a quando, proprio in questi giorni, della serie telefilm "Angeli", rovistando tra le mie sudate carte, lo ritrovo ed il volumetto mi si apre proprio sulla pagina della dedica…mentre avevo appena finito di leggere un articolo su "La Voce" che parla dell'Ammiraglio! E' un segno: la Contessa e l'Eroe vogliono che Milazzo celebri ed onori la memoria del proprio figliolo, Giorgio Rizzo. E ciò "per un bisogno -come ebbe modo di scrivere il Padre - di trovar balsamo attraverso il tormento della rievocazione". Il 27 Giugno 2001 ricorrerà, infatti, il 50° anniversario della scomparsa dell'Eroe, Luigi Rizzo, e per l'occasione l'Amministrazione Comunale effettuerà il gemellaggio con la Città di Grado e sarà organizzata una festa per celebrare l'impresa dell'Affondatore… Tutti parleranno del grande Ammiraglio, ma ritengo che a questo punto, considerato l'affetto dei genitori per il figlio, non si possa tralasciare di ricordare la memoria dell'altro Eroe di Milazzo, appunto Giorgio Rizzo. Ma chi era Giorgio Rizzo? Era un giovane, come noi, sanguigno, nato in quei di Genova-Pegli il 5 Novembre 1921, e subito attratto dalla "luminosa vastità del mare", quel mare che "cullò pure i Suoi primi sogni di audaci imprese". La sua vita, pur se breve, fu intensamente vissuta, "fu severa disciplina", costante allenamento fisico, dominata da sentimenti virili, improntata al senso del dovere e degli impegni, la cui "consapevolezza fu come la linfa segreta del Suo operare e del Suo sentire", così come scriveva il Padre Luigi. Giorgio, ultimati gli Studi , dapprima a Champery (Svizzera) e poi all'Accademia Navale di Livorno, improntò la sua effimera esistenza ai valori di "Patria ed Onore" che si vedono incisi in uno scritta sotto la bandiera italiana, nel Campaccio dell'Accademia; Giorgio sognava l'azione e la gloria. Ma l'Eroe volutamente omette nel libello di parlare di quanto hanno scritto o detto di Lui i Superiori e i Colleghi e ciò per "serbare intatta la freschezza degli slanci giovanili, la fermezza del Suo pensiero e del Suo carattere" e noi aggiungiamo, perché Luigi Rizzo era restio ai fronzoli, agli elogi, ed era fatto per le cose pratiche, semplici e modeste. Al fratello Giacomo, Giorgio scriveva: "Sapessi quanto è duro per noi stare qui (in Accademia) a marcire tra le formule, mentre parecchi carissimi compagni di Accademia hanno già dato la vita". Giorgio sognava infatti di emulare le eroiche gesta del padre, che Egli ha avuto modo di ammirare a Pegli: " Pegli -scrive il giovane- ha accolto Luigi Rizzo con feste ed onori. Luigi Rizzo è apparso sorridente e modesto, senza decorazioni, ma col suo saluto amorevole e paterno". E aggiunge: " Confesso anch'io che le accoglienze dei cittadini di Pegli mi hanno commosso. Noi vediamo Luigi Rizzo raffigurato nei libri, ma siamo più fortunati di altri perché ogni giorno lo vediamo per le vie di Pegli. Io come suo figlio sono più fortunato di tutti, perché ogni mattina ho il piacere di ricevere il suo bacio".

Il 28 Febbraio 1942, finalmente, ultimati gli studi navali per Ufficiale, imbarca sulla "Giulio Cesare", ma presto ne "ha abbastanza di rimanere sul Cesare".. e al fratello riscrive: "Siamo stufi di grattarci…"; E al Padre:" Carò Papà, ricordo la promessa dei MAS" ed ancora il 13 settembre 1942, in un'altra epistola: " Carò papà, non mi troverai noioso se insisto ancora per la faccenda dei MAS" . Ma il padre che è preoccupato per tanta insistenza, temendo di "forzare il destino, vedendo che gli si obiettivava a Roma che il movimento sui MAS era prematuro, che il corso non aveva navigato ecc. " , scrive al figlio "che non se ne occuperà più per motivi di dignità! ". Tra le righe dei commenti dell'Eroe traspare l'umanità e la preoccupazione del padre, in ciò rendendosi Egli un personaggio assai simile a tutti noi. L'Ammiraglio ha, infatti, il giusto presentimento che qualcosa di negativo gli riserbi il Fato. Ma ecco che finalmente il sogno del giovane Guardia Marina Giorgio si avvera: il 07 giugno 1943 è sui MAS, alla 17 Sq. Mas, che "ha i Mas più veloci, ed è l'Ufficiale della 2.a squadriglia". Gli impegni adesso si susseguono agli impegni, le missioni a Pantelleria a quelle di Trapani ed alle operazioni militari più delicate: "ho la soddisfazione - scrive al padre - di potervi dire che finora non ho fatto nulla se non per il bene del servizio e per l'onore del mio nome". Ma un ingiusto destino, aihmè, attende Giorgio, il 16 settembre 1943, a Portoferraio, dove le bombe di un aeroplano tedesco lo uccidono vigliaccamente e "materialmente sulla banchina del porto". Muore dunque un Eroe, ad appena 22 anni, che aveva sognato di affrontare il nemico "de visu", in combattimento leale a bordo del Suo MAS, Mas "tirato a specchio", armato in coperta con le migliori mitragliere ed i migliori siluri "Whitehead", e al quale "aveva dato tutta la sua appassionata opera per farne uno strumento efficiente"… I tempi purtroppo erano cambiati. Scrive di lui il Padre Luigi: " sognò la gloria, la gioia, il successo, e invece, perì tragicamente, tradito da un destino che non meritava". E ancora aggiunge alla fine delle epistole: " Il lutto per la perdita del figlio e per la sciagura della Patria è inconsolabile! Nel rapirlo ai vivi ha forse Iddio voluto risparmiare alla Sua anima ardente il peso di tanta tragedia, l'ombra della umiliazione ed il tormento dei dolori che ancora ci attendono…". Ed infatti, a quanti a Milazzo avevano modo di fermarlo, scrollando le spalle, rispondeva con lo sconforto del patriota, che non sapeva se fosse valso a qualcosa quanto compiuto!

G.M. (MD) Claudio Italiano

   

MILAZZESI, UNA SPECIE IN ESTINZIONE: ovvero potremmo scomparire dalla faccia della terra, finalmente, e non fare più danno tra 250 anni!


Milazzo, by night… ore 19:30, una sera qualsiasi di primavera, in un caos qualsiasi di ragazzini a bordo di motorini spaccatimpani che zigzagano in accellerata sulla via Medici e scaricano l'aggressività repressa, a respirare una buona boccata di fumi delle macchine in fila indiana, dei soliti paralizzati (non parlo di chi ha la sfortuna dell'handicap!) che godono "il passeggio" a bordo delle auto, per vedere "cu c'è di' fimmini"! Ed eccoti spuntare in lontananza l'amico Santino Smedili… col suo incedere elegante, col sorriso e i modi garbati di una persona della serie "factus sum mihi".… quattro chiacchere, le solite, la simpatia di sempre… Gli chiediamo come va e che dicono i suoi numeri! Unica persona che dà i numeri in senso buono, sicuramente da capire ed apprezzare meglio per il suo importante lavoro di statistica : infatti è sulle statistiche che si dovrebbe impostare una politica seria sociale, industriale, e soprattutto ambientale (ma questo è un altro discorso che il politico comincia a capire dal 40° parallelo Nord in sù!). Ci viene un'idea: "E' vero, Santino, - gli chiediamo - che i Milazzesi sono una specie in estinzione?" Con la disponibilità di sempre e la signorilità che lo contraddistingue, ci farà avere i numeri! Presto detto, dopo qualche giorno ci rechiamo al Comune, all'Ufficio URP... nell'Atrio del Carmine spicca la scritta " S.P.Q.M.", cioè
Senza Posto Questi Milazzesi, ed infatti tra i compiti dell'Ufficio c'è anche quello di creare orientamento tra i giovani senza bussola di Milazzo! Ci incontriamo con Nello Principato... anche lui si dice sconsolato per la situazione di casa nostra: i ragazzi sono sbandati, buttati per le strade, davanti a Video Games, gettati in atteggiamenti scoliotici sui motorini, in apatìa, abulìa, asfissìa, astenìa… Nello aveva piazzato un canestro in Marina ma gliel'hanno fatto togliere perché le…palle arrivavano in testa alle signore!... quindi l'ennesima fregatura per i nostri ragazzi, che non sappiamo dove mandare a giocare... pure il parco giochi del Capo è chiuso (ma quando fanno un polmone verde in Centro? Quando moriremo asmatici!). Nello, finalmente, ci consegna una busta giallo-pericolo, con i numeri di Santino! La leggiamo: anno 2000, nati vivi 263, morti 255; siamo al pareggio! Totale emigrati 491, saldo migratorio +119… iscritti dagli altri Comuni: +502! Insomma ecco perché i Milazzesi se ne strafregano della Città! Perché non sono della "specie" Mamertina!!!! Ma immigrati!!! Ma altrove com'è la situazione? Gli Italiani sono davvero in estinzione?? L'ipotesi è stata presentata all'Accademia dei Lincei. Ma si prevede che gli immigrati compenseranno il tracollo demografico: se in Italia il calo delle nascite proseguirà al ritmo attuale, entro il 2250 gli italiani potrebbero scomparire. Fortunatamente questa è solo un'ipotesi dei demografi perchè già nel 2050 in Italia si prevede un lieve aumento delle nascite, e a salvare la crescita della popolazione saranno indubbiamente gli immigrati (meno male!). È questo lo scenario presentato a Roma, nel convegno sull'infertilità organizzato dall'accademia dei Lincei. "Gli italiani in realtà non scompariranno - ha detto uno degli organizzatori del convegno, il biologo Giovanni Chieffi, dell'università di Napoli federico II - e la previsione della loro estinzione per il 2250 è teorica. Così come è teorica l'ipotesi secondo cui, se la popolazione della Nigeria continuasse a crescere al ritmo attuale del 3,4% annuo, fra 140 anni diventerebbe pari alla popolazione mondiale. Al di là degli scenari teorici, nella realtà avvengono meccanismi di compensazione a volte imprevedibili". Per il genetista Alberto Piazza, dell'università di Torino, è certo che nei prossimi anni in Italia ci saranno più nascite, tanto che l'attuale indice di fertilità di 1,1 figli per donna diventerà 1,4 nel 2050. Sebbene l'Italia sia oggi al terz' ultimo posto in Europa per tasso di fertilità, il calo delle nascite è comune a tutto il vecchio continente (nessun Paese raggiunge la soglia di 2,1 figli per donna). Un fenomeno cominciato in Francia nel 1830 e che da lì si è esteso, tanto che oggi tutta l'Europa è al di sotto di 2,1 figli per donna. Nel 2050, dunque, la fascia di età più numerosa dei Milazzesi sarà compresa fra 50 e 80 anni e questa non è una teoria catastrofista, come invece lo è l'estinzione della popolazione. È insomma proprio ciò che avverrà: l'invecchiamento della popolazione è inevitabile e la società non potrà non affrontarlo. Basti pensare, ad esempio, che gli anziani saranno la maggioranza dei votanti. È in problema che richiede una riflessione serissima e che rende necessario inventare un sistema sociale in cui gli anziani possano lavorare e produrre ed i giovani, come specie protetta, riposarsi! Si nasce sempre meno, anche a Milazzo, dunque, dove la cicogna è volata 392 volte nell'84 ad appena 263 del 2000, perché sopra i fumi dell'industria non può volare!! Preferisce restarsene nascosta nel...pigiama di papà!! L'Italia resta quindi, in testa alla classifica Onu delle nazioni che entro il 2050 registreranno il maggior calo delle nascite (+28%). Lo scrive l'Economist . Già, perché secondo l'autorevole settimanale americano il Bel Paese di oggi assomiglia sempre più ad una culla vuota: un quarto delle donne nate nel 1963 hanno un solo figlio (non fruttano!!) e i ritratti delle grandi famiglie di una volta non sono che un lontano ricordo. Un dato ancor più degno di significato se si considera che, con mezza Hollywood in dolce attesa, la maternità non è mai stata tanto di moda. Ma che succede alle donne italiane ed europee? Semplice: desiderano un figlio ma continuano a rimandarlo per mancanza di tempo! Si considerino le motivazioni psicologiche e culturali che possono rendere le giovani coppie insicure e timorose di fronte alla procreazione. Il calo delle nascite è accompagnato anche dall'esercizio di una sessualità sempre più svincolata dalla procreazione, soprattutto attraverso l'uso di anticoncezionali chimici o meccanici. A volte anche l'aborto viene considerato una tecnica anticoncezionale; talora, poi, (non me ne vogliano gli amici gay!) la sessualità si esprime nell'omosessualità. A fronte di una scarsa natalità, poi, assistiamo sempre più spesso alla consuetudine di procreare ad età più avanzata che nel passato e ad avere un solo figlio, così come, in alcuni casi, al desiderio di avere un figlio ad ogni costo, anche facendo violenza alla stessa natura, con tecniche procreative sofisticate (cfr. ad es. la fecondazione in provetta; le mamme-nonne,.la clonazione degli esseri umani!!!!). Insomma un figlio nasce se abbiamo sbagliato i calcoli di Ogino-Knaus, come incidente durante il matrimonio!!! Ma perché meno nascite a Milazzo? Perché la riproduzione funziona con i neurotrasmettitori del sistema parasimpatico, quello del rilassamento (!), in una popolazione di Milazzesi stressata che non può procreare quando ha i sistemi adrenergici attivati, cioè l'adrenalina a fior di pelle! Siamo super incazzati (si fa per dire!), super compressi, a correre di qua e di là, presi dall'ossessione della produttività e della ricchezza o dalla fame della disoccupazione, sarebbe meglio dire (!) ; le nuove donne di Milazzo, sono managerine, supercurate, esasperate dallo sfarzo del look, in un popolo di esaurimento nervoso: dati ISTAT indicano, con la gioia degli psichiatri, che il 50% della gente ha problemi di malattia mentale! Ogni 100 ricoveri, 5 persone, quasi sempre giovani, si ricoverano per tentato suicidio, spesso su base dimostrativa, bevendo magari una bottiglietta di guttalax (della serie "Oggi le Coliche"!), ma talora riescono nell'intento di ammazzarsi e sono quasi sempre giovani che si sentono irrealizzati, delusi, non capiti, non amati e noi là a guardare esterefatti! "Come mai? Perché? E' il male di vivere!

Ed ora eccovi la bella tabella del dott. Santino Smedili che ringraziamo ufficialmente insieme a Nello Principato per la gentile e cortese collaborazione al nostro giornale o "giornaletto" come piace definirlo a qualcuno a cui rompiamo gli amuleti! Ciao, speriamo a presto su questi schermi, tempo permettendo!!

Claudio Italiano

anno

nati vivi

morti

iscritti da altri comuni e dall' estero

totale emigrati

maschi

femmine

totale

1984

392

208

868

-716

15761

16072

31833

1985

364

234

857

-877

15803

16140

31943

1986

393

244

719

-795

15848

16168

32016

1987

392

289

641

-711

15850

16199

32049

1988

350

247

721

-804

15836

16233

32069

1989

330

229

651

-720

15851

16250

32101

1990

392

248

656

-683

15933

16285

32218

1991

327

263

471

-542

15421

16141

31562

1992

294

263

618

-522

15490

16199

31689

1993

297

264

573

-551

15509

16235

31744

1994

283

261

563

-585

15530

16214

31744

1995

293

260

605

-504

15566

16312

31878

1996

309

263

552

-517

15573

16386

31959

1997

311

255

646

-395

15746

16520

32266

1998

321

269

490

-491

15759

16558

32217

1999

282

276

661

-525

15829

16630

32459

2000

263

255

610

-491

15888

16698

32586

 

Venerdi 16 Marzo 2001, ore 20:00 "Saloni di Villa Esperanza". Organizzata una serata di incontro per gli amici di Legambiente e non solo, l' Assemblea Conviviale di Legambiente del Tirreno: "Proposte, iniziative ed impegni per il risanamento e lo sviluppo sostenibile del comprensorio Tirrenico"….

Entriamo nell' antro del ciclopico Pippo Ruggeri, fucìna ciclopica di belle idee… come sempre ci accoglie con gioia e con una luce speciale nei suoi occhi neri, che fanno da cornice ad un sorriso pacioso… la scusa è quella di organizzare una giornata ecologica ed una escursione per i bambini del Piaggia e la sua disponibilità è proverbiale! Non appena entrati ci offre con simpatia l'invito per questa Assemblea Conviviale, che tratterà i temi a lui cari, là dove sarà messo a disposizione degli amici convenuti il programma di impegno per il nostro territorio. Nell'invito che riceviamo è riportata una riflessione dell'amico Fabio Sodano, "Le radici e le Ali", le radici che rappresentano la nostra storia e le ali le nostre aspirazioni. Le radici forniscono una base solida ed indispensabile, al fine di attivare connaturali processi esplorativi dell'uomo nei confronti della vita; le ali sono il tramite per la realizzazione dei propri bisogni.. l'esecuzione musicale che accompagnerà la serata, vede dunque un Sodano "protagonista", ossia "primo combattente" che veicolerà il messaggio tacito ed il desiderio /bisogno che la metafora si concretizzi in opere pratiche nella vita della nostra Città". Lo prendiamo come un buon auspicio, anche se cominciamo a disperare sempre più… Tra i sogni in cantiere di Pippo (ma Lui stesso mi apostrofa dicendomi che bisogna credere in ciò che si fa e dare coraggio alla gente perché di sogni non si tratta!) la riqualificazione ambientale del comprensorio che passa per la difesa della terra agricola e nel rilancio del nostro florovivaismo, in una Milazzo che deve riscoprire il Capo e la sua Riserva Marina, che non deve dimenticare i suoi gelsomini e le sue essenze che rifornivano i profumieri francesi di Grasse. Mi parla del suo impegno per il nostro Porto, che deve riprendere la sua funzione di volano per l'economia cittadina; del recupero dell'antico sentiero di Ponente di Capo Milazzo che io stesso con altri Milazzesi ignoranti sconosciamo e che porta alla Baia di S. Antonino; del recupero del Duomo Antico ed il corretto restauro della sua Cupola; infine parliamo della sua idea di creare una pista ciclabile (in fondo è anche il mio desiderio!) che colleghi Milazzo con Barcellona, sul lungomare di Ponente al riparo delle macchine che sfrecciano… passare dunque da una Città dell'agorà-fobia (letteralmente dalla paura della piazza) ad una citta dell'agorà-fonìa (cioè la piazza dei suoni!), dove la gente si possa incontrare finalmente, comunicare e trovare il piacere della libertà ! Infine è da sottolineare l'impegno di Pippo per la bella iniziativa che giunge al sesto anno consecutivo dei bimbi di Chernobyl a Milazzo; fin qui bel 76 bimbi, grazie alla collaborazione dell'Istituto Regina Margherita, e con il coinvolgimento delle Famiglie di Milazzo che li hanno ospitati, hanno smaltito i loro curie radioattivi in una Milazzo incontaminata (si fa per dire, ma al peggio non c'è limite!). Questa è Legambiente del Tirreno, questo l'amico Fabio Sodano, questo Pippo Ruggeri, che lanciano l'idea dello sviluppo sostenibile e guardano anche alla solidarietà tra i popoli, per combattere le sfide della globalizzazione, per conservare quella necessaria umanità che ci fa essere meno autòmi e più a misura antropica. Ci sembrano dei S.Francesco del duemila che ammansiscono i lupi! Claudio Italiano

 

EFFETTO SERRA A MILAZZO: WELCOME TO MACHINE!

Milazzo, domenica 4 marzo 2001, temperatura 20°C…

.. la città si sveglia sotto la sferza del Libeccio; i resti delle nostre campagne ansimano di già, mentre la "cavoledda", piantata da poco dagli ultimi pianòti, giace in ginocchio, assetata e stremata dalla calura della "libiciata"; eppure siamo ancora in inverno (l'altro ieri perfino nevicava!) e la Primavera dovrebbe entrare il 21! Viaggiando sull'Asse Viario, una campagna ferita e moribonda, spaccata in due, ci accoglie sconsolata, offrendoci il triste scenario degli ultimi prati giallo dorato di acetosella; con l'intento di far fare quattro passi ai nostri figli in estinzione (Milazzo in calo nascite, ma questo sarà un altro articolo!), non sapendo dove portarli, ci rechiamo al Capo; qui le ultime ginestre fioriscono di giallo al sole pazzo mentre le spinose pale di fico d'india fanno bella mostra di frutti rosseggianti…. il tarassaco invece fa capolino tra gli ultimi fili d'erba…e qualche candido fiore di trifoglio spunta qua e là… la Natura milazzese, tuttavia, ci ricorda il malato con l'ossigeno sotto il naso, che tende la mano tremante al medico ignorante, con l'intento di riceverne soccorso. La Città, però, gira le spalle, incurante dei problemi e rivolge lo sguardo subdolo altrove, come per non vedere… accetta in silenzio anche i fumi d'Oriente, vomica insensata di questo nostra illusione industriale di popolo disoccupato! E mentre un Peppe Falliti tuona tra le righe de "La Città" per lo scempio dei poveri moncherini di Piazza Nastasi che tendono i tronchi mozzati ad un cielo di latta, il saggio e canuto Gigì Billè combatte i Mulini a Vento di una Milazzo che non ascolta la sua "Cassandra", ed esorta i politici di turno a cambiare direzione di marcia (ma questi, aihmè, fingono di non vedere ed ignorano che anch'essi dovranno presto invecchiare ed avere nipoti da mandare a giocare da qualche parte e il bisogno, presto o tardi, di dover respirare aria e verde per i poveri polmoni bronchitici !). Ma come sempre un popolo, abituato a soccombere, tace ed accetta pronamente, in posizione genupettorale, la situazione, con la speranza nel cuore di avere un posto al sole per il figlio o il nipote in un'industria da "Welcome to Machine", modello PinK Floid! Noi, d'altro canto, assaliti dallo sconforto di chi ha appreso la lezione e capisce la situazione critica, ci specchiamo nel Web, per avere qualche idea sull'immenso disastro ambientale a cui andiamo incontro, nella speranza di scuotere almeno un pochino chi ci dirige. L’effetto serra e il Global Warming sono tematiche che oggi fanno molta presa sulla pubblica opinione e il cui rilievo sui media ha continuato a crescere, specie a partire dalla Conferenza di Kyoto sul Climate Change del 1997, ripresa in questi giorni a Trieste, dove il popolo di Settle è sceso in piazza a protestare per salvaguardare la Terra dall'inquinamento, dalla produzione di anidride carbonica e dall'effetto serra (surriscaldamento dell'atmosfera). E non state a dire che sono fesserie; appresso vi riporto le mappe satellitari della siccità di cui al sito Ministeriale http://www.itacon.it/DATI/CARTINE/2000, dove si illustra il particolare della siccità che riguarda la Sicilia Nord- Orientale, compreso perciò Milazzo ed il suo hinterland! Come mai c'è la siccità anche a Milazzo??? Provate ad immaginarlo! Il clima sta cambiando pure da noi; i nuovi dati ottenuti con i carotaggi dei ghiacci polari , dimostrano che l'incremento del riscaldamento negli ultimi 100 anni è stato il più veloce nei 10.000 anni passati . Il mare è salito di 10 - 25 cm e l'aumento della temperatura non interessa solo la superficie ma sta raggiungendo maggiori profondità. La temperatura dei continenti è cresciuta soprattutto alle latitudini temperate dell'emisfero settentrionale , inoltre è aumentata in vaste aree particolarmente la temperatura notturna , ad esempio nella zona nord-orientale degli Stati Uniti le notti più calde hanno allungato di circa 11 giorni negli ultimi 30 anni la stagione priva di gelo . Anche il ciclo idrologico è cambiato, in tutto l'emisfero settentrionale il manto nevoso dal'88 è notevolmente al di sotto della media e lo scioglimento primaverile delle nevi è iniziato prima causando inondazioni in Canada e California. In molti paesi nordici i laghi ed i fiumi congelano con 1-3 settimane di ritardo e si sciolgono prima e la gran parte dei ghiacciai delle Alpi si sono notevolmente ridotti . Intanto il problema di ridurre la produzione di CO2 diventa un dovere di tutti, che passa anche per l'acquisizione del famoso "bollino blu" per gli autoveicoli (non della banana 10 e lode!! ma delle macchine a bassa emissione di gas!), richiedendolo alle officine autorizzate al momento della revisione (ce n'è una anche a Milazzo, chiedete!). Infatti ogni italiano emette 9 Tonnellate di CO2 l'anno. Il dato e' stato reso noto nel corso della presentazione della prima conferenza nazionale sulla qualita' dell'aria, nel quadro di Ariambiente. Sullo stesso livello dell'Italia si colloca la Spagna e, poco al di sotto, la Francia. Il record di emissioni pro-capite di gas serra va alla Germania (13.000 kg.), tallonata dalla Gran Bretagna. Le maggiori fonti di emissione di CO2 sono la produzione di energia (36%), trasporti (27%), industrie (21%), abitazioni e servizi (15%).

Le attività umane , dunque, stanno aumentando la concentrazione dei gas serra nell'atmosfera , che intrappolano il calore solare riscaldando la superficie del pianeta, e questo accade pure a Milazzo, dove il tasso di sviluppo delle attività umane ed industriali sta causando da oggi al prossimo secolo un aumento della temperatura media di 1,5 - 4 °C e la siccità, come si rileva dalle cartine ministeriali dell'ACEA .Dal 1950 l'atmosfera che sovrasta gli oceani è diventata più nuvolosa; ai tropici è aumentato anche il vapore acqueo al di sopra degli oceani e dal 1973 i temporali sono più frequenti ; invece su una vasta area delle regioni tropicali e sub tropicali che va dall'Africa all'Indonesia , le piogge sono diminuite sin dagli anni 60. Dal 89 El Nino ( espansione di una corrente superficiale calda dell'oceano Pacifico meridionale) ha assunto periodicamente manifestazioni estreme , si è così registrato un improvviso aumento delle tempeste nell'area settentrionale dell'Atlantico ed un'eccezionale diminuzione delle piogge in alcune zone tropicali. Sembra che il clima si stia caratterizzando con una maggiore frequenza di manifestazioni meteorologiche estreme.

La conseguenza di ciò è la siccità che colpisce la Sicilia Settentrionale, in particolare le nostre aree, e che può essere definita come quella calamità naturale che danneggia le produzioni agricole attraverso una ridotta disponibilità idrica ambientale (aggiungici il calo delle falde idriche sfruttate a Milazzo!). Tale carenza va misurata come deviazione rispetto al valore normalmente atteso, partendo dall'assunzione che in ogni area l'agricoltura si sia storicamente adattata alle specifiche condizioni climatiche, e che uno scostamento significativo e persistente rispetto a tali condizioni abbia effetti negativi sul sistema agricolo. Ma quali sono i gas serra? Essi sono a parte l' anidride carbonica, il metano, il protossido di azoto, clorofluorocarburi, ozono. Tutti gli altri gas serra contribuiscono per il restante 7% , il protossido d'azoto è emesso soprattutto da alcune attività agricole , l'ozono nella bassa atmosfera è prodotto dalle reazioni fra gli agenti inquinanti presenti nell'atmosfera, i clorofluorocarburi prodotti dall'industria grazie al protocollo di Montreal , firmato nel 1987 , dovrebbero nei prossimi anni diminuire velocemente..L'attuale concentrazione dell'anidride carbonica (CO2) è da noi di 358 parti per milione; è del 30% più alta rispetto a 200 anni fa ed è responsabile per il 70% appunto dell'effetto serra; dipende dalla combustione del petrolio, carbone, gas, legna e la deforestazione! Ecco da qui l'appello dell'amico e collega Peppe Falliti, che non è stato ancora recepito! L'unica risposta che in atto possiamo dare è la piantumazione di alberi a Milazzo. Ma dove li stanno piantando?? Cominciamo, per esempio, anche con i bordi dell'Asse Viario! Quali sono le risposte concrete che stiamo dando ai Milazzesi?? Almeno un cacchio di pista ciclabile a Ponente non è che ci voglia l'ira di Dio per farla!!! Almeno questo! Per non farci arruotare dal solito automobilista cafone di turno e per far fare quattro pedalate ai bimbi che barcollano sulle prime biciclettine!!. Claudio Italiano

 

 

Mercoledì 31  Gennaio 2001, ore 16,30.. Atmosfera di ghiaccio al Paladiana..mezz'ora dopo, alle 17,15 parla il Presidente del Distretto Scolastico 37 di Milazzo, Ciccio Giunta, scioglie il gelo  ed apre i lavori
del Convegno su "I Beni Culturali ed Ambientali: il significato di un impegno." Presenta gli ospiti con gioia: il sindaco Nastasi, l'Ass. ai Beni Culturali, prof.ssa Stefania Scolaro, il prof. Bartolo Cannistrà, che non ha bisogno di presentazioni, Alfio Seminara dell'Archivio di Stato di Messina, Antonio Catalfamo, il dir. Sez. Etnoantropologica, dott. Sergio Todesco, il sindaco di Lipari, Michele Giacomantonio ed il Provv. agli studi, Gustavo Ricevuto. "E' l'ultima occasione prima che si sciolga ufficialmente il Distretto" -dice- che in questi 10 anni ha lavorato sodo ed ha valorizzato i Beni Culturali del nostro hinterland, attraverso un'ultima fatica di ricerca che tratta delle Istituzioni, Associazioni ed Enti e che verrà presentata -continua a dire- da Alfio Seminara, dell'Archivio di Stato di Messina". Tra gli ospiti intervenuti parla il Sindaco Nino Nastasi; si scusa perché dopo la prolusione si dovrà interessare dell'emergenza spazzatura a Milazzo! Sottolinea l'importanza del lavoro compiuto dal Distretto e parla delle prospettive del futuro sviluppo del nostro territorio che considera un tutt'uno insieme con quello dell'arcipelago Eoliano e dei Comuni viciniori: S.Filippo del Mela e Pace del Mela. "Milazzo- dice- non è la palla al piede dello sviluppo del turismo del territorio ma si doterà di un porto efficiente e migliorerà la propria offerta turistica, attraverso la valorizzazione dei propri monumenti e del proprio patrimonio culturale". Più
duro ed immediato ci appare il sindaco di Lipari, Giacomantonio: "Il patrimonio dei Beni Culturali sta entrando in una fase nuova, i Beni culturali oggi si valorizzano perché -dice- il futuro del turismo delle
Eolie non è quello estivo delle famiglie che trascorrono le vacanze al mare; dovrà arricchirsi del patrimonio rappresentato dalla storia e dalla Cultura di un popolo, compreso quello della Costa Tirrenica, per essere competitivo col turismo delle Baleari e delle isole Greche. Dovrà offrire Musei, Parchi
attrezzati, Monumenti, tradizioni, cultura locale e (perché no?) anche la tradizione culinaria della gente". Poi il tono si fa più grave: " Lo sviluppo del turismo- continua- non è compatibile con quello dell'industria!" E fa riferimento al rischio di impatto ambientale, specie per il transito di petroliere, non volendo correre i rischi delle Galapagos e della Bretagna!!!  Infine sottolinea che lo sviluppo dei Beni Ambientali passa per un'intesa fra i Municipi, vedi i Patti Territoriali, i PRUST ecc. La parola ora alla prof.ssa Stefania Scolaro, Ass. ai Beni Culturali del Comune di Milazzo. "Milazzo -esclama, con un luccichìo degli occhi,- sarà presto nel circuito federiciano e per questo ho preso contatti con la
fondazione "Federico II di Honenstaufen di Jesi". Quindi elenca i progetti avviati e quelli in via di conclusione; inizia a parlare della realizzazione dell'Antiquarium che dopo l'incontro con la dott.ssa Tigano, della Sez. Archeologica della Sopraintendenza di Messina, diventerà la Sede del Museo
della Magna Grecia, collegato con quello di Lipari. Quindi all'interno del Castello sarà riqualificato il Duomo antico, stabilizzato il palazzo dei Giurati, il Bastione di Santa Maria. E' stata ritrovata -dice- una fontana cinquecentesca, una cisterna sotto il Duomo, reperti marmorei vari. Nel 2001 il Duomo diventerà una struttura apta ai Convegni, Congressi, Mostre e Concerti.quindi parla del restauro del Palazzo D'Amico, sotto la direzione dell'Arch. Giardina, col bellissimo soffitto ricco di affreschi, utilizzato
come Sala di Rappresentanza e sede di incontri culturali; parla dell'acquisto dell'Asilo Calcagno, utilizzato come Centro Sociale e del Teatro Trifiletti (dove si spera, finalmente, dopo 5 volte subito, si
estirperanno le erbacce di "pulicara"!!!) che sarà restaurato definitivamente e consegnato alla pubblica fruizione come è emerso in un recente incontro con l' Arch. Rotella, responsabile della Sovraintendenza.
Infine cita Villa Vaccarino  che sarà adibita a Centro Culturale, la Casa della Sicilia e della Chiesa di S.Francesco per la quale spera di ottenere un finanziamento di 3 miliardi per i lavori (finalmente!!!), prima che crolli. Tra gli altri intervenuti  si segnalano ancora Antonio Catalfamo, che ha sottolineato l'impegno profuso da tutti , compreso il prof. Saro Alioto  e di sua figlia che hanno reso fattibile l'opera in linguaggio html,corredandola di musiche *MID, lavoro che ritengo all'avanguardia  nel suo genere e che dovrebbe essere pubblicato subito su internet, per come merita!! I soldi -ha detto Catalfamo- sono stati pochi, ma la volontà tanta ed il sacrificio enorme. La realtà della Scuola si è inserita nel sociale. I sindaci sono stati presenti, la gente, uscita da  un torpore generale, presente!    Ah, a propositio: degno di essere visitato per la bravura, intelligenza e per la bontà del suo impegno è il sito Web del prof. Saro
Alioto,   www.saroalioto.it                                                               Claudio Italiano per la Città



 

 

MUCCA PAZZA A MILAZZO!

A Milazzo, andando in giro per le strade e visitando i supermarket, capita di vedere i banconi dei macellai pressocchè deserti (!) o macellai alla porta dei rispettivi negozi che guardano il passeggio! Viceversa le pescherie sono prese d'assalto… la gente è in preda alla psicosi della mucca pazza! Alcuni si recano alla salumeria a comprare prosciutti e mortadelle perché ritengono che così facendo di carne ai bimbi non gliene danno! E tutti a mangiare uova e polli!! Ma che cappero è sta mucca pazza? E poi giorni fa un signore ha comprato un pesce d'allevamento, di quelli dei market, che allevato con le farine animali, muggiva!!! La gente che mi ferma per le strade è in allarme mi chiede informazioni, per cui ho deciso di buttare giù queste righe…Anche il Ministero della Sanità sembra di fatto "in allerta rossa"! E, personalmente, essendo registrato al sito www.sanita.it ho ricevuto una e-mail con l'invito di collegarmi al link ministeriale, per ricevere le ultime novità. Ebbene, premesso che i nostri macellai, specialmente quelli di fiducia di mucche pazze non ne dovrebbero vendere e che la gente comincia a guardare meno al prezzo e a richiedere, com'è giusto che sia, una qualità migliore dei prodotti, il cosidetto "piatto pulito" di cui scrive l'amico prof. Gigi Billè, il problema non dovrebbe essere poi così grave da noi. Ma che cos'è la BSE o Encefalopatia, spongiforme Bovina? E' una malattia che nella Gran Bretagna ha colpito (tenetevi fitti!) 180.000 bovini nel 1986!!! Da noi , in Italia, nell'ottobre del 1994 furono individuati due casi clinici di BSE in animali provenienti dal Regno Unito ed il 16 gennaio 2001 è stato confermato il primo caso di BSE in una vacca da latte italiana. L'animale, di circa 6 anni di età, era stato sottoposto ad esame nell'ambito del programma di screening di massa sugli animali superiori ai trenta mesi macellati, in vigore dal 1° gennaio 2001. Il fatto è che non si capisce come mai la cottura delle carni, o le farine animali stagionate possano permettere lo stesso la trasmissione dell'agente infettivo, detto prione (un caso del genere si verifica in medicina raramente, nemmeno per l'AIDS, solo per le spore dei bacilli del tetano!).Questo benedetto prione, poi, non si sa bene neppure che cappero sia, probabilmente una proteina che secondo alcuni ricercatori potrebbe celare materiale genetico virale al suo interno e, quindi, diffondere una malattia che per l'uomo si chiamerebbe nuova variante del morbo di Creutzfeldt Jacob e ricorderebbe la BSE, appunto!!! . La malattia di Creutzfeldt-Jakob sporadica, invece, era conosciuta sin dagli anni '20 e diffusa in tutto il mondo con un tasso di mortalità di circa 1-2 casi per milione di abitanti (in Italia, invece, di questa nuova forma ci sono circa 50-70 casi l'anno). La MCJ sporadica colpisce sia uomini che donne, di età superiore ai 50 anni (ma sono anche stati descritti rari casi in soggetti più giovani) ed esordisce nella maggior parte dei casi con disturbi cognitivi (deterioramento mentale) o disturbi visivi ad evoluzione molto rapida seguiti da altri gravi segni neurologici. La malattia è sempre fatale, usualmente in meno di 6 mesi. Non c'è evidenza che la MCJ sporadica possa trasmettersi da uomo a uomo per via aerea, sessuale, per contatto o attraverso le trasfusioni di sangue!!!

Allora come difenderci a Milazzo??? Primo: Il Comitato scientifico europeo ha individuato come materiale specifico a rischio gli organi e i tessuti che, in base a ricerche scientifiche, hanno dimostrato una capacità infettiva. In particolare sono: * per i bovini di età superiore a 12 mesi il cranio, compreso il cervello e gli occhi, le tonsille e il midollo spinale e, per i bovini di qualsiasi età, l'intestino completo. Nello specifico si chiarisce che dell'intestino non fanno parte i prestomaci ("trippa") e lo stomaco. * Per gli ovi-caprini di età superiore ai 12 mesi il cranio, compreso il cervello e gli occhi, le tonsille e il midollo spinale e, per gli ovi-caprini di qualsiasi età, la milza. In base alle ricerche scientifiche non è stata rilevata alcuna infettività nel muscolo scheletrico (carne), nel latte e nei tessuti adiposi (grasso). Seconda cosa: "dobbiamo ritornare al passato!" No, non è un film di fantascienza ma la realtà del nostro futuro deve passare dalla riscoperta del "buon tempo antico", delle cose naturali e caserecce! Riprendiamo dunque gli allevamenti, magari non nella zona di Cacciòla e nelle fiumare piene di immondizie, ma sulle nostre colline perché la gente si è stancata di mangiare porcherie!! Neppure il pesce è più sano a Milazzo! L'altro giorno un amico mio ha pescato un "pesantone" che andava diesel!!! Ciao, Claudio Italiano!

 

LA CANNA, IL CANNOLO O LA CANNA...BIS, A MILAZZO? QUESTO E’ IL DILEMMA!

Ponendo questo quesito al contadino della Piana, vi dirà che la canna è meglio perchè può impalare la "pisella", quando c’è la ponentata! Il pasticcere vi dirà che un buon cannolo di ricotta fresca vi arriva nelle "caccagna"! Il ragazzotto quindicenne o lo sparuto professore "sessantottino" vi diranno: "Fuma bene, fuma sano, fuma solo Pakistano!" Ma il medico del SER.T. vi dice: "Meglio un cannolo oggi che una canna domani!"- Perchè? Perchè, Veronesi a parte, il cannolo vi farà salire i trigliceridi ma il fumo di spinello, "cannna", marijuna, hashish, chagar, e come cappero volete dire voi, crea solo l’illusione di stare bene, di avere una migliore introspezione e capacità di socializzazione, di amplificare e percepire meglio i suoni, con più vividezza e i colori, di avere sinestesie... ma poi rimanete "fumati"! Non solo! Il 2-3% dei fumatori passerà in seguito alle droghe pesanti! Lo so, il saputello che è in voi si alzerà dall’ultimo banco per dire che sono tutte fregnate! Ma, credetemi, non è così. Ho visto gente che fumava guadarsi intorno con gli occhi spiritati per dire: "Ce l’hanno con me... mi perseguitano.." Altri sgranare le pupille e tremare, presi da attacchi di panico e di depersonalizzazione! Altri diventare peones messicani, con fare e modi trasandati da ottusangoli, con apatia ed ottundimento del sensorio ed invece di avere amplessi sessuali del 3° tipo si sono ritrovati...impotenza erigendi, coeundi, generandi, per l’inibizione del tetraidrocannabinolo sull’ormone follicolostimolante... E non è per creare panico! Credetemi! Nè perchè ho interesse a fare prevenzione! Guardatevi il Godman e Gilmann, la bibbia sacra della farmacologia e capirete! E poi non è vero che non fa male lo spinello mentre la sigaretta fà male! Sono putt...ate! Perchè una canna=30 sigarette e vi dà bronchite e congiuntivite! Avrete un calo della performance scolastica, e mentre l’insegnante vi riprende, voi sgnignazzerete come sciacalli scattiàti, vivendo in atmosfere surreali di un vostro mondo di intronamento. E qui c’è il solito saputello che vi si rialza dall’ultimo banco per dirvi che dalla cannabis sativa o indica si estraggono principi attivi che curano la scleròsi multipla o il glaucoma e che i semini di canna..bis (meglio tris, quater, quinques!!) se li mangiano gli uccellini!!! Sì, è vero pure questo! Ma non sarà che vogliono marciare sopra il fatto che i giovani trasgrediscono e lanciano segnali di insofferenza e strafanno per accattivarseli tutti, prenderli fondellibus e creare il partito dei cannoli, che farebbe il 7% della popolazione votante, secondo dati ISTAT?? Fatevi furbi, perchè la libertà non esiste nella schiavitù delle droghe!!! Ma, in sostanza chi fuma?? Il professore o l’allievo?? Allora, rispondendo all’equipe de "La Città", l’identikit del tossicodipendente Milazzese del 2000 è quello di un ragazzo (di sesso maschile nel 78%), di 20-24 anni nel 10% dei casi , di 25-30 anni nel 22%, di età sui 30-34 anni nel 26%, sui 35-39 anni nel 21%, >39 anni nel 17%; che ha una scolarità medio-bassa e solo nel 20% è un diplomato, mentre nell’ 1,5% è un laureato, teachers compresi (inglesismo in onore del simpatico Alessio!). Quindi lasciamo in pace i proff.! Il tox milazzese è dunque un giovane che non canalizza le sue immense risorse psichiche, dotato spesso di grande intelligenza che, aihmè, ripercuote contro di sè, facendosi male con le droghe; magari passeggia per i marciapiedi di Milazzo in attesa della prima occupazione di gioventù (si fa per dire!!), ingrossando le fila dei 7. 500 clientes disoccupati o nella "Chiazza" di Barcellona o tra i vicoli di S.Lucia, anestetizzando le sue angosce esistenziali nelle sostanze; nel 2000 si è "fatto", o per meglio dire, distrutto, nell’80% dei casi con l’eroina, che di tanto in tanto ha associato alla coca (non Cola!), ma nel 44% qualche canna se l’è tirata! Però questo è il tossico doc! La realtà della strada e delle scuole probabilmente è diversa e vira verso le droghe minori (si fa per dire!) o quelle dello sballo da sabato sera o Sutarday Night Fever, perchè appunto è un febbrone da cavallo che coglie il consumatore pivello di ecstasy!! Ad ogni modo, non ci stancheremo mai di ripeterlo fino ad essere pesanti (come dice l’amico mio Salvatore! Infatti peso 98Kg!): il lavoro è motore di socialità e l’ozio è il padre dei vizi ed a Milazzo, tranne i calzolai per le scarpe consumate, non lavora nessuno!! Ah, a proposito per saperne di più collegati al sito http://www.infinito.it/utenti/clital . P.S. (Non me ne voglia il lettore erudito, ma mettendoci cose scherzose sono riuscito nell’intento di fare leggere questo pezzo anche ai ragazzi!!)

Claudio Italiano per la Città

LA FESTA DEL PRIMO CIRCOLO, UN NATALE DI AMICIZIA, FINALMENTE DIVERSO!

E ritorna il sorriso sulle labbra della gente..la città si ferma meravigliata e si scuote dal torpore in cui è da sempre immersa, alla visione dei 400 bimbi che sfilano in una fiaccolata che rischiara le tenebre della notte milazzese…Un signore anziano, con aria meravigliata per quanto sta accadendo, vedendoci con la fotocamera al collo mentre flashiamo la carovana, ci chiede: " Che è successo, come mai con le fiaccole?" – e noi, in tono scherzoso, ribattiamo: " E’ la festa del Corpus Domini!" – e quello: " Ah, bene, giusto!" – Poi ci ripensa, torna indietro e fa: "Ma non è possibile, c’è un Babbo Natali sulla Lapa! E poi non è la fine di Giugno!!!". Complimenti, complimenti e complimenti ancora al I Circolo Didattico che ha saputo stupirci, alla direttrice Turina Catanese, alle insegnanti tutte ed in particolare a Mimì Caruso, Tina La Cava, Donatella Imbesi, Carmela Vitale, Emma Barba per l’impegno non indifferente profuso nella realizzazione di una manifestazione Natalizia come questa che, finalmente, ricrea la magia del Natale, che è soprattutto la festa dei cuori e della gente che si ritrova. Questo lo spirito che ha animato la festa ed ha portato una nota di allegria nelle famiglie… Finito la fiaccolata, i bimbi ci hanno intrattenuto al Paladiana in uno spettacolo di canti e danze. Tra quelli che ne hanno consentito la realizzazione si ringraziano, ancora, il tastierista Franco Gitto, il cantante Antonio De Luca, il maestro Gianni Martino, la Croce Rossa, e …ancora i nostri solerti Vigili Urbani che con impegno, cortesia ed affettuosa solerzia hanno guidato la fiaccolata per le vie. Un particolare e sentito grazie anche a quanti non abbiamo citato per nostra negligenza e dimenticanza ma che hanno ugualmente lavorato in silenzio dietro le quinte nella realizzazione del palco, e, cioè, per esempio, i tecnici delle luci e dell’amplificazione… inoltre c’era un signore, dietro il palco, dall’aria distinta, con baffi bianchi, snello ed alto, con qualche capello bianco, che, un po’ in apprensione, scandiva i movimenti della danza al gruppo delle ballerine… un grazie anche a lui che non conosciamo! Grazie anche alle Autorità del Comune di Milazzo intervenute allo spettacolo, al Sindaco, ing. Nino Nastasi, all’ass. prof. Stefania Scolaro ed ad Antonio Messina. Dulcis in fundo, infine, segnaliamo la grinta delle bellissime "Babbe Natali", così come le hanno definite, impegnate in un simpatico balletto, e le altre ballerine tutte. Protagonisti indiscussi, tuttavia, della serata, sono apparsi i bimbi del I Circolo Didattico, che sotto la guida delle insegnanti si sono distinti nell’intonazione di canti Natalizi in più lingue e nell’attuazione dei balletti e dei giochi di ritmica e motricità ed, in particolare, gli angioletti e i piccoli Giuseppe e Maria. La serata si è, infine, conclusa con il saluto, l’omaggio della direttrice ed il ringraziamento alle insegnanti che hanno ultimato le loro carriere scolastiche. E chiudiamo con l’augurio che iniziative come questa possano ancora attuarsi per riunire nello spirito di amicizia e di gioia la famiglia scolastica, tutta, genitori compresi; questo è lo spirito del Natale, una festa della Comunicazione e dell’Incontro, oggi che più che mai viviamo nell’era della incomunicazione elettronica a distanza.

 

Banda Musicale "Pietro Mascagni"

Citta' di Milazzo…

Il pubblico in religioso silenzio..

Duomo di S.Stefano in Milazzo, ore 21,10 circa…. chiesa gremita di gente raccolta in un religioso silenzio; si esibisce la banda musicale "P. Mascagni" di Milazzo, una tra le più antiche d'Italia, vecchia di quasi 200 anni (!) in "Note di Natale. Presentatore della manifestazione è il simpaticissimo Santino Smedile, che dall’alto del suo entusiasmo ricorda le vicissitudini e gli eventi memorabili che hanno caratterizzato la storia della nostra banda; per esempio il patriottismo dimostrato dai musicanti nel luglio del 1860, durante l'occupazione Garibaldina di Milazzo, quando suonarono per le truppe in camicia rossa "La Bella Gigogin" e "La Vegna alla finestra" sorprendendo non poco i volontari padani. E Smedile cita anche la sera del 20 Agosto 1923 in occasione della visita a Milazzo del principe ereditario Umberto di Savoia quando la banda si esibì davanti allo jacht reale suonando delle serenate in onore del regale ospite. Oggi la "Pietro Mascagni" vanta una Scuola Musicale con 50 allievi di età compresa tra i nove e i sedici anni, e 55 elementi nella banda. Dal 1995 Banda e Scuola sono dirette dal giovane M° Giuseppe Maio, che ha saputo dirigere i suoi ragazzi al meglio fino a lasciare l’audience esterefatta. Amalgama, affiatamento, e professionalità… questi gli ingredienti di una serata riuscitissima, dove la "bellezza dei sentimenti si sono espressi in musica", sono parole di Don Santino Colosi, che ha auspicato (per essere in tema) la resurrezione di luoghi più adatti per l’aggregazione e l’espressione musicale; infatti a prescindere dal significato religioso della manifestazione, che è alla seconda edizione ormai al Duomo, sarebbe giusto che le erbacce all’ingresso del Teatro Trifiletti fossero sfoltite nella riapertura di tale struttura che manca ai Milazzesi, come l’aria da respirare e il pane quotidiano, in una Città che cresce e si espande nel suo bisogno di Cultura non appagato. Che dire della serata?! Atmosfere da mille e una notte hanno caratterizzato lo spettacolo, toni musicali ora solenni e drammatici, ora una fantastica ritmica jezzata di ragazzi percussionisti che sembrano musicisti temprati, vedi Francesco Corso, la hanno caratterizzata; toccante il "Concerto di Varsavia", con una pianista, Olivia Carauddo, che ci fa sognare in arpeggi impossibili al piano, di un suono esaltato dalla bellezza dei fiati che sanno fare da coro all’atmosfera di musiche rimbalzanti ed all’emozione che ci prende… Il Sindaco, Nino Nastasi, prende la parola nell’intervallo… si dice fortunato per aver assistito al concerto di giovani che non accompagnano solo i cortei e le processioni ma che, promette, avranno il loro posto d’onore alla prossima apertura, nella primavera del 2001 del Duomo Antico; chiude il suo discorso dicendo che la Banda si intitola alla Città di Milazzo e ci "da un segno d’amore e di speranza"! Lo prendiamo in parola e, dopo sterili polemiche, finalmente vorremmo assistere a Concerti di Natale all’ Antico Duomo, sperando che l’acustica non sia come quella della Chiesa Madre! Da sottolineare ancora, sempre nella manifestazione, l’idea fantastica della proiezione di filmati e cartoons, come il Re Leone, con una Banda che si è espressa nelle musiche di Elton John, con fiati e percussioni jezzate che ci pareva di assitere per davvero al film ed alla sua colonna sonora originale. Bravi tutti, insonna, ma ci sono piaciuti, tra gli altri, anche il solista Giorgio Milazzo col suo clarinetto ed il Tenore Aurelio Santalena, di nome e di fatto, con due polmoni possenti da non temere il confronto di Bocelli o di Pavarotti (scusate l’immodestia, ma è davvero bravo e potente!); ha saputo trasmetterci l’emozione delle musiche risorgimentali di Verdi… Santalena, alla fine de " Nessun Dorma", ha mandato letteralmente i Milazzesi (di solito addormentati!) in visibilio; sono seguiti più di 60 secondi di applausi in Chiesa (!) quando ha teso le palme in alto per ringraziare il pubblico e si è rivolto ai musicanti o.. piuttosto, all’orchestra? Perché ci è parso veramente che "il ramo della pianta musicale", come è stato detto da Sanfilippo, è fiorito nei giovani e si è irrobustito: una Mascagni delle marcette dietro le processioni che si è trasformata, insomma, in una Orchestra da Camera. Da dire, infine, che la nostra "Pietro Mscagni" ha, tra l’altro, un sito bellissimo http://web.tiscalinet.it/pietro_mascagni . Claudio Italiano, per la Città.

 

MILAZZO 2000: GRAZIE, NON FUMO!

Arrivano  la relazione ed i numeri preoccupanti del ministero dell'Ambiente:"in questo quadro - si legge nel rapporto ministeriale-, gli effetti ambientali, indotti dalla presenza delle attività industriali, divengono un fattore di conflittualità, alla quale spesso contribuisce la carenza di trasparenza nella gestione delle stesse industrie e l'insufficienza dell'informazione che giunge alla popolazione. In effetti, l'entità globale dell'impatto ambientale, su un territorio sostanzialmente limitato, da parte delle sole attività produttive dell'area è notevole, e cosi sinteticamente stimabile: emissioni totali in aria, S02: 57.000 t/anno; NOx: 21.000 t/anno; polveri: 5.000 t/anno prelievi di acqua dolce: 3.500.000 m3/anno prelievi dal mare: 2 miliardi di m3/anno scarichi in mare di acque depurate: 5.000.000 m3/anno scarichi in mare di acque di raffreddamento: circa 2 miliardi di m3/anno, rifiuti speciali prodotti: circa 6.000 t/anno. Transito di navi: circa 700 l'anno, traffico pesante: circa 20.000 vettori l'anno." Non c'è da stare allegri! Se dividiamo, infatti, le 57.000 tonnellate di Anidride Solforosa per i milazzesi, scopriamo che a ciascuno di noi toccheranno 1,9 tonnellate di sola anidride solforosa! Problema delle polveri: da noi sono 5000t/anno; esse derivano dai fumi di autoveicoli e dalla combustione di idrocarburi e sono altamente cancerogeni (leucemie, linfomi, tumore polmonare) ed allergizzanti (asma, bronchiti, cardiopatie croniche, riniti, congiuntiviti ecc.)

L'impegno ecologico di Comune ed Associazioni

Parte l'impegno ecologico del Comune di Milazzo e delle Associazioni ambientali: il WWF propone di monitorare l'elettrosmog e sottolinea il vuoto legislativo del decreto 381/98; si propongono vincoli pesistici nei Piani di Fabbricazione e Regolatori affinchè le antenne vengano posizionate fuori dai
centri abitati; di stilare protocolli d'intesa con le aziende che dovrebbero installare i ponti radio per concorrere al co-finanziamento di "sistemi di monitoraggio"; chiedere l'intevento dell'ISPESL del Ministero dell'Ambiente; esercitare pressioni nei confronti del Governo della Regione Sicilia ora che
le Aziente delle Telecomunicazioni  pressano per l'installazione di 50.000 ponti radio UMTS (per i cellulari di 3a generazione)!

No al ripetitore radiomobile selvaggio!

Il sindaco Nastasi firma  un'ordinanza con la quale stabilisce l'assoluto divieto all'installazione nel territorio comunale di ripetitori fissi e mobili per telefonia «e quant'altro possa provocare aumento di questa nuova forma di inquinamento». Questa decisione è maturata a  conclusione di una
serie di sollecitazioni avanzate dalle associazioni ambientaliste locali (ultimo in ordine di tempo il Wwf), venute a conoscenza di alcune richieste relativa ad installazioni avanzate presso il settore Ambiente e Territorio.

La riserva del Capo

Legambiente  propone l'istituzione delle aree della Riserva Marina del Capo; Italia Nostra ed il Sindaco propongono un progetto ambizioso: l'istituzione de "I Giardini di Federico", con l'intento di abbattere lo smog ambientale.

Milazzo: rischio si, rischio no! E' guerra tra Comuni

.E mentre i Sindaci del comprensorio del Mela richiedono di dichiarazione di «Area ad alto rischio ambientale». l'inserimento di Milazzo tra le zone industriali ad alto rischio significa apporre un "marchio" indelebile e soprattutto compromettente per le residue speranze di sviluppo turistico ed
economico della città. E all'unanimità, con la sola astensione di Pippo Doddo , il Consiglio Comunale di Milazzo  vota un documento che dice "no" alla dichiarazione ad alto rischio anche per il comune di Milazzo. La posizione dunque di Milazzo si diversifica adesso ufficialmente da quella
dei comuni del Mela che invece insistono per l'emanazione del decreto per l'Alto rischio.


La salute a Milazzo

Nel frattempo a Milazzo si continua ad assistere al calo delle nascite e all 'incremento di patologie allergiche e respiratorie che presentano soprattutto vecchi e bambini, frutto degli inquinanti e delle polveri ambientali che respiriamo. Studi dell'Istituto di Medicina del lavoro dell'Università di Messina, per incarico conferito nell'agosto del 1998 dall'amministrazione provinciale, circa le patologie respiratorie dell' interland milazzese (Pace del Mela, S.Filippo del Mela e S.Lucia), per il
periodo 1990-92, dimostrano n.4,69 casi di tumore polmonare nel milazzese su 10.000 Abitanti, contro la media nazionale di 6,4 ( 3,91 nel comprensorio di Limina), mentre i casi di broncopolmopatie si attestano a ben 6,45 casi su 10.000 a fronte di 3 sul territorio nazionale (!!) e 4,47 a Limina. Per quanto riguarda le malattie dell'apparato respiratorio (bronchite cronica, enfisema e asma) si aveva dunque un +115% di Milazzo e dintorni che appariva davvero un dato preoccupante. Per non parlare del +275% di S. Lucia del Mela, dove i decessi per enfisemi e patologie simili sono quasi il quadruplo del normale. Il dato è corretto verso il basso (ma
solo fino a un +217%) quando si considera il decennio 1989/98, nel quale risultano però significativamente più alti i valori riscontrati nel comprensorio (+125,3) e nel comune di Milazzo (+127,3% contro il +87,6 nel triennio). Sorge il problema dell'impatto  sulla salute dei cittadini delle
alte concentrazioni di inquinanti nell'aria delle nostre città, calcolando le morti, i ricoveri ospedalieri ed i casi di malattia imputabili alle concentrazioni medie di PM10 (la frazione respirabile delle polveri che grazie al piccolo diametro può arrivare sino alle vie più profonde portandosi dietro sostanze altamente inquinanti e spesso cancerogene come il benzopirene.


La Provincia chiede un'indagine epidemiologica per gli inquinanti

Interviene la Provincia di Messina : il livello di inquinamento nell'area industriale di Milazzo avrebbe raggiunto livelli tali da richiedere interventi drastici e immediati; gli uffici del dipartimento Ambiente
documentano una grave situazione di inquinamento nel comprensorio di Milazzo, specie per l'emissione in atmosfera di polveri contenenti metalli pesanti tossici e nocivi. Si chiede  al direttore generale dell'Asl 5, dott.Francesco Poli,  "di disporre un'approfondita indagine epidemiologica nella
zona e di " verificare l'andamento della morbosità e della mortalità per quanto riguarda le neoplasie, con particolare attenzione a quelle polmonari ed alle leucemie".
Un rapporto presentato da un'associazione ambientalista di Pace del Mela mette in evidenza la recrudescenza di una serie di patologie, in taluni casi con effetti letali, registrati con indici ascensionali, in tutto il comprensorio industriale, sulla base di segnalazioni dei medici della zona.

Poli risponde: «Lavoreremo in sinergia con la Provincia»
Il servizio di Igiene pubblica dell'azienda sanitaria n.5 diretto da qualche settimana dalla dottoressa Gina Mollica ha ricevuto dal direttore generale Francesco Poli, l'incarico di relazionare sulla richiesta avanzata dalla Provincia di una indagine epidemiologica, tendente ad accertare le  "ricadute" sul piano patologico delle emissioni inquinanti nel comprensorio industriale di Milazzo in rapporto a taluni tipi di neoplasie registrate nel comprensorio.
Il dottor Poli ha dichiarato: «Le «le iniziative che stiamo assumendo sono quelle di elaborare cinque anni di dati di natura epidemiologica per potere dare dei dati che abbiano una significatività. Qualora questi dati ci indichino che esiste effettivamente il danno per la salute delle persone, metteremo in atto dei meccanismi affinchè si proceda a realizzare le attività produttive nel massimo della sicurezza di natura ambientale. Il dott. Nastasi, dirigente dell''ufficio Igiene pubblica di Milazzo, effettuerà inoltre dei rilevamenti  e i dati saranno pronti nel febbraio 2001. I rilevamenti ambientali  verificheranno la ricaduta di polveri e metalli.

E vinìa Natali, cu’ friddu e ca’ fami....

E lo sentivi già nell’aria nel profumo di manderini che il monello di strada sbocconcellava in classe, tirandone fuori gli spicchi dalle cartelle di cartone; lo coglievi nelle stelle di Natale che la bidella, signorina Maria, offriva al Santo Presepe dove Gesù Bambino si sostituiva alla Madonnina del prof. Ciccio Iannello; nelle serate della Novena, poi, lo avvertivi nelle nenie soavi che, il ponentino trasportava tra le stelle e la luna della notte tersa e frizzante, dall’alto della collinetta dell’Immacolata, di un Padre Innocenzo che diffondeva le musiche nei cuori.... Già la vigilia dell’Immacolata o lo stesso giorno, scendevano dai nostri monti, da Rometta, da Monforte o da S.Lucia, i ciaramellari.. e noi bimbi preoccupati se, per caso, per quest’altro anno il ciaramellaro avesse dimenticato di venire. Stazionavano presso le parocchie , dove in cambio si impegnavano a suonare durante le funzioni... Altri, invece, si organizzavano in orchestrine; famosa era quella di S.Pietro, "du’ Zu’ Vanni" e di "don Pippinu". Ma, andando avanti con gli anni, anche i ciaramellari si erano industriati e venivano a Milazzo con le prime 500, cariche di ciaramelle sul sedile posteriore... Smunti in viso, col naso affilato dai troppi stenti, le guance rosse di un enfisema polmonare incipiente, con le giacchette di fustagno nero, gli scarponi pesanti da mandriano, i passamontagna, tenevano sulle spalle le ciaramelle afflosciate, addobbate con nastri e nastrini rossi, non capisco se per ornamento o "fora malocchio"… e noi là, davanti a piccoli presepi, con la famiglia raccolta e i più piccoli con le orecchie tappate, quasi a temere il boato delle canne sull’accordo di DO Maggiore, che seguiva fragoroso finito il faticoso rigonfiamento della ciaramella...quindi seguivano 5 minuti di "birulu, biluru .... e l’ultimo peeeeee finale a ciaramella strizzata, con l’applauso dei presenti e la gioia per essere trascorso un nuovo anno in buona salute ed essere ancora tutti insieme. Poi seguiva il classico bicchierotto di vino buono, offerto al ciaramellaro in segno votivo! Ma era Natale, perchè già nei cuori ci si preparava da tempo all’occasione... e si riusciva a cogliere il significato della Festa, che era la festa della Famiglia riunita, degli amici e dei piccoli. Soldi circa zero per comprare gli addobbi, ma i fratelli più grandi o i papà stessi, nel tempo libero, erano ricchi di iniziativa ed andavano tra i campi di Milazzo a raccogliere il muschio, che a quei tempi ancora cresceva rigoglioso sui muriccioli vecchi del Tono, tra gli ulivi di S.Papino e del Capo... tra la sparacina e gli spuntoni dei primi "asparagi di villa", tra le "sipale" dei ficodindia, che allora ancora non si compravano ai supermercati, e i "ntuppateddi"... i presepi erano piccolini, spesso ricavati sul comodino, ma agli occhi dei piccoli sembravano immensi, ingigantiti dalla fantasia di due occhietta sgranati, con le "spammaciri", con i lumicini che galleggiavano sull’olio, il muschio disteso tra i pochi pastorelli, i ciotoli du "ma’ d’ arreti", la "sparacina" pungente raccolta, il mirtillo, le stelline del cielo, l’angioletto appeso, il sughero per le montagne....il cotone per la neve... ed arance, manderini, mandorle, noci, nocciole, confetti, "cassatedde", "mustada", e gli ultimi grappoli d’uva che le mamme avevano posto a mò d’offerta al Santo Bambino, per la ricca vendemmia che avevano avuto... E non vi dico la gioia della Vigilia, quando la famiglia si riuniva a tavola, davanti al classico piatto di pescestocco con le patate o della ventre di tunnina, e lo "scaccio", tra fichi secchi dolcissimi, mele piccole e profumate e qualche torrone... soltanto. E i regali? Un paio di guanti di lana o una sciarpetta che la mamma aveva fatto ai ferri, un balocco di legno e... tanto affetto. Quindi si giocava a "sparari u casteddu paratu c’u baddu di nucidda nchiumbatu", o "c’u canali". Ora mi chiedo, a prescindere dai bei sermoni che il prete di turno ci propina dal pulpito, non sappiamo se per spettacolo o quale espressione del proprio modo di essere, quando la notte di Natale ci papariamo sulle nostre belle pellicce in un clima da aria condizionata, chi di noi riesce più a vivere il Natale??? Chi di noi è in grado di trasmettere la magia del Natale dei Valori ai figli??? E’ forse la playstation 2 o il nuovo Wap a crearla?? ..quando il padre si guarda la sua bella partita di calcio su Tele Stram e suo figlio si nevrotizza altrove al computer in giochini della serie "esaurimento nervoso 2" ??!!

Buone Feste, Claudio Italiano.

 

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